Cincinnati, un ottimo Raonic doma Tsitsipas in due set e vola in finale

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Cincinnati, un ottimo Raonic doma Tsitsipas in due set e vola in finale

Milos annulla un set point nel primo set e poi non si guarda più indietro: quarta finale in un 1000, è ancora in cerca del primo successo

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Milos Raonic - Cincinnati 2020 (foto via twitter @CincyTennis)

M. Raonic b. [4] S. Tsitsipas 7-6(5) 6-3

Il primo finalista dell’edizione newyorchese di Cincinnati è Milos Raonic, che conferma la vittoria senza cedere set ottenuta al terzo turno dello scorso Australian Open contro Stefanos Tsitsipas. Una prestazione in crescendo per Raonic che si è dimostrato solido anche mentalmente, annullando l’unica opportunità dell’avversario nella prima partita per poi prendersi di forza l’unica a suo favore. Gli ha certamente giovato il giorno di riposo, ma soprattutto l’essere uscito vincitore da un duro confronto come quello con un Filip Krajinovic in grande spolvero, a cui ha dovuto anche annullare un match point. “Per me, tutto sta nel prendermi cura del mio gioco, ma soprattutto del mio spazio mentale, sapere dove sono” ha detto al termine della sfida. A prescindere da chi uscirà dalla seconda semifinale, Novak Djokovic o Roberto Bautista Agut, “dovrò giocare del tennis buono e deciso, farmi avanti e crearmi delle opportunità”.

Al contrario di Milos, Tsitsipas arriva con un percorso netto al cospetto dell’avversario più basso (196 cm) finora affrontato, dopo Anderson, Isner e Opelka (peraltro costretto al ritiro nel finale del primo set). Si parla dei tre migliori battitori delle ultime 52 settimane secondo il sistema di classifica dell’ATP, più Kevin che prima dei recenti problemi fisici si era guadagnato la top 5. Se Raonic arriva con la consapevolezza del sopravvissuto a un match quasi perso, Stefanos è ormai abituato alle mazzate scaraventate dal cielo quando è in risposta.

 

IL MATCH – Gli scambi vanno via veloci, lasciando però spazio a un tennis che non è puro tiro al bersaglio. Raonic tiene alta la percentuale di prime di servizio, pressoché ingiocabili; Tsitsipas prende la rete con sicurezza anche dietro alla propria battuta e concede pochissimo anche con la seconda. Milos serve una prima volta per restare nel set e tiene a zero, ma sul 5-6 arriva il set point vestito da unica palla break del parziale alla quale “Stef” arriva grazie a due ottime risposte: se la gioca sulla seconda entrando nello scambio con la sua ribattuta più efficace, profonda sulla sinistra dell’avversario, ma non prova subito ad incidere e stecca di rovescio di fronte a un Raonic che si stava comunque dimostrando solido nel palleggio e tiene il turno.

Il precoce mini-break, figlio di un doppio fallo canadese è subito compensato da un’altra stecca greca, stavolta di dritto, e si può procedere regolarmente fino al set point in risposta che tocca ora a Milos: chiamata di fallo di piede sulla prima, Raonic si guadagna la possibilità di girarsi sul dritto e piazza il vincente con lo sventaglio: 7-6. Le statistiche mostrano uno spettacolare 9-1 per quanto riguarda il saldo winners/unforced di Tsitsipas dal lato destro, ma la maggiore decisione dell’ex n. 3 del mondo in occasione del punto che valeva la partita ha fatto la differenza.

Il set sfumato pur giocando un ottimo tennis rimane nella testa di Tsitsipas, che ricomincia meno convinto e inizia a perdere un po’ troppi punti con la prima battuta dopo i soli tre concessi fino a quel momento. Così, al quarto gioco, dopo un fallo di piede sulla seconda seguito quasi necessariamente da un errore di dritto, si materializza l’opportunità per Raonic; l’attacco ateniese con il rovescio incrociato è profondo ma non devastante, confidando forse in un passante che non è la specialità della casa, ma il lungolinea tutt’altro che disprezzabile tocca il nastro mandando fuori tempo Tsitsipas. Mette molte meno prime in campo in questa seconda partita, Milos, ma il livello del suo gioco è alto e vola verso la meta, mentre Stefanos lotta ancora con il fallo di piede (chiamarlo dalla cabina di regia dev’essere più facile per l’ufficiale di gara) e rischia qualcosa all’ottavo gioco.

