Nadal: "Uno dei Roland Garros a cui do più valore. Ho vinto in condizioni che non sceglierei mai"

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Nadal: “Uno dei Roland Garros a cui do più valore. Ho vinto in condizioni che non sceglierei mai”

Orgoglio e soddisfazione per il fenomeno spagnolo, che non dimentica la pandemia: “Non sono felice come al solito, è una situazione dura per tutto il mondo”. E ringrazia Federer per i complimenti

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Rafael Nadal, con il trofeo - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Conferenza stampa post-partita di rito per quello che è ormai il vincitore di rito del Roland Garros, Rafael Nadal. Una finale dominata in cui il tennista spagnolo ha mostrato una prova di forza impressionante contro il suo avversario più temibile, Novak Djokovic. Quindi è stato un incontro con i giornalisti speciale quello di oggi, dopo un trionfo che lo ha portato a quota 13 per quanto riguarda i Roland Garros e che soprattutto aggiorna il conto personale degli Slam a 20.

Si parte con un commento ai complimenti di Roger Federer, arrivati praticamente subito dopo la vittoria del torneo. “Come sanno tutti c’è un bellissimo rapporto tra me e lui. Penso che lui sia felice quando vinco io e io sono felice quando è lui a fare bene“. Prima del torneo c’erano dei dubbi sulle condizioni fisiche di Nadal, che arrivava al Roland Garros dopo un lunghissimo periodo di inattività attenuato soltanto dalla disputa degli Internazionali d’Italia. “So che c’erano dei dubbi, sono parte della vita. Per me i dubbi sono sempre una cosa positiva perché vuol dire che puoi pensare di fare meglio. […] La mia preparazione non è stata ottimale, ma mi sono allenato sulla terra quando gli altri erano in America”. Come spesso accade a Parigi, la forma migliore è arrivata giocando: “Ogni giorno durante il torneo mi sentivo sempre meglio, e anche stamattina nel riscaldamento mi sono sentito alla grande colpendo la palla“.

Come già è accaduto diverse volte in questi mesi, Nadal ha parlato anche della situazione attuale dettata dalla pandemia, un tema su cui il tennista spagnolo ha sempre mostrato una spiccata sensibilità – che impatta direttamente anche sui tornei di tennis, impedendone la disputa a porte aperte. “Oggi è un gran giorno per me ma non sono stupido, so che è una situazione molto triste in tutto il mondo. […] Non sono felice come al solito perché è una situazione dura per tutto il mondo. Siamo fortunati perché possiamo allenarci e giocare. Dobbiamo ringraziare l’organizzazione del Roland Garros, l’ATP e lo US Open e tutti quelli che hanno fatto il massimo per organizzare questi eventi in delle condizioni davvero difficili“.

 

Spazio anche alle considerazioni tecniche sulla partita di oggi, con i primi due set di Nadal definiti “perfetti” da Novak Djokovic, il grande avversario di oggi. “Per due set e mezzo ho giocato una gran partita. Sono molto soddisfatto perché ho vinto con delle condizioni che non sceglierei mai in un torneo del genere, anche se ho giocato una partita incredibile. Mi sono adattato a tutte le condizioni di questo torneo e ho provato a superare tutte le sfide che mi si sono parate davanti, come il feeling non ottimale con queste palle fredde. […] Ho lavorato tutti i giorni con grande determinazione, questo è uno dei Roland Garros a cui personalmente do più valore“.

Rafael Nadal trionfa al Roland Garros 2020 (foto Twitter @rolandgarros)

VERSO IL 2021? – Nadal invece non scioglie i dubbi sulla sua programmazione per il finale di stagione. Soprattutto per quanto riguarda la sua presenza alle ATP Finals, l’unico grande torneo che manca alla sua ricchissima bacheca. “Non ho ancora deciso se fermarmi qui o se continuare a giocare fino a fine stagione. […] Parlerò con il mio team e deciderò cosa è meglio fare per quanto riguarda la programmazione“. Per quanto riguarda il prossimo Slam, l’Australian Open, con i giocatori che saranno obbligati a 14 giorni di quarantena al loro arrivo in Australia, Rafa non si sbottona: “Farò del mio meglio per prendere le decisioni giuste in ogni momento“.

