Internazionali a porte chiuse (Messaggero)

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Internazionali a porte chiuse (Messaggero)

La rassegna stampa del 1 agosto 2020

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Internazionali a porte chiuse (Il Messaggero)

Una doccia fredda sugli Internazionali BNL d’Italia ricollocati dal 19 al 27 settembre. Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma la notizia circolava da un paio di giorni: il Comitato Tecnico Scientifico non ha accolto le linee guida presentate dalla Federazione Italiana Tennis sulla presenza del pubblico, considerandole ancora inadatte a prevenire i rischi per la curva dei contagi da Covid-19 ritenendo non percorribile la presenza giornaliera di 17.000 spettatori. […] Nonostante i posti di tutti i campi sarebbero numerati e, di concerto con Atp e Wta, ci si potrebbe alzare e sedere durante i game, per evitare assembramenti durante le pause. Lo stadio del Centrale del Foro Italico, che ha una capienza di circa l0mila spettatori, ha rilevato una larghezza di 43 centimetri dei seggiolini, distanza ritenuta non in grado di garantire la sicurezza. Idem per i campi secondari, pur con dei seggiolini leggermente più ampi. PARTITA NON CHIUSA Una fuga di notizie che ha contrariato il ministro dello sport Vincenzo Spadafora: il nuovo dpcm del governo è atteso per i primi giorni della prossima settimana e non dovrebbe essere peggiorativo rispetto a quanto sta accadendo attualmente. «Allo stato attuale non è possibile ipotizzare una riapertura degli stadi al pubblico», ha dichiarato il Ministro dello sport ieri a Napoli in visita allo stadio Landieri nel quartiere Scampia. «Proprio stamattina – ha confermato Spadafora – il Cts ha deliberato il no al pubblico agli Internazionali di tennis perché c’è comunque una preoccupazione sulle riaperture, quindi c’è molta cautela che noi abbiamo mantenuto anche quando abbiamo autorizzato le riaperture del campionato. È grazie a quelle cautele – ha aggiunto il titolare del dicastero sportivo -che il campionato questo fine settimana si concluderà e si concluderà in sicurezza». Ma Spadafora è tornato a ripetere un concetto espresso più volte e che lascia socchiuse le porte degli stadi: «Arriviamo a settembre, vediamo come saranno i dati epidemiologici, speriamo positivi, e poi il mio auspicio è di vedere il prima possibile le persone allo stadio, che torneranno quando ci potranno tornare in sicurezza». INTANTO SI GIOCA Oggi, proprio dall’Italia, riparte il circuito femminile Wta fermo dal marzo scorso: comincia la 31° edizione dei Palermo Ladies Open, il primo torneo internazionale post lockdown e gli organizzatori hanno avuto la disponibilità per 1.500 posti sulle tribune del Country Club. Sara Errani ed Elisabetta Cocciaretto sono le due tenniste che usufruiranno delle wild card. L’Entry List aggiornata dopo la rinuncia della numero 2 delle classifiche di Simona Halep per paura delle norme sulla quarantena in Italia, vede la croata Petra Martic, n.15 al mondo, prima testa di serie, mentre a chiudere le teste di serie è Jasmine Paolini, n.96 al mondo. Oggi il torneo comincerà con il tabellone delle qualificazioni. La russa Barbara Gracheba, n. 101 del ranking, è la testa di serie n. 1 e affronterà l’azzurra, Matilde Paoletti. In programma spicca il derby tutto azzurro fra Giulia Gatto Monticone e Martina Trevisan. Tornando al caso Roma, lo stesso Spadafora aveva sottolineato come gli Internazionali siano una vetrina mondiale per l’Italia e per questo da non sprecare. […] La partita non è comunque chiusa e da qui a fine agosto, con un altro Decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm), le cose potrebbero evolvere in meglio. NIENTE QUARANTENA Intanto la buona notizia è che non ci sarà la quarantena per i giocatori e le giocatrici che parteciperanno agli US Open al momento confermati a New York a fine agosto. Nessun problema, dunque, per il trittico sulla terra rossa europea Madrid-Roma-Roland Garros. A Parigi, è bene sottolinearlo, il pubblico ci sarà, eccome

