Arnaboldi non si ferma e vola ai quarti del Challenger di Maia

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Arnaboldi non si ferma e vola ai quarti del Challenger di Maia

Dopo aver eliminato la testa di serie n.1 Martinez, l’azzurro supera in rimonta Ferreira Silva. Quasi tre ore di match. Ai quarti sfiderà il qualificato Ajdukovic. Fuori Giustino e Lorenzi

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Andrea Arnaboldi - Challenger Parma 2 2020 (foto Marta Magni)

Nella località portoghese di Maia, a pochi km da Porto, tre sono gli italiani in tabellone per l’ultimo appuntamento stagionale che si tiene su terra battuta indoor. L’eroe di giornata è senza dubbio Andrea Arnaboldi che, dopo aver eliminato al primo turno la testa di serie n.1 Pedro Martinez, approda ai quarti di finale al termine di una ‘drammatica’ partita (2-6 6-4 7-5) contro il portoghese Frederico Ferreira Silva (n.183 ATP).

L’incontro parte subito in salita perché nei primi 20 minuti Andrea manda in campo il suo sosia, quello che non sa giocare a tennis. Trovarsi sotto 5-0 è un attimo. Poi il milanese si mette improvvisamente a giocare, anche se per recuperare il set è ormai tardi. Nel secondo Arnaboldi strappa il servizio nel sesto gioco e va a servire sul 5-3. Concede una chance al padrone di casa ma subito dopo si riprende il maltolto con un magnifico passante incrociato di diritto. Si va dunque al terzo che sarà un autentico dramma con continui capovolgimenti di fronte, break e contro-break. Il tutto condito da un paio di medical time-out chiamati dal nostro tennista che ha accusato ripetuti giramenti di capo e vista annebbiata.

Andrea stringe i denti, mantiene a fatica la parità, annulla palle break a raffica (alla fine saranno 20). Si vede che è sofferente ma non molla fino a che, col più classico dei contropiedi (da interista apprezzerà) mette la freccia e sorpassa. Non è un sorpasso definitivo ma indica che l’inerzia della partita è ormai tutta dalla sua parte. Un doppio fallo di Ferreira consegna ad Andrea il match point che il milanese saprà sfruttare senza esitazioni. Che dire? Se Arnaboldi riuscisse a trovare un equilibrio tra i suoi momenti di grande tennis e le numerose amnesie avrebbe ben altra classifica. Speriamo che questo accada presto perché in questo caso nessuno gli toglierebbe qualche anno di grandi soddisfazioni. Nei quarti gli tocca il croato Ajdukovic con cui non ci sono precedenti.

Poca invece la strada percorsa da Lorenzo Giustino che è stato subito fermato proprio da Duje Ajdukovic (7-5 6-2). Il 20enne di Spalato (n.377 ATP) ha evidenziato la stanchezza del nostro tennista, che sembra arrivato a questo finale di stagione con le pile scariche. Chi invece non è mai stanco è Paolo Lorenzi che qui nemmeno doveva esserci (per un risentimento al polpaccio) ma sappiamo che tenerlo lontano dal campo è pressoché impossibile. Dopo aver superato nel primo turno il ceco Michael Vrbensky (n.310 ATP), al termine di un’incredibile maratona (5-7 7-6 6-2), nel secondo ha pagato dazio contro lo spagnolo Zapata Miralles (n.155 ATP) che lo ha eliminato con un severo 6-1 6-0.

Da ultimo un accenno al torneo di doppio dove il nostro Andrea Vavassori, in coppia col ceco Zdenek Kolar, ha raggiunto le semifinali. Ricordiamo che Andrea è costretto da tempo a limitare la propria attività al doppio per un persistente dolore al gomito. In realtà lo fa molto bene se è vero che nella classifica aggiornata al 30 novembre occupa la seconda posizione tra gli italiani, secondo solo a Bolelli, e ad un passo dal suo best ranking che fu 96.

