Stato di grazia Berrettini (De Ponti). Spadafora blinda le elezioni. Al voto entro il 15 marzo (Canfora)

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Stato di grazia Berrettini (De Ponti). Spadafora blinda le elezioni. Al voto entro il 15 marzo (Canfora)

La rassegna stampa di mercoledì 15 luglio 2020

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Stato di grazia Berrettini (Diego De ponti, Tuttosport)

Chi batterà Thiem a Berlino? Ieri ci ha provato Jannik Sinner ma senza riuscirci, oggi tocca a Matteo Berrettini nella finale del torneo promozionale Ben1 Aces. Il romano ha sconfitto lo spagnolo Bautista Agut (già battuto pochi giorni fa al Thiem’s 7 di Kitzbuehel). Il successo è arrivato in rimonta (4-6 6-3 10-6) e con qualche patimento in più.

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Il giovane talento altoatesino ci ha provato ma contro l’austriaco, numero tre del mondo e già in forma ha pagato il gap di esperienza. Risultato finale 6-3 7-6 che dimostra la caparbietà di Jannik nel cercare di rimanere appeso al match nel secondo set. Il primo set ha avuto poca storia. L’austriaco ha controllato agevolmente. sfruttando esperienza e feeling con la superficie (erba) che non lascia molti spazi di recupero.

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La sconfitta ci sta ma c’è da lavorare per crescere e potersela giocare alla pari. Crescita che ha messo in mostra Matteo Berrettini capitalizzando lo stop per l’emergenza sanitaria.

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Anche per Matteo oggi c’è l’esame DominicThiem. E’ il numero tre del mondo, la forma c’è. Gli spunti non mancano. Finale femminile tra Svitolina e Kvitova. La U.S. Tennis Association ha annullato diversi tornei minori in programma ad agosto a causa della pandemia di coronavirus, ma ha confermato l’inizio degli US Open a partire dal 31 agosto. La Federazione statunitense ha cancellato tutti i tornei delle fasce di età junior. Cancellato anche il tradizionale torneo su erba di Newport, nel Rhode Island. Anche in Svizzera si procede ad annullare i tornei. E’ il caso del Swiss Indoors di Basilea. Lo hanno annunciato gli organizzatori, secondo cui sarebbe «irresponsabile e logisticamente difficile andare avanti. Il distanziamento sociale e le partite giocate a porte chiuse erano fuori discussione per noi sin dall’inizio». DIMITROV GUARITO «Ho appena ricevuto ottime notizie dal mio medico di Monaco che ha confermato che sono Covid-19 negativo». Con un post su Instagram Grigor Dimitrov ha annunciato di essere guarito dal coronavirus. Il tennista bulgaro era rimasto contagiato in occasione della seconda tappa dell’Adria Tour, torneo esibizione organizzato da Novak Djokovic in Serbia e Croazia.

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Spadafora blinda le elezioni. Al voto entro il 15 marzo (Mario Canfora, La Gazzetta dello Sport)

“Al voto, al voto!». Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, non dice proprio così, ma la lettera che ha inviato al Coni è un invito ad affrettarsi, dopo aver segnalato che la delibera votata il 2luglio, che prevedeva una finestra da settembre 2020 a fine 2021 per le elezioni di Coni e federazioni, è in contrasto con la normativa vigente. Dietrofront, quindi: si dovrà votare entro il 15 marzo 2021. «Ma se il Parlamento volesse decidere di fare un provvedimento rinviando tutte le elezioni di Coni e federazioni, può farlo», spiega. Nel frattempo, la Federtennis ha indetto le sue per il 12 settembre, con Binaghi che cerca il sesto mandato di fila. «Legittimo indirle — ha detto ieri Spadafora alla Canottieri Roma a margine della presentazione del libro “Una passione lunga un secolo” sui primi 100 anni del Circolo —: ma, come si dice, a pensar male… A volte si attribuisce alla politica la voglia di non lasciar mai la poltrona, ma pure lo sport non scherza, questo senza nulla togliere al buon operato dei presidenti». Spadafora è poi intervenuto sulla differenza, nella bozza del testo, dei limiti per i mandati del Coni (due) e delle federazioni (tre). Frenata «Non è detto che resterà così fino alla fine. Anzi, credo che si debba ancora lavorare, non penso sia la stesura definitiva.

