WTA Palermo: torna il tennis, gioia Errani e Cocciaretto

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WTA Palermo: torna il tennis, gioia Errani e Cocciaretto

Una Sarita dal sapore vintage batte Cirstea in tre ore, mentre Elisabetta elimina in due Hercog

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Sara Errani - WTA Palermo 2020 foto via Twitter @PalermoLadiesOpen

E così, dopo quasi cinque mesi di confinamento, polemiche, caos e contraddizioni appena attutite da qualche esibizione estiva più o meno riuscita, alle 16.09 di lunedì tre agosto il tennis vero è infine ripartito. Il primo punto del primo incontro del primo main draw dell’epoca post-covid lo ha giocato al servizio l’olandese Arantxa Rus e lo ha vinto in risposta Donna Vekic, sesta testa di serie al torneo di Palermo che, considerati i gravi annessi e connessi del periodo, rischia di essere ricordato come il più importante International della storia.

La mancina di Delf, capace di raccogliere appena tre giochi, non è riuscita a opporre una resistenza intonata alla singolare portata dell’evento, e ha lasciato strada alla biondissima croata dopo settantacinque minuti di lotta impari, mentre nell’altro incontro della prima sessione non molto meglio è riuscita a offrire Irina Camelia Begu, fuori in due contro Laura Siegemund, sempre piacevole da osservare sull’argilla. I rapidi aperitivi hanno apparecchiato la tavola alle partite delle italiane: contemporaneamente in campo, e in rappresentanza di due differenti epoche della racchetta nostrana al femminile, Sara Errani ed Elisabetta Cocciaretto hanno vissuto un pomeriggio di comeback alquanto concitato e, occorre ammetterlo, piuttosto esaltante.

Siccome di tennis eravamo a digiuno da un po’, Sarita ha inteso proporre un best of del proprio repertorio nella rocambolesca vittoria ottenuta su Sorana Cirstea: tre ore di lotta, almeno quattro bruschi capovolgimenti di fronte, una volata conclusa positivamente grazie a una difesa mostruosa e nonostante un presumibile infortunio alla coscia destra. Errani, apparsa in versione decisamente più confortante rispetto alle uscite dell’ultimo periodo, ha controllato gran parte del primo set anche grazie alla preziosa collaborazione della romena, impegnata a esibire tutto ciò che non si dovrebbe mostrare sulla terra battuta contro una terraiola. Una volta compreso che accelerare su ogni palla non l’avrebbe condotta lontano e recuperato il minimo di senno sindacale, Cirstea ha piazzato un parziale di otto giochi consecutivi fino al due a zero nel terzo set, che pareva ovvia premessa alla rapida conclusione della pratica.

 

Sara, che non vinceva un match on clay nel tabellone principale di un evento maggiore da Bogotà 2019, ha deciso che l’astinenza sarebbe proseguita solo dopo aver lasciato sulla terra l’ultima stilla di energia. Con Cirstea incline al disastro ogni qual volta un punto le girasse storto, la romagnola ha sorpassato sul tre a due prima di chiedere un preoccupante medical time-out, apripista alla rumba finale. Rimontata dal quattro a due al quattro pari, Errani ha dovuto cancellare tre pericolosissime palle break, l’ultima con una smorzata molto più che temeraria. Conservato il servizio, Sara ha poi chiuso al decimo game in rimonta dal quaranta a zero esibendo rincorse che, se non sono vicine a quelle dei vecchi tempi, perlomeno ci somigliano vagamente. Ho dato tutto, nel finale ho avuto i crampi – ha spiegato Errani -. Il torneo è gestito benissimo, ci tengono d’occhio sotto tutti i punti di vista. Sono orgogliosa che il circuito sia ripartito da Palermo”.

L’ex numero 5 WTA affronterà al secondo turno Sakkari o Kristyna Pliskova, e al secondo turno rivedremo anche Elisabetta Cocciaretto. La teenager di Ancona, alla prima vittoria della carriera in un main draw del circuito principale, ha battuto addirittura in due Polona Hercog, dominando il tie break del primo set cui era stata costretta dopo aver sprecato il vantaggio di un break, e rimontando dall’uno a tre nel secondo vincendo gli ultimi cinque giochi con uno score di ventuno punti a quattro: la numero centocinquantasei del ranking se la vedrà ora con Donna Vekic. È strano tornare a competere, soprattutto all’inizio – ha raccontato Vekic in conferenza stampa -. Dopo i primi due game mi sono rilassata e sono riuscita a concentrarmi”.