Non rischia invece nulla Raonic che, cedendo un punto negli ultimi tre turni di battuta, va a prendersi la sua quarta finale in un Masters 1000, dopo Montreal 2013 (perse da Nadal), Bercy 2014 e Indian Wells 2016, le ultime due sconfitto da Novak Djokovic, atteso a minuti sul Louis Armstrong. Dal canto suo, Tsitsipas può consolarsi con un giorno di riposo in più prima dello US Open e del relativo tabellone che, sulla carta, non gli riserva grossi ostacoli fino alla semifinale.

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ATP Colonia 2: Zverev si prende la rivincita, Sinner si arrende in due set

Jannik si porta avanti un break all’inizio poi è sempre in ritardo nel punteggio. Il tedesco di nuovo in finale a Colonia, una settimana dopo. Sfiderà Schwartzman

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[1] A. Zverev b. [WC] J. Sinner 7-6(3) 6-3

Non l’aveva digerita quella sconfitta negli ottavi a Parigi contro il ragazzino, Alexander Zverev, e stavolta ci ha messo tutta l’attenzione del caso. Il tedesco vince con merito la semifinale del secondo ATP di Colonia e torna in finale. Sinner gioca un buon match, parte a razzo portandosi avanti di un break nel terzo gioco ma poi non riesce a mettere in difficoltà negli scambi da dietro il N.7 del mondo, che avrebbe potuto chiudere il primo set molto prima del tie-break resosi poi necessario. Sascha ha servito per chiuderlo due volte prima sul 5-4 e poi sul 6-5, senza successo.

Nel tie-break però Jannik perde il filo del discorso con un paio di errori di rovescio di troppo e in pochi minuti cede il gioco decisivo per 7 punti a 3. Al di là di qualche demerito del nostro giocatore, è più che altro l’incidenza del servizio a fare la differenza sebbene Zverev non risparmi i consueti doppi falli. Nel primo parziale il tedesco raccoglie il 76% con la prima contro il 58% del suo avversario, e sono quei pochi punti in più a fare la differenza.

 

Nel secondo set Zverev, sullo slancio, prende subito un break di vantaggio e si invola rapidamente 4-1 senza concedere nulla a Jannik che rischia di affondare quando nel sesto gioco concede un’altra palla break. Si salva e poi nel settimo gioco dà tutto quello che ha per riaprire la partita: in un game fiume che dura 16 punti, in cui si issa due volte a palla break, non riesce però ad accumulare particolari rimpianti in nessuna delle due occasioni.

La partita più dura affrontata da Zverev in questa serata è quasi comica: già più volte in precedenza, ma in particolare nel sedicesimo punto del gioco, il tedesco (incurante del fatto che in questo torneo non ci siano i giudici di linea in campo ma solo Hawk-Eye “LIVE“) continua a lamentarsi delle chiamate della macchina che pure gli mostra in continuazione come abbia puntualmente torto. Persino il glaciale Sinner non ne può più quando il suo avversario va a guardare la riga su un servizio nettamente fuori. Zverev non gradisce e dice al “ragazzino” di stare tranquillo, tira un ace di seconda e poi continua a parlarci mentre va a sedersi per il cambio campo. Non proprio un comportamento elegantissimo, ma che testimonia quanto Sascha sentisse l’incontro dopo la sconfitta in quattro set al Roland Garros. Zverev tiene poi a zero il servizio e centra la seconda finale consecutiva. Forse è consapevole del fatto che, nei prossimi anni, il “ragazzino” migliorerà ancora e a quel punto avrà di che preoccuparsi.

Per quanto riguarda Sinner, i miglioramenti auspicabili sono sempre quelli: una resa migliore della prima di servizio e un miglioramento almeno parziale del gioco di volo che anche oggi ha mostrato più di una lacuna. Impossibile però “fare le pulci” a un ragazzo di 19 anni che in un anno disastrato come il 2020 è riuscito a portarsi già a ridosso dei primi 40 del mondo. Ora si va a Vienna, grazie alla wild card concessa dagli organizzatori, dove il tabellone sarà ostico ma allo stesso tempo ci sarà l’opportunità di mettersi in mostra su un palcoscenico di maggior prestigio.