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Nel frattempo, la frenata c’è. Non sappiamo se brusca, ma la fretta di Spadafora non è condivisa dai partiti, in particolare quelli della maggioranza. Vogliono approfondire, studiare, pensare a contromosse per le modifiche che intendono apportare alle 123 pagine del testo. Spadafora intende incontrare tutti singolarmente e ieri ha iniziato la serie dei colloqui ricevendo la delegazione di Leu (Liberi e Uguali).

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Dopo Leu sarebbe toccato a Italia Viva.

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Martedì è previsto il dialogo con i 5 Stelle, invece Pd e Italia Viva vorrebbero un vertice di maggioranza e non incontri spezzettati. Calendario Va ricordato che si tratta di una legge delega che non ha bisogno di approvazione parlamentare: c’è già stata l’8 agosto 2019. Ma ha bisogno che venga condivisa dal consiglio dei ministri con due passaggi non vincolanti, quello della conferenza statoregioni e delle commissioni parlamentari competenti. Col rinvio degli incontri, è difficile che il testo possa essere completato per fine luglio. Presumibilmente andrà in calendario a settembre per poter essere approvato entro ottobre

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La partita infinita di Venus e Serena. Le sorelle regine sfidano il tempo (Cocchi). Paolo Bertolucci: “Io e Panatta, diversi in tutto. Conquistava le fan con il ciuffo” (Serra)

La rassegna stampa di giovedì 13 agosto 2020

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La partita infinita di Venus e Serena. Le sorelle regine sfidano il tempo (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport)

Hanno fatto 30, perché non fare 31? Perché non allungare ancora una rivalità che ha fatto la storia del tennis e dello sport moderno? Oggi, nel secondo turno del torneo di Lexington, Serena Williams e la sorella maggiore Venus si affronteranno per la 31a volta nella loro incredibile carriera. Si tratta “solo” di un secondo turno, non ci sono Slam da conquistare o numero 1 al mondo da raggiungere, ma c’è da riportare luce nel buio della pandemia che ha congelato lo sport. E allora quale migliore occasione per rilanciare il tennis se non una sfida tra le due eterne Williams? L’ultima? Il primo torneo che si gioca in Usa dopo lo stop, oggi vivrà un momento storico perché – chi lo sa? – potrebbe anche essere l’ultima sfida ufficiale tra Serena e Venus. La maggiore ha compiuto 40 anni a giugno, la minore taglierà il traguardo dei 39 tra un mese. A quasi 79 anni in due, la possibilità che possano incrociarsi molte altre volte comincia a essere remota. Serena rincorre lo Slam numero 24 ed è possibile che, una volta raggiunto il record di Margaret Court, decida di farsi da parte dedicandosi a tempo pieno al lavoro di madre e imprenditrice. Venus ha tenuto a dire che gioca per passione, per il piacere della sfida, ma il tennis post Covid potrebbe non essere più così divertente e indurla a cambiare programmi. Serena e Venus sono cresciute insieme con la racchetta in mano, forgiate dal padre Richard, accusato spesso di aver “manipolato” gli esiti delle sfide tra le due. Ma la rivalità tra giocatrici non si è mai infilata nel rapporto tra sorelle, sempre unite nella vita quotidiana, partecipi l’una delle gioie e dei dolori dell’altra. Non importa se il bilancio della rivalità sia 18-12 per la minore, Venus è sempre in tribuna a tifare per Serena quando c’è in ballo qualcosa di importante. Ventidue anni e sette mesi fa – il 21 gennaio 1998 – la prima puntata del “Sister Act”, come viene ancora soprannominata la rivalità tra le due, con tanto di citazione cinematografica. Le ragazze di Richard si affrontavano all’Australian Open, secondo turno. Serena aveva 16 anni, Venus 17 e vinse lei. Il primo scontro per un trofeo l’anno successivo, nel torneo di Miami. La “piccola” riuscì a strappare un set alla sorella maggiore, che però trionfò ancora. In quell’occasione, il padre venne accusato per la prima volta apertamente di decidere l’esito della sfida, ma rispedì al mittente la provocazione: «Ho insegnato alle mie figlie che si va in campo per vincere, non potrei mai dire a una o all’altra di perdere apposta». Serena è stata la prima tra le due a conquistare un titolo del grande Slam, lo Us Open nel 1999, ed era lei la favorita nel derby in semifinale di Wimbledon 2000. La vittoria, invece, la strappò a sorpresa Venus, che poi conquistò il titolo sull’erba più famosa al mondo: il suo primo Slam. Le sfide in finale tra di loro sono state nove, con Serena vincitrice in sette occasioni contro le due di Venus. Ma anche in tema di Major, le ragazze Williams hanno stabilito un primato: sono tuttora le uniche due tenniste dell’era Open a essersi affrontate in quattro finali consecutive di Slam, dal Roland Garros del 2002 all’Australian Open del 2003, con Serena sempre trionfatrice. L’ultima volta che si sono sfidate per uno Slam è stato l’Australian Open 2017, la finale più dolce. Serena aveva da poco saputo di essere incinta della figlia Olympia, il mondo invece non poteva immaginare che da allora la Williams più giovane non avrebbe più vinto mezzo Slam. Il commento di Venus allora era stato delizioso: «Ecco perché ho perso… Eravamo due contro una!». Ma quando uniscono le forze le due sorelle sono letali: 14 Slam e tre ori olimpici in doppio, totale di 22 titoli compresi quelli sul circuito Wta. […]