Gli archivi possono dunque serenamente registrare il ritorno del tennis in generale, oltre a quello, persino meno atteso, della racchetta azzurra femminile: com’eravamo soliti dire in epoca pre-Covid, saremmo potuti cascare peggio.

Risultati:

Primo turno

[6] D. Vekic b. A. Rus 6-1 6-2
L. Siegemund b. I. Begu 6-3 6-4
[WC] S. Errani b. S. Cirstea 7-5 1-6 6-4
[WC] E. Cocciaretto b. P. Hercog 7-6(1) 6-3
[8] E. Alexandrova b. K. Mladenovic 5-7 6-0 6-1
J. Paolini b. D. Kasatkina 5-7 6-4 6-4
[7] D. Yastremska b. S. Sorribes Tormo 6-3 6-4
Kr. Pliskova b. [3] M. Sakkari 6-4 6-4

Qualificazioni, turno decisivo

[6] A. Sasnovich b. L. Arruabarrena 7-5 7-6(2)
[7] K. Juvan b. M. Trevisan 7-6 (8) 6-1
N. Podoroska b. [4] O. Dodin 2-6 6-4 6-3
[5] L. Samsonova b. L. Paar 6-2 7-6(9)

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L’aria di Parigi fa bene a Cecchinato: grande vittoria contro De Minaur. Avanti anche Travaglia

Marco ritrova buone sensazioni e vince una gran partita contro l’australiano. Travaglia domina Andujar e troverà Nishikori al secondo turno del Roland Garros

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Grande prestazione e grandissima vittoria per Marco Cecchinato che contropronostico supera in tre set Alex De Minaur. Finalmente si è rivisto in campo una versione davvero convincente dell’italiano che sulla terra e su questi campo in particolare riesce a dare il meglio di sé. Nella partita odierna poi ha funzionato tutto alla perfezione: i colpi giravano a meraviglia, buoni riscontri sono arrivati anche dalla tenuta fisica e soprattutto mentale. Più e più volte si è infatti trovato sotto nel punteggio o comunque in situazioni delicate, ma è sempre riuscito a cavarsela. Dall’altra parte della rete De Minaur, che tutto sommato è un cliente difficile anche sulla terra, ha giocato una buonissima partita per due set, rischiando di vincere il primo e di andare a servire per chiudere nel secondo.

Una volta trovatosi sotto due a zero però l’australiano si è sciolto consegnandosi senza condizioni al proprio avversario. Cecchinato tornerà dunque a giocare un secondo turno Slam per la seconda volta in carriera, a due anni di distanza da quel magico Roland Garros 2018. In quell’occasione, superato il primo ostacolo, arrivò fino in semifinale. Decisamente irrealistico immaginare che quest’anno possa spingersi così in là, ma intanto l’occhio si sposta sul prossimo turno abbordabile contro il vincente della sfida tra Juan Ignacio Londero e Federico Delbonis.

IL MATCH – Cecchinato parte decisamente bene: il dritto viaggia e il feeling con la smorzata sembra quello dei tempi migliori. Di là però De Minaur come suo solito non molla una palla e gestisce molto bene gli scambi. L’ottima difesa dell’australiano, cresciuto tennisticamente in Spagna, ben si coniuga con la terra rossa e la partita si fa sin da subito molto lottata. De Minaur va avanti di un break, ma si fa riprendere. Cecchinato rincorre sempre nel punteggio, ma dal punto di vista del gioco non sembra così distante dal proprio avversario, anzi. L’australiano va due volte a servire per il set, sul 5-4 e sul 6-5, ma entrambe le volte trema e finisce col cedere la battuta. Si approda dunque al tiebreak.

Ceck scappa due volte avanti di un minibreak, prima con smorzata poi con un doppio fallo De Minaur. Si fa però recuperare e con due risposte sbagliate da lontanissimo, manda l’avversario a set point. L’azzurro l’annulla col dritto e manca a sua volta una palla del set. Da ora si gioca sul filo del rasoio: set point De Minaur (risposta in rete), set point Ceck (buona combo servizio&dritto di De Minaur). Finalmente però Marco riesce a ottenere un minibreak e può così giocarsi il set point col servizio a disposizione. Un ottimo dritto incrociato sigilla il primo parziale dopo 63 minuti di gioco.

Il rocambolesco set perso probabilmente rimbomba ancora nella testa di De Minaur che con due brutte palle corte rischia di perdere subito il servizio. L’australiano però si salva ed è anzi il primo a trovare il break, salvo poi restituirlo subito. Il match è decisamente divertente e da entrambe le parti si vedono colpi pregevoli. De Minaur prova un po’ più spesso soluzioni tattiche diverse rispetto al primo set, tentando anche qualche buona discesa a rete, ma la sensazione generale è che sia un po’ perso nel menu dei colpi. Nonostante questa indecisione di fondo, l’australiano si porta avanti 4-3, senza break.

