WTA Ranking: Barty numero 1 di fine anno, ma quanto vale? Sabalenka torna in top 10

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WTA Ranking: Barty numero 1 di fine anno, ma quanto vale? Sabalenka torna in top 10

La bielorussa riagguanta la top 10 vincendo l’ultimo torneo del 2020. L’australiana è ferma da febbraio ma chiude davanti a tutte. Rientra in top 20 Elise Mertens

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Si conclude, con il torneo di Linz, la stagione 2020. Con la vittoria in Austria, Sabalenka riesce a rientrare in extremis in top10, scavalcando Serena Williams. Aryna si avvicina così anche al suo best ranking (n.9) toccato per la prima volta quasi due anni fa (febbario 2019). La sua avversaria in finale, Elise Mertens, torna di nuovo in top 20, escludendo Marketa Vondrousova.

Al di fuori della top20, i movimenti più rilevanti sono quelli di Barbora Krejcikova (+9, n.65), semifinalista a Linz, e di Oceane Dodin (+8, n.107).

Quest’anno, a causa della pandemia, non si giocheranno né le Finals, né il masterino e di conseguenza la classifica odierna è a tutti gli effetti, quella di fine anno. Ashleigh Barty si laurea, per il secondo anno di fila, n.1 a fine stagione pur non giocando da febbraio (semifinali di Doha).

 

Molti di voi non saranno d’accordo con le modifiche introdotte dopo lo stop dovuto al coronavirus: una classifica semicongelata che tiene conto ancora dei risultati del 2019 e che ha tutelato chi, giustamente, è stata impossibilitata a giocare o non ha voluto farlo (come è stato ad esempio Barty). Abbiamo però visto che questo modo di conteggiare i risultati non va a favore di chi ha deciso di scendere in campo. L’obbligo di ottenere risultati migliori di quelli dello scorso anno per guadagnare punti coniugato all’impossibilità di contare sui punti in scadenza a chi sta davanti ha reso tutto più difficile. Ma avrebbe avuto senso stilare una classifica “tradizionale” con i pochi tornei che si sono disputati? Una risposta a tale domanda può arrivare dalla RACE (che tipicamente a fine stagione coincide con il ranking):

  1. Sofia Kenin  3934
  2. Naomi Osaka 2900
  3. Simona Halep 2770
  4. Victoria Azarenka 2767
  5. Iga Swiatek 2432
  6. Aryna Sabalenka 2420
  7. Petra Kvitova 2321
  8. Garbiñe Muguruza 2310
  9. Elise Mertens 2036
  10. Elena Rybakina 1732
  11. Jennifer Brady 1677
  12. Ashleigh Barty 1601
  13. Karolina Pliskova 1532
  14. Ons Jabeur 1445
  15. Serena Williams 1425
  16. Anett Kontaveit 1381
  17. Elina Svitolina 1374
  18. Maria Sakkari 1333
  19. Nadia Podoroska 1275
  20. Ekaterina Alexandrova 1189
Sabalenka, ufficialmente decima, sarebbe sesta nella ‘race’

La top 20 è molto diversa da quella attuale: al n.1 ci sarebbe Kenin, mentre Barty è relegata al n.12. Ci sono poi nomi che a questi livelli non son mai stati presenti (Brady, Jabeur, Alexandrova ad esempio) mentre altre atlete escono dalle migliori 20 (Andreescu, Bertens, Bencic). Insomma, siamo sicuri che questa classifica, seppur più attinente ai risultati del 2020, sia quella che fotografi meglio i valori in campo?