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Roma con tre giorni in più? Ma solo con il pubblico (Gazzetta dello Sport). Errani gran rimonta: batte Pliskova e pioggia (Vannini)

La rassegna stampa di giovedì 6 agosto 2020

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Roma con tre giorni in più? Ma solo con il pubblico (Gazzetta dello Sport)

La cancellazione di Madrid apre nuove prospettive per gli Internazionali. Il presidente Fit Angelo Binaghi ha infatti rivelato che l’Atp ha chiesto di allungare il torneo italiano da 7 a 10 giorni (attualmente sarebbe in calendario dal 20 al 27 settembre) e con 96 iscritti anziché 56, pagando anche la differenza di montepremi: «Ne riparleremo dopo il prossimo Dpcm, se ci verrà data la possibilità di aprire il torneo al pubblico allora è una possibilità che vogliamo percorrere. Altrimenti, con soli costi in più non potremmo permettercelo. Può succedere pure che il torneo non finisca di domenica». Un’edizione a 96 giocatori, ha aggiunto Binaghi, renderebbe il torneo una sorta di Masters 1500. Il ministro dello sport, Spadafora e il governo sono fiduciosi che l’evento possa svolgersi anche alla luce di risultati epidemiologici migliori di quanto sta accadendo in Francia o in Spagna. La Fit ha presentato al ministro e al Comitato Tecnico Scientifico una proposta di accesso al Foro con posti solo numerati e col 50% della capienza […]

Errani gran rimonta: batte Pliskova e pioggia (Paolo Vannini, Corriere dello Sport)

Evidentemente è vero che soprattutto nel tennis, ci sono luoghi del cuore, dove, quando meno te l’aspetti, ritrovi improvvisamente sensazioni che pensavi dimenticate e emozioni capaci di rilanciarti. Per Sara Errani il centrale di Palermo è certamente uno di questi. Omaggiata di una wild card, ritenuta in fase calante col suo n. 169 in classifica, con le incognite della ripresa agonistica dopo il lockdown, sul campo dove ha vinto due titoli e conquistato altre due finali, Sara risponde ergendosi fino ai quarti di finale del torneo con una stupenda vittoria in cui ribalta Kristyna Pliskova, gemella mancina della numero 3 del mondo ma comunque sia una delle migliori battitrici del circuito. Sono i numeri a spiegare quale patrimonio rappresenti ancora la Errani per il nostro tennis: 80° quarto di finale Wta raggiunto in carriera, 180a vittoria sulla terra rossa, rientro fra le prime 8 di un torneo dopo Bogotà 2019. Che il suo modo di arrivare alle vittorie sia costruito sul sacrificio non è una novità. Ma chi avrebbe scommesso su di lei dopo l’inizio choc in cui la Pliskova ha vinto i primi 13 punti del match? Invece la Errani ha iniziato a scavare la roccia con pazienza, è entrata in partita, ha aspettato che la ceka calasse leggermente, e perso il 1° set, non ha mollato di un centimetro. Tatticamente la partita era facile da leggere: se lo scambio finiva nei primi tre colpi, il punto era di Pliskova, se si allungava la sapienza di Sara aveva quasi sempre la meglio. Nel set decisivo, l’emiliana non si smontava neppure per 4 palle break fallite sull’1-1 e volava a 4-2 e poi a 5-3. Qui l’inattesa sorpresa: un fortissimo scroscio di pioggia faceva sospendere il match per 10′. Ma al rientro, la Pliskova al servizio cedeva di schianto e i tifosi rimasti sugli spalti gioivano con la Errani […] Pomeriggio sbagliato invece per Paolini, che pure veniva da una splendida rimonta contro l’ex top ten Kasatkina e che qui doveva difendere i quarti di finale brillantemente conquistati un anno fa. Sin dal primo scambio Jasmine ha mostrato di non reggere il ritmo della bielorussa Sasnovich, rodata dalle qualificazioni e comunque in possesso di un tennis che in passato le ha fatto toccare il numero 30 del ranking. La vistosa fasciatura alla coscia sinistra con cui la Paolini è scesa in campo non è pesata: «No, il fastidio non ha influito – ha sostenuto con onestà la campionessa italiana – in realtà sin dall’inizio ho fatto fatica a muovermi e lei non mi ha dato molte chances. La Sasnovich è stata molto solida e io non sono riuscita a trovare le giuste contromisure». […] Jasmine è apparsa crucciata ma determinata a proseguire per la sua strada: non uscirà dalle prime 100 del mondo (è 95) in base alla norma della Wta adeguata al dopo pandemia, e giocherà gli Us Open dove è pronta a riscattarsi […]