Nell’ottavo e nel nono game si decide il secondo set e, di fatto, la partita. Cecchinato infatti è costretto ad annullare ben 4 palle break e dopo undici minuti riesce a impattare sul 4-4. Il gioco successivo è praticamente un set dentro al set: ci vogliono venti minuti, 34 punti e 11 palle break, ma alla fine Cecchinato riesce a strappare il servizio a De Minaur, perfetto nei momenti di massimo rischio, ma generalmente impreciso, troppo per non pagare dazio. Marco tiene a 15 il successivo turno di servizio e dopo quasi due ore e mezzo si trova avanti due set a zero.

 

La partita si chiude qui. De Minaur non ha più le energie fisiche e mentali per tentare la rimonta e si limita a scortare Cecchinato verso la vittoria. In appena 26 minuti, l’azzurro sforna un bel bagel, forse conclusione troppo severa per una partita davvero emozionante, ma giusto premio per l’ottima prestazione di Marco.

OK TRAVAGLIAVittoria agevole per Stefano Travaglia che regola in tre set Pablo Andujar, senza di fatto mai soffrire troppo. Il successo assume contorni ancora più dolci e soddisfacenti se si considera la caratura dell’avversario, che non sarà più al suo meglio ma è comunque un ex numero 32 del mondo con quattro titoli in bacheca (tutti su terra peraltro). La partita non è mai stata in discussione e il merito è solo di Travaglia, che ha comandato gli scambi col dritto e ha coperto il campo alla perfezione. Sotto di un break nel primo set, l’azzurro ha infilato un parziale di cinque giochi a uno che gli ha permesso di intascare il primo set col punteggio di 6-3. Nel secondo set invece, Travaglia ha difeso senza patemi il break conquistato nel terzo game. Nel terzo parziale, l’italiano ha dato prova di tutta la sua solidità e sicurezza: sotto 4-2 non si è lasciato turbare dallo svantaggio e con quattro giochi di fila si è guadagnato l’accesso al secondo turno, dove affronterà Kei Nishikori.

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Roland Garros: Giorgi quanti errori! Passa Trevisan

Crollo totale di Camila Giorgi contro Martina Trevisan, che conquista la prima vittoria in carriera in uno Slam

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[Q] M. Trevisan b. C. Giorgi 7-5 3-0 rit.

È di Martina Trevisan la prima vittoria di una tennista italiana in questa edizione del Roland Garros. La 26enne tennista fiorentina vince a sorpresa il derby italiano contro una Camila Giorgi estremamente fallosa. Gli errori sono stati così tanti che a fine partita dei 51 punti vinti da Trevisan, ben 37 sono errori gratuiti della numero 75 del mondo. Una partita chiusa mestamente da Giorgi, ritiratasi per un problema al gomito sul 3-0 a sfavore nel secondo set.

E pensare che era partito tutto così bene. Camila si porta quasi subito in vantaggio di due break e sembra poter chiudere il set piuttosto comodamente quando va a servire sul 5-2. Trevisan ha il merito di continuare a crederci e strappa il servizio all’avversaria approfittando di qualche errore di troppo di Giorgi. La reazione non si fa attendere, Giorgi si conquista il primo set point e spreca l’opportunità sparando larga una seconda molto lenta dell’avversaria.

 

Camila ha di nuovo la chance per chiudere, ma come spesso le succede qualcosa si inceppa nel suo gioco e cede per la seconda volta consecutiva la battuta. Ormai Giorgi fa fatica a tenere la palla in campo ed al momento di servire per restare nel set Camila infila tre errori non forzati per donare tre palle set a Trevisan. Una situazione impronosticabile fino a poco fa. Due rovesci sulla riga di Giorgi non bastano per salvarsi ed alla terza palla break Trevisan si prende punto e set, il primo vinto in carriera in uno Slam, chiudendo un parziale di 6-0.

Non comincia molto meglio il secondo set per Camila Giorgi. La tennista marchigiana concede altre due palle break per l’ennesimo errore in lunghezza di rovescio. Le salva entrambe ma l’appuntamento con il break è solo rimandato. Giorgi commette il quarto doppio fallo e Trevisan si porta in vantaggio nel secondo set. La numero 75 del mondo ha un sussulto e prova a rimettersi dentro il match, ma all’avversaria per vincere il punto basta allungare un minimo lo scambio che tanto arriva puntuale il gratuito.