 

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Calendario Challenger 2021: si riparte dalla Turchia, a Biella il primo appuntamento italiano

Programmati dall’ATP i primi dieci tornei del circuito cadetto che farà tappa in Piemonte per due settimane dall’8 febbraio. Si giocherà anche in Francia e Sudafrica

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Jannik Sinner - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Felice Calabrò)

In parallelo rispetto al calendario del circuito maggiore, l’ATP ha reso noti anche i primi appuntamenti del 2021 dei Challenger. Dieci tornei in un mese, a partire dal 18 gennaio. Il via da Istanbul (torneo 125 al trentunesimo anno di vita), con la Turchia che ospiterà tre settimane consecutive (due i tornei sulla terra di Antalya, successivi all’ATP 250 in programma nella stessa città dal 5 al 13 gennaio). In contemporanea, si giocherà anche in Francia sul cemento indoor di Quimper e Orleans, poi dall’8 febbraio a Cherbourg. Nella stessa data il debutto in Italia – in contemporanea rispetto all’Australian Open – con il doppio appuntamento di Biella (replay nella settimana successiva, sempre sul veloce).

In parallelo rispetto ai tornei piemontesi, il circuito cadetto sarà di scena in Sudafrica per 15 giorni a Potchefstroom. Per ciascun torneo è prevista la durata di otto giorni, con un tabellone principale da 32 partecipanti al quale proveranno ad accedere anche i 16 ammessi nelle qualificazioni. Quanto prima – si legge sul sito ATP – verranno ufficializzate anche le date successive di un circuito che vede l’Italia tradizionalmente grande protagonista, con numerosi eventi su tutto il territorio nazionale.

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Pedro Sousa e Cerundolo conquistano gli ultimi due Challenger della stagione

Terzo titolo dell’anno per Cerundolo, che trionfa a Campinas. Sousa vince a Maia l’ottavo Challenger della sua carriera

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Francisco Cerundolo - ATP Challenger Campinas 2020 (via Twitter, @ATPChallenger)

CHALLENGER CAMPINAS 80

Nella città di Campinas, a un centinaio di km da San Paolo, si chiude, su terra battuta, la stagione 2020. Nessun italiano al via ma il campo di partecipazione è di ottimo livello, anche se perde presto per strada due dei grandi favoriti. Prima il 19enne argentino Thiago Agustin Tirante, che dopo la straordinaria finale di San Paol, viene fermato dal kazako Dmitry Popko, poi la grande speranza brasiliana Thiago Seyboth Wild, che si fa sorprendere dal cileno Alejandro Tabilo. Una conferma di quanto i tabelloni Challenger siano una vera giungla dove il minimo calo di tensione può essere fatale. Eliminato al primo turno anche il nostro protégé, il 19enne Matheus Pucinelli de Almeida. Ottimo tennis, cognome stupendo, ne risentiremo parlare.

La finale ha visto così di fronte l’argentino Francisco Cerundolo (n.159 ATP), fresco vincitore del Challenger di Guayaquil e lo spagnolo Roberto Carballes Baena, (n.102 ATP) testa di serie n.1 del torneo. Cerundolo ottiene il break nel settimo gioco e conduce in porto un primo set di poche emozioni. Nel secondo parziale Carballes riprende in mano l’iniziativa e sul 2-1 ha a disposizione tre palle break sulle quali l’argentino tira fuori altrettanti conigli dal cilindro. Nello stesso cilindro lo spagnolo pesca allora un medical time-out dal quale esce talmente ringalluzzito da strappare subito il servizio all’avversario.

Nel terzo e decisivo set le cose sembrano mettersi molto bene per lui: break immediato e tentativo di fuga. Ma Cerundolo non ci sta, evidentemente ha deciso che sotto l’albero di Natale vuole mettere un altro trofeo. La sua palla diventa più veloce, le sue accelerazioni fanno male a Carballes che perde progressivamente terreno e convinzione. Un paio di break chiudono velocemente la pratica a favore di Cerundolo (6-4 3-6 6-3) che ottiene così il suo nuovo best ranking al n.139.