Classifica WTA Variazione Giocatrice Tornei Punti
1 0 Ashleigh Barty 17 8717
2 0 Simona Halep 17 7255
3 0 Naomi Osaka 16 5780
4 0 Sofia Kenin 25 5760
5 0 Elina Svitolina 26 5260
6 0 Karolína Plíšková 21 5205
7 0 Bianca Andreescu 10 4555
8 0 Petra Kvitová 16 4516
9 0 Kiki Bertens 26 4505
10 1 Aryna Sabalenka 27 4220
11 -1 Serena Williams 13 4080
12 -1 Belinda Bencic 25 4010
13 0 Victoria Azarenka 18 3426
14 0 Johanna Konta 18 3152
15 0 Garbiñe Muguruza 17 3016
16 0 Madison Keys 16 2962
17 0 Iga Świątek 16 2960
18 0 Petra Martić 24 2850
19 0 Elena Rybakina 29 2696
20 1 Elise Mertens 30 2650
21 -1 Markéta Vondroušová 17 2538
22 0 Maria Sakkari 27 2405
23 0 Anett Kontaveit 21 2330
24 0 Jennifer Brady 25 2320
25 0 Angelique Kerber 21 2271
26 0 Alison Riske 23 2256
27 0 Karolína Muchová 18 2036
28 0 Yulia Putintseva 26 2015
29 0 Dayana Yastremska 27 1925
30 0 Amanda Anisimova 21 1905
31 0 Ons Jabeur 23 1883
32 0 Donna Vekić 26 1880
33 0 Ekaterina Alexandrova 30 1775
34 0 Qiang Wang 23 1706
35 0 Shuai Zhang 27 1693
36 0 Svetlana Kuznetsova 18 1631
37 0 Barbora Strýcová 22 1630
38 0 Anastasia Pavlyuchenkova 23 1630
39 0 Sloane Stephens 22 1573
40 0 Magda Linette 30 1573
41 0 Saisai Zheng 24 1510
42 0 Fiona Ferro 26 1497
43 0 Caroline Garcia 28 1495
44 0 Jeļena Ostapenko 26 1485
45 0 Danielle Collins 20 1475
46 0 Veronika Kudermetova 31 1453
47 1 Nadia Podoroska 30 1407
48 -1 Cori Gauff 15 1364
49 0 Kristina Mladenovic 28 1335
50 0 Laura Siegemund 26 1331

CASA ITALIA

Camila Giorgi (n.75) resta la numero uno italiana, seguita da Martina Trevisan (n.84) e da Jasmine Paolini (n.95), che oggi guadagna un posto. Bel salto in avanti di 8 posti per Federica Di Sarra (n.326), l’unica a guadagnare così tante posizioni in questa settimana.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
75 0 Camila Giorgi 958 25
84 0 Martina Trevisan 879 27
95 1 Jasmine Paolini 785 31
130 0 Sara Errani 584 31
134 0 Elisabetta Cocciaretto 568 22
166 1 Giulia Gatto-Monticone 432 27
189 0 Martina Di Giuseppe 354 30
292 0 Jessica Pieri 209 28
301 0 Martina Caregaro 195 19
309 0 Stefania Rubini 186 23
316 1 Bianca Turati 179 15
326 8 Federica Di Sarra 167 18
339 0 Lucia Bronzetti 156 26
357 0 Cristiana Ferrando 136 23
390 0 Lucrezia Stefanini 122 25
412 0 Deborah Chiesa 112 20
437 1 Camilla Scala 100 14
439 1 Camilla Rosatello 99 18
468 1 Gaia Sanesi 91 16
473 1 Angelica Moratelli 89 23

NEXT GEN RANKING

Nessuna variazione nemmeno per quanto riguarda le giovani: chiude al comando Andreescu, seguita da Swiantek, che si candida a essere la nuova n.1 nel 2021. Chiude la classifica Kaja Juvan. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2000).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 7
2 0 Iga Swiatek 2001 17
3 0 Dayana Yastremska 2000 29
4 0 Amanda Anisimova 2001 30
5 0 Cori Gauff 2004 48
6 0 Leylah Fernandez 2002 88
7 0 Varvara Gracheva 2000 93
8 Marta Kostyuk 2002 98
9 0 Anastasia Potapova 2001 100
10 0 Kaja Juvan 2000 104

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Schiacciasassi Swiatek, il titolo di Adelaide è suo