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Salta Madrid e Nadal si decide: «Niente Us Open, troppi rischi» (Cocchi). Nadal, è no agli Us Open: «Rischio Covid elevato» (Bertellino). Cocciaretto: «Io, che volevo essere come la Pennetta» (Vannini)

La rassegna stampa di mercoledì 5 agosto 2020

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Salta Madrid e Nadal si decide: «Niente Us Open, troppi rischi» (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Lo Us Open non ha mai visto un match tra Federer e Nadal, e nemmeno quest’anno, se lo Slam di New York (31 agosto- 13 settembre) si giocherà, l’attesa sfida potrà andare in scena. Dopo lo stop di Federer, neanche Rafa Nadal, numero 2 al mondo e campione in carica infatti non volerà negli Stati Uniti. Una scelta che si poteva immaginare considerata la preparazione esclusivamente “terrestre” del mancino di Maiorca che insegue il 13° titolo del Roland Garros (dal 27 settembre) e l’aggancio allo svizzero a quota 20 Slam. Ieri sera la federtennis Usa ha pubblicato le entry list ufficiali dello Us Open dove spiccava l’assenza di Nadal. Era da 21 anni che Rafa e Roger erano contemporaneamente assenti dallo stesso Slam. Un evento epocale, basti pensare che l’ultima volta era accaduto allo Us Open del 1999. Pochi minuti dopo l’annuncio della Usta, Rafa ha spiegato i motivi della sua scelta: «Ci ho pensato a lungo – ha scritto su Twitter -, e alla fine ho deciso che non giocherò lo Us Open. La situazione in tutto il mondo è davvero complicata, i casi di Covid stanno aumentando e sembra che íl contagio sia ormai fuori controllo». Una scelta non facile per Rafa, molto legato a Flushing Meadows, di cui è campione uscente e dove ha trionfato già quattro volte. «È una decisione che non avrei mai voluto prendere, ma ho scelto di seguire il cuore. In questo periodo preferisco non viaggiare». E presumibile dunque che Nadal lo rivedremo agli Internazionali d’Italia a Roma dal 21 settembre, in preparazione al Roland Garros: «Capisco e ringrazio tutti per gli sforzi che stanno compiendo per garantire che i tornei vengano giocati, so che il calendario ridotto, dopo quattro mesi senza giocare è drammatico». Nella lista degli iscritti c’è invece Novak Djokovic, il numero 1 al mondo che all’inizio era tra i più scettici verso lo Slam di New York. Il serbo, però, il coronavirus l’ha contratto nell’Adria Tour di Belgrado, da lui organizzato a giugno, dove tra i partecipanti si erano contagiati anche Dimitrov e Coric ma non Sascha Zverev. Il tedesco numero 7 del mondo è ancora presente nell’elenco dei partecipanti ma pochi giorni fa aveva ammesso di nutrire qualche dubbio verso il viaggio in America: «Voglio vedere come si sviluppa la situazione nelle prossime settimane. Potrei non andare se non mi sento al sicuro». Nel pomeriggio di ieri era stato ufficializzato l’annullamento del torneo maschile e femminile di Madrid. La situazione in Spagna, con una importante recrudescenza dei casi di Covid, ha convinto le autorità sanitarie e gli organizzatori a rinviare tutto al 2021. […]

Nadal, è no agli Us Open: «Rischio Covid elevato» (Roberto Bertellino, Tuttosport)

 