DIEGO VA IN FINALE… E QUASI ALLE FINALS – L’interesse catalizzato dal match di Sinner fa quasi passare sotto traccia la seconda semifinale vinta in tre set da Diego Schwartzman, che ha respinge il tentativo di rimonta di Auger-Aliassime (6-4 5-7 6-4). Con questo risultato, l’argentino conquista la decima finale in carriera, terza nel 2020, e soprattutto mette una serissima ipoteca sulla qualificazione alle ATP Finals: il suo primo inseguitore, che purtroppo per noi è Berrettini, dovrà raggiungere la finale a Bercy per sopravanzarlo in classifica – e potrebbe anche non bastare, nel caso in cui l’argentino dovesse far bene anche a Parigi.

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Gran lotta ad Anversa: Humbert annulla match point a Evans, sfiderà de Minaur in finale

Il francese batte Dan Evans, che ha sprecato quattro match point dopo quello salvato ieri. De Minaur fiacca DImitrov alla distanza

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Ugo Humbert - Anversa 2020 (via Twitter, @EuroTennisOpen)

Le semifinali della quinta edizione dello European Open di Anversa si sono giocate oggi pomeriggio, regalandoci due dei match più intensi del 2020; alla fine, dopo oltre sei ore complessive di gioco, sono approdati in finale Ugo Humbert e Alex de Minaur.

PRIMA SEMIFINALE – Dopo essere sopravvissuto alla sfida di ieri contro Khachanov (un match point salvato e grandi polemiche per un errore dell’arbitro Adel Nour), Dan Evans ha conosciuto il sapore agrodolce del contrappasso fallendone quattro e uscendo sconfitto da un match-fiume contro Ugo Humbert, che si è guadagnato l’ultimo atto al termine di tre ore e 12 minuti con il punteggio di 4-6 7-6 (7) 6-4. Seconda finale dell’anno per il francese dopo quella vinta a gennaio ad Auckland, e pareggio nei confronti diretti totali con Evans, che aveva vinto lo scorso anno in un’altra semifinale indoor, a Quimper (nei tabelloni ATP è dunque 1-0 Humbert).

La partita è iniziata con un rovescio in rete e palla break Evans, ma ottimo scambio in pressione e vincente con l’inside-out per Humbert. Il britannico ha cercato da subito di offrire palle diverse, il suo marchio di fabbrica, ma anche di evitarne il dritto dalla facile velocità dell’avversario, come si è visto nel secondo gioco quando il francese ha infilato un passante e una risposta vincenti, entrambi lungolinea. La tela di Evans ha iniziato a irretire Humbert nel gioco successivo (dal suo 1.75, il tracagnotto di Birmingham sa sempre quando cercare una chiusura rapida e quando giocare a scacchi, cioè quasi sempre), in cui due slice scarichi sul rovescio del francese hanno prodotto lo 0-40. Il francese è però stato solido con il servizio esterno, e non gli ha mai dato troppo margine, almeno inizialmente. Evans si è infatti procurato una quarta chance del game cambiando direzione e angolo con il dritto per poi chiudere a rete, salendo infine 2-1 grazie a una risposta choppata che gli ha dato il tempo di trovare la profondità con il dritto successivo.

 

Humbert ha continuato a mostrare la propria velocità di braccio in risposta, infilando due risposte che gli hanno dato la palla del contro-break, subito sfruttata grazie a un dritto in rete dell’avversario. Curiosamente, Evans è partito uno su sette con la prima e sei su otto sulla seconda, segno del maggiore impatto delle sue traiettorie più lavorate rispetto a quelle più potenti.

