Super Travaglia ad Antalya, battuto anche Ruusuvuori

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Super Travaglia ad Antalya, battuto anche Ruusuvuori

Il marchigiano supera il finlandese per 7-6 6-3 e vola ai quarti di finale. Dove lo attende David Goffin. “Ogni partita fa storia a sé. Domani studierò come affrontarlo”

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Stefano Travaglia - Antalya 2021 (via Instagram, profilo ufficiale del torneo)

Altro successo per Stefano Travaglia all’ATP 250 di Antalya, in Turchia, uno dei due tornei inaugurali della stagione 2021 sul circuito maschile. Dopo aver fatto fuori al primo turno il serbo Miomir Kecmanovic, testa di serie n.7 del seeding, Travaglia si conferma contro il 21enne finlandese Emil Ruusuvuori, tennista in grande ascesa e da alcuni indicato tra quelli che possono fare il salto di qualità in questa stagione. 7-6 6-3 lo score finale in favore del 29enne ascolano, n.75 della classifica mondiale. 

Partenza sprint per Travaglia nel primo set che ottiene il break nel secondo gioco e si invola sul 3 a 0. Ruusuvuori però recupera lo svantaggio nel quinto gioco e impatta sul 3 pari. Senza alcun tipo di scossoni, il parziale si decide al tiebreak dove l’azzurro mette subito la testa avanti, perde il break di vantaggio per un bel punto offensivo giocato dal finlandese e poi si prende il parziale di forza chiudendo sul 7 a 5. Nel secondo set, il break decisivo per Travaglia arriva nel quarto gioco ed è suggellato da un gran rovescio lungolinea, che spezza le resistenze residue del suo avversario. Preso il vantaggio, il marchigiano non si guarda più indietro e va a chiudere il match. Notevoli le sue percentuali al servizio: 76% di punti vinti con la prima e 67% con la seconda. E come segnala anche qualcuno su Twitter, gran prestazione con il dritto – soprattutto per quanto riguarda l’esecuzione in corsa.

Ha ragione Matteo, non è un campo molto veloce” ha commentato Stefano a fine partita, raggiunto telefonicamente da Ubitennis. “Inoltre le palle si ‘aprono’ presto e questo porta spesso a scambi lunghi. Ruusuvuori è un bel giocatore, solido sia con il dritto che con il rovescio. Oggi ho deciso di utilizzare spesso il back per togliergli ritmo, e credo si sia rivelata una scelta corretta“. Gli chiediamo quanto abbia pesato nell’economia del match quel rovescio lungolinea vincente che nei fatti ha deciso il secondo set: “Tanto, mi ha dato molta tranquillità. In realtà con il rovescio mi sento a mio agio, colpivo in back per scelta, ma dopo quel colpo in effetti ho giocato ancora più sciolto“.

Grazie a questo successo, Travaglia si è guadagnato l’accesso ai suoi secondi quarti di finale a livello ATP in carriera. I primi li aveva giocati e persi nel 2019, la stagione della sua esplosione, ad Umago contro l’ungherese Attila Balasz. Questa volta sarà ancora più difficile dato che dall’altra parte della rete si ritroverà David Goffin, n.16 del ranking ATP, che dal momento in cui ha rischiato l’eliminazione con Herbert (cinque match point annullati nel secondo set) ha vinto ventuno game su ventitré disputati, lasciandone due quest’oggi a Nicola Kuhn (sconfitto 6-0 6-2). “Ogni partita fa storia a sé“, ha detto Stefano del suo prossimo avversario senza dirsi convinto che questa superficie possa favorirlo nella sfida contro il belga. “Quasi certamente non giocherò domani, quindi avrò un giorno per riposarmi e studiare il modo di affrontarlo“. Da parte sua Goffin non ha nessuna intenzione di sottovalutare l’azzurro. “Credo che queste condizioni leggermente più lente gli siano favorevoli, perché è un giocatore da terra battuta. Sta giocando molto bene e ha battuto due avversari forti, quindi è in grande fiducia”. 

Domenica sarà invece il turno di Berrettini e Fognini, che torneranno in campo rispettivamente contro Kuzmanov e Chardy per guadagnarsi l’accesso ai quarti di finale. E rendere Antalya un (bel) po’ più italiana.