La polacca domina l’ultimo torneo della tournée australiana. Schiantata con un duplice 6-2 Bencic in finale. Secondo trionfo sul tour per lei dopo il Roland Garros

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Iga Swiatek - WTA Adelaide 2021 (via Twitter, @AdelaideTennis)

[5] I. Swiatek b. [2] B. Bencic 6-2 6-2

Una Iga Swiatek da paura quella vista al torneo WTA 500 di Adelaide, l’ultima tappa dell’estate australiana sul circuito femminile. Da paura per le avversarie alle quali ha lasciato la penuria di 21 giochi e nemmeno un set in cinque incontri. Un massacro praticamente. In finale, l’ultima malcapitata a subire la furia di Swiatek, è stata Belinda Bencic, n.12 della classifica mondiale e testa di serie n.2 del seeding. 6-2 6-2 il punteggio finale in poco più di un’ora di gioco per la ragazzina terribile di Varsavia. Bencic ci ha messo anche del suo, commettendo una miriade di doppi falli e facendosi prendere dal nervosismo. Ma grandi meriti vanno ad una Swiatek favolosa che ha conquistato il suo secondo titolo sul circuito maggiore dopo il Rolans Garros e che dalla prossima settimana sarà n.15 al mondo.

LA CRONACA – Inizio di match alquanto spezzettato, con scambi rapidi. Una stranezza considerando che entrambe le giocatrici in campo amano manovrare gli scambi. Merito della superficie veloce e della precisione al servizio delle tenniste. La prima però ad incepparsi su questo aspetto è Bencic. E lo fa in modo clamoroso, con quattro doppi falli che le costano il break e proiettano Swiatek sul 4 a 2. La polacca conferma il break e poi tenta subito di chiudere il primo parziale in risposta. La svizzera salva un primo set point con un ace. Ma alla fine è costretta a capitolare al termine di un game da 16 punti. 

Ulteriormente caricata dalla vittoria del primo parziale, Swiatek comincia il secondo da assoluta padrona del campo, sparando vincenti a raffica di dritto e di rovescio e martellando benissimo alla battuta. Dall’altra parte della rete, Bencic è frustrata perché non riesce ad esprimere il suo miglior tennis. Sotto 2 a 1, la svizzera perde a 0 un altro turno di battuta, con l’ottavo doppio fallo della sua partita, spianando definitivamente la strada alla vittoria della sua avversaria. Sotto 5 a 2 Bencic, nervosa e scoraggiata, va ancora in difficoltà al servizio, concedendo due championships point ad una indemoniata Swiatek. Sul primo si salva ma sul secondo è il dritto a tradirla e consegnare match e titolo alla 21enne polacca. 

Le statistiche raccontano di un match assolutamente senza storia. Swiatek ha perso due soli punti con la prima e quattro con la seconda. Ha messo a segno più vincenti e fatto meno errori gratuiti. La ciliegina sulla torta al termine di una settimana da incorniciare per lei. Una settimana che ribadisce come in questo momento Swiatek, al di là della sconfitta ai quarti contro Halep agli Australian Open, sia una delle donne da battere sul circuito. La concorrenza è avvertita. 

Il tabellone aggiornato

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Opinioni

Cordoba Open, il ritorno ATP degli squalificati grazie alle wild card. Ma è giusto?

Nicolas Jarry, Nicolas Kicker e gli inviti che fanno discutere

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Nicolas Kicker

Era il 21 luglio 2019 quando ha vinto il suo ultimo incontro a livello ATP, peraltro quello che gli ha permesso di alzare il trofeo di Bastad. Non va molto meglio estendendo il conteggio alle qualificazioni e ai circuiti minori: soltanto due vittorie nell’ultimo anno e mezzo. Il suo stop forzato del 2020 è stato più lungo rispetto a quello dei colleghi per via della squalifica di undici mesi per violazione delle norme antidoping ed è tornato a competere lo scorso novembre. Questa settimana, grazie a una wild card, il numero 1165 del ranking Nicolas Jarry è tornato a disputare un match del Tour maggiore, al Cordoba Open, riuscendo anche a vincerlo. Ne ha fatto le spese in tre set Jaume Munar, l’ex “nuovo Nadal”, appellativo che, diciamo così, non gli ha portato troppa fortuna e infatti gli spagnoli sono stati lestissimi a riciclarlo per Carlos Alcaraz: quando si dice imparare dai propri errori. Ma questo è un altro discorso.