Non si sfugge dall’elefante nella stanza, ovvero la conquista del titolo Slam numero 20 con cui il tennista maiorchino raggiunge Roger Federer al primo posto nella graduatoria.Ho sempre detto che è il mio obiettivo principale (essere il tennista con più Slam, ndr), ma non penserò tutto il tempo a quello che fanno o hanno fatto Novak e Roger. Non puoi essere sempre triste perché il tuo vicino ha una casa più grande o un telefono più grande. In tutta la mia carriera ho sempre provato a seguire la mia strada. Certamente condividere questo record con Roger è una grande cosa, ma staremo a vedere a che punto saremo a fine carriera“.

Il tennista spagnolo non dà sponda alla teoria di una presunta “vendetta” contro Djokovic dopo la finale dell’Australian Open 2019, dominata in senso opposto ad oggi dal tennista serbo. “Non sono un grande fan delle vendette, accetto quando le cose non vanno bene. In Australia lui ha giocato benissimo e mi ha fatto giocare male perché è stato davvero troppo forte. Oggi è stato l’opposto per due set, ma non mi interessa molto. Per me vincere in 3 set o in 5 non fa differenza, anzi forse per me è anche un pochino meglio vincere al 6-4 al quinto, mi da più soddisfazione che vincere in 3 set personalmente. Però se oggi il punteggio è stato così, è perché ho fatto bene molte cose“. Tredici titoli a Parigi, venti Slam, cento vittorie in un unico torneo: chapeau, Rafa.

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Vienna: Sonego strapazza Djokovic, è la peggior sconfitta di sempre per Nole

Prestazione sontuosa di Lorenzo Sonego, che confeziona la settima impresa di un italiano contro un numero uno del mondo

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

[LL] L. Sonego b. [1/WC] N. Djokovic 6-2 6-1

È un Lorenzo Sonego strepitoso quello che batte il numero 1 del mondo Novak Djokovic lasciandogli appena tre giochi e infliggendogli la peggior sconfitta in carriera nei match giocati al meglio dei tre set a livello ATP. 6-2 6-1 in sessantotto minuti, un risultato mai in discussione nonostante da un momento all’altro fosse attesa la reazione di Djokovic, che è effettivamente salito nel corso del secondo set, ovviamente non ai livelli di colui che ha vinto 38 match in stagione e mercoledì scorso si era già assicurato il numero 1 di fine stagione.

Tanto merito dell’azzurro, autore della prestazione della vita (finora, gli auguriamo), tirando 26 vincenti complessivi, tenendo in campo tantissime risposte e concedendo appena quattro errori non forzati di rovescio. Lo avevamo visto in ottima forma già dal primo turno contro Lajovic, con i piedi molto rapidi che gli permettevano di giocare dritti filanti, dimostrando di meritare la fortuna del ripescaggio come lucky loser, poi confermandosi contro Hurkacz. Nel venerdì viennese, si è preso la semifinale contro – lo ribadiamo così cominciamo a crederci – contro Djokovic. È anche il primo successo contro un top 10 al quarto tentativo.

 

IL MATCH – Nei primi due incontri, Djokovic è stato piuttosto passivo e relativamente impreciso nel set iniziale; anche se in entrambi i casi Nole è riuscito a a far suoi quei parziali grazie anche alla tensione degli avversari di fronte alla possibilità di prenderseli, sarebbe importante per Lorenzo rimanere aggrappato al servizio e quindi al punteggio. Evidentemente questa parte gli sta stretta perché comincia addirittura con un break a favore, l’azzurro, che incamera due macroscopici errori serbi – uno smash e un dritto comodi – su altrettante difese disperate. Il dritto di Lorenzo fila che è una meraviglia, il rovescio tiene, Djokovic ancora non è entrato in partita e si fa sorprendere da solidità e intensità di un avversario che per il momento non accenna a tremare, come dimostrano anche un paio di buone smorzate. Quando il numero 1 del mondo tiene un turno di battuta mettendo a referto il suo primo game, Sonego ne ha già incamerati quattro e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Lorenzo Sonego – ATP Vienna 2020 (via Twitter, @atptour)

