L'aria di Parigi fa bene a Cecchinato: grande vittoria contro De Minaur. Avanti anche Travaglia

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L’aria di Parigi fa bene a Cecchinato: grande vittoria contro De Minaur. Avanti anche Travaglia

Marco ritrova buone sensazioni e vince una gran partita contro l’australiano. Travaglia domina Andujar e troverà Nishikori al secondo turno del Roland Garros

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Grande prestazione e grandissima vittoria per Marco Cecchinato che contropronostico supera in tre set Alex De Minaur. Finalmente si è rivisto in campo una versione davvero convincente dell’italiano che sulla terra e su questi campo in particolare riesce a dare il meglio di sé. Nella partita odierna poi ha funzionato tutto alla perfezione: i colpi giravano a meraviglia, buoni riscontri sono arrivati anche dalla tenuta fisica e soprattutto mentale. Più e più volte si è infatti trovato sotto nel punteggio o comunque in situazioni delicate, ma è sempre riuscito a cavarsela. Dall’altra parte della rete De Minaur, che tutto sommato è un cliente difficile anche sulla terra, ha giocato una buonissima partita per due set, rischiando di vincere il primo e di andare a servire per chiudere nel secondo.

Una volta trovatosi sotto due a zero però l’australiano si è sciolto consegnandosi senza condizioni al proprio avversario. Cecchinato tornerà dunque a giocare un secondo turno Slam per la seconda volta in carriera, a due anni di distanza da quel magico Roland Garros 2018. In quell’occasione, superato il primo ostacolo, arrivò fino in semifinale. Decisamente irrealistico immaginare che quest’anno possa spingersi così in là, ma intanto l’occhio si sposta sul prossimo turno abbordabile contro il vincente della sfida tra Juan Ignacio Londero e Federico Delbonis.

IL MATCH – Cecchinato parte decisamente bene: il dritto viaggia e il feeling con la smorzata sembra quello dei tempi migliori. Di là però De Minaur come suo solito non molla una palla e gestisce molto bene gli scambi. L’ottima difesa dell’australiano, cresciuto tennisticamente in Spagna, ben si coniuga con la terra rossa e la partita si fa sin da subito molto lottata. De Minaur va avanti di un break, ma si fa riprendere. Cecchinato rincorre sempre nel punteggio, ma dal punto di vista del gioco non sembra così distante dal proprio avversario, anzi. L’australiano va due volte a servire per il set, sul 5-4 e sul 6-5, ma entrambe le volte trema e finisce col cedere la battuta. Si approda dunque al tiebreak.

Ceck scappa due volte avanti di un minibreak, prima con smorzata poi con un doppio fallo De Minaur. Si fa però recuperare e con due risposte sbagliate da lontanissimo, manda l’avversario a set point. L’azzurro l’annulla col dritto e manca a sua volta una palla del set. Da ora si gioca sul filo del rasoio: set point De Minaur (risposta in rete), set point Ceck (buona combo servizio&dritto di De Minaur). Finalmente però Marco riesce a ottenere un minibreak e può così giocarsi il set point col servizio a disposizione. Un ottimo dritto incrociato sigilla il primo parziale dopo 63 minuti di gioco.

Il rocambolesco set perso probabilmente rimbomba ancora nella testa di De Minaur che con due brutte palle corte rischia di perdere subito il servizio. L’australiano però si salva ed è anzi il primo a trovare il break, salvo poi restituirlo subito. Il match è decisamente divertente e da entrambe le parti si vedono colpi pregevoli. De Minaur prova un po’ più spesso soluzioni tattiche diverse rispetto al primo set, tentando anche qualche buona discesa a rete, ma la sensazione generale è che sia un po’ perso nel menu dei colpi. Nonostante questa indecisione di fondo, l’australiano si porta avanti 4-3, senza break.

