Roma con tre giorni in più? Ma solo con il pubblico (Gazzetta dello Sport). Errani gran rimonta: batte Pliskova e pioggia (Vannini)

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Roma con tre giorni in più? Ma solo con il pubblico (Gazzetta dello Sport). Errani gran rimonta: batte Pliskova e pioggia (Vannini)

La rassegna stampa di giovedì 6 agosto 2020

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Roma con tre giorni in più? Ma solo con il pubblico (Gazzetta dello Sport)

La cancellazione di Madrid apre nuove prospettive per gli Internazionali. Il presidente Fit Angelo Binaghi ha infatti rivelato che l’Atp ha chiesto di allungare il torneo italiano da 7 a 10 giorni (attualmente sarebbe in calendario dal 20 al 27 settembre) e con 96 iscritti anziché 56, pagando anche la differenza di montepremi: «Ne riparleremo dopo il prossimo Dpcm, se ci verrà data la possibilità di aprire il torneo al pubblico allora è una possibilità che vogliamo percorrere. Altrimenti, con soli costi in più non potremmo permettercelo. Può succedere pure che il torneo non finisca di domenica». Un’edizione a 96 giocatori, ha aggiunto Binaghi, renderebbe il torneo una sorta di Masters 1500. Il ministro dello sport, Spadafora e il governo sono fiduciosi che l’evento possa svolgersi anche alla luce di risultati epidemiologici migliori di quanto sta accadendo in Francia o in Spagna. La Fit ha presentato al ministro e al Comitato Tecnico Scientifico una proposta di accesso al Foro con posti solo numerati e col 50% della capienza […]

Errani gran rimonta: batte Pliskova e pioggia (Paolo Vannini, Corriere dello Sport)

Evidentemente è vero che soprattutto nel tennis, ci sono luoghi del cuore, dove, quando meno te l’aspetti, ritrovi improvvisamente sensazioni che pensavi dimenticate e emozioni capaci di rilanciarti. Per Sara Errani il centrale di Palermo è certamente uno di questi. Omaggiata di una wild card, ritenuta in fase calante col suo n. 169 in classifica, con le incognite della ripresa agonistica dopo il lockdown, sul campo dove ha vinto due titoli e conquistato altre due finali, Sara risponde ergendosi fino ai quarti di finale del torneo con una stupenda vittoria in cui ribalta Kristyna Pliskova, gemella mancina della numero 3 del mondo ma comunque sia una delle migliori battitrici del circuito. Sono i numeri a spiegare quale patrimonio rappresenti ancora la Errani per il nostro tennis: 80° quarto di finale Wta raggiunto in carriera, 180a vittoria sulla terra rossa, rientro fra le prime 8 di un torneo dopo Bogotà 2019. Che il suo modo di arrivare alle vittorie sia costruito sul sacrificio non è una novità. Ma chi avrebbe scommesso su di lei dopo l’inizio choc in cui la Pliskova ha vinto i primi 13 punti del match? Invece la Errani ha iniziato a scavare la roccia con pazienza, è entrata in partita, ha aspettato che la ceka calasse leggermente, e perso il 1° set, non ha mollato di un centimetro. Tatticamente la partita era facile da leggere: se lo scambio finiva nei primi tre colpi, il punto era di Pliskova, se si allungava la sapienza di Sara aveva quasi sempre la meglio. Nel set decisivo, l’emiliana non si smontava neppure per 4 palle break fallite sull’1-1 e volava a 4-2 e poi a 5-3. Qui l’inattesa sorpresa: un fortissimo scroscio di pioggia faceva sospendere il match per 10′. Ma al rientro, la Pliskova al servizio cedeva di schianto e i tifosi rimasti sugli spalti gioivano con la Errani […] Pomeriggio sbagliato invece per Paolini, che pure veniva da una splendida rimonta contro l’ex top ten Kasatkina e che qui doveva difendere i quarti di finale brillantemente conquistati un anno fa. Sin dal primo scambio Jasmine ha mostrato di non reggere il ritmo della bielorussa Sasnovich, rodata dalle qualificazioni e comunque in possesso di un tennis che in passato le ha fatto toccare il numero 30 del ranking. La vistosa fasciatura alla coscia sinistra con cui la Paolini è scesa in campo non è pesata: «No, il fastidio non ha influito – ha sostenuto con onestà la campionessa italiana – in realtà sin dall’inizio ho fatto fatica a muovermi e lei non mi ha dato molte chances. La Sasnovich è stata molto solida e io non sono riuscita a trovare le giuste contromisure». […] Jasmine è apparsa crucciata ma determinata a proseguire per la sua strada: non uscirà dalle prime 100 del mondo (è 95) in base alla norma della Wta adeguata al dopo pandemia, e giocherà gli Us Open dove è pronta a riscattarsi […]