Aiutato anche dal servizio, il venticinquenne di Torino si assicura la possibilità di servire due volte per il set, mentre Novak insegue a fatica, con meno di metà di prime in campo e un punto su tre vinto sulla seconda. Il momento della verità non rallenta né il braccio né i piedi di Lorenzo che chiude 6-2, vincendo il suo primo set contro un top ten dopo le sconfitte con Isner, Federer e Thiem del 2019. Ci si aspetta la reazione veemente del campione e, invece, si ricomincia dall’inizio, con il break in apertura di Sonego che risponde quasi sempre, prende il campo e continua ad approfittare delle imprecisioni di un Djokovic un po’ perplesso un po’ dimesso – e non può essere altrimenti se l’altro consolida il vantaggio con tre ace.

Comincia a salire, il rendimento del fenomeno di Belgrado, il quarto gioco si allunga e arrivano le prime opportunità di strappare il servizio, ma Lorenzo le cancella tutte e tre con coraggio. E, nel game successivo, si concede pure il lusso di fallire una palla facile con Djokovic battuto, perché si prende ugualmente un altro break con un bel passante dopo il servizio e volée serbo. Djokovic preme sull’acceleratore e va sullo 0-40 in risposta, ma Sonego annulla anche queste, una grazie anche a una smorzata inguardabile dell’altro (zero punti su quattro con i drop shot, alla fine), per poi prendersi il game dopo due gran recuperi, con tanto di smash non chiuso da parte di Nole. Finisce in bellezza, trafiggendo il più forte del 2020 con un serve al quale non può seguire la volley.

Sarà allora semifinale contro Daniel Evans, semifinalista ad Anversa sette giorni fa, che ha superato Grigor Dimitrov 7-6(3) 4-6 6-3, per due ore e tre quarti di tennis assolutamente godibile, ricco di spunti e punti giocati a tutto campo. Un primo set cominciato con uno scambio indolore di break, poi l’allungo di Evans al quinto gioco affacciandosi spesso a rete, anche se il punto decisivo risulta uno smash sbagliato di Grisha, che poco dopo si fa perdonare agguantando il 4 pari con un delizioso passantino di rovescio. Manca un po’ di continuità il trentenne di Birmingham, ma è lui quello più intraprendente e al tie-break piazza presto due gran risposte per uno strappo che non può essere più ricucito dal tardivo rovescione lungolinea bulgaro.

Il Maestro del 2017 si fa pregare per esibire il tennis offensivo di cui è capace, ma quando lo fa, magari perché sta rischiando lo 0-2, è spesso ineccepibile. Con una buona dose di complicità inglese, è allora lui a prendere la testa del parziale, mantenendola senza correre rischi fino al 6-4. Nella partita finale, invece, parte meglio “Evo”, mentre Grigor, che ci ha messo del suo con un doppio fallo inopportuno, deve anche salvare tre palle dello 0-4. Non riuscirà però a rientrare, nonostante Evans metta in campo una prima su due.

Un avversario scomodo per Sonego, con un dritto da cui escono vincenti, uno slice basso e preciso che può diventare un’accelerazione “coperta” e ottime volée grazie alle quali si presenta a rete sicuro anche in controtempo quando l’altro è in recupero. Recupero che le volte successive sarà meno tranquillo. Se entrambi mantengono il livello di questi giorni, sabato (non prima delle 15) ci sarà da divertirsi.

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ATP

Rublev spodesta Thiem a Vienna: sfiderà un ottimo Anderson, che batte Medvedev

Tredicesima vittoria di fila in un ATP 500 per il russo, contro un Thiem non al top. Anderson ritrova la semifinale in un torneo ATP dopo quasi due anni

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Nella parte bassa del tabellone di Vienna giocheranno la semifinale i due sfavoriti (sulla carta) dei quarti di finale. Kevin Anderson e Andrey Rublev. A dirla tutta la vera sorpresa è la vittoria del sudafricano, che ha sbarrato la strada a Daniil Medvedev nel primo incontro in programma sui campi dell’ATP 500 austriaco. Rublev invece è ormai una certezza e nonostante Thiem non perdesse in Austria da 11 partite (ha vinto il titolo qui a Vienna e a Kitzbhuel lo scorso anno), la sua non può nemmeno definirsi un’impresa: quest’anno solo Novak Djokovic ha vinto più partite di lui (39 contro le 37 del moscovita).