Nell’ottavo e nel nono game si decide il secondo set e, di fatto, la partita. Cecchinato infatti è costretto ad annullare ben 4 palle break e dopo undici minuti riesce a impattare sul 4-4. Il gioco successivo è praticamente un set dentro al set: ci vogliono venti minuti, 34 punti e 11 palle break, ma alla fine Cecchinato riesce a strappare il servizio a De Minaur, perfetto nei momenti di massimo rischio, ma generalmente impreciso, troppo per non pagare dazio. Marco tiene a 15 il successivo turno di servizio e dopo quasi due ore e mezzo si trova avanti due set a zero.

 

La partita si chiude qui. De Minaur non ha più le energie fisiche e mentali per tentare la rimonta e si limita a scortare Cecchinato verso la vittoria. In appena 26 minuti, l’azzurro sforna un bel bagel, forse conclusione troppo severa per una partita davvero emozionante, ma giusto premio per l’ottima prestazione di Marco.

OK TRAVAGLIAVittoria agevole per Stefano Travaglia che regola in tre set Pablo Andujar, senza di fatto mai soffrire troppo. Il successo assume contorni ancora più dolci e soddisfacenti se si considera la caratura dell’avversario, che non sarà più al suo meglio ma è comunque un ex numero 32 del mondo con quattro titoli in bacheca (tutti su terra peraltro). La partita non è mai stata in discussione e il merito è solo di Travaglia, che ha comandato gli scambi col dritto e ha coperto il campo alla perfezione. Sotto di un break nel primo set, l’azzurro ha infilato un parziale di cinque giochi a uno che gli ha permesso di intascare il primo set col punteggio di 6-3. Nel secondo set invece, Travaglia ha difeso senza patemi il break conquistato nel terzo game. Nel terzo parziale, l’italiano ha dato prova di tutta la sua solidità e sicurezza: sotto 4-2 non si è lasciato turbare dallo svantaggio e con quattro giochi di fila si è guadagnato l’accesso al secondo turno, dove affronterà Kei Nishikori.

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ATP

Vienna: Sonego strapazza Djokovic, è la peggior sconfitta di sempre per Nole

Prestazione sontuosa di Lorenzo Sonego, che confeziona la settima impresa di un italiano contro un numero uno del mondo

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

[LL] L. Sonego b. [1/WC] N. Djokovic 6-2 6-1

È un Lorenzo Sonego strepitoso quello che batte il numero 1 del mondo Novak Djokovic lasciandogli appena tre giochi e infliggendogli la peggior sconfitta in carriera nei match giocati al meglio dei tre set a livello ATP. 6-2 6-1 in sessantotto minuti, un risultato mai in discussione nonostante da un momento all’altro fosse attesa la reazione di Djokovic, che è effettivamente salito nel corso del secondo set, ovviamente non ai livelli di colui che ha vinto 38 match in stagione e mercoledì scorso si era già assicurato il numero 1 di fine stagione.

Tanto merito dell’azzurro, autore della prestazione della vita (finora, gli auguriamo), tirando 26 vincenti complessivi, tenendo in campo tantissime risposte e concedendo appena quattro errori non forzati di rovescio. Lo avevamo visto in ottima forma già dal primo turno contro Lajovic, con i piedi molto rapidi che gli permettevano di giocare dritti filanti, dimostrando di meritare la fortuna del ripescaggio come lucky loser, poi confermandosi contro Hurkacz. Nel venerdì viennese, si è preso la semifinale contro – lo ribadiamo così cominciamo a crederci – contro Djokovic. È anche il primo successo contro un top 10 al quarto tentativo.

 

IL MATCH – Nei primi due incontri, Djokovic è stato piuttosto passivo e relativamente impreciso nel set iniziale; anche se in entrambi i casi Nole è riuscito a a far suoi quei parziali grazie anche alla tensione degli avversari di fronte alla possibilità di prenderseli, sarebbe importante per Lorenzo rimanere aggrappato al servizio e quindi al punteggio. Evidentemente questa parte gli sta stretta perché comincia addirittura con un break a favore, l’azzurro, che incamera due macroscopici errori serbi – uno smash e un dritto comodi – su altrettante difese disperate. Il dritto di Lorenzo fila che è una meraviglia, il rovescio tiene, Djokovic ancora non è entrato in partita e si fa sorprendere da solidità e intensità di un avversario che per il momento non accenna a tremare, come dimostrano anche un paio di buone smorzate. Quando il numero 1 del mondo tiene un turno di battuta mettendo a referto il suo primo game, Sonego ne ha già incamerati quattro e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Lorenzo Sonego – ATP Vienna 2020 (via Twitter, @atptour)

