WTA Abu Dhabi: si ferma la corsa di Bianca Turati, avanza Kenin. Crisi Tomljanovic

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WTA Abu Dhabi: si ferma la corsa di Bianca Turati, avanza Kenin. Crisi Tomljanovic

La giocatrice italiana cede a Kudermetova, la bielorussa vince una brutta partita con Tomljanovic, sempre più in crisi. Kenin si salva, brutto infortunio per Flipkens

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Niente da fare per Bianca Turati nel secondo turno ad Abu Dhabi. La ventitreenne comasca istruita all’Università del Texas ha ceduto nettamente alla russa da veloce Veronika Kudermetova, anche se il primo set, comunque ben giocato, ha restituito un punteggio in parte bugiardo. Tutto sommato, un’utile esperienza e un buon carico di fiducia nel futuro: ieri, sconfiggendo Yaroslava Shvedova al primo round, Bianca aveva centrato la prima vittoria della carriera nel main draw di un evento maggiore.

Giocherà il terzo turno Sofia Kenin, in fase di complicato rodaggio nella road map verso l’Australian Open, dove sarà chiamata a difendere il titolo. Persa una prima frazione bruttarella contro Kirsten Flipkens, Sofia detta Sonya ha rimesso insieme i pezzi nella seconda, portandosi a un passo dal set decisivo sul 5-4, 30-0 e servizio. Non le è stato necessario sudare ulteriormente, tuttavia: tentando un difficile recupero in retromarcia su una palombella giocata da Kenin, Flipkens si è girata la caviglia sinistra in modo piuttosto preoccupante, complice un cartellone pubblicitario improvvidamente posto non abbastanza lontano dall’area di gioco. Auguri per un pronto recupero, ma le immagini inquietano il giusto.

Ottavi anche per Yulia Putintseva, brava a sconfiggere Barbora Krejcikova al termine di un match tutt’altro che scontato, e per Ons Jabeur, vittoriosa in rimonta su Katerina Bondarenko. La maghetta tunisina affronterà Aryna Sabalenka, la quale, dopo i trionfi a Ostrava e Linz in coda alla passata stagione, ha centrato l’undicesima vittoria consecutiva nel Tour e inflitto alla sempre più disperata Ajla Tomljanovic la tredicesima sconfitta negli ultimi diciotto incontri disputati. Incontro gravido di erroracci e patemi, condito da dodici break su venti game e portato a casa dalla bielorussa (quasi) esclusivamente grazie ai cattivi pensieri che ormai devono tormentare la rivale.

Sprecato un vantaggio di quattro a zero prima e di cinque a due poi, Sabalenka ha centrato il primo set nel dodicesimo gioco rimontando da quindici-quaranta, e nella seconda partita è sbucata prima sul rettilineo d’arrivo con un parziale di tre giochi consecutivi, dopo essersi trovata per tre volte sotto di un break. Ajla non vince due partite consecutive dal torneo di Zhengzhou, settembre 2019. Coraggio.

Risultati:

[15] O. Jabeur b. [Q] K. Bondarenko 5-7 6-3 6-2
V. Kudermetova b. [Q] B. Turati 6-2 6-1
T. Zidansek b. L. Fernandez 6-4 6-4
[1] S. Kenin b. K. Flipkens 5-7 5-4 (Rit.)
[13] Y. Putintseva b. B. Krejcikova 6-4 7-5
[4] A. Sabalenka b. A. Tomljanovic 7-5 6-4
B. Pera vs S. Sorribes Tormo
A. Cornet vs P. Badosa

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Interviste

I talenti italiani visti dai big. Djokovic: “Sarebbe fantastico giocare contro Sinner”, Tsitsipas: “Penso di incontrare Musetti”

Il campione serbo elogia la mentalità di Sinner “Non sembra uno che si accontenta”, Tsitsipas fa il suo pronostico per la sfida tra Musetti e Karatsev