Entrambi i giocatori hanno mostrato grande intelligenza: Humbert ha accettato di dover allungare gli scambi e ha iniziato a scendere un po’ di più sotto la palla, mentre Evans ha subito intuito che l’avversario stesse iniziando a gestire meglio i suoi colpi tagliati e si è messo ad alternare un po’ di più i rovesci. Un errore di dritto del francese ha dato una palla break a Evans, ma il N.38 ATP è stato bravissimo a rete dopo aver giustamente obbligato Evans al passante di rovescio. La volée si è però dimostrata croce e delizia, perché un marchiano errore con quella di dritto ha nuovamente prestato il fianco all’inglese, che è tornato al back sul rovescio del francese per salire 3-2. Da quel momento è arrivato anche il nerbo sulla prima di servizio, e Humbert non ha più avuto margine per rientrare, anche se pure oggi non sono mancate le polemiche, visto che l’ace con cui il britannico è salito a set point era stato visto fuori dall’avversario, che si è lamentato profusamente con il giudice di sedia. Evans non si è deconcentrato e ha chiuso il set dopo 62 minuti con un gran rovescio lungolinea su cui Ugo non è riuscito a trovare un passante molto complicato.

Humbert è stato però bravo a canalizzare la propria frustrazione in stimolo, vincendo i primi sette punti del secondo set che gli hanno fruttato una tripla palla break su un’altra risposta vincente di dritto – 3-0 rapido per lui. Il set ha rischiato di concludersi molto rapidamente quando il francese è salito 15-40 nel quarto game, impattando puliti tutti i servizi di un Evans in visibile calo, ma il britannico ha iniziato a prendere maggiormente la via della rete, conscio del temporaneo disavanzo di cilindrata da fondo e della necessità di verticalizzare prima. Humbert ha deciso di dargli una mano, commettendo un doppio fallo per lo 0-40; si è dapprima salvato brillantemente, soprattutto con il rovescio in cross che ha cancellato la terza palla del contro-break, ma si è poi lasciato raggiungere in seguito ad un errore con lo stesso fondamentale.

Il set si è trascinato quindi al tie-break senza scossoni: Evans ha colpito per primo, salendo 3-2 e servizio quando un rovescio di un Humbert circospetto si è fermato sul nastro; il francese si è rifatto sotto leggendo il serve-and-volley dell’avversario, ma Evans ha a sua volta trovato un passante vincente per il 5-3, ed è salito a triplo match point sfruttando una seconda zvereviana di Humbert che gli ha consentito di spingere da subito e chiudere con il dritto lungolinea. Sembrava finita, ma il francese non si è arreso, e ha salvato il primo con un bel rovescio in avanzamento per poi beneficiare del primo doppio fallo di giornata di Evans e di uno slice in rete per il 6-6. Il britannico è riuscito a tornare avanti con un altro dritto vincente, ma non ha sfruttato una nuova opportunità con il servizio. Il classe ’98 ha allora tirato fuori il coniglio dal cilindro, infilando un passante di dritto in corsa sulla riga, e ha portato il match al terzo set dopo due ore e 15 con uno scambio giocato in pressione sul rovescio di Evans.

Il britannico ha prevedibilmente accusato il colpo, concedendo una palla break immediata con un back in rete, ma si è cavato d’impaccio con una rara palla corta. Humbert ha continuato a pressarlo sulla diagonale di sinistra, però, conscio della bassa autostima dell’avversario e ormai indifferente ai rimbalzi bassi, e ha breakkato su un unforced di dritto. Evans ha rischiato di sbandare ulteriormente: una risposta vincente di rovescio ha dato lo 0-40 al francese nel quinto gioco, ma Dan è riuscito a rimanere a contatto, trovando dei buoni servizi in particolare con la seconda da sinistra del terzo break point.

A questo punto Evans è quasi riuscito a tornare in partita, trovando un passante vincente per la doppia palla break nell’ottavo gioco. Humbert ha salvato la prima con il servizio, ed è sceso a rete sulla seconda, senza concedere angolo al britannico per mezzo di un attacco profondo e centrale, salendo 5-3 con un servizio all’incrocio delle righe. Il britannico ha avuto un ultimo colpo di coda, ed è salito a palla break con uno schiaffo al volo, ma Humbert ha servito violentemente al centro e chiuso con il dritto; i primi due match point del francese sono sfumati con errori da fondo, ma ha potuto esultare su un passante finito largo del britannico.