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Rafa-Serena per la storia (Grilli). L’apertura di Parigi è Sinner con Goffin (Azzolini). Musetti trionfa a Forlì: «Adesso voglio la top-100» (Crivelli)

La rassegna stampa di domenica 27 settembre 2020

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Rafa-Serena per la storia (Massimo Grilli, Corriere dello Sport)

Appuntamento con la storia. Succede infatti che questo stralunato e sfortunato Roland Garros, stretto tra la morsa del Covid (escluso un furibondo Verdasco perché positivo, ammesso Paire) e di un autunno che sembra avere già invaso i campi del Bois de Boulogne, possa riscrivere gli almanacchi. Parliamo naturalmente di Rafael Nadal e Serena Williams, che provano di nuovo a pareggiare il record di titoli Slam vinti, in possesso di Roger Federer (20, che tornerà a giocare solo nel 2021) e di Margaret Court (24). I due campioni partono però da situazioni diverse: Rafa Nadal è l’incontestato re di Parigi, dove ha trionfato 12 volte su 15, vincendo la bellezza di 93 partite su 95. Serena Williams invece, dal trionfo agli Open d’Australia del 2017 ha disputato quattro finali, mentre a Parigi – lo Slam dove ha vinto di meno, “solo” tre volte – non è andata oltre il quarto turno nel 2018 e il terzo un anno fa. Dopo un’assenza di sei mesi, Nadal è tornato in campo a Roma dove – dopo aver facilmente domato Carreno Busta e Lajovic – si è trovato improvvisamente disarmato (e privo anche del servizio) di fronte alle fiondate di Schwartzman. La Williams – ieri ha festeggiato 39 anni – l’abbiamo vista arrancare sin dall’inizio a Flushing Meadows, vincere quattro partite al terzo set solo grazie alla grinta e alle martellate che spediva quasi da ferma, arrendendosi poi in semifinale di fronte alla Azarenka, comincerà (come a Flushing Meadows) con la connazionale Ahn, al secondo turno potrebbe incrociare la Pironkova, avversaria nei quarti di New York, poi negli ottavi ancora la Azarenka. Non facile, quindi. In campo maschile si stacca naturalmente Djokovic. A Roma non ha impressionato, ha vinto senza sfidare nessun Top 10, poi c’è Thiem, finalista quest’anno in Australia e vincitore a New York. […] In campo femminile la Halep su tutte: è l’unica imbattuta dopo il lockdown (10 partite vinte su 10) e a Roma si è mostrata nettamente superiore alle rivali. Non ci sarà la campionessa uscente e numero 1 del mondo Barty, non ci saranno Osaka e Andreescu, possono fare strada Pliskova – se avrà superato l’infortunio di Roma – Azarenka, Svitolina, Muguruza, che su questi campi ha vinto quattro anni fa. […]

L’apertura di Parigi è Sinner con Goffin (Daniele Azzolini, Tuttosport)

 