Anderson e Rublev si sono sfidati un mese fa al terzo turno del Roland Garros. Il russo ha vinto agevolmente, ma è lecito aspettarsi tutta un’altra partita a Vienna e non solo per via della superficie. Kevin Anderson è tornato finalmente a brillare, ritrovando la semifinale dopo quasi due anni di attesa (l’ultima risaliva all’ATP di Pune di gennaio 2019). La sofferta vittoria del primo turno contro Dennis Novak ( tre match point annullati nel finale) l’ha sbloccato. Al secondo turno ha dato due set a zero a Carreno Busta e nei quarti ha riservato lo stesso trattamento a Daniil Medvedev, non di certo uno che non digerisce il cemento indoor.

La partita si è messa subito sui binari giusti per il numero 111 ATP (con questo risultato salirà almeno nei primi 90 del mondo). Con il break di vantaggio sin dal primo game, il sudafricano ha dovuto annullare solo una palla break nel primo set e nonostante Medvedev non abbia perso nemmeno un punto con la prima in tutto il set, il punteggio della prima frazione recita 6-4 Anderson, in 35 minuti. Anche all’inizio del secondo set il copione è rimasto lo stesso: la profondità in risposta di Anderson si è rivelata decisiva e il russo ha dovuto correre rischi enormi per poter salvare la battuta nei primi due game (quattro palle break salvata, con rovesci sulla riga e seconde di servizio sopra i 180 orari).

 

Alla fine è stato il tie-break a dare la semifinale ad Anderson. Dopo essere scivolato sotto 2-0, ha trovato tre mini-break per portarsi 6-3. Con un vincente di dritto e un solido passante Medvedev ha provato ha rientrare in partita, ma al servizio per portarsi sul 6-6 ha spedito lungo un rovescio non impossibile. Vittoria assolutamente meritata per Kevin, che non batteva un top 10 dal 2018 (Nishikori alle Finals). Allo stesso anno, proprio contro Nishikori in finale, risale il suo successo a Vienna, il suo primo successo a livello di ATP 500 in carriera.

ANDREY… IN SEMI – E parlando della categoria ‘500’ non possiamo che ricollegarci alla striscia di 13 vittorie consecutive di Andrey Rublev nella categoria d’argento (ha trionfato a San Pietroburgo e ad Amburgo). Oggi ha battuto per la seconda volta in carriera Dominic Thiem, per la prima volta sul duro e l’ha fatto addirittura a casa sua, dove difendeva il titolo. Ci si aspettava una partita entusiasmante, e così è stato. Ma solo nel primo set. Thiem ha avuto l’opportunità di fare gara di testa nel terzo game, ma ha mancato due palle break. Da lì in poi entrambi hanno infilato una lunga striscia di game rapidissimi, ma pieni di vincenti di alta qualità. E alla fine si è arrivati al tie-break, altrettanto spettacolare: dopo due punti in difesa, Rublev ha beneficiato di un dritto sparato lungo di qualche spanna da Thiem e con un ace si è preso il primo parziale.

L’austriaco ha iniziato a dare segnali non incoraggianti all’inizio del secondo. Infatti non riusciva più a muoversi così rapidamente come nel primo set, complice un fastidio al piede destro. Rublev, impassibile e costante nel suo martellamento da fondocampo, si è trovato avanti non di uno, ma ben due break, sul 5-1. Impossibile per questo Thiem, lontano dalla sua miglior forma atletica, anche solo tentare una rimonta. Avanza perciò in semifinale per la quinta volta in stagione il russo, dopo un’ora e 34 minuti. Negli ultimi quattro tornei vanta un impressionante bilancio di 17 vittorie e una sconfitta.