SECONDA SEMIFINALE –

Decisamente riposati entrambi, visto che ieri Dimitrov non ha giocato in virtù del ritiro di Raonic (che salterà anche Vienna) e aveva un bye al primo turno, mentre de Minaur ha passeggiato contro Giron, hanno dato vita a una seconda semifinale combattuta e appena più corta della precedente. De Minaur è sceso in campo con delle idee molto chiare, soprattutto in risposta, dove appena possibile si è avvicinato alla riga di fondo (infatti ha sofferto più il kick alto sul rovescio rispetto a servizi più rapidi). L’aussie ha breakkato nel terzo game, quando ha messo a nudo la lentezza di piedi della quarta testa di serie in uscita dal servizio, e passando a zero su un errore sotto rete. Grisha ha però restituito subito il favore, e con uguale assertività, sfruttando le condizioni indoor per mandare fuori giro i colpi piatti dell’avversario con lo slice e frequenti smorzate; un rovescio lungo gli ha dato lo 0-40, e una risposta pesante ha siglato il 2-2 – sette su sette iniziale per lui sulla seconda del Demone.

Il bulgaro ha continuato a mischiare le carte di rovescio, e il risultato sono state altre tre palle break nel quinto gioco. De Minaur ha salvato le prime due, consecutive, giocando il suo tennis più aggressivo, ma nulla ha potuto quando ha dovuto attaccare su una palla scarica, finendo impallinato dal rovescio del campione delle Finals 2017. Ancora una volta, però, la testa della corsa ha fallito nella fuga, e De Minaur ha pareggiato grazie a una risposta vincente con il rovescio a uscire seguita da un dritto appena largo di Dimitrov.

Da lì la situazione si è dipanata su binari paralleli, con il tie-break come ovvia soluzione. Non c’è stata storia però: De Minaur ha fatto subito il mini-break giocando uno scambio splendido, muovendo Dimitrov con un rovescio lungolinea e trovando poi un fantastico dritto stretto, ed è salito 5-0 su due dritti sbagliati da Grisha. Il bulgaro ha salvato i primi tre, ma ha messo in rete un rovescio proprio quando forse qualche dubbio si sarebbe potuto insinuare nella mente dell’australiano – il bulgaro ha fatto i punti più belli (una volée stretta in allungo e un drop shot), ma è 7-4 De Minaur dopo 55 minuti, quasi un’epigramma che riassume l’ex-N.3 ATP.

Dimitrov ha avuto le prime chance del secondo set, trovando uno slice lungolinea (colpo in cui è forse il migliore del circuito) che ha portato De Minaur all’errore del 15-40 nel terzo game. L’australiano si è però salvato, pareggiando su una palla corta telefonata. L’ottavo seed ha tenuto, ma non prima che Dimitrov trovasse questo gioiellino:

Allora è stato il turno dell’australiano, che si è preso un vantaggio grazie ad un errore di dritto dell’avversario. Dimitrov è però stato bravo a dettare il gioco portando l’avversario all’errore (la prima palla break salvata nel match per lui), ed è passato nel game successivo quando ha fatto un passo in più dentro al campo e spinto con il rovescio, piegando la racchetta di De Minaur prima a rete e poi con il lungolinea. Storia già vista? Stavolta no, perché, nonostante tre errori di rovescio abbiano offerto una doppia palla break per l’australiano, Grisha ha tirato due ace per tenere e salire 4-2. L’aussie non si è perso d’animo e si è ripreso il break per guadagnare un altro jeu decisif, questa volta di andamento opposto: Dimitrov ha segnato l’1-0 con un bellissimo rovescio anticipato lungolinea, e ha approfittato di due errori dell’avversario per il 5-0, chiudendo facilmente sul 7-3 dopo due ore e quattro minuti.

Il terzo set ha promosso il giocatore più pimpante, il primo che ha avuto il coraggio di prendersi dei rischi per vincere la partita – in definitiva il più giovane, circostanza che racchiude e riassume le precedenti. De Minaur ha rotto l’equilibrio sul 3-3, in un game molto lottato nel quale ha ottenuto la palla break decisiva con uno splendido passante di rovescio, ha ceduto il servizio nel successivo e poi è tornato in vantaggio sul 4-4 per non voltarsi più indietro e chiudere l’incontro poco dopo le due ore e cinquanta di gioco. Settima finale ATP per lui, un anno quasi esatto dopo l’ultima persa nettamente contro Federer a Basilea.