Intervista a Paolo Bertolucci: “Io e Panatta, diversi in tutto. Conquistava le fan con il ciuffo” (Elvira Serra, Corriere della Sera)

Preferisce «Pasta Kid» o «Braccio d’oro»? «Pasta Kid, mi ci riconosco di più. Me lo diede per provenienza e abitudini culinarie Bud Collins, del Boston Globe». […] Paolo Bertolucci è «quello che giocava con Panatta». […] La più grossa che le ha combinato? «Lo salva che è una persona buona e con uno così non puoi restare arrabbiato. Ma abbiamo litigato un sacco di volte, dentro e fuori dal campo. Non saremmo potuti essere più diversi: lui di famiglia socialista, io liberale, lui giocava a sinistra, io a destra, lui non si dà mai pace, io sono un tipo tranquillo…». Le spiace aver fatto una carriera alla sua ombra? «Una volta alla Royal Albert Hall di Londra nel presentarci dissero che lui era one of the most handsom men in Europe, uno degli uomini più affascinanti d’Europa, e io ero the shorter, quello più basso. Ma nella coppia ero il regista che creava e preparava il piatto, lui il bel ragazzo che dava il colpo del ciuffo». Ma non era la Veronica il colpo di Panatta? «Tecnicamente. Ma il colpo del ciuffo era bestiale, le donne impazzivano. Lui prima di colpire la palla si spostava i capelli con la mano e loro gridavano: A-dri-a-no! Ma il colpo lo avevo preparato io!». […] Ha dovuto coprirlo spesso con le donne? «Lasciamo stare…». Me ne dica almeno una! «Eravamo in Spagna e durante una partita mi fa: “La vedi quella donna in tribuna? Stasera esce con me”. E io: “Vabbè adesso però cerchiamo di vincere”. La sera, come da manuale, la signora, sposata e con tre-quattro figlioli, lo raggiunse in albergo. Poiché dormivamo in camera insieme, dovetti cedergli la stanza e andai in quella accanto, comunicante. A un certo punto sentii bussare alla porta, era il marito: “Donde està mi mujer”? Ma che ne so, risposi. Adriano aveva sentito tutto e quando andò via fece entrare la moglie da me: bussò da lui e non c’era già più». Nella sua autobiografia, «Pasta kid» (Ultra Edizioni), scrive che grazie a voi Björn Borg diventò un sex symbol. «Vestiva in un modo… Zoccoli svedesi, jeans e maglietta. Lo obbligammo a tirar fuori la carta di credito e rifarsi il guardaroba…». Pure Adriano era vanitoso.. «Altroché! Guai a toccargli i capelli, diventa pazzo». La partita più bella? «La vittoria in Coppa Davis». Con la maglietta rossa. «Quella storia… Buon per Adriano che ve ne siete accorti, ma ai tempi non fece così tanto clamore. Comunque poi la cambiammo». La vittoria più gustosa? «Contro gli australiani a Roma, o anche a Montecarlo contro McEnroe e Gerulaitis». È vero che doveva allenare Federer? «Ero nella rosa, ma significava stare 40 settimane all’estero, avevo appena smesso di fare il girovago…». Cosa pensa di Sinner? «Ha tutto: testa mezzo tedesca, è serio, è ben guidato da Piatti e vive per il tennis». E lei gioca ancora a tennis? «Mai. Quando ho smesso ho smesso». Sogna di giocare? «Mi è successo all’inizio del lockdown. Non ricordo contro chi, ma era un match delicato, non sapevo se colpire sul dritto o sul rovescio. Ho riprovato quella sensazione, il mal di pancia che ti prende…».