L’uomo che ha portato il tennis nella fantascienza, e ha firmato un record di 12 trionfi in un unico Slam fece una promessa al termine del Roland Garros di un anno fa, subito dopo i baci al trofeo e le pose rituali in cui prende a morsi (finti, quelli veri li riserva agli avversari) la Coppa dei Moschettieri. «Proverò a conquistate il trofeo anche il prossimo anno». Il tredicesimo. Impresa fuori da qualsiasi paragone fantascientifico. Lungo la strada che là conduce, Rafael Nadal ha però scoperto nuovi avversari. Uno già frequentato e conosciuto (e battuto), Dominik Thiem, giunto ormai a maturazione completa. L’altro infido e non meno fantascientifico, un virus che ha cambiato la faccia del mondo, e sta cambiando quella del tennis, unico fra gli sport più cosmopoliti e sopranazionali a dover fare i conti con le restrizioni (giuste, sbagliate o sciocche che siano) imposte da un numero di Paesi superiore a quelli che siedono alle Nazioni Unite. Succede, a puro titolo di esempio, che nella Francia parecchio restia a dichiarare disastrose le scelte fin qui operate in materia di precauzioni e distanziamento sociale, il Roland Garros abbia imboccato la strada opposta, quella della caccia a ogni singola entità biologica che abbia caratteristiche di agente patogeno. I colleghi de L’Équipe, non privi di humor, hanno ribattezzato “Crash Test” il sistema di esame anti-Covid cui vengono ripetutamente sottoposti i tennisti. Noah Rubin, discreto tennista ma ottimo comunicatore, si è chiesto se la sconfitta subita nelle qualifiche non sia dipesa dalla parte di cervello che gli è stata asportata durante il test: «Non voglio parlare nemmeno di chirurgia, ma di bassa macelleria», si è sfogato. Sembra che il tampone nasale non si limitino a sfregarlo, ma lo facciano salire fin quasi a farlo uscire dall’orecchio. La raccolta di informazioni ha fermato parecchi tennisti (Dzumhur, l’ultimo caso) molti dei quali negativi, ma accompagnati da coach positivi. […] Si va in scena oggi, nella speranza che la bolla tenga, e che il pubblico si comporti in termini corretti. E forse si tornerà a parlare del 13° trofeo di Rafa e di chi potrebbe negarglielo. L’ouverture è affidata a Jannik Sinner, ore 11 sul Centrale. Un impegno difficile, contro Goffin, per un 19enne alla prima sortita nel tabellone principale dello Slam alla Porte d’Auteuil. […]

Musetti trionfa a Forlì: «Adesso voglio la top-100» (Riccardo Crivelli; La Gazzetta dello Sport)

Il Rubicone non è troppo lontano e intanto Lorenzo Musetti ha attraversato il suo: al culmine di due settimane favolose tra Roma e Forlì, vince il primo Challenger in carriera a 18 anni e si proietta al numero 138 del mondo, confermando una crescita tecnica e caratteriale da stella emergente. Nel bel torneo sulla terra romagnola Lorenzo, invitato con una wild card, piega in finale 7-6 (2) 7-6 (5) il brasiliano Monteiro, 89 Atp, giocando i punti decisivi con più freddezza ed esperienza del rivale, mostrando il consueto bagaglio tecnico ricco di inventiva e soluzioni d’attacco. Dopo aver sconfitto Wawrinka e Nishikori agli Internazionali, in questa settimana Musetti ha battuto altri quattro top 100: oltre al rivale della finale, c’era già riuscito con Tiafoe, Seppi e Harris. Ovviamente non sta più nella pelle dalla felicità: «E’ un sogno che si avvera. L’anno scorso ci ero andato vicino a Milano, quest’anno a Trieste, fermandomi in semifinale in entrambi i tornei: a Forli mi sono trovato benissimo sin dal primo giorno e ho raggiunto l’obiettivo. Credo di essermelo meritato, è stata una settimana di grande tennis. Dedico il titolo alla mia famiglia e al mio team. In campo vado io, ma dietro c’è tantissimo lavoro che non si vede». E sul futuro: «Non sono ancora nessuno nel circuito. Sto giocando molto bene, ho battuto tanti top 100 nelle ultime due settimane e non me lo aspettavo. Ora devo continuare a crescere senza fretta. Obiettivi? Adesso voglio la top 100, ci proverò entro fine stagione».

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Musetti, prima finale Challenger. Se vince entra nei primi 140 (Gazzetta). Il boom di Musetti. Cecchinato, la rinascita (Bertellino)

La rassegna stampa del 26 settembre 2020

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Musetti, prima finale Challenger. Se vince entra nei primi 140 (La Gazzetta dello Sport)