Il tabellone completo di Antalya

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ATP Delray Beach: Korda non ne ha più, secondo titolo per Hurkacz

Hubert Hurkacz vince il titolo a Delray Beach senza perdere un set. Sebastian Korda, seppur sconfitto, bussa alla Top100

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Hubert Hurkacz con il trofeo di Delray Beach 2021 (foto Twitter @DelrayBeachOpen)

(4) H. Hurkacz b. S. Korda 6-3 6-3

Il futuro può attendere ancora un po’ per il figlio d’arte Sebastian Korda (ATP n. 119), ma non ci sono dubbi che la strada intrapresa sia quella giusta. Dopo una settimana quasi trionfale, durante la quale quattro giocatori classificati più in alto di lui (Kwon, Paul, Isner e Norrie), l’ex campione juniores dell’Australian Open 2018 ha dovuto cedere il passo in finale alla maggiore esperienza e alla maggiore freschezza atletica del polacco Hubert Hurkacz, n. 35 ATP e testa di serie n. 4 del tabellone.

Entrato in campo con grande spavalderia, Korda ha subito ottenuto il break a zero aggredendo l’avversario con la risposta. Hurkacz tuttavia non si è fatto impressionare dalla partenza a razzo del suo avversario, e dall’1-3 del primo set ha infilato cinque giochi consecutivi per chiudere il primo parziale 6-3 in 34 minuti. Decisivo l’ottavo gioco, nel quale Korda ha ceduto la battuta da 30-0, iniziando ad avvertire il fastidio alla gamba sinistra che lo ha costretto poco dopo a chiedere un medical time-out. “Ho giocato diverse partite piuttosto lunghe questa settimana, ho cominciato a sentire un dolore all’adduttore che si propagava fino all’inguine ogni volta che atterravo dal servizio – ha spiegato Sebastian dopo la partita – In ogni modo non si tratta di una scusa, dal 2-1 del primo set è stato lui il giocatore migliore”.

 

L’intervento del fisioterapista sull’1-2 del secondo set non ha potuto far molto per migliorare la situazione della gamba di Korda, che ha continuato a fare esercizi di allungamento tra un punto e l’altro ed ha subito il break decisivo subito dopo, siglato da un doppio fallo e due errori gratuiti da fondocampo.

Secondo sigillo in carriera per Hurkacz, dopo il successo di Winston-Salem nel 2019, che gli vale l’ingresso nei Top 30 e nelle teste di serie per il prossimo Australian Open. Per il diciannovenne Korda, invece, un po’ di riposo a casa con la sua famiglia, che era in tribuna a Delray Beach per sostenerlo durante la finale: oltre a papà Petr (camipione dell’Australian Open 1998) e a mamma Regina (ex n. 26 WTA) c’erano anche le sorelle Jessica e Nelly, entrambe golfiste professioniste. Korda si è infatti cancellato dal Challenger di Istanbul della settimana prossima e raggiungerà il suo preparatore atletico in Repubblica Ceca per una sessione di rafforzamento fisico. “Anche se mi piacerebbe giocare quanti più tornei possibile, il mio corpo ha bisogno di riposo e di rinforzarsi – ha spiegato Korda – Sono fortunato che il mio preparatore è un ottimo comunicatore e dopo essermi riposato qui in Florida andrò da lui”.

Nel frattempo con questo risultato Korda si è avvicinato alla Top 100: a partire da lunedì prossimo salirà fino al n. 103, suo miglior ranking in carriera.

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Il battesimo del figlio d’arte: Sebastian Korda giocherà la prima finale a Delray Beach

Bella vittoria in due set su Cameron Norrie: il figlio di Petr Korda sfiderà Hurkacz per vincere il primo titolo in carriera ed entrare in top 100

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A quasi ventitré anni – era il 1° febbraio 1998 – dal primo, unico e contestatissimo successo Slam di papà Petr sui campi di Melbourne, il mondo del tennis deve volgere lo sguardo a Sebastian Korda, 20 anni, che raggiunge la prima finale della sua giovane carriera all’ATP 250 di Delray Beach.

Sui campi che guardano la costa della Florida opposta alle rive su cui è nato Sebastian – gli ha dato i natali Bradenton, ‘terra di tennis’ per via dell’accademia di Nick Bollettieri – Sebastian ha battuto in due set e con insospettabile saggezza Cameron Norrie, mancino dal tennis assai interessante. “Sono veramente gasato, non potrei essere più felice” ha detto Korda dopo il successo, tradendo tutta l’eccitazione dei vent’anni. “Mi sono allenato con il mio coach (Dean Goldfine, è nel team assieme a papà Petr – e chissà che non si aggiunga Agassi a breve, come da rumors), lui colpisce molto piatto. Ha funzionato. Norrie ha un gioco super estroso, il rovescio incrociato è di livello mondiale e il dritto è difficile da difendere. Sono contento del modo in cui ho giocato l’intera partita, per come sono rimasto aggressivo“.

