Wimbledon 2021, tre opzioni al vaglio: porte aperte, porte chiuse o pubblico ridotto

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Wimbledon 2021, tre opzioni al vaglio: porte aperte, porte chiuse o pubblico ridotto

Lo Slam londinese, che non si è disputato quest’anno, sta cercando la miglior soluzione possibile per il 2021

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I grounds di Wimbledon (foto AELTC/Chris Raphael)

Il sito ufficiale del torneo più antico del mondo, Wimbledon, ha iniziato a fornire degli aggiornamenti sullo stato attuale della prossima edizione in seguito alla cancellazione di quella del 2020. Stando al comunicato stampa dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, il circolo che organizza i Championships, la pianificazione per Wimbledon 2021 è in attiva fase di svolgimento; gli scenari considerati sono “molteplici”, ma ricadono “essenzialmente in tre categorie”, la cui attuabilità dipende da quali saranno le linee guida per la salute pubblica in vigore il prossimo luglio.

La prima opzione è quella consueta, vale a dire uno Wimbledon a pieno regime (nel 2019 si era toccata la cifra record di 500.397 biglietti venduti), con panna, fragole, Henman Hill o Murray Mount che dir si voglia, insomma tutti gli elementi che rendono quello londinese il torneo di tennis più riconoscibile al mondo.

La seconda è quella di un contingentamento del pubblico sulla falsariga del Roland Garros appena conclusosi. Va detto che attualmente il circolo ha una dimensione di circa 17 ettari contro i 12 di quello parigino, e quindi potrebbe esserci la possibilità di garantire le distanze a più spettatori. L’AELTC ha acquistato i terreni del Wimbledon Park Park Club nel 2018, una mossa che triplicherà le dimensioni del torneo (circa 48,5 ettari), consentendo di giocare le qualificazioni in situ invece che a Roehampton, ma solo a partire dal 2022, visto che fino al 31 dicembre 2021 il circolo continuerà ad essere attivo – è anzi probabile che l’espansione si finalizzi ancora più avanti, data l’enormità del lavoro.

 

Se la soluzione precedente è quella parigina, l’ultima è ovviamente quella newyorchese, vale a dire un torneo a porte chiuse. Questa via è certamente indigesta allo Slam londinese, che ha potuto annullare l’edizione 2020 grazie alla copertura assicurativa proprio per scongiurare le perdite monetarie che un evento senza pubblico né merchandising avrebbe causato. I circa 125-130 milioni di euro di rimborso per la pandemia erano però validi una sola volta, e quindi il torneo si dovrà svolgere anche qualora non fosse possibile accogliere gli appassionati.

Il comunicato sottolinea che la prima preoccupazione degli organizzatori rimane la salute di tutti gli interessati, dai giocatori allo staff agli astanti, e che si sta facendo di tutto per cooperare con il governo e con altre manifestazioni sportive per arrivare alla soluzione più appropriata.

Per rafforzare la comunicazione con l’ATP, la WTA e la ITF è stato coinvolto Jamie Baker, che supporterà la nuova direttrice del torneo, Sally Bolton, in veste di Head of Professional Tennis and Tournament Director. Baker, oltre che un ex-tennista (è stato anche N.2 del Regno Unito) è l’ex-responsabile delle Tennis Relations del circolo londinese, e avrà l’incarico di gestire tutte le questione legate al tennis giocato, collaborando fra gli altri anche con Tim Henman, presidente del Professional Tennis Committee.

In coda alle notizie sul futuro, il press release ha annunciato un prolungamento di contratto con Rolex, Jaguar e IBM (fra gli altri), oltre ad un nuovo accordo di sponsorizzazione con Sipsmith, il primo “Official Gin of The Championships”. Si è inoltre sottolineato il grande sforzo fatto dal torneo per sostenere i più bisognosi durante questi mesi, visto che la cucina del torneo ha fornito (e continuerà a fornire fino a Natale) 200 pasti caldi al giorno, mentre la Wimbledon Foundation sta valutando se donare altro denaro a varie associazioni benefiche locali, a rischio chiusura per colpa della pandemia, dopo aver già donato 1,2 milioni di sterline, 750.000 delle quali sono già state distribuite. Il torneo ha anche donato 30.000 asciugamani per il riutilizzo in campo medico e distribuito un prize money di 10 milioni ai 620 giocatori che sarebbero entrati in un tabellone (principale o di qualificazione) per meriti di classifica.

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Challenger

ATP Challenger: Musetti fuori a Gran Canaria

Lorenzo eliminato a sorpresa dallo slovacco Molcan. Accedono ai quarti Pellegrino e Bonadio.