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Williams e Halep avanti ma a rilento (Cocchi). Giorgi avanti tutta (Bertellino). Sonego vola negli Stati Uniti: “Più forte dopo il lockdown” (Semeraro)

La rassegna stampa di mercoledì 12 agosto 2020

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Williams e Halep avanti ma a rilento (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Buona la prima, anche se con una partenza a rilento. Serena Williams, al primo match ufficiale dopo lo stop per pandemia, cede il set di apertura alla connazionale Bernarda Pera, poi la supera in tre set 4-6 6-4 6-1 in due ore e un quarto. Un’atmosfera mai vista, quella di Lexington, con camion e auto che transitavano alle spalle del campo, mentre la ex numero 1 cercava di riprendere il filo di un discorso interrotto da troppo tempo: «Quanto tempo è passato dall’ultima partita — ha detto la campionessa di 23 Slam —. È un buon segnale giocare tre set e riuscire a vincere il match. Non riuscivo a prendere il ritmo, poi mi sono detta: “Serena, gioca come hai fatto in allenamento”, e ha funzionato». Niente pubblico, applausi, autografi, un ambiente completamente diverso da quello a cui per anni è stata abituata: «Era tutto così calmo, silenzioso, non posso dire che non mi sia piaciuto. Ne ho passate tante nella mia carriera e questa era una situazione così diversa… Forse ho vinto anche perché una volta tanto ero calma». Sul cemento del Kentucky passa anche la 16enne Coco Gauff, numero 53, con un doppio 7-5 contro la connazionale Caroline Dolehide, 134. Esordio vincente per Camíla Giorgi al torneo di Praga. L’azzurra ha battuto la 18enne ucraina Marta Kostyuk, numero 140, 4-6 6-2 7-6 (4) in due ore e 14 minuti. Al secondo turno Simona Halep, numero 2 al mondo, anche lei in tre set 6-1 1-6 7-6 (3). Per lei qualche difficoltà di adattamento: «Dopo due set ero molto stanca — ha detto —, ma ho trovato la voglia di combattere. Senza pubblico è più difficile».

Giorgi avanti tutta (Roberto Bertellino, Tuttosport)

 

Tempi duri per i miti ma classe e voglia di combattere fanno ancora la differenza. Così per Serena Williams che all’esordio nel Wta di Lexington ha rischiato (4-6 4-4 e 0-40) contro Bernarda Pera venendo a capo del match al terzo set (4-6 6-4 6-1). Nel Wta di Praga sono stati invece i tie-break del terzo set a dare ragione alla n°1 del tabellone, Simona Halep, e a Camila Giorgi. La prima ha faticato non poco per avere la meglio sulla temibile slovena Polona Hercog pur dopo un avvio brillante (6-1). Nella seconda frazione è stata l’avversaria a cambiare marcia e pareggiare i conti con un 6-1 invertito. Nel terzo set Simona Halep è andata a servire per il match sul 5-3 ma non ha capitalizzato il vantaggio e ha avuto bisogno del tie-break: «Sono contenta del risultato e di aver combattuto fino al termine nonostante il calo fisico a fine primo set. Le partite sono una cosa diversa dall’allenamento». Camila Giorgi ha fermato al fotofinish la qualificata ucraina Marta Kostyuk, per 4-6 6-2 7-6 dopo 2 ore e 11 minuti, recuperando nel set decisivo dallo 0-3. Ora troverà la belga Elise Mertens, n°3 del tabellone che in apertura di programma aveva tolto dai giochi l’ottima Jasmine Paolini, per 6-3 al terzo set.