Dicevamo dell’insospettabile saggezza perché dopo aver corsa di testa praticamente per tutto il match, sul 6-3 5-4 e servizio a disposizione il giovane Sebastian ha sentito un po’ la pressione e ha mancato due match point. “Sul primo è stato bravo lui, ma sul secondo ho fatto doppio fallo“. In realtà Korda ha buttato via entrambi i punti (il primo con un dritto abbastanza comodo in corridoio), ma ha ricevuto un piccolo aiuto dal suo avversario che nel game successivo gli ha reso il favore del doppio fallo; ottenuto così un altro break di vantaggio, lo statunitense ha rimesso in moto il suo tennis di pressione da fondocampo, sempre guidato dal dritto, e si è guadagnato la sua prima finale tra i grandi.

 

Non partirà favorito nel match contro Hubert Hurkacz, che da un lato ha fatto percorso netto – nessun set ceduto e due soli turni di servizio non difesi in tre partite – ma dall’altro non ha dovuto affrontare alcun top 100; tra quarti e semifinale, ha addirittura superato un giocatore che occupa la top 300 per un soffio (Quiroz) e un altro (Christian Harrison) che ha iniziato il torneo da numero 789 del mondo. Non certo un campo minato per il polacco, che ringrazia e oltre ai favori del pronostico in finale si prende anche la certezza di una testa di serie all’Australian Open (al momento la 29°); non a scapito di Lorenzo Sonego, per fortuna dell’italiano, poiché i forfait di Isner e Garin consentono al torinese di mantenere la 31° piazza nel seeding. Con Sinner che attende alla finestra: un altro forfait e ci sarà spazio anche per lui tra le teste di serie.

Il tabellone completo di Delray Beach

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Bublik infortunato, de Minaur trionfa ad Antalya dopo due giochi

Un infortunio alla caviglia impedisce al kazako di giocare: match sospeso dopo sette minuti e quarto titolo in carriera per l’australiano. “Un buon modo per iniziare l’anno”

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Alex de Minaur con il trofeo di Antalya 2021 (via Instragram, @alexdeminaur)

[4] A. de Minaur b. [8] A. Bublik 2-0 rit.

Ci si aspettava un match frizzante con scambi altamente coinvolgenti nella finale dell’ATP 250 di Antalya, e invece la delusione per il mancato spettacolo è arrivata ancora prima che l’acquolina in bocca potesse formarsi. Alex de Minaur e Alexander Bublik sono rimasti in campo per sette minuti prima che il kazako fosse costretto ad alzare bandiera bianca per un infortunio alla caviglia. Si è dunque concluso così il torneo di Bublik che fino a quel momento lo aveva visto vincere quattro incontri con gran fiducia, incluso quello su Matteo Berrettini.

Ho subìto un infortunio nel mezzo della partita ed ho pensato di ritirarmi, ma mi sono detto ‘ok, ci proverò’“, aveva rivelato ieri il n. 49 del mondo dopo la semifinale vinta su Jeremy Chardy. “Ho quindi giocato incredibilmente bene al servizio, nel modo migliore che avessi mai fatto da Chengdu 2019. Ho colpito a piena potenza in quasi ogni servizio, e sono stato fortunato a vincere la partita”. Evidentemente però il problema deve essersi ripresentato in maniera più insistente, impedendogli di giocare quest’oggi. Possiamo solo immaginare quanto sia grande il rammarico del francese in questo momento.

Per de Minaur invece si tratta del quarto titolo ATP in carriera, arrivato in maniera piuttosto agevole nell’ultimo atto ma non per questo meno meritato. Dopo tre vittorie in due set, solamente ieri il giovane australiano aveva perso il suo primo parziale del torneo contro David Goffin e la vittoria su un ex top 10 come il belga può dargli una bella spinta in vista dello Slam casalingo. Lo scorso anno una serie di infortuni avevano compromesso la sua stagione, chiusa con 13 vittorie a fronte di 10 sconfitte e nessun titolo conquistato. In questo 2021 invece la musica è cambiata sin da subito e, proprio come accaduto nel 2019 quando trionfò a Sydney, è arrivato un titolo nel mese di gennaio.

 

Non è la finale che vuoi per vincere un titolo. Però ho giocato un bel tennis per tutta la settimana ed è un buon modo per iniziare l’anno”, ha dichiarato l’australiano nella conferenza stampa post match. “Siamo in una bolla per tutto il tempo, passiamo dall’hotel ai campi e dai campi all’hotel. Qui avevamo un minimo di libertà di muoverci, sempre senza lasciare l’hotel. Sarà bello tornare a giocare di fronte al pubblico: è una cosa che mi da energia“.

Il tabellone completo

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