CHALLENGER MAIA 80

Sulla terra battuta indoor di Maia, l’Italia vince nel doppio con Andrea Vavassori ma perde nel singolare con Arnaboldi che lascia il torneo nei quarti di finale. Troppo forte il croato Duje Ajdukovic che batte l’azzurro in maniera molto netta (6-3 6-0). Decisiva la differenza sulla prima di servizio (83% di punti contro il 43%) e sulla risposta (57% contro il 17%). Il croato viene fermato a sua volta in semifinale dallo spagnolo Carlos Taberner (n.152 ATP) che va così a giocarsi la finale contro il padrone di casa Pedro Sousa (n. 113 ATP e seconda testa di serie).

Peccato che lo spagnolo abbia probabilmente equivocato sull’orario d’inizio perché nei primi venti minuti in campo si vede solo la sua pallida controfigura che incassa un severo 6-0. Taberner cerca di entrare in partita in un secondo parziale in cui il livello di gioco rimane in realtà piuttosto modesto. Ci riesce nel settimo game quando strappa la battuta al portoghese e va a servire sul 5-4. Perde però sciaguratamente il servizio, che subito l’avversario decide gentilmente di restituire, rimandando la decisione al terzo set. Dove i due protagonisti continuano a colpirsi stancamente, senza la forza di sferrare il pugno del ko, così a decidere è un nastro malandrino che manda avanti Sousa 4-2. Taberner non riesce più a reagire e il 32enne portoghese vince 6-0 5-7 6-2 riavvicinando quella top 100 da cui era da poco uscito.

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Andrea Vavassori vince il doppio al challenger di Maia

Sul finire di stagione, il tennista di Torino riesce a riscattare una stagione un po’ sfortunata a livello di finali. Rientrerà in top 100 di specialità e potrà giocare l’Australian Open (con Sonego)

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Andrea Vavassori - Campionati Italiani Assoluti 2020 (ph. Marta Magni)

Bellissima vittoria di Andrea Vavassori che, in coppia col ceco Zdenek Kolar, sfata la maledizione di questo 2020 e porta a casa il trofeo di doppio al challenger di Maia (terra battuta, Portogallo) dopo quattro finali perse in stagione (l’ultima a Forlì a settembre). Il punteggio con cui hanno regolato la coppia anglo-finlandese Glasspool/Heliovaara (6-3 6-4) è netto e rispecchia una superiorità che non è mai stata veramente in discussione

Con questo successo il tennista torinese eguaglia il suo best ranking nella classifica di specialità al n.96 ATP e si guadagna il diritto di giocare nel tabellone principale dei prossimi Australian Open che affronterà in coppia con Lorenzo Sonego. 

Raggiunto telefonicamente, Andrea ci confessa la propria soddisfazione: “Era la prima volta che giocavo con Kolar e mi sono trovato veramente bene. È un giocatore molto solido, un vero martello da fondocampo e anche a rete se la cava piuttosto bene. E soprattutto ci mette tanta energia che riesce a trasmettere anche al compagno. Infatti ci stiamo già mettendo d’accordo per giocare il più possibile assieme il prossimo anno“. Sull’Australian Open: “Essendo rientrato nei top 100 sarò direttamente in tabellone, a meno che non riducano i posti come hanno già fatto agli US Open” 

 

Gli chiediamo se tornerà a giocare anche in singolare. “Mi piacerebbe ma non sono ancora riuscito a risolvere completamente il problema al gomito. L’ultima volta che ho provato a giocare il singolare è stato a Forlì e non è andata troppo bene“. Economicamente, la vita del doppista che gioca soltanto in doppio può essere dura. Conferma? “Abbastanza, te la cavi solo se arrivi in fondo. Mille euro se vinci. Ovviamente negli ATP la musica cambia e i mille te li danno se esci al primo turno. Per non parlare poi degli Slam dove basta poco per salvare la stagione“.

LA FINALE DI SINGOLARE – Il challenger portoghese si concluderà con la sfida tra Pedro Sousa (n.2 del seeding) e Carlos Taberner (n.8). La finale del challenger brasiliano di Campinasm, invece, sarà un affare tra lo spagnolo Carballes Baena e l’argentino Cerundolo.

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