La tennista fiorentina conferma il break e si porta 3-0, a quel punto Camila decide che per oggi basta così e chiude la partita ritirandosi. Poco più tardi in conferenza stampa sarà la stessa Camila a chiarire il motivo del suo ritiro. “È sempre il solito gomito che mi da fastidio da un po’ di tempo. Ho cominciato a sentire dolore a fine primo set e non sono riuscita a continuare“. Una raggiante Trevisan ringrazia: “So quanto sto dando e tutti i sacrifici che faccio, sono felice ma non mi voglio fermare. È la prima vittoria in carriera in uno Slam per lei, che la porta al best ranking di numero 138 del mondo. Al prossimo turno incontrerà Coco Gauff.

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Roland Garros, freddo e pioggia frustrano Seppi: “Lui ha meritato, ma per un’ora non si doveva giocare”

Seppi subito eliminato da Sebastian Korda, ma il campo era appena praticabile: “Per essere uno torneo del genere, è scandaloso. In queste condizioni faccio molta fatica”

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Si conclude mestamente il Roland Garros di Andreas Seppi, a seguito di una prestazione grigia come il cielo di Parigi. Visti i valori in campo oggi, c’erano poche possibilità per Andreas di contrastare la maggiore vivacità di Sebastian Korda, ventenne figlio d’arte, sulla cui efficacia non ha influito il fastidio alla parte bassa della schiena che l’ha costretto a chiedere un medical time out tra terzo e quarto set, quando lo statunitense conduceva due set a uno. “Lui ha giocato meglio e ha meritato nettamente di vincere, anche se ho avuto qualche momento di buon tennis” ha detto Andreas in conferenza al nostro inviato Vanni Gibertini. “Però faceva gioco sempre lui: per vincerla, avrei avuto bisogno di errori o regali da parte sua“.

Il match si è concluso con il punteggio di 6-2 4-6 6-3 6-3. Seppi è apparso in grado di far partita pari soltanto nel secondo parziale e in avvio di quarto, ma dopo essere andato avanti 3-1 è crollato perdendo cinque game di fila e dunque la partita.

Per larghi tratti dell’incontro è sembrato che Korda, 16 anni più giovane, fosse una versione di Seppi (molto) più preparata atleticamente, capace di accelerazioni sì lineari, ma rapide e penetranti. Si aggiunga che la palla di Seppi, pulita e poco lavorata, risulta perfetta per mettere in palla un avversario come Korda – specie in una giornata in cui Andreas, a causa di una condizione rivedibile, della fase difensiva si occupa poco e nulla; il freddo e la pioggerellina costante hanno fatto il resto, rendendo la montagna troppo ripida da scalare per questo Seppi.

 

Secondo me la prima ora non si doveva giocare perché le condizioni erano pietose: faceva un freddo cane e ha piovuto tutto il tempo. La seconda ora già andava molto meglio. Per essere un torneo del genere, è un po’ scandaloso“. Le difficoltà sono state anche di adattamento, perché Seppi aveva giocato pochi giorni fa in condizioni molto diverse. “Sono arrivato venerdì da Forlì, dove c’erano 30 gradi e un’umidità pazzesca, e qui ho trovato 10 gradi, pioggia e vento: in più ho esordito subito di domenica, insomma non era la migliore preparazione. In generale, queste condizioni non sono favorevoli per il mio gioco. Mi sembrava di essere tornato under 12– ha scherzato Andreas –quando cercavo di tirare solo piano e tenerla in campo per fare il punto“.

Con la classifica che recita ’98’, Seppi avrà bisogno ancora di giocare quest’anno per assicurarsi un posto in Australia. “In America ho giocato un buon tennis, per essere stato fermo cinque mesi. Su questa superficie sento che faccio molta fatica, soprattutto di fiato, e questo non aiuta. Sinceramente se fossi 80 del mondo e sicuro di entrare in Australia non giocherei più quest’anno, ma visto che sono 98 e dietro di me stan giocando tutti come dei treni… Giocare così è faticoso, se poi tutte le settimane devo rifare il test, rimanere in camera nell’attesa. Insomma, se riuscissi a giocare un torneo decente mi leverei dalle scatole e tornerei in Colorado“. Seppi è iscritto al challenger di Parma e all’ATP 250 che si giocherà in Sardegna, dove però è fuori di 6-7 posti dal taglio del main draw. “Vorrei giocare entrambe le settimane, poi si vedrà“.

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