Djokovic parteciperà all'ATP 500 di Vienna dopo 13 anni

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Djokovic parteciperà all’ATP 500 di Vienna dopo 13 anni

Il N.1 ATP si prepara a un finale di stagione intenso nei tornei indoor, con tappe nella capitale austriaca, a Bercy e alle Finals di Londra

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Novak Djokovic - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Reduce dalla prima sconfitta stagionale vera e propria nella finale del Roland Garros, Novak Djokovic ha deciso di aggiungere un torneo alla sua programmazione di fine anno, iscrivendosi all’Erste Bank Open di Vienna.

Nole aveva partecipato al torneo due volte, nel 2006 e nel 2007, quando la manifestazione faceva parte dell’ATP International Series Gold (gli odierni 500 per l’appunto), curiosamente chiudendo entrambe le volte contro un altrettanto imberbe Stan Wawrinka: la prima volta fu lo svizzero a prevalere agli ottavi, mentre l’anno successivo fu Djokovic a imporsi per 6-4 6-0 in finale, conquistando il suo primo torneo di categoria (non che lo bramasse particolarmente, visto che aveva già vinto due Masters Series e giocato una finale Slam un mese prima).

 

L’iscrizione potrebbe avere due motivi che potrebbero costituire una disgiunzione inclusiva non escludendosi a vicenda, uno tecnico (vuole giocare il più possibile dopo l’interruzione del tour) e uno strategico. Infatti, Djokovic è quasi sicuro di chiudere il 2020 in testa alle classifiche, visto che a Bercy i suoi 1000 punti dello scorso anno non verranno scalati a prescindere dal piazzamento che otterrà nell’edizione imminente.

Anche qualora Nadal dovesse vincere il torneo parigino per la prima volta, guadagnando 640 punti, escludendo Vienna il vantaggio del serbo in classifica sarebbe stato comunque di 1450 punti alla vigilia delle ATP Finals (l’unico torneo i cui punti verranno scalati, cosa che di fatto mette fuori gioco Thiem, campione uscente a Vienna e finalista in carica a Londra). Se però Nole dovesse raggiungere almeno i quarti in Austria, quel “quasi” di inizio paragrafo si trasformerebbe in certezza assoluta, visto che il punteggio massimo a Londra è di 1500, dandogli così il sesto titolo di N.1 ATP a fine anno che lo metterebbe sullo stesso livello di Sampras e lo manderebbe avanti di uno rispetto a Federer e Nadal.

Qui potete trovare l’entry list aggiornata di Vienna

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ATP Colonia 2: Sinner risolve il rebus Simon, è in semifinale

L’azzurro vince il primo set poi subisce un parziale di 8 giochi consecutivi, poi la vince da campione alla stretta finale.

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Dopo le vittorie senza correre alcun rischio dei primi due turni, ne arriva una sofferta per Jannik Sinner, che supera in oltre due ore e mezza un Gilles Simon tornato per lunghi tratti ad alti livelli, proponendo il suo tennis fatto di difese e contrattacchi attenti e intelligenti. A un primo parziale che presagiva un’altra giornata in discesa per Sinner, Simon ha reagito come poche volte ha saputo fare quest’anno, disinnescando Jannik e imprigionandolo in scambi lunghi e uscendo per troppe volte vincitore dei giochi arrivati ai vantaggi. Proprio quest’ultimo aspetto avrebbe potuto dare il colpo di grazia all’azzurro n. 46 ATP che ha invece saputo reagire nel finale e prendersi un risultato che lo fa virtualmente avanzare di altre tre posizioni in classifica. Non si può non attribuire importanza ai successi netti ma per nulla che scontati contro Duckworth ed Herbert, che hanno tentato, spesso con esiti positivi, di farlo uscire dalla sua zona di comfort (lo scambio ad alta intensità da fondo campo), ma l’incontro di questo venerdì fornisce ulteriori positive indicazioni sulla tenuta mentale e sulla voglia di restare in campo a lottare di Jannik anche quando non tutto gira alla perfezione e l’avversario ha trovato il modo di rendertela molto difficile facendoti anche provare il sapore amaro del bagel.

