Il torneo di Rotterdam del 2021 si farà, ma ancora non si sa quando

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Il torneo di Rotterdam del 2021 si farà, ma ancora non si sa quando

Il direttore Richard Krajicek prova a fare chiarezza sul prossimo 500 olandese. “L’edizione 2021 è sicura, le date ancora incerte. Dipende tutto dall’Australian Open, se verrà rinviato o meno. In ogni caso, capienza ridotta a 3500 posti”

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I molti dubbi circa la possibilità di confermare il prossimo Open d’Australia nella finestra originale (da lunedì 18 a domenica 30 gennaio) condizionano profondamente il resto del calendario ATP. Viste le sempre più concrete chance che il primo Major della stagione venga spostato “di un paio di settimane”, come lasciato intendere dal ministro dello sport dello Stato di Victoria Martin Pakula, i tornei immediatamente successivi saranno obbligati ad adeguarsi alle conseguenze.

L’evento più prestigioso previsto nel mese di febbraio è certo quello di Rotterdam, diretto da Richard Krajicek. Il campione di Wimbledon ’96 ha provato a fare ordine sulle prospettive della manifestazione, confermando con assoluta certezza che l’anno prossimo in Olanda si giocherà, anche se ancora non si sa quando. “Se l’Australian Open inizierà il primo di febbraio dovremo per forza di cose trovare un’altra sistemazione nel calendario – ha detto Krajicek -, ma se a Melbourne si dovesse giocare addirittura in primavera manterremmo la nostra collocazione originaria. I tennisti avranno bisogno di mettere nelle gambe partite di livello, e il nostro torneo è di livello assoluto“.

Prima di dare il via al reclutamento delle star, il direttore naturalmente attende di vederci chiaro. “Quando sapremo le date inizieremo a pensare al tabellone. Per ora non possiamo muoverci, e nemmeno i giocatori possono allo stato delle cose. Dunque no, non ho ancora sentito nessuno, nemmeno Roger Federer“. A prescindere dal periodo dell’anno in cui si giocherà, i vertici del torneo di Rotterdam hanno già deciso le modalità con cui adeguarsi alle esigenze imposte dalla pandemia. “L’Ahoy Rotterdam – il palazzetto in cui si svolge la manifestazione – sarà aperto al pubblico, ma dovremo ridurre la capienza da 10 mila posti a 3500. Ci saranno i raccattapalle, non i giudici di linea“. Poche certezze in una situazione fluida, come si suol dire.

 

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Anche Madison Keys positiva al coronavirus

L’americana è in autoisolamento e sembra rassegnata al fatto di non poter volare in Australia

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Dopo le positività di Andy Murray e di Tennys Sandgren (che è comunque volato in Australia), brutte notizie anche per Madison Keys che ha annunciato con un tweet di essere risultata positiva al test effettuato prima della partenza.

Sono molto dispiaciuta di non poter giocare nelle prossime settimane dopo che mi sono allenata molto in off-season e sapendo che Tennis Australia e i due circuiti hanno fatto così tanto per permettere lo svolgimento di questi eventi“, scrive la tennista statunitense. “Sono in autoisolamento a casa e continuerò a seguire i necessari protocolli sanitari. Non vedo l’ora di tornare sul circuito il prossimo mese. Grazie per il supporto.”

Nonostante la formulazione un po’ ambigua la partecipazione all’Australian Open sembra decisamente a rischio, se non compromessa. Come nel caso di Murray, bisognerà vedere se, in caso di un secondo tampone negativo nel breve termine, Tennis Australia consentirà a Keys di effettuare la trasferta anche oltre il limite fissato dai rigidi protocolli, ovvero questo fine settimana.

 

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ATP Delray Beach: Korda non ne ha più, secondo titolo per Hurkacz

Hubert Hurkacz vince il titolo a Delray Beach senza perdere un set. Sebastian Korda, seppur sconfitto, bussa alla Top100

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Hubert Hurkacz con il trofeo di Delray Beach 2021 (foto Twitter @DelrayBeachOpen)

(4) H. Hurkacz b. S. Korda 6-3 6-3

Il futuro può attendere ancora un po’ per il figlio d’arte Sebastian Korda (ATP n. 119), ma non ci sono dubbi che la strada intrapresa sia quella giusta. Dopo una settimana quasi trionfale, durante la quale quattro giocatori classificati più in alto di lui (Kwon, Paul, Isner e Norrie), l’ex campione juniores dell’Australian Open 2018 ha dovuto cedere il passo in finale alla maggiore esperienza e alla maggiore freschezza atletica del polacco Hubert Hurkacz, n. 35 ATP e testa di serie n. 4 del tabellone.

Entrato in campo con grande spavalderia, Korda ha subito ottenuto il break a zero aggredendo l’avversario con la risposta. Hurkacz tuttavia non si è fatto impressionare dalla partenza a razzo del suo avversario, e dall’1-3 del primo set ha infilato cinque giochi consecutivi per chiudere il primo parziale 6-3 in 34 minuti. Decisivo l’ottavo gioco, nel quale Korda ha ceduto la battuta da 30-0, iniziando ad avvertire il fastidio alla gamba sinistra che lo ha costretto poco dopo a chiedere un medical time-out. “Ho giocato diverse partite piuttosto lunghe questa settimana, ho cominciato a sentire un dolore all’adduttore che si propagava fino all’inguine ogni volta che atterravo dal servizio – ha spiegato Sebastian dopo la partita – In ogni modo non si tratta di una scusa, dal 2-1 del primo set è stato lui il giocatore migliore”.