La notizia era nell’aria ma l’ufficialità è arrivata ieri sera. Rafael Nadal, numero 2 del mondo, non difenderà il titolo agli US Open 2020, conquistato nella scorsa edizione in finale contro il russo Daniil Medvedev. Il maiorchino si è così espresso attraverso un tweet: «Dopo molte riflessioni ho deciso di non partecipare agli US Open di quest’anno. La situazione sanitaria è ancora molto complicata in tutto il mondo con i casi di Covid-19 e focolai che sembrano fuori controllo. Sappiamo che il calendario di questa stagione, dopo quattro mesi senza giocare è una sorta di assurdità». Dopo 21 anni, alla partenza dello slam americano non ci saranno dunque né Rafael Nadal né Roger Federer, alle prese con il recupero post operazione al ginocchio. Altre assenze eccellenti in campo maschile quelle di Wawrinka, Kyrgios e Fognini. Tra le donne della numero 1 del mondo Ashleigh Barty. Le speranze di vedere l’iberico in campo a New York avevano trovato nuova linfa dopo un’altra notizia non certo felice per il tennis mondiale maschile, ovvero l’ufficialità della cancellazione del Masters 1000 di Madrid, uno degli appuntamenti europei sulla strada verso il Roland Garros 2020. Dopo vari consulti gli organizzatori hanno accolto la richiesta della Consejera de Salud della Comunità Autonoma di Madrid, che riteneva l’organizzazione del torneo “non consigliabile” in ragione dell’incrementato numero di positività riscontrato nell’ultimo periodo a Madrid e in Spagna.[…]

Cocciaretto: «Io, che volevo essere come la Pennetta» (Paolo Vannini, Corriere dello Sport)

Quando dici l’importanza dell’emulazione. Elisabetta Cocciaretto, ci racconta come si è innamorata del tennis? «Ogni estate a Porto S. Elpidio, vicino a casa mia nelle Marche, si giocava un torneo giovanile under 12. I miei genitori mi portavano sempre a vederlo. E io mi appassionavo di più ogni edizione e tornavo a casa felicissima. Mio padre, che era un buon giocatore amatoriale, a quel punto mi chiese se volessi fare tennis in maniera più seria lo praticavo anche altri sport ma una volta fatte le prime lezioni, non ho avuto più dubbi e ho scelto la racchetta». Elisabetta è classe 2001, il tempo è ampiamente dalla sua e le prospettive cominciano a essere interessanti. Il primo main draw Wta conquistato l’anno scorso proprio a Palermo, il passaggio delle qualificazioni agli Australian Open (dove già da junior aveva raggiunto le semifinali) col debutto dignitoso contro la Kerber,la fiducia della Garbin che la schiera in Fed Cup e viene ripagata da perentori successi. E ora la vittoria contro la Hercog che la manda al 2° turno del Palermo ladies Open.

Cocciaretto, quanto è felice per questo successo contro una avversaria quotata come la Hercog?

Molto, è stata certamente la migliore vittoria in carriera Conoscevo bene la Hercog, mi sono allenata contro di lei diverse volte e l’avevo anche affrontata 3 anni fa. Sono entrata in campo per perseguire i miei obiettivi e metterla in difficoltà, è andata bene.

E’ possibile che dopo il lockdown gli equilibri del tennis, già instabili per conto loro, possano essere diversi e provocare sempre più sorprese? Questi primi turni di Palermo lo stanno dimostrando.

Forse qualcosa può cambiare: sarà favorito chi è riuscito a gestire al meglio il periodo di stop, anche sul piano psicologico. Personalmente sono consapevole che nel circuito tutte le giocatrici sono molto preparate fisicamente. Adesso, dopo tanti mesi senza tornei, andrà avanti chi è più pronto sotto ogni punto di vista.

Come ha vissuto i mesi di interruzione agonistica?

Un mese di quarantena a casa, poi piano piano ho ricominciato ad allenarmi nei circoli per mantenermi in forma. Ho provato anche a conciliare allenamenti e studio, perché sono iscritta a giurisprudenza all’Università di Camerino e voglio proseguire con gli esami. Fino a maggio ho fatto soprattutto un lavoro fisico, poi ho privilegiato la parte tecnica; ho badato ad intervenire con costanza sui miei limiti per essere pronta per Palermo, il primo evento importante. Dall’anno scorso, quando passai le qualificazioni qui al Country, sono cambiate tante cose. Mi sento maturata, migliorata nel modo di allenarmi, sto prendendo consapevolezza dei miei mezzi. Ho giocato più match, accumulato esperienza.