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Il primo avversario di Novak Djokovic, in un tabellone che si preannuncia infernale per il tennista serbo, potrebbe essere Jannik Sinner, in uno scontro generazionale tra il numero 1 del mondo e attuale e un possibile erede. Interpellato dal nostro direttore Ubaldo Scanagatta il serbo ha dato la sua prospettiva sul possibile scontro di secondo turno e sulla carriera del tennista italiano finora. “Mi sono allenato spesso con lui gli anni passati, quest’anno di meno. […] Ci siamo allenati molto qualche anno fa sui campi di Piatti a Monaco, sia sulla terra che sul cemento. Il suo sviluppo è davvero impressionante, e lui è una persona simpatica e davvero un gran lavoratore.“.

Le parole al miele di Nole per il giovane italiano proseguono, lodando anche Riccardo Piatti e il suo staff, tra i primi a credere nel campione serbo. “Ha tutto quello di cui ha bisogno per diventare un campione. Si allena bene. È circondato da uno staff di alto livello. Li conosco bene e da molto tempo. Riccardo è stato il mio primo allenatore. È in buone mani. […] (Jannik) È molto ambizioso. Giocare la finale di Miami era ovviamente il momento clou della sua carriera fino ad ora. Ma penso che sia già un tennista molto continuo. Arriva sempre ai quarti o alle semifinali degli ATP 250 o 500.[…] Non sembra uno che si accontenta, vuole fare di più, ed è bello vedere che ha fame. Non ci siamo mai affrontati in una partita ufficiale, quindi sarebbe fantastico giocarci contro sulla terra battuta, ma vediamo cosa succede.“.

Djokovic non è l’unico a parlare di italiani in conferenza stampa a Montecarlo. Anche Stefanos Tsitsipas ha accennato al gemello diverso del giovane tennis italiano, Lorenzo Musetti, suo possibile avversario al secondo turno. Imbeccato da una domanda di Ubitennis si è sbilanciato sulla sfida tra Musetti e Karatsev. “Penso vincerà Musetti. Ha già giocato qualche partita sulla terra (e Karatsev nessuna ndr). Di partita in partita è sempre più in forma, vado per lui.“. Per Musetti sarebbe la seconda sfida in carriera contro il tennista greco, con cui ha rimediato una netta sconfitta nella semifinale di Acapulco. Già superare Karatsev però sarebbe moltissimo, visto lo stato di forma del russo e la sua striscia di risultati buoni sulla terra battuta post-lockdown (una finale e un titolo vinto a Praga).

 

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ATP Montecarlo: valanga Italia, poker di qualificati. La pattuglia azzurra arriva a nove

Straordinario risultato del tennis azzurro che manda nel tabellone principale anche Travaglia, Caruso, Cecchinato e Fabbiano

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Salvatore Caruso - ATP Montecarlo 2021 (courtesy of Montecarlo Rolex Masters)

Il torneo di Montecarlo è sempre stato, storicamente, uno dei più amati dai giocatori italiani anche prima del successo di Fabio Fognini nel 2019. L’edizione 2021 sembra confermarlo già prima dell’avvio: ai cinque ammessi di diritto al main draw (con Berrettini già al secondo turno), si aggiungono altri quattro azzurri al termine delle qualificazioni: Marco Cecchinato, Salvatore Caruso, Stefano Travaglia e Thomas Fabbiano hanno vinto nella giornata di domenica il turno finale per l’accesso al tabellone principale.

Vittorie di autorità in tre casi su quattro. L’unico a cedere un set, è stato curiosamente Travaglia, il giocatore italiano con la classifica più alta tra quelli presenti nel tabellone cadetto: Stefano ha battuto infine il polacco Kamil Majchrzak dopo 1h50, 6-2 al terzo set. Caruso ha lottato solo per un set contro Tomic vincendolo al tie-break, poi l’australiano ha ceduto di schianto nel secondo (6-0). Molto bene anche Cecchinato sullo svizzero Laaksonen con un perentorio 6-1 6-3. Infine altra grandiosa prova di Thomas Fabbiano che dopo la straordinaria impresa contro Federico Coria nella giornata di sabato, si è concesso il bis eliminando in due set l’espertissimo portoghese Joao Sousa (7-5 6-4).