IL MATCH – Sinner parte al servizio (vinto il sorteggio, ha lasciato la scelta a Simon) e subito si inguaia per non aver chiuso uno smash, uno degli aspetti “migliorabili” del suo tennis; riceve una sanzione per violazione di tempo mentre indugia sul 15-40 e viene poi intrappolato in uno scambio in cui Simon mette la palla nei punti giusti con la sua manina delicata. Complice il servizio francese in termini di (poche) prime battute in campo, non solo arriva immediato il controbreak, ma è l’azzurro ad allungare. Pungolato dal rovescio lungolinea e dal dritto incrociato di Sinner, Gilou concede dalla parte destra, mentre la diagonale sinistra non gli è così favorevole come in altre occasioni. Sul 4-2, il diciannovenne di Sesto Pusteria tenta nuovamente di regalare il turno di servizio dopo uno smash sul quale la racchetta gli sfugge di mano e va a toccare la rete; questa volta è però bravo e attento a risalire dal 15-40 e a cancellare altre due opportunità di rientro, per poi fare finalmente suo il game chiudendo una bella mezza volata di rovescio, colpo spettacolare che esce in modo naturale anche a chi sta ancora imparando come gestire quella zona del campo. Senza ulteriori emozioni, Jannik incamera poi il parziale per 6-3.

Non è una stagione particolarmente fortunata per Simon, che con la vittoria agli ottavi su Shapovalov ha appena riportato in attivo il bilancio dei suoi 19 match ATP, ma si presenta all’avvio della seconda partita nella sua versione più solida, preferendo spesso le vie centrali e, appena l’altro gli dà l’opportunità di aprire il campo, la sfrutta e fa male soprattutto con il rovescio. Ingabbiato in troppi scambi lunghi da un avversario che ormai sbaglia pochissimo e direziona i colpi con la calma e la precisione di chi sta prendendo l’inesorabile controllo su una scacchiera, un Sinner in affanno non riesce a contenere l’emorragia dei giochi. Non lo aiuta quel 54% di prime in campo, alle quali Simon risponde peraltro con continuità, e il 6-0 giunge pressoché inevitabile.

Se il toilet break non pare aver sortito effetti terapeutici per Jannik, lo fa un nastro fortunato che risveglia il nostro e dà il la alla rincorsa in un game di apertura che stava scivolando con facilità verso le rive francesi. Sulla palla break, tuttavia, Simon si difende con efficacia fino all’errore azzurro, mette a referto il settimo gioco consecutivo e va a prendersi anche l’ottavo. Ci vuole una mano da parte dell’autore del libro “Ce sport que rend fou” e arriva sotto forma di doppio fallo, il primo del match, dopo il quale Sinner ricomincia a colpire con violenza e sicurezza fino ad agguantare il 2 pari. C’è rabbia per l’errore che consegna il quinto gioco al n. 8 ATP (si prende anche il warning) e ci sono tre errori che rischiano di compromettere il successivo turno di battuta, ma Jannik è tutt’altro che disposto a farsi da parte, alza la testa, continua a infierire sulle sfere di feltro giallo, mette a segno anche un paio di belle smorzate ed è lui a piazzare l’allungo. Simon resta in scia, giusto per mettere alla prova il servizio del teenager sul 5-4. Prova che il nostro non fallisce, nonostante il game si trascini ancora una volta oltre la parità (ha perso ai vantaggi sette giochi consecutivi tra il secondo set e l’inizio del terzo) e nonostante le tre palle break concesse (diventano 21 contro 5). Anzi, forse sono proprio le difficoltà e la tensione del punteggio dell’ultimo gioco ad aggiungere valore alla vittoria di Sinner che gli permette di raggiungere la sua seconda semifinale nel Tour, dopo quella di un anno fa ad Anversa in cui fu sconfitto da Wawrinka. Sabato, si prospetta allora una sfida con Alexander Zverev, sempre che il numero 1 del seeding non si faccia sorprendere da Adrian Mannarino, evento che richiederebbe l’indispensabile complicità del servizio tedesco (10 doppi falli al turno precedente contro Millman) e relative nefaste conseguenze sugli altri comparti del suo gioco.
Sinner intanto scavalca Nick Kyrgios nella classifica ATP al N.43, una manciata di punti dietro a un altro azzurro: Lorenzo Sonego.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. G. Simon 6-3 0-6 6-4
A. Davidovich Fokina vs [2] D. Schwartzman
[1] A. Zverev vs [8] A. Mannarino
Y. Nishioka vs [5] F. Auger-Aliassime

Il tabellone completo

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Rafa Nadal giocherà un torneo di golf professionistico nelle Baleari

Il venti volte campione Slam prima dell’accoppiata Bercy-Finals giocherà a Calvià un torneo professionistico. Il suo livello è paragonabile a quello dei pro

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Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Dopo il Roland Garros, anche il Campionato di golf delle Baleari. Rafa Nadal non si ferma in questo finale di stagione, che lo vedrà impegnato sui campi indoor di Parigi Bercy e Londra per provare a conquistare due tornei che ancora mancano al suo palmarés. Prima però prenderà in mano la sacca con le mazze da golf per partecipare a un torneo professionistico nelle Baleari, precisamente nel comune di Calvià, sui prati del Golf Maioris. Si parte sabato 24 ottobre e si chiude lunedì 26 ottobre.