La prima finale non si scorda mai, soprattutto se in caso di vittoria ti proietta tra i primi 140 del mondo. Lorenzo Musetti, 18 anni, oggi contro il ben più esperto brasiliano Thiago Monteiro, 26 anni e 89 al mondo, si giocherà oggi il titolo a Forlì. […] Musetti, nella semifinale contro il sudafricano Lloyd Harris, ha ceduto il primo set, ma è partito benissimo nel secondo guadagnandosi un break poco prima che il rivale si procurasse un infortunio all’anca, ritirandosi e cedendo 4-6 6-0 4-1. «Dopo Roma ho acquisito fiducia – ha detto il carrarese -, però ci sono ancora tanti aspetti da migliorare» Dieci a Parigi Intanto al Roland Garros diventano 10 gli italiani nel tabellone maschile con l’ingresso di Giustino, al primo turno con Moutet, e Marco Cecchinato che nell’ultimo turno di qualificazione ha dominato Coppejans 6-1 6-2 (n.161). Per lui, semifinalista a Parigi nel 2018, l’esordio sarà tosto contro l’australiano De Minaur n. 27. Tra le donne si qualifica Sara Errani, che incrocerà Monica Puig, ma l’Italia è certa di avere una giocatrice al secondo turno. Martina Trevisan si è qualificata e all’esordio sarà protagonista di un derby con Camila Giorgi. Eredi di lusso Le qualificazioni regalano anche due nomi illustri come Sebastian Korda e Emilio Gomez. Si tratta dei figli di Andres, campione a Parigi nel 1990, e Petr che da quella finale uscì sconfitto. Intanto ieri lo spagnolo Fernando Verdasco è stato cancellato dal torneo per essere risultato positivo al Covid.

Il boom di Musetti (Roberto Bertellino, Tuttosport)

 

Missione compiuta per Lorenzo Musetti, che nel Challenger di Forfl (88.520 euro) centra la sua prima finale a questo livello proseguendo il percorso di crescita tecnica e popolarità intrapreso nell’ultimo mese. […] Ha dovuto adattarsi Musetti, soffrendo nel primo set, con partenza ad handicap (un break subito) e cercando di metabolizzare il tennis atipico del rivale, abile nel non dargli ritmo e al contempo ad incontrare i suoi fendenti. Vinta la prima frazione 6-4, però, Harris si è spento nella seconda, subendo il cambio di passo di Musetti, un po’ di eccessivo nervosismo e un piccolo problema fisico, per il quale non ha peraltro richiesto il medical time-out che via via ne ha limitato gli spostamenti. Il carrarino non ha perso concentrazione, dimostrando anche in questo maturità, e ha chiuso 6-0. All’inizio del terzo set è stato bravo in due occasioni ad evitare di subire il break, dal 15-40 del primo gioco e dal 30-40 del terzo ed ha invece strappato il servizio ad Harris nel quarto gioco. Ha tenuto quindi il proprio ed incassato il ritiro del rivale sul 4-1, volando in finale. «Innanzitutto mi dispiace per Harris – le dichiarazioni di Musetti dopo la semifinale -, è un bravissimo ragazzo e avrebbe meritato di vincere, visto che stava giocando meglio di me. Non era al 100%e ha preferito non rischiare ulteriori problemi, quindi ha deciso di ritirarsi. Io ero molto nervoso, non ho gestito bene il vento, ma chiaramente sono molto felice di questa prima volta in finale. L’avventura agli Internazionali d’Italia mi ha dato fiducia e consapevolezza, tuttavia so di dover lavorare ancora tanto per migliorare i vari aspetti del mio tennis». Quindi la mente si sposta alla finale, contro Thiago Monteiro. «Speravo di giocare il derby contro il mio amico Andrea Pellegrino, ma Monteiro è stato più bravo. E’ un avversario forte, top 100, mancino, ma di certo entrerò in campo per vincere». Il brasiliano in tre set ha domato l’altro semifinalista. Nella prima frazione il pugliese non ha sfruttato una palla break per andare a servire sul 5-4 e a sua volta ha subito il riscatto del giocatore verdeoro che ha chiuso al 10° gioco. Andamento opposto nel secondo set, vinto dall’azzurro 6-4. Nella terza frazione troppi però gli errori del tennista di Bisceglie, comunque autore di una gran settimana e 6-1 finale per Monteiro. Appuntamento oggi alle 12 dopo la finale di doppio tra Golubev-Vavassorie Bride-Cade