Nella sua cameretta da bambina quale poster di tennista c’era?

Quello di Caroline Wozniacki. Ma io sono nata e cresciuta guardando il tennis in Tv e in particolare proprio il torneo di Palermo, dove arrivavano in fondo sempre le giocatrici italiane: Pennetta, Errani, Vinci. Volevo diventare come loro: pensare oggi di essere sugli stessi campi e fare bene è davvero un sogno che si realizza.

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Berrettini: parte da New York un anno speciale, Tokyo l’occasione da non perdere (Cocchi). Azzurre, i due volti del sorriso (Vannini)

La rassegna stampa di martedì 4 agosto 2020

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Berrettini: parte da New York un anno speciale, Tokyo l’occasione da non perdere (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport)

I Giochi olimpici sono il traguardo di ogni sportivo. E non è vero che i “ricchi” tennisti hanno poca passione verso i cinque cerchi, anzi. C’è Federer che, nonostante i 20 Slam in carriera, rincorre ancora l’oro in singolare. E per Matteo Berrettini, numero 1 del tennis italiano, l’obiettivo olimpico è sicuramente tra quelli più ambiti: «Dopo aver tagliato tanti traguardi fino a raggiungere la top 10, lottare per i grandi tornei è quello che voglio fare e l’Olimpiade per me è sempre stato un grande obiettivo. Non parlo solo di medaglie. Voglio vivere l’atmosfera incredibile di questo evento e nel 2021 spero di esserci». La pandemia e il lockdown hanno fermato il mondo, dello sport e no. Il romano ha trascorso i mesi di isolamento con la fidanzata in Florida, a Boca Raton […] Alle Uts organizzate da Mouratoglou ha vinto battendo Tsitsipas in finale mostrando un’ottima condizione fisica, a dispetto dei problemi alla caviglia che lo avevano condizionato allo Us Open: «Purtroppo, o per fortuna, sono abituato a gestire lunghi periodi senza gare. Nella mia vita fin da giovanissimo ho dovuto subire stop per gli infortuni. Ho imparato a gestirli, ho imparato in qualche modo anche a uscirne più forte». Lo Us Open è lo Slam che lo ha lanciato, che ha fatto vivere a lui e all’Italia del tennis emozioni che nel maschile non si vivevano da quarant’anni. La semifinale con Rafa Nadal, lo scorso anno a New York, è stato un’altro dei momenti decisivi della sua giovane carriera. Quest’anno, sebbene la conferma definitiva non sia ancora arrivata, lo Us Open si giocherà e Matteo è deciso a giocarlo. La partenza è prevista subito dopo Ferragosto da Montecarlo, dove si sta allenando e dove lo raggiungerà a giorni il suo coach e maestro Vincenzo Santopadre, che però non volerà negli Stati Uniti: «Matteo sta benissimo ed è tirato a lucido — ci ha spiegato il tecnico —. Ha deciso di partire ma io non sarò con lui, preferisco non andare per motivi di sicurezza. I contagi galoppano. Matteo sarà accompagnato da Marco Gulisano, che collabora con noi». Non è una questione di classifica, Berrettini lo aveva detto già in tempi non sospetti, prima che la Atp riformasse il sistema di punteggi e allargasse a 22 mesi la finestra in cui i giocatori non perderanno punti: «Se andrò — aveva detto —, non sarà certo per i punti, ma per quello che Flushing Meadows ha rappresentato lo scorso anno per me. Però sono soddisfatto di come hanno gestito la questione punteggi. Era difficile contemperare le esigenze di tutti, perciò credo si sia arrivati a un buon compromesso. Soprattutto, si è tenuto conto delle preoccupazioni dei giocatori in merito alla loro salute: chi non se la sente di viaggiare perché ritiene non ci siano le condizioni di sicurezza necessarie non avrà conseguenze negative sul ranking. Ed è giusto così». Non soltanto l’ Ultimate Tennis Showdown di Mouratoglou, Berrettini si è messo alla prova su tutte le superfici, erba compresa. E poco importa se Wimbledon quest’anno non si giocherà. A inizio stagione, prima che questo assurdo 2020 si mangiasse decine di tornei, l’obiettivo dichiarato del numero 8 al mondo erano gli Internazionali. Giocare a casa sua, davanti agli amici e alle persone che ama di più è il sogno coltivato da quando era bambino. Ma adesso non è più tempo di sognare: «Nessuno di noi, dopo quello che è successo, può fare pronostici — ha spiegato Matteo —. Ci saranno sicuramente tante incognite. Ma io sono fiducioso, fisicamente sono tornato a posto e mentalmente ho la carica giusta, anche perché la pausa forzata mi ha comunque permesso di riposare. Il calendario ricomincia praticamente solo con grandi tornei, è ovvio che l’obiettivo è quello di arrivare più lontano possibile in ogni occasione» […]