Aiutato anche dal servizio, il venticinquenne di Torino si assicura la possibilità di servire due volte per il set, mentre Novak insegue a fatica, con meno di metà di prime in campo e un punto su tre vinto sulla seconda. Il momento della verità non rallenta né il braccio né i piedi di Lorenzo che chiude 6-2, vincendo il suo primo set contro un top ten dopo le sconfitte con Isner, Federer e Thiem del 2019. Ci si aspetta la reazione veemente del campione e, invece, si ricomincia dall’inizio, con il break in apertura di Sonego che risponde quasi sempre, prende il campo e continua ad approfittare delle imprecisioni di un Djokovic un po’ perplesso un po’ dimesso – e non può essere altrimenti se l’altro consolida il vantaggio con tre ace.

Comincia a salire, il rendimento del fenomeno di Belgrado, il quarto gioco si allunga e arrivano le prime opportunità di strappare il servizio, ma Lorenzo le cancella tutte e tre con coraggio. E, nel game successivo, si concede pure il lusso di fallire una palla facile con Djokovic battuto, perché si prende ugualmente un altro break con un bel passante dopo il servizio e volée serbo. Djokovic preme sull’acceleratore e va sullo 0-40 in risposta, ma Sonego annulla anche queste, una grazie anche a una smorzata inguardabile dell’altro (zero punti su quattro con i drop shot, alla fine), per poi prendersi il game dopo due gran recuperi, con tanto di smash non chiuso da parte di Nole. Finisce in bellezza, trafiggendo il più forte del 2020 che chiude con un serve al quale non può far seguire la volley.

Sarà allora semifinale contro Daniel Evans, semifinalista ad Anversa sette giorni fa, che ha superato Grigor Dimitrov 7-6(3) 4-6 6-3, per due ore e tre quarti di tennis assolutamente godibile, ricco di spunti e punti giocati a tutto campo. Un primo set cominciato con uno scambio indolore di break, poi l’allungo di Evans al quinto gioco affacciandosi spesso a rete, anche se il punto decisivo risulta uno smash sbagliato di Grisha, che poco dopo si fa perdonare agguantando il 4 pari con un delizioso passantino di rovescio. Manca un po’ di continuità il trentenne di Birmingham, ma è lui quello più intraprendente e al tie-break piazza presto due gran risposte per uno strappo che non può essere più ricucito dal tardivo rovescione lungolinea bulgaro.

Il Maestro del 2017 si fa pregare per esibire il tennis offensivo di cui è capace, ma quando lo fa, magari perché sta rischiando lo 0-2, è spesso ineccepibile. Con una buona dose di complicità inglese, è allora lui a prendere la testa del parziale, mantenendola senza correre rischi fino al 6-4. Nella partita finale, invece, parte meglio “Evo”, mentre Grigor, che ci ha messo del suo con un doppio fallo inopportuno, deve anche salvare tre palle dello 0-4. Non riuscirà però a rientrare, nonostante Evans metta in campo una prima su due.

Un avversario scomodo per Sonego, con un dritto da cui escono vincenti, uno slice basso e preciso che può diventare un’accelerazione “coperta” e ottime volée grazie alle quali si presenta a rete sicuro anche in controtempo quando l’altro è in recupero. Recupero che le volte successive sarà meno tranquillo. Se entrambi mantengono il livello di questi giorni, sabato (non prima delle 15) ci sarà da divertirsi.