Cecchinato, la rinascita (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Terzo main draw del Roland Garros negli ultimi tre anni, per Marco Cecchinato, semifinalista nel 2018. […] Il palermitano, che piano piano sta ritrovando colpi e convinzioni sotto la “cura” Sartori, ha rispedito al mittente in nemmeno un’ora di gioco e con il netto score di 6-1 6-2 il belga Kimmer Coppejans, n° 161 del mondo. A tratti il “Ceck” ha sciorinato rovesci di antica fattura tracciando il campo con maestria. Con lui salgono a nove gli azzurri presenti a Parigi. In avvio troverà l’australiano De Minaur, testa di serie n° 25. Giustino, invece, l’altro qualificato azzurro, sfiderà il francese Moutet. Le qualificazioni hanno deciso anche il primo avversario in tabellone del torinese Lorenzo Sonego. Sarà l’ecuadoriano Emilio Gomez, figlio di Andres che fu campione a Parigi nel 1990. Nelle qualificazioni femminili ha conquistato perla prima volta un posto nel main draw (la seconda in un Major dopo gli Australian Open 2020) la fiorentina Martina Trevisan, grazie al doppio 6-1 inflitto all’australiana Astra Sharma, n°132 del ranking. Per Martina sarà subito derby con Camila Giorgi. Sorride anche la 33enne romagnola Sara Errani, n°150 WTA e 24a testa di serie, che si è imposta 6-3 7-5 alla ceca Tereza Martincova, n° 121 WTA. Per l’ex n° 5 del mondo sarà la 12a presenza a Parigi dove ha giocato una finale (2012), una semifinale (2013) e due quarti (2014 e 2015). Errani chiamata alla prima in tabellone contro la portoricana Monica Puig. Nulla da fare, invece, per la torinese Giulia Gatto-Monticone, che cercava il terzo main draw Slam dopo i due (Roland Garros e Wimbledon) del 2019. Nel turno decisivo la 32enne azzurra, attuale n°156 WTA, ha ceduto 6-16-3 alla 24enne egiziana Mayar Sherif, n° 171 del ranking.

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Roland Garros, subito botti (Cocchi)

La rassegna stampa di venerdì 25 settembre 2020

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Roland Garros, subito botti (Federica Cocchi, La Gazzetta dello sport)

Accantonate per un attimo le polemiche sul Covid e sui numeri del pubblico, sceso da 5000 a 1000 al giorno per motivi di sicurezza dopo una prima ottimistica ipotesi di 20.000, il Roland Garros si presenta con il sorteggio dei tabelloni ed è subito tormentone. Rafa Nadal riuscirà a fare 13? E Djokovic, vincitore a Roma e rinfrancato nell’anima dalla squalifica di New York, sarà un reale candidato per il successo? Per non parlare del tormentone sullo Slam numero 24 della Williams, più abbordabile in un tabellone che non vede grosse complicazioni salvo una Halep in forma e motivata. Domande lecite in questa strana edizione al via domenica per la prima volta nell’umido e piovoso autunno, con condizioni di campo diverse e palle nuove. Insomma, forse mai come quest’anno il Roland Garros si presta a immaginare scenari meno scontati. Otto gli italiani direttamente nel tabellone principale nell’attesa che si concludano le qualificazioni. Interessante l’esordio sul rosso di Jannik Sinner. L’altoatesino per la prima volta giocherà lo Slam parigino, e con lui la sorte (elettronica, visto che i sorteggi a mano sono vietati per Covid) non è stata troppo benevola: gli ha riservato David Goffin. Il folletto belga numero 12 al mondo a Parigi sa come si fa: ha raggiunto i quarti nel 2016 (ma anche gli ottavi nel 2012 e nel 2018). Più morbido l’avvio di Matteo Berrettini che trova Vasek Pospisil, numero 76 al mondo e non troppo a suo agio sulla terra. Due italiane già in tabellone: la Giorgi che trova una qualificata e Paolini la spagnola Bolsova (98). Rafa Nadal, testa di serie numero 2 nella parte basse di tabellone, inizierà la sua campagna per il 13° titolo a Parigi, e soprattutto per l’aggancio ai 20 Slam di Federer, contro il bielorusso numero 83 al mondo Egor Gerasimov. All’orizzonte un ottavo di finale suggestivo, un duello rosso fuoco con il nostro Fabio Fognini. Il maiorchino avrebbe un teorico quarto di finale contro Zverev, fresco finalista agli Us Open e la semifinale con Thiem, sempre che l’austriaco sopravviva al tabellone infernale che la sorte gli ha riservato. Primo turno con Cilic, quarti con Schwartzman, e varie insidle nel mezzo. Djokovic, nella parte alta di tabellone ha avuto la dea bendata più dalla sua, con scontri sul velluto e un’eventuale prima volta contro il nostro Berrettini ai quarti. Un primo turno dei vecchi tempi, di lusso, nella parte bassa del tabellone con sei Slam divisi da una rete. Andy Murray, a Parigi con una wild card, affronterà Stan Wawrinka testa di serie numero 16. […]

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