 

L’intervento del fisioterapista sull’1-2 del secondo set non ha potuto far molto per migliorare la situazione della gamba di Korda, che ha continuato a fare esercizi di allungamento tra un punto e l’altro ed ha subito il break decisivo subito dopo, siglato da un doppio fallo e due errori gratuiti da fondocampo.

Secondo sigillo in carriera per Hurkacz, dopo il successo di Winston-Salem nel 2019, che gli vale l’ingresso nei Top 30 e nelle teste di serie per il prossimo Australian Open. Per il diciannovenne Korda, invece, un po’ di riposo a casa con la sua famiglia, che era in tribuna a Delray Beach per sostenerlo durante la finale: oltre a papà Petr (camipione dell’Australian Open 1998) e a mamma Regina (ex n. 26 WTA) c’erano anche le sorelle Jessica e Nelly, entrambe golfiste professioniste. Korda si è infatti cancellato dal Challenger di Istanbul della settimana prossima e raggiungerà il suo preparatore atletico in Repubblica Ceca per una sessione di rafforzamento fisico. “Anche se mi piacerebbe giocare quanti più tornei possibile, il mio corpo ha bisogno di riposo e di rinforzarsi – ha spiegato Korda – Sono fortunato che il mio preparatore è un ottimo comunicatore e dopo essermi riposato qui in Florida andrò da lui”.

Nel frattempo con questo risultato Korda si è avvicinato alla Top 100: a partire da lunedì prossimo salirà fino al n. 103, suo miglior ranking in carriera.

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Tennys Sandgren è positivo al Covid, ma è partito comunque per l’Australia

Il tennista statunitense è stato considerato “non contagioso” dalle autorità australiane che hanno esaminato il suo fascicolo. Aveva contratto il virus lo scorso novembre

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Tennys Sandgren - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Succede anche questo nel turbinio di informazioni attorno all’Open d’Australia 2021. Lo statunitense Tennys Sandgren nella giornata di mercoledì 13 gennaio è salito su uno dei voli charter che portano a Melbourne, nonostante il tampone effettuato lunedì avesse dato esito positivo. Lo stesso Sandgren, che dodici mesi fa nei quarti di finale non sfruttò sette match point contro Roger Federer, ha spiegato nel dettaglio la situazione. Nel giorno del Ringraziamento (lo scorso 26 novembre) risultò positivo al Covid-19, ma adesso i sintomi sono totalmente spariti e ha assicurato di essere totalmente guarito.

Dai suoi tweet si capisce che inizialmente gli era stata negata l’opportunità di raggiungere Melbourne col volo charter, con possibilità di farlo invece il giorno successivo, giovedì 14 (probabilmente dopo un altro tampone). Invece, nonostante fossero già passati 15 minuti dall’orario in cui l’aereo avrebbe dovuto decollare, è partito per l’Australia. “Craig Tiley è un mago” ha infine commentato in modo sarcastico (forse inappropriato) su Twitter.

La vicenda ovviamente è abbastanza controversa e il comunicato pubblicato dall’Australian Open diverse ore dopo la partenza di Sandgren non la chiarisce a sufficienza. “I giocatori possono entrare in Australia solo dopo un tampone negativo oppure con il permesso di viaggiare in qualità di caso da considerarsi guarito a completa discrezione delle autorità del governo australiano si legge nel testo. “Chi è risultato positivo, dovrà fornire dettagliate informazioni mediche per essere considerato guarito e non più contagioso. Nel caso di Tennys Sandgren, che ha dichiarato di essere risultato positivo a novembre, le autorità dello stato del Victoria hanno esaminato il suo fascicolo e al termine delle valutazioni gli è stato consentito di volare. Nessuno potrà viaggiare senza la prova di un test negativo o senza questa speciale delibera delle autorità, che certificano la non contagiosità”.

Ora dovrà seguire (come tutte le oltre mille persone arrivate in Australia per gli eventi del circuito tennistico) il rigidissimo protocollo predisposto, secondo il quale ci si potrà allenare solo dopo aver fatto registrare un tampone negativo appena arrivati sul suolo australiano. Ciò che viene precisato nel comunicato sul “caso Sandgren” in merito alle partenze, dovrà essere specificato anche nei protocolli riguardanti i 14 giorni di quarantena.

Nei mesi scorsi sono state molteplici le testimonianze di malati di Covid che per diversi mesi non hanno potuto mettere il naso fuori di casa perché risultavano perennemente positivi al tampone molecolare. La situazione di Sandgren rientra infatti nel ventaglio delle possibilità alle quali questo virus può portare. È intervenuta nel merito della questione anche una portavoce del Victoria, che ha provato a chiarire: “Il risultato del test di Tennys Sandgren è stato revisionato da esperti in ambito sanitario ed è stata determinata la presenza di residui virali di una precedente infezione. Perciò gli è stato dato il permesso di salire sull’aereo. Chiunque risulti positivo per la prima volta o possa ancora essere contagioso non potrà essere ammesso all’Australian Open“.

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