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Sinner ritrova Zverev a Colonia. Semifinale LIVE su Supertennis alle 19

Venti giorni dopo la vittoria negli ottavi di finale di Parigi, Sascha avrà la chance di vendicare la sconfitta contro Jannik nella sua Germania, stavolta sul veloce. Ma l’azzurro ha le carte in regola per sperare in un’altra vittoria

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Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (foto Twitter @Rolandgarros)

Sarà un sabato sera nel segno di Jannik Sinner, in campo nelle semifinali dell’ATP 250 di Colonia. È la seconda semifinale della carriera per l’altoatesino, dopo quella giocata dodici mesi fa ad Anversa (perse contro Wawrinka), torneo che si gioca in parallelo a quello tedesco proprio questa settimana. Sarà impegnato nella prima semifinale programma sul bett1 Centre Court alle ore 19, subito dopo la semifinale di doppio tra Daniell/Oswald e Krawietz/Mies (campioni del Roland Garros) che si giocherà alle 16 e sarà visibile su Supertennis. In caso di vittoria, Sinner giocherebbe la sua prima finale a livello ATP e sarebbe il più giovane a farlo (a 19 anni e 2 mesi) dopo Felix Auger Aliassime (18 anni e 10 mesi a Stoccarda ’19).

Felix ha perso finora tutte e sei le finali ATP disputate, l’ultima domenica scorsa contro Alexander Zverev proprio sul Centrale di Colonia, nel primo dei due tornei che questi impianti ospitano. Non l’avevamo ancora nominato, ma sarà Sascha a sfidare Sinner per un posto in finale. L’unico precedente è molto vicino nel tempo. Risale all’ultimo Roland Garros, precisamente a domenica 4 ottobre, quando Jannik riuscì a vincere in quattro set negli ottavi di finale (6-3 6-3 4-6 6-3) e a raggiungere il primo quarto di finale Slam, poi perso contro il marziano Nadal.

Partiamo col dire che sarà un match molto diverso rispetto a quello di Parigi, perché sicuramente scenderà in campo tutto un altro Zverev. Come ammesso da lui stesso in conferenza stampa post match, giocò la partita contro Sinner con alcuni sintomi influenzali (febbre e congestione nasale, ma non risultò positivo al Covid) che limitarono molto la sua azione e la sua tenuta fisica. Nelle ultime settimane ha invece dimostrato di essere in ottima forma: ha accumulato anche un discreta dose di fiducia, fondamentale per fare rendere al meglio il suo gioco (e soprattutto il suo servizio) e la voglia di vendicare quella sconfitta è tanta. Su una superficie diversa (ma pur essendo cemento indoor, la palla non viaggia tantissimo) i colpi di inizio gioco faranno la differenza. Sinner ha dimostrato di saper comunque vincere una partita di soli scambi da fondo contro Simon, ma ha dovuto gestire un lungo momento di difficoltà in cui ha perso otto game consecutivi.

 

Ciò che sta funzionando alla grande è la risposta: Jannik è leader della classifica dei game di ribattuta vinti questa settimana (15 su 28, il 54%) e nella percentuale di palle break convertite (15 su 20, 75%). Sarà difficile confermare queste statistiche contro il servizio di Zverev: il tedesco è primo per punti vinti con la prima (81%) e secondo per numero di ace (21). Ha però perso il servizio già tre volte e nei primi due match è stato sempre costretto a giocare il terzo set. Non è così scontato che il “veloce” favorisca Zverev (quattro titoli indoor), poiché Jannik ha dimostrato di trovarsi alla grande anche su questa superficie; come ci siamo già permessi di dire, questi campi sembrano stargli a pennello una camicia su misura. Nel match di Parigi ha gestito alla grande la diagonale di rovescio e anche stavolta la partita si giocherà proprio lì. L’azzurro dovrà fare più attenzione al dritto, poiché su questa superficie ha un po’ meno tempo per aprire il colpo rispetto alla terra battuta, ma nei primi due turni è riuscito a gestirlo abbastanza bene. Farà due su due contro Sascha o ci sarà la rivincita del tedesco?

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