Risultati:

[PR] K. Anderson b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(5)
[5] A. Rublev b. [2] D. Thiem 7-6(5) 6-2

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Nur-Sultan: Seppi cede alla distanza contro McDonald

Buona partenza per l’altoatesino, che vince il primo set facilmente ma poi cala in maniera vistosa e si fa rimontare da Mackenzie McDonald

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Sarà Mackenzie McDonald a giocare i quarti di finale dell’Astana Open di Nur-Sultan 2020, torneo di categoria ‘250’ indoor che si gioca negli impianti della capitale kazaka. Lo statunitense ha battuto in rimonta Andreas Seppi (3-6 6-3 6-3) in due ore di partita e ora incrocerà la racchetta con Mannarino per cercare di raggiungere la semifinale. C’è qualche rimpianto per Andreas, che sembrava in totale controllo della sfida nel primo set, ma è apparso molto meno reattivo per il resto del match, anche quando l’inerzia poteva spostarsi dalla sua parte nel terzo dopo aver recuperato il break di svantaggio. Ha perso così la seconda partita in carriera contro il giocatore di origini californiane (nel 2018 venne sconfitto in due set a ‘s-Hertogenbosch).

Nel primo set non c’è stata partita per i primi tre game. Seppi è riuscito a mettere subito i piedi dentro al campo e lo statunitense non ha mai opposto resistenza: solamente il servizio gli ha concesso di conquistare punti facili (un set point salvato con un ace per evitare un parziale ancora più pesante) e mettere a referto tre game vinti. Per il resto Seppi non ha mai sofferto alla battuta dopo il break iniziale, anche favorito dal fatto che i tentavi di McDonald di tornare in partita siano stati pressoché inesistenti. Perciò il primo parziale si è chiuso col punteggio di 6-3 in favore dell’altoatesino in 36 minuti.

È abbastanza inaspettato ciò che si è verificato invece a inizio secondo set. Seppi ha perso tutta l’energia mostrata nel primo parziale e McDonald ha limitato visibilmente gli errori. In più l’americano ha trovato un colpo importante, il rovescio lungolinea, che gli ha permesso di trovare ritmo e giocare in maniera più offensiva. Stavolta è stato lui a piazzare l’allungo iniziale (3-0) e ad avere anche occasione di conquistare un secondo break. È sembrato di rivedere il calo del secondo set contro Karatsev (perso 6-1) ventiquattro ore prima. Tuttavia l’azzurro ha comunque provato a rientrare, trovando il controbreak sull’1-5, ma due game più tardi McDonald non ha sbagliato nel suo turno di servizio e in maniera piuttosto convincente si è preso il secondo set.

 

Non è stata una grande partita e il racconto del terzo set lo dimostra ancora di più. Andreas purtroppo è uscito male dai blocchi anche stavolta, poco mobile e falloso soprattutto dal lato sinistro. Su quella diagonale McDonald ha provato a costruire la sua partita: si è portato avanti di un break, ma un game abbastanza falloso (sicuramente quello con più errori dal primo set) ha permesso ad Andreas di rimettere le cose a posto, dopo due palle del 2-0 sprecate dall’americano. Quando sembrava che avesse ripreso in mano la partita, sul 40-15, si è bloccato ancora una volta, concedendo un altro break. È in questi frangenti che McDonald è apparso il chiaro favorito per la vittoria finale.

C’è tempo per una reazione d’orgoglio di Andreas però: un passante di rovescio in allungo per riportarsi 3-3. Tuttavia l’impressione è che abbia pagato quello sforzo a caro prezzo, poiché McDonald ha vinto gli ultimi nove punti del match abbastanza in scioltezza, piazzando un altro 6-3 in suo favore e chiudendo il match dopo due ore.

Risultati:

[Q] E. Ruusuvuori b. [8] J. Thompson 6-2 3-6 6-4
[3] A. Mannarino b. [Q] Y. Sugita 6-1 6-1
[PR] M. McDonald b. [WC] A. Seppi 3-6 6-3 6-3
[1] B. Paire vs M. Kukushkin

Il tabellone aggiornato

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