Il bentornato al cileno Jarry si accompagna allo spinoso argomento delle wild card offerte a chi torna a giocare dopo una squalifica legata al doping. Nel caso di Nico, che approfitterà anche di altri inviti nella gira sudamericana, si era trattato di una contaminazione negli integratori acquistati in un laboratorio specializzato brasiliano: nessun dolo, quindi, e nemmeno significativa colpa, ma per evitare la sanzione avrebbe dovuto provare che “non sapeva né sospettava e neanche avrebbe ragionevolmente potuto sapere o sospettare esercitando la massima cautela” (dal Tennis Anti-Doping Programme). Una tesi difficile da sostenere dopo gli analoghi precedenti di diversi colleghi, fra cui Bellucci e Haddad Maia. Resta comunque il fatto che non c’è stata intenzione di imbrogliare, come non c’era stata (è scritto nella sentenza) nel caso di Maria Sharapova, ma ricordiamo le reazioni smodate di qualche sua collega quando ha ricevuto la wild card dagli organizzatori del torneo di Stoccarda che, sapientemente, hanno aspettato fino al mercoledì per farla esordire, poche ore dopo la fine della squalifica.

A prescindere dai singoli casi, da una parte abbiamo un invito che va a chi ha violato il regolamento anti-doping invece che a un tennista che non ha commesso infrazioni; dall’altra, la ripartenza dal basso conseguente alla classifica perduta, vale a dire dai tornei ITF se non addirittura dalle relative qualificazioni, sarebbe forse equiparabile a una sorta di prolungamento della sanzione, nel senso che si terrebbe quel giocatore lontano dai tornei del suo livello per diversi altri mesi. E probabilmente non sarebbero neppure troppo contenti coloro che lottano per emergere dalla palude di quei circuiti, costretti ad affrontare un avversario dal valore decisamente superiore. Magari non è stata la regola nel caso di Jarry che ha perso un po’ contro tutti, anche col n. 980; non però contro il giovane Camilo Ugo Carabelli, la scorsa settimana eliminato al primo turno del Challenger di Concepcion dall’ex top 40 che sta ormai recuperando il suo tennis.

 
Nicolas Jarry – ATP 250 Cordoba (foto via Twitter @CordobaOpen)

Il torneo di Cordoba offre anche un secondo spunto di discussione insieme alla seconda wild card che è valsa il rientro in una manifestazione internazionale per un altro tennista: l’argentino Nicolas Kicker, mancante all’appello dal torneo di Lione del maggio 2018 a causa della squalifica per match fixing. Nonostante gli allenamenti durante la pre-stagione con Schwartzman, Pella, Cuevas e Londero e il sorteggio contro il qualificato Facundo Bagnis, il ventottenne ex n. 78 della classifica è uscito sconfitto in due set. Il suo ritorno alle competizioni era tuttavia avvenuto all’inizio di febbraio in occasione delle pre-qualificazioni per l’ATP 250 di Buenos Aires, da lui scelte – secondo quanto riportano i media in lingua spagnola – in seguito alla cancellazione dell’ITF M15 di Monastir a cui era iscritto.