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ATP

Rublev spodesta Thiem a Vienna: sfiderà un ottimo Anderson, che batte Medvedev

Tredicesima vittoria di fila in un ATP 500 per il russo, contro un Thiem non al top. Anderson ritrova la semifinale in un torneo ATP dopo quasi due anni

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Nella parte bassa del tabellone di Vienna giocheranno la semifinale i due sfavoriti (sulla carta) dei quarti di finale. Kevin Anderson e Andrey Rublev. A dirla tutta la vera sorpresa è la vittoria del sudafricano, che ha sbarrato la strada a Daniil Medvedev nel primo incontro in programma sui campi dell’ATP 500 austriaco. Rublev invece è ormai una certezza e nonostante Thiem non perdesse in Austria da 11 partite (ha vinto il titolo qui a Vienna e a Kitzbhuel lo scorso anno), la sua non può nemmeno definirsi un’impresa: quest’anno solo Novak Djokovic ha vinto più partite di lui (39 contro le 37 del moscovita).

Anderson e Rublev si sono sfidati un mese fa al terzo turno del Roland Garros. Il russo ha vinto agevolmente, ma è lecito aspettarsi tutta un’altra partita a Vienna e non solo per via della superficie. Kevin Anderson è tornato finalmente a brillare, ritrovando la semifinale dopo quasi due anni di attesa (l’ultima risaliva all’ATP di Pune di gennaio 2019). La sofferta vittoria del primo turno contro Dennis Novak ( tre match point annullati nel finale) l’ha sbloccato. Al secondo turno ha dato due set a zero a Carreno Busta e nei quarti ha riservato lo stesso trattamento a Daniil Medvedev, non di certo uno che non digerisce il cemento indoor.

La partita si è messa subito sui binari giusti per il numero 111 ATP (con questo risultato salirà almeno nei primi 90 del mondo). Con il break di vantaggio sin dal primo game, il sudafricano ha dovuto annullare solo una palla break nel primo set e nonostante Medvedev non abbia perso nemmeno un punto con la prima in tutto il set, il punteggio della prima frazione recita 6-4 Anderson, in 35 minuti. Anche all’inizio del secondo set il copione è rimasto lo stesso: la profondità in risposta di Anderson si è rivelata decisiva e il russo ha dovuto correre rischi enormi per poter salvare la battuta nei primi due game (quattro palle break salvata, con rovesci sulla riga e seconde di servizio sopra i 180 orari).

 

Alla fine è stato il tie-break a dare la semifinale ad Anderson. Dopo essere scivolato sotto 2-0, ha trovato tre mini-break per portarsi 6-3. Con un vincente di dritto e un solido passante Medvedev ha provato ha rientrare in partita, ma al servizio per portarsi sul 6-6 ha spedito lungo un rovescio non impossibile. Vittoria assolutamente meritata per Kevin, che non batteva un top 10 dal 2018 (Nishikori alle Finals). Allo stesso anno, proprio contro Nishikori in finale, risale il suo successo a Vienna, il suo primo successo a livello di ATP 500 in carriera.

ANDREY… IN SEMI – E parlando della categoria ‘500’ non possiamo che ricollegarci alla striscia di 13 vittorie consecutive di Andrey Rublev nella categoria d’argento (ha trionfato a San Pietroburgo e ad Amburgo). Oggi ha battuto per la seconda volta in carriera Dominic Thiem, per la prima volta sul duro e l’ha fatto addirittura a casa sua, dove difendeva il titolo. Ci si aspettava una partita entusiasmante, e così è stato. Ma solo nel primo set. Thiem ha avuto l’opportunità di fare gara di testa nel terzo game, ma ha mancato due palle break. Da lì in poi entrambi hanno infilato una lunga striscia di game rapidissimi, ma pieni di vincenti di alta qualità. E alla fine si è arrivati al tie-break, altrettanto spettacolare: dopo due punti in difesa, Rublev ha beneficiato di un dritto sparato lungo di qualche spanna da Thiem e con un ace si è preso il primo parziale.