Sono già stati collocati i qualificati in tabellone (oltre ai quattro azzurri, staccano il pass anche Koepfer, Popyrin e Delbonis):

[13] H. Hurkacz vs [Q] T. Fabbiano
[Q] M. Cecchinato vs [Q] D. Koepfer
[Q] S. Caruso vs [WC] L. Catarina
[Q] S. Travaglia vs [12] P. Carreno Busta

 

MAIN DRAW DOMENICA 11 – Oltre alla qualificazioni, gli organizzatori hanno messo in campo anche due incontri di primo turno del tabellone principale sul Centrale: nella prima David Goffin ha battuto in tre set Marin Cilic, lasciandolo a zero nel terzo. Nel secondo match rocambolesca vittoria di Jordan Thompson su Benoit Paire al tie-break decisivo.

Il tabellone principale aggiornato

Il tabellone delle qualificazioni con tutti i risultati

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Editoriali del Direttore

EDITORIALE – Azzurro cupo per Montecarlo. Sono pessimista

Non avendo mai immaginato che Fognini potesse vincere il torneo del Principato (era quasi k.o. con Rublev…), spero di sbagliarmi di nuovo. Se Berrettini e Fognini fossero in forma… Ma il sorteggio di Sinner, Musetti e Sonego è stato pessimo

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Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

IL TABELLONE DI MONTECARLO


Speravo francamente in un sorteggio migliore, per sognare almeno un italiano dei cinque in tabellone, nei quarti o addirittura in semifinale. Ora, visto il tabellone, mi parrebbe un miracolo. Fossero stati in piena forma i due di miglior classifica, Berrettini e Fognini, avrei avuto maggior fiducia. Ma temo che non lo siano. Chi parla già di oggi di Sinner al secondo turno con Djokovic commette forse un errore che spero Jannik non commetta.
Dimentica forse che quattro anni fa a Montecarlo Ramos-Vinolas arrivò in finale per arrendersi al solito Nadal.

Non è più quel Ramos-Vinolas, d’accordo, ma Jannik arriva dagli USA senza un torneo sulla terra alle spalle, un po’ come capitava alle star americane d’un tempo… che poi incappavano in clamorose figuracce e faccio i debiti scongiuri. Tengo presente infatti anche che Jannik è uscito un tantino traumatizzato dalla finale di Miami, nella quale – secondo me – pensava di uscirne vittorioso dopo uno splendido torneo. Non è mai facile riprendersi da una sconfitta, a meno che i primi game si mettano subito bene. I giocatori dicono, e sembrano banali: “Un passo alla volta, mai guardare più in là”.

Ma noi giornalisti siamo diversi, il tabellone invece lo guardiamo, lo dobbiamo guardare. E allora ci chiediamo: che Djokovic sarebbe quello che scenderebbe in campo contro Sinner al primo match dopo l’infortunio addominale che lo colpì in Australia? Chissenefrega oggi se era stiramento come sostengono in tanti oppure strappo come ha sempre dichiarato lui. Un fatto solo è incontrovertibile: Novak non ha più giocato un match di gara da quando ha dato una lezione di tennis a Daniil Medvedev nella finale dell’Open d’Australia, due mesi fa. E se dovesse affrontare in quello che sarà il suo primo match uno Jannik Sinner emerso vittoriosamente dal duello con Ramos-Vinolas (che giocherà oggi la semifinale di Marbella contro Carreno Busta), beh Novak giocherà da favorito ma non da vincitore in partenza anche se, come Sinner del resto, gioca quasi in casa su campi che conosce benissimo e sui quali ha trionfato due volte.