Sonego vola negli Stati Uniti: “Più forte dopo il lockdown” (Stefano Semeraro, La Stampa)

Fra l’Umbria e la East Coast. Quest’anno per Lorenzo Sonego va così. A Todi, nel primo appuntamento della ripartenza tennistica made in Italy, a inizio giugno, si era cucito addosso lo scudetto di campione italiano, e a Todi è ritornato ieri per giocare la Serie A1 e prendersi il tricolore a squadre con il CT Italia di Forte dei Marmi. In tasca però ha già il biglietto per gli States, dove dal 22 agosto riparte il grande tennis mondiale. Nella bolla di Flushing Meadows, dove ha traslocato il Masters 1000 di Cincinnati, il primo appuntamento maschile post-lockdown (le donne hanno debuttato a Palermo settimana scorsa) e dove il 31 inizieranno gli Us Open. Un discorso interrotto a febbraio, per Sonego dopo cinque primi turni e i quarti di finale a Rio de Janeiro. Lorenzo, si riparte da Cincinnati/New York e dal numero 46 Atp. Già fatto il check in? «Dovrei partire sabato. Sono ancora fuori di un posto dal tabellone principale, quindi dovrei giocare le qualificazioni, ma spero che qualcuno rinunci e di poter entrare direttamente».

Alcuni dei più forti, da Nadal alla numero 1 delle donne Ashleigh Barty, hanno rinunciato anche agli Us Open: chi ha ragione?

È una situazione molto complicata, diversa dal solito, il contagio non è ancora sotto controllo. Confesso che la cosa che mi preoccupa di più è il viaggio: il tempo da passare in aeroporto, le tante ore di aereo. Una volta arrivato a New York credo che sarò più tranquillo, li dovrò pensare solo a giocare.

Dovrete alloggiare obbligatoriamente in uno dei due hotel ufficiali, o in appartamenti approvati dall’organizzazione, e spostarvi solo per le partite e gli allenamenti: una clausura troppo rigida?

Io ho scelto di stare in hotel, ma non credo soffrirò più di tanto: in fondo anche nei tornei normali è sempre così: stadio-albergo, albergo-stadio, non ci sono grandi possibilità di evasione. Poi io vado li per giocare, mica per fare il turista. Sarò ancora più concentrato del solito.

Ha sentito altri tennisti, che atmosfera si respira fra di voi?

La preoccupazione c’è, inutile negarlo. E sul resto della stagione non ci sono certezze, non si sa bene come e dove riusciremo a giocare. La confusione è tanta.

Si aspetta sorprese alla ripartenza? Per Dominic Thiem, viste le assenze, gli Us Open di quest’anno varranno meno degli Slam del passato.

No, mi aspetto che tutti siano in grande forma, molto preparati e con una grande voglia di giocare. Tutti abbiamo usato le esibizioni o i tornei locali’ per recuperare la condizione. Sulle assenze, di Federer si sapeva, mancherà solo Nadal, non è uno Slam svalutato.

Il Sonego post-lockdown sarà migliore o peggiore di quello di inizio anno?

Ho lavorato tanto, sia tecnicamente, su rovescio, servizio e risposta, sia fisicamente, sulla scioltezza dei movimenti. Credo che sarà migliore.

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Halep riparte da Praga: “Ma nulla è come prima” (Cocchi). ATP Finals, già prenotate 2mila stanze di hotel (Ricca)

La rassegna stampa di martedì 11 agosto 2020

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Halep riparte da Praga: “Ma nulla è come prima” (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport)