L’austriaco ha iniziato a dare segnali non incoraggianti all’inizio del secondo. Infatti non riusciva più a muoversi così rapidamente come nel primo set, complice un fastidio al piede destro. Rublev, impassibile e costante nel suo martellamento da fondocampo, si è trovato avanti non di uno, ma ben due break, sul 5-1. Impossibile per questo Thiem, lontano dalla sua miglior forma atletica, anche solo tentare una rimonta. Avanza perciò in semifinale per la quinta volta in stagione il russo, dopo un’ora e 34 minuti. Negli ultimi quattro tornei vanta un impressionante bilancio di 17 vittorie e una sconfitta.

Risultati:

[PR] K. Anderson b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(5)
[5] A. Rublev b. [2] D. Thiem 7-6(5) 6-2

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ATP

Vienna: l’ex maestro Dimitrov butta un tie-break, poi rimonta il maestro in carica Tsitsipas

Dopo aver perso il primo set da un vantaggio di 5-0 nel tie-break, Grigor si improvvisa cuor di leone e butta fuori Tsitsipas. Avanza facile Thiem, meno facile Medvedev

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Grigor Dimitrov - Vienna 2020 (via Twitter, @atptour)

Non solo Italia nel giovedì di Vienna, quello che ha promosso Sonego ai quarti (dove sfiderà Djokovic) e che ha visto Sinner ritirarsi dopo tre game contro Rublev per una vescica al piede, ereditata da Colonia. Il ricco programma è iniziato con la vittoria in due set di Evans su Rodionov ed è proseguito con le vittorie in rimonta di Medvedev – a favore di pronostico, contro Pospisil – e Dimitrov, che invece il pronostico l’ha sovvertito alla grande contro Tsitsipas, vendicando anche la recente sconfitta di Parigi. Nel mezzo, la facile affermazione di Thiem su Garin in una sfida tra giocatori nati per rendere sulla terra battuta; chiaramente, ha vinto quello più strutturato per rendere anche sul veloce.

È stata davvero dura, perché Vasek ha giocato un tennis incredibile” è stato il commento di Medvedev a caldo. Se Thiem-Garin era in qualche modo la sfida dei terraioli, Medvedev-Pospisil ha visto invece affrontarsi due tra i peggiori giocatori sul rosso (undici vittorie nel circuito ATP in totale tra i due) che però su fondo indoor sanno come dare spettacolo. Il russo ha avuto bisogno di servire 17 ace per venirne a capo, ma a dargli una mano sono sopraggiunti i quattro errori di fila commessi da Pospisil nell’ottavo game del secondo set, quando il canadese era avanti di un set e vantava un servizio ancora illibato. A quel punto Daniil ha ingranato la marcia giusta, vinto il parziale e non ha offerto al suo avversario (che questo febbraio lo aveva sconfitto a Rotterdam) occasioni di vincere il terzo set. Ai quarti di finale affronterà Kevin Anderson.

Val la pena spendere due parole per la rimonta di Dimitrov, che in realtà ha avuto origine da una rimonta subita. Dopo un primo set volato al tie-break senza intoppi per chi serviva, Grigor si è trovato avanti 5-0 nel gioco decisivo ed è riuscito nell’impresa di perdere sette punti di fila. Classic Dimitrov, abbiamo pensato un po’ tutti, e invece il bulgaro ha fatto una cosa che di solito gli fa parecchia fatica – resettare la mente, dimenticare le occasioni sciupate e rimettersi a giocare come o persino meglio di prima. Forse il greco ha creduto di aver già vinto la partita, consapevole di non affrontare un cuor di leone, e invece Dimitrov ha stupito tutti offrendo due sole palle break (nel terzo set, entrambe cancellate) e difendendo meglio del solito la seconda di servizio.

 

Non è mai facile venire fuori da situazioni del genere. Nel tie-break un paio di punti combattuti sono finiti dalla sua parte, non c’era molto altro che potessi fare. Ma ho continuato a crederci e fare le cose giuste“. Battuta d’arresto inaspettata per il numero 5 del mondo, reduce dalla finale di Amburgo e dalla semifinale al Roland Garros, che adesso avrà a disposizione soltanto Bercy per preparare la difesa del titolo alle ATP Finals. Dimitrov, altro ex maestro, proseguirà invece a giocarsi le sue chance viennesi con Dan Evans.

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