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Lorenzo Musetti viene eliminato a sorpresa nel secondo turno del Challenger 80 di Gran Canaria dal modesto slovacco Alex Molcan (n.305 ATP) che si impone con un doppio tie-break. Il carrarese appare da subito molto insicuro nel controllo dei colpi che spesso gli finiscono, complice forse il forte vento, ben oltre le righe. Nel secondo game perde infatti il servizio e si condanna ad una gara di rincorsa. Che sembra in realtà riuscirgli nel quinto gioco quando recupera il break e anzi bissa, andando a servire sul 5-4. Non riesce però a sfruttare l’occasione, perde a sua volta il servizio, e rinvia la decisione al tie-break. Nel quale regna l’equilibrio, a fronte di un livello di gioco che rimane modesto, fino a quando l’ennesimo errore di diritto di Musetti consegna il set a Molcan.

La musica cambia nel secondo parziale in cui Lorenzo sembra ritrovare i suoi colpi e va a condurre 3-0, spreca un’occasione per il doppio break, ma in ogni caso sul 5-3 serve per il set. Purtroppo pecca un po’ di leziosità con la palla corta mentre Molcan, con piglio operaio, privilegia la concretezza e restituisce il break. Nonostante tutto l’azzurro, sul servizio dello slovacco, ha due set point che però non riesce a sfruttare e si deve rassegnare a un nuovo tie-break, non prima di aver usufruito di un medical time-out per una contrattura alla coscia sinistra. Il tie-break vede il nostro portacolori in vantaggio 4-0, ma lì purtroppo rimane, inanellando una serie di errori che concedono a Molcan un’incredibile filotto e il pass per i quarti di finale. A Musetti rimane invece il rimpianto di aver perso contro un avversario che non è certo un fenomeno, anche se per lunghi tratti è riuscito a farlo sembrare tale. Adesso per il nostro tennista la doppia trasferta Doha/Dubai per prendere definitivamente confidenza con il circuito ATP, quello che dovrebbe essere, d’ora in poi, il suo habitat naturale.

Andrea Pellegrino accede invece ai quarti battendo (6-4  7-5) lo spagnolo Ortega-Olmedo (n.297 ATP) in maniera molto più netta di quanto non dica il punteggio. Il primo set vede una serie di break e contro-break, con i due avversari che si alternano al comando fino al break decisivo nel nono gioco. Nel secondo parziale il giocatore di Bisceglie si complica un pò la vita, non sfruttando i match point avuti sia sul 5-3 che sul 5-4. Chiude comunque al dodicesimo gioco, senza in realtà aver mai dato l’impressione di poter perdere. Il commento di Andrea, raggiunto telefonicamente ‘E’ stata una partita complicata perché c’era tantissimo vento. Ho avuto un po’ tensione al momento di chiudere ma per fortuna sul 5-5 ho giocato due game molto buoni’.

 

Supera il turno anche Riccardo Bonadio che elimina lo sloveno Blaz Kavcic (n.260 ATP), recuperando un match che si era messo decisamente male (4-6  6-3  6-3). Adesso gli tocca il canadese Steven Diez (n.190 ATP) con cui l’unico precedente è sfavorevole (6-4  6-2 al Challenger di Budapest nel 2019).

Gian Marco Moroni non può invece nulla contro il forte slovacco Filip Horansky (n.170 ATP) che deve comunque impegnarsi al massimo per portare a casa la partita (7-6  6-4). ‘Jimbo’ infatti combatte strenuamente su ogni palla e probabilmente avrebbe meritato di più, se solo avesse sfruttato almeno parte delle occasioni avute.

CHALLENGER 100 NUR SULTAN

Allineato ai quarti di finale anche il torneo kazako dove la parte bassa del tabellone, sicuramente quella più interessante, vedrà la sfida tra il ceco Tomas Machac (sconfitto dal nostro Berrettini al secondo turno degli AO) e l’austriaco Jurij Rodionov. Questa partita farebbe la sua figura anche su ben altri palcoscenici, proprio come quella di secondo turno in cui lo stesso Machac si è preso una bella rivincita (6-4  3-6  6-3) sul tedesco Maximilian Marterer che lo aveva battuto in novembre nella finale del Challenger di Bratislava.