È ora di ritornare in campo per Simona Halep. La romena numero 2 al mondo avrebbe dovuto riprendere il cammino da Palermo, dove però ha rinunciato ad andare per paura di affrontare il viaggio in un momento in cui in Romania i contagi stavano risalendo vertiginosamente. Praga le è sembrata un’occasione migliore. E oggi la campionessa di Wimbledon 2019 affronta al primo turno la slovena Polona Hercog. Simona, finalmente si torna a giocare. «Sono molto impaziente, non vedo l’ora. Mi sono allenata molto a casa, sulla terra rossa, e avevo davvero nostalgia dell’atmosfera dei tornei, dell’adrenalina delle partite». Che cosa si aspetta, fisicamente ed emotivamente, dalla prima partita dopo cinque mesi di stop? «Il sentimento è la gioia. Gioia di poter tornare alla competizione, a fare quel che amo di più. Non ero mai stata così tanto tempo senza giocare nella mia carriera. Per due mesi sono stata ferma per colpa di un infortunio al piede destro, quindi sono molto carica e ovviamente un po’ nervosa. Fisicamente mi sento bene, il problema al piede è passato e sono pronta ad affrontare questo esame». […] Come ha organizzato gli allenamenti durante l’isolamento? «Il coach Cahill mi ha chiesto di allenarmi come se dovessi giocare un torneo. Ha detto di prendermi il mio tempo, di allenarmi quando ero motivata e di prendermi la giornata libera se invece non ne avevo voglia. Vedremo se ha funzionato». Le è mancato viaggiare? «Per nulla. Mi è mancato il tennis, ma abbandonare la routine di una vita e potermi rilassare, godermi la famiglia, il mio compagno, e non passare da un aeroporto a un altro, alla fine è stato molto piacevole». […] Pensa che il mondo del tennis cambierà per sempre dopo questa pandemia? «Sì, penso non sarà mai più come prima. Abbiamo visto che il Covid è ben lontano dall’essere sparito, quindi noi giocatori dobbiamo essere molto attenti a rispettare le regole. E i tornei devono fare il massimo per creare un ambiente sicuro». Lei è tra le giocatrici che non hanno ancora sciolto le riserve sulla partecipazione allo Us Open. «Deciderò in base alle sensazioni che proverò in campo qui a Praga. La situazione è piuttosto complicata e non sono ancora certa al 100 per cento di quello che farò».

ATP Finals, già prenotate 2mila stanze di hotel (Jacopo Ricca, Repubblica Torino)

A 460 giorni dalle Atp Finals un terzo delle stanze d’albergo di Torino è già stato fermato. La promozione del grande evento che da novembre 2021, per 5 anni, sarà di casa al PalaAlpitour non è ancora iniziata e non partirà prima dell’autunno, ma in silenzio gli organizzatori e la galassia del tennis hanno iniziato a bloccare le camere necessarie per ospitare in città il mondo che ruota attorno alle 8 migliori racchette dell’anno. Finora sono soprattutto i grandi alberghi del centro a essere entrati nell’orbita degli organizzatori, ma nei prossimi mesi dovrebbe toccare a tutti gli altri. […] Delle oltre 6mila camere disponibili in città circa 2mila sono in corso di prenotazione in questi mesi da parte degli addetti ai lavori: dai membri dell’Atp, passando per ex tennisti, componenti della Federtennis e staff dei giocatori, tanti hanno iniziato ad accaparrarsi le strutture alberghiere del centro o più adatte a raggiungere la zona dello stadio Olimpico dove si terranno match e allenamenti. E questo ha contribuito a far schizzare all’insù i prezzi delle stanze che, in media, sono passati da circa 100 a 300 euro a notte per le due settimane a cavallo degli 8 giorni di torneo. Intanto la maggior parte degli alberghi ha tolto dal sito Booking.com, uno dei più utilizzati per le prenotazioni online, la disponibilità per i giorni tra il 14 e il 21 novembre 2021. […] La differenza però la farà la promozione che partirà proprio da novembre, cioè a un anno dalla prima delle 5 edizioni del torneo a Torino. Il board dell’Atp, l’associazione dei tennisti che organizza l’appuntamento, ha infatti chiesto che la pubblicità su scala globale e le iniziative in giro per il mondo dell’edizione 2021 non partano prima dell’ultima che si terrà a Londra, appunto a novembre. «I primi risultati dell’assegnazione si vedono già da questi numeri. È un appuntamento di grande valore turistico ed economico, ma molto di quello che si farà per la promozione dipenderà dall’evoluzione della pandemia e da come saranno organizzate le Atp Finals di quest’anno» spiega l’assessore al Commercio Alberto Sacco. […] «Ci piacerebbe avere uno spazio come sono stati i “Gianduiotti” di piazza Solferino per le Olimpiadi – confessa Sacco – Vogliamo un luogo nel centro di Torino che racconti ai torinesi e ai turisti cosa saranno le Atp Finals».

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