Azzurre, i due volti del sorriso (Paolo Vannini, Corriere dello Sport)

C’è un’Italia che ruggisce in questa ripresa internazionale del tennis dopo cinque mesi di sosta. La speranza e la veterana, Cocciaretto ed Errani, regalano a Palermo soddisfazioni forse inattese. La 19enne ragazza di Ancona, che già l’anno scorso su questi campi ottenne la prima qualificazione a un tabellone principale Wta, batte in due set la n.45 del mondo (prima vittoria contro una Top 50 in carriera), Polona Hercog, fisico statuario e finalista agli Open siciliani nel 2011. Sara, che quasi profeticamente delle giovani emergenti aveva detto «date loro tempo», tira fuori dal suo repertorio un’altra dimostrazione di coraggio e abnegazione. Il modo in cui supera Sorana Cirstea, che d’altronde sulla terra aveva sempre battuto, è un suo marchio di fabbrica. Sofferenza, capacità di venire fuori dai momenti meno felici, compreso un medical time-out nel terzo set e alla fine il break decisivo rimontando da 40-0, scatenando applausi e tifo vecchio stampo per i 200 presenti (distanziati e disciplinati) sul Centrale. Una vittoria che serve alla Errani non tanto per la classifica, ma soprattutto per continuare a credere in se stessa. «Sto cercando di affrontare le partite in modo sereno – ha commentato Sara alla fine – in questi mesi ho lavorato con uno psicologo e la vita personale influenza e aiuta. Sono contenta, nel finale avevo i crampi, ho dato tutto, ho fatto svoltare il match dallo 0-2 sotto nel terzo. Il primo match post Covid? Il torneo è gestito benissimo, manteniamo ogni sicurezza, sono orgogliosa che siano l’Italia e Palermo a far riparare il tennis. Poi in campo al virus non ci pensi più ed è tutto come prima». Cocciatetto è scesa in campo subito col piglio di chi vuole sfruttare l’occasione fornitale: va sopra 5-2, è bravissima a non smontarsi per la rimonta della Hercog (in vantaggio 6-5), poi domina il tie break (7-1) e replica il copione nel secondo set, quando recupera da 1-3 vincendo cinque giochi di fila. Per lei, n.157 del ranking, seguita con grandissima attenzione dalla capitana Tathiana Garbin, adesso un secondo turno da brivido, contro la 24 del mondo Donna Vekic, ieri apparsa subito nella forma giusta contro l’olandese Rus, cui ha lasciato il primo gioco per poi dominare facilmente. Ma l’esperienza che metterà da parte sarà comunque straordinaria. Non ce l’ha invece fatta ad arricchire la pattuglia azzurra nel main draw Martina Trevisan, che nell’ultimo turno delle qualificazioni ha ceduto alla giovane slovena Kaja Juvan. […] C’è grande attesa però anche e soprattutto per Camila Giorgi, alla prima apparizione a Palermo dove sinora non ha mai giocato. La numero 1 azzurra dovrà scrollarsi di dosso i mesi di forzato riposo agonistico (ultimo match a Lione in marzo) e battere la svedese Rebecca Peterson, che la sopravanza di 45 posti in classifica ma con cui è pari (1-1) nei precedenti. Anche se la sconfitta è arrivata per un suo ritiro.

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