A Musetti è toccato Karatsev, il russo emergente del 2021, ma del quale si sono fin qui potute apprezzare le qualità tennistiche sul cemento outdoor mentre per quanto riguarda la terra rossa bisogna andare a ripescare soprattutto nel circuito challenger, quando ad agosto dello scorso anno vinse 15 partite su 16 e conquistò i titoli di Praga e Ostrava. Va detto che Musetti, al di là del tennis vario e piacevole, sembra ancora fragilino ai massimi livelli. E Karatsev, n.27 del mondo, è già un giocatore che si è affermato ad alti livelli. Insomma fiducia sì, ma senza illudersi. E comunque, se anche Musetti facesse un exploit ai danni di Karatsev, al secondo turno ci sarebbe Tsitsipas. Insomma, è stato fortunato a conquistarsi una wild card rifiutata a giocatori meglio classificati di lui, ma non è stato per nulla fortunato nel sorteggio.

L’altro Lorenzo, Sonego, ha in Fucsovics un bruttissimo pesce. Ci perse 7-6 al terzo due anni fa a Monaco di Baviera e l’ungherese che quest’anno ha perso tre volte da Rublev ma fatto ottimi risultati qua e là. Al Roland Garros era giunto negli ottavi, battendo Medvedev, Ramos-Vinolas, Monteiro prima di perdere dal solito Rublev, la sua bestia nera. Se Lorenzo superasse il primo turno avrebbe Sasha Zverev. Insomma anche per lui poteva andare meglio, molto meglio.

Arrivo così ai due top-ranked italiani. Un Fognini che non fosse stato dominato da Munar a Marbella mi avrebbe dato fiducia contro Kecmanovic e anche contro Paire o Thompson. Ma in questo stato voglio fare come San Tommaso: prima lo vedo giocare e poi mi sbilancio in un pronostico. Stessa cosa mi sento di dire sul conto di Matteo Berrettini. Anche lui, come Djokovic, ha sofferto di un problema addominale a Melbourne. Ma probabilmente peggiore perché lui è stato costretto a ritirarsi, non ha potuto portare a termine l’Open. E il fatto che due mesi dopo non si sia sentito di “rischiare” nel singolare di Cagliari che avrebbe potuto essere un bel test, ma sia sceso in campo solo nel doppio in coppia con il fratello Jacopo mi lascia molti dubbi. Vero che in doppio si serve un game ogni quattro, mentre in singolo ogni due, però preparare un Masters 1000 in singolare giocando solo un paio di partite in doppio non mi sembra una scelta strategica tranquillizzante.

Sono sempre stato ottimista. Lo ero ad esempio prima di Miami e mi ero sbilanciato prima ancora che Sinner affrontasse Khachanov al secondo turno quando dissi in radio che secondo me Sinner aveva chances di fare molta strada, fino anche alla semifinale (non dissi finale perché pensavo che Medvedev sarebbe arrivato in finale in quella metà di tabellone). Ma non riesco ad essere ottimista prima di questo torneo di Montecarlo. E spero tanto di sbagliarmi. Devo dire che non avrei mai pensato, due anni fa, che Fognini sarebbe riuscito a vincere il torneo. Lo avevo visto contro Rublev a un passo dalla sconfitta. Rimasi lì fino a venerdì, ma avevo fissato un viaggio di famiglia – che ringrazio di aver potuto fare visto tutto quel che è successo dopo con la pandemia – e non vidi il weekend finale di Montecarlo. Mi auguro quindi, di veder smentito anche questa volta il mio pessimismo.

Aggiungo però che anche se le cose dovessero andare come me le aspetto, continuerei a ritenere che questo è il miglior momento per il tennis italiano negli ultimi 40 anni. Soprattutto in prospettiva, magari, perché la miglior generazione azzurra per ora resta quella degli Anni Settanta. Lo dice il ranking ATP che vide Panatta salire a n.4, Barazzutti a n.7, Bertolucci a n.12, Zugarelli a n.24. Gli attuali nostri top-players ancora quei traguardi non li hanno raggiunti. Penso che li raggiungeranno, però, perché giovani come Sinner e Musetti così competitivi non li abbiamo mai avuti. Ma va dato tempo al tempo. E guai a chi non ha pazienza.

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