Sono 60 i partecipanti al torneo, di cui 37 sono amatori (con handicap inferiore a 11,4) e 23 professionisti. Rafa in realtà ha un handicap (un sistema che permette ai dilettanti/non professionisti di competere comunque con i pro) di tutto rispetto (+0,3), praticamente al livello dei professionisti stessi. Durante il mese di settembre ha giocato il torneo di Capdepera, concludendo in quarta posizione. Il torneo di Calvià darà punti per il World Amateur Golf Ranking e si giocherà secondo la modalità “stroke play scratch individual“, con 18 buche al giorno.

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Berrettini e Fognini non giocheranno a Vienna

Gli azzurri avevano già saltato Anversa. Berrettini dovrà raggiungere almeno i quarti a Bercy per andare alle Finals

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Matteo Berrettini e Fabio Fognini - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Mateo Villalba / Kosmos Tennis)

Né Matteo Berrettini né Fabio Fognini attraverseranno il confine per giocare il 500 di Vienna della prossima settimana, lasciando il torneo senza azzurri, almeno per il momento, visto che l’ultima wildcard deve ancora essere annunciata. Sebbene non ci siano notizie certe sulle condizioni dei due migliori giocatori italiani, è probabile che entrambi siano ancora alle prese con i problemi fisici che hanno condizionato tutto il loro 2020 (quando si è giocato, almeno) – questa settimana avrebbero dovuto giocare ad Anversa, ma si sono cancellati poco prima del torneo.

Nel caso di ligure, può darsi che ci sia ancora qualche strascico della positività al Covid-19 appurata in Sardegna, ma le condizioni delle caviglie del vincitore di Montecarlo 2019 sono sempre sembrate precarie dall’operazione, soprattutto durante il match di primo turno del Roland Garros contro Kukushkin, portato a termine da un Fabio visibilmente condizionato da un infortunio patito all’inizio del tie-break del terzo set.

Anche per Berrettini questo è il terzo forfait consecutivo, visto che settimana scorsa non ha potuto giocare a San Pietroburgo, mettendo in serio pericolo la sua corsa alle seconde Finals consecutive: nonostante le modifiche al ranking lo abbiano aiutato (Berrettini ha giocato solo 14 incontri nel 2020, ma ha potuto tenere i punteggi ottenuti lo scorso anno a Flushing Meadows, Shanghai, Budapest e Stoccarda, fra gli altri), il romano in questo momento rimarrebbe fuori per un posto, due se si includesse anche Federer, che però ha annunciato mesi fa che non avrebbe giocato.

 

Va detto, di contro, che lo scorso anno Berrettini ha raggiunto le semifinali a Vienna, e che quindi avrebbe avuto problemi ad incrementare il proprio punteggio, ed è quindi possibile che abbia deciso di non giocare seguendo la strada di Djokovic nello spirito più che nella lettera: così come il serbo non andrà a Parigi dove è sicuro di tenere 1000 punti ma sarà nella capitale austriaca, allo stesso modo l’italiano potrebbe aver deciso di giocarsi tutto a Bercy, dove lo scorso anno perse all’esordio da Tsonga.

In questo momento Matteo ha 105 punti di ritardo da Schwartzman nel live ranking, e quindi dovrebbe raggiungere almeno i quarti nella Ville Lumière per superarlo. Tuttavia, visto che El Peque è ancora in corsa a Colonia 2 e giocherà entrambi i prossimi tornei (va detto che a Vienna ha fatto finale lo scorso anno, quindi difficilmente farà punti), al nostro servirebbe probabilmente una performance ancora migliore per tornare a Londra. La supposizione più probabile, però, è che Berrettini sia alle prese con un infortunio non semplice, e che questa non sia una scelta tattica.

Qui l’entry list aggiornata del torneo

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