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Simona Halep ha ricevuto la prima dose di vaccino contro il Covid-19

La rumena è la prima tennista professionista di livello a rendere pubblica la sua vaccinazione contro il Covid-19. Il 17 marzo farà il richiamo

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Ogni giorno vengono fatti passi in avanti per sconfiggere la pandemia e iniziare un processo che ci riporti alla vita precedente. La chiave è la campagna di vaccinazione che va avanti a tutte le latitudini. Anche in Romania si procede con la somministrazioni delle dosi e anche la numero 2 del mondo Simona Halep nella giornata di mercoledì ha ricevuto la prima iniezione di vaccino anti-Covid (quella della Pfizer). Simona è tornata a casa dopo aver perso nei quarti di finale all’ultimo Australian Open, sconfitta 6-3 6-3 da Serena Williams.

Halep è tra le prime tenniste (di sicuro la prima top player) a rendere pubblica la sua adesione alla campagna vaccinale: “Volevo vaccinarmi” ha dichiarato. “Ho scelto in maniera aperta e per ora sto bene. Non ho ancora avuto gli effetti collaterali. Il vaccino è per il bene di tutti, questo è il motivo per cui ho deciso di farlo”. La bi-campionessa Slam ha contratto il Covid sul finire della scorsa stagione. Ha avuto sintomi lievi ed è riuscita a negativizzarsi nel giro di una decina di giorni.

 

La seconda dose di vaccino per Simona è programmata per il 17 marzo, dubito dopo il WTA 1000 di Dubai al quale prenderà parte dal 7 al 13 marzo. Il torneo degli Emirati segnerà il ritorno in campo di Halep, che si è cancellata dal torneo di Doha (al via l’1 marzo). La rumena dovrebbe prendere parte anche al WTA 1000 di Miami tra circa un mese (23 marzo – 3 aprile).

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Forfait di Nadal da Rotterdam: la schiena continua a dare problemi

“All’Australian Open abbiamo trovato una soluzione temporanea, ma ora devo fermarmi”. Medvedev diventerà N.2 ATP arrivando in finale in Olanda

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Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Rafael Nadal non sarà presente al 500 di Rotterdam, in programma la prossima settimana, a causa dei persistenti problemi alla schiena che già l’hanno condizionato in Australia, obbligandolo a saltare la ATP Cup e conseguentemente a giocare lo Slam (dove è stato rimontato da Tsitsipas nei quarti) senza match di preparazione alle spalle.

Il maiorchino era atteso sull’indoor olandese per la prima volta dal 2009 (quando perse in finale contro Murray), e nella sua dichiarazione al sito del torneo ha espresso rammarico per l’impossibilità di esserci: “È con grande tristezza che devo rinunciare a giocare a Rotterdam. Come sa la maggior parte degli appassionati, ho avuto dei problemi alla schiena in Australia che sono iniziati ad Adelaide e sono proseguiti a Melbourne. Abbiamo trovato una soluzione temporanea che mi ha consentito di giocare senza dolore durante la seconda settimana del torneo. Quando sono tornato in Spagna sono stato visitato dal mio medico e, di comune accordo con il mio team, abbiamo deciso di non giocare la prossima settimana. Non vedevo l’ora di tornare a Rotterdam e nei Paesi Bassi, visto che non gioco lì da un po’, e quest’anno si era presentata l’opportunità ideale in termini di programmazione. Spero di tornarci presto per giocare. Auguro il meglio al torneo, che è sempre un evento di prima classe”.

 

Il direttore del torneo, il campione di Wimbledon ’96 Richard Krajicek, ha commentato: “Non vedevamo l’ora di avere Nadal qui a Rotterdam, dove avrebbe giocato per la prima volta dal 2009. Sentiremo certamente la sua mancanza la prossima settimana. Per fortuna abbiamo comunque un gruppo di grande valore, con giocatori come Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas e Andrey Rublev”.

Proprio il recente finalista dell’Australian Open ha ora una grande possibilità, visto che con una finale diventerebbe il primo giocatore dal 2005
a raggiungere la seconda piazza ATP all’infuori di Federer, Nadal, Djokovic e Murray.
In termini di punti gli basterebbe una semifinale (180 punti), visto che lo scorso anno perse al primo turno con Pospisil e che solo 115 punti lo separano dal maiorchino, ma in questo momento Rotterdam è fra i “non-countable events” del suo punteggio (non è cioè fra i 20 tornei che costituiscono il suo ranking), e quindi per guadagnare in classifica il russo dovrebbe fare un punteggio di almeno 115 punti superiore all’ultimo 500 della sua lista, vale a dire Vienna 2020, dove fece 90 punti. Ergo deve andare in finale.

Per quanto riguarda Rafa, invece, è iscritto al Masters 1000 di Miami, dove dovrebbe quindi fare la sua prossima apparizione.

Qui l’entry list aggiornata di Rotterdam e dei tornei della prossima settimana

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