Dopo aver maramaldeggiato contro avversari decisamente alla sua portata, compreso l’interessante Thiago Tirante, Kicker è stato fermato in semifinale dal ventenne porteño Sebastian Baez n. 254 ATP, non riuscendo così ad accaparrarsi l’invito, in palio per il vincitore, per il tabellone cadetto dell’Argentina Open di Baires in programma dal 27 febbraio. Avido di competere, dopo la pre-Qualy ha partecipato anche al Pre-Tournament arrivando ancora più vicino alla wild card stavolta per il tabellone principale, ma Facundo Bagnis gli si è messo di traverso all’ultimo atto. Sembra tuttavia che sia stato proprio quanto mostrato nella capitale da questo Nicolas ad aver convinto gli organizzatori del Cordoba Open a volerlo sui propri campi. Fino a che non è stata assegnata l’ultima wild card per Buenos Aires (Holger Rune, dopo Bagnis e Tirante), confessiamo di aver temuto che ne riservassero una per Kicker. Invitarlo allo stesso torneo che lo ha visto perdere nelle pre-competizioni avrebbe travalicato i limiti dell’opinabilità. Limiti oltrepassati comunque a nostro avviso: liberata da Baez che entra direttamente nel main draw, arriva in extremis la wild card per il tabellone cadetto. Con il senno di poi, la sua partecipazione alla Pre-Qualy si può riassumere così: se Kicker vince, vince; se perde, vince lo stesso. The dice were loaded from the start, potrebbero canticchiare amaramente i suoi avversari sulle note dei Dire Straits.

Superiamo però questa parte e torniamo all’argomento principale, vale a dire l’opportunità di dare un grosso aiuto a chi è stato squalificato per una violazione volontaria delle regole come è il match fixing, non quindi per aver agito con colpa o senza la massima cautela. Intervistato da Enrique Cano dopo il suo esordio a Cordoba, Kicker ha parlato della ritrovata sensazione di poter “camminare per strada a testa alta” dopo aver pagato “la mia enorme cazzata con una dura sospensione”. Certo, non ha potuto godersi appieno l’incontro del rientro perché “molto nervoso e molto teso, ma felice di tornare in circuito e molto grato a Mariano Ink”, il direttore del torneo, per la wild card. Chissà invece cosa ne pensa Marco Trungelliti che nel 2018 si è sentito costretto a rinunciare ai tornei del suo Paese, emarginato quasi come se fosse una spia per aver fatto quanto gli impone il regolamento, cioè denunciare alla TIU un tentativo di corruzione; denuncia che ha fornito ulteriori elementi a un’indagine poi conclusa appunto con la squalifica di Nicolas e altri tennisti argentini. Beh, almeno Kicker si dice “molto tranquillo e senza rancore”

Nicolas Kicker

Sullo stesso argomento ma da un diverso punto di vista, si è fatta sentire anche la voce critica di Diego Schwartzman, il quale pare non aver gradito le wild card al danese Rune, classe 2003 e numero 1 del ranking junior, e al cileno Jarry (che tuttavia dovrebbe essere parte di un accordo di scambio con il torneo di Santiago). Secondo quanto riporta Sebastian Torok, Diego spiega che gli inviti sono generalmente usati dalle superpotenze del tennis per offrire visibilità, punti e possibilità di crescere ai propri tennisti; l’Argentina, pur non essendo una superpotenza, ospita due tornei ATP, ma c’è un problema: “Purtroppo i proprietari dei tornei sono aziende straniere che molte volte decidono di dare le wild card a stranieri, cosa che non mi trova per nulla d’accordo” lamenta il n. 9 del mondo. Il Cordoba Open è infatti di proprietà della ‘Torneos’, società per azioni argentina con il 60% in mano a due partecipanti straniere, mentre l’evento di Buenos Aires è della spagnola ‘Tennium’. “Mi piacerebbe che dessero opportunità a ragazzi come Baez, che l’avrebbe meritata. Viene così tolta a un altro ragazzo l’occasione di giocare e vincere incontri”.

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Focus

Il male alla schiena il vero motivo per cui Nadal non sarà ad Acapulco: la conferma da Carlos Costa

Marcia indietro del direttore del torneo Zurutuza: non è la questione economica la causa dell’assenza di Rafa dal ‘500’ messicano

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Rafa Nadal - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Ha fatto discutere negli ultimi giorni la decisione di Rafa Nadal di non giocare l’ATP 500 di Acapulco, dove è detentore del titolo. Tutto è iniziato a inizio settimana, con le dichiarazioni del direttore del torneo Raul Zurutuza al quotidiano ‘Excelsior’. Zurutuza ha dato la notizia dell’assenza di Rafa chiamando in causa un problema economico: “Con la riduzione del pubblico sugli spalti e gli alti costi di realizzazione di una ‘bolla’ per i giocatori, il nostro budget per quest’anno è estremamente limitato e non ci sono i fondi per poter pagare Rafa. Avevamo già un firmato un contratto con Zverev ed era più costoso annullarlo che pagarlo. E gli altri giocatori invitati con una quota di presenza hanno chiesto meno rispetto a quanto ricevono di solito”.

Nei tornei non ‘mandatory’, quali sono ATP 500 e 250, ai giocatori nelle posizioni più alte nel ranking viene garantita una somma di denaro extra oltre al prize money, la ‘quota di partecipazione’ citata da Zurutuza. Nel caso di Nadal, Excelsior parla di una cifra che va dai 500.000 al milione di dollari. Una cifra insostenibile dal momento che, se si considera anche la riduzione del 40% del prize money complessivo (in origine poco sotto i 2 milioni di dollari), l’assegno destinato a Nadal avrebbe dovuto essere pari a tutto il montepremi dell’edizione che partirà il prossimo 15 marzo.

Nella giornata di venerdì sono arrivate però dei chiarimenti (o, se preferite, delle vere e proprie smentite) da parte di Rafa e del suo entourage. Prima il campione spagnolo ha annunciato la sua assenza Twitter: “Mi dispiace molto non giocare ad Acapulco nel 2021. È un anno difficile per tutti e nel mio attuale stato di salute, con il mal di schiena, non è possibile fare un viaggio così lungo. Amo Acapulco, ci ho giocato negli ultimi quattro anni, ma quest’anno non è stato possibile. Speriamo nel 2022!”

 

Poi è stato Carlos Costa, il manager dello spagnolo, a scrivere un comunicato dove si specifica che l’assenza di Rafa in Messico non è dovuta a problemi di natura economica, ma alle problematiche illustrate dal maiorchino stesso: “Rafa ha deciso di non partecipare al torneo di Acapulco solo per una questione di salute, calendario e convenienza, perché è un viaggio troppo lungo per le circostanze in cui ci troviamo. Come è noto, Rafa è tornato con un problema alla schiena dall’Australian Open e si sta ancora riprendendo. Per questo motivo non parteciperà al torneo di Rotterdam dove si era iscritto. Con il rinvio di Indian Wells e lo spostamento in avanti del torneo in Messico, ha infine deciso di non recarsi ad Acapulco”.

Dichiarazioni confermate subito dopo anche dal direttore del torneo Zurutuza sul suo profilo Twitter. “Buonasera a tutti. Voglio essere molto chiaro con il tema di Rafa: la sua decisione di non giocare ad Acapulco è causata semplicemente dall’infortunio alla schiena. Acapulco sarà sempre la casa di Rafa Nadal e gli auguriamo un veloce recupero”.

Stando così le cose, è a serio rischio anche la partecipazione di Nadal al Masters 1000 di Miami, che partirà pochi giorni dopo Acapulco. Per giocare a Miami la trasferta oltreoceano dovrà comunque affrontarla, dunque il nodo da sciogliere resterebbe la sua condizione fisica. Manca meno di un mese all’appuntamento in Florida, ma Nadal è già sicuro di non essere in grado di rendere al massimo tra due settimane ad Acapulco. Non è quindi da escludere l’ipotesi che si stia preservando proprio per Miami, Masters in cui non è mai riuscito a vincere il titolo, e non voglia nemmeno correre rischi di contrarre il Covid poco prima del torneo statunitense. “Il resto del calendario per le prossime settimane si deciderà una volta passato il problema alla schiena” ha concluso Costa. “È indubbio quindi che la sua mancata partecipazione ad Acapulco non riguarda gli accordi con gli organizzatori“.

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