Sascha Zverev parla delle accuse di Sharypova: “Credo che il suo tempismo dica tutto”

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Sascha Zverev parla delle accuse di Sharypova: “Credo che il suo tempismo dica tutto”

La giovane star del circuito spiega perché non ha voluto querelare la sua ex fidanzata. Intanto si riavvicina alla sua famiglia

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In attesa di iniziare la stagione 2021 e del primo figlio dall’ex fidanzata Brenda Patea, Alexander Zverev ha parlato delle accuse di violenza domestica che lo scorso novembre gli sono state rivolte da un’altra ex, Olga Sharypova. Nell’intervista a Bild, Sascha torna a negare quelle accuse, cerca di comprenderne i motivi e spiega perché non ha risposto adendo le vie legali.

“Ero la persona più felice del mondo dopo i due tornei vinti a Colonia” racconta fornendo il contesto di quei giorni. “Giocavo a golf sulla Wii con Mischa, ad Amburgo, nella stanza di quand’ero bambino proprio come facevamo da piccoli. All’improvviso, comincio a ricevere messaggi sul cellulare. Mi sono seduto sul pavimento e ho detto a Mischa, ‘guarda qui!’. Non potevo crederci”.

Ma non c’è proprio nulla di vero? “È proprio così” assicura Zverev, “non c’è nulla di vero. Il problema è che oggi, con la forza dei social, puoi accusare chiunque di qualsiasi cosa”. Quello che molti si sono domandati è perché non abbia querelato Olga. La risposta lascia probabilmente soddisfatti sia innocentisti che colpevolisti: “Più ne parlo, più la storia si ingrandisce e per più tempo si trascina. Per questo abbiamo deciso di non farlo”. Un plurale che immaginiamo si riferisca alla famiglia, tornata a ricoprire un ruolo centrale anche nella gestione della carriera di Sascha dopo la separazione da Team 8.

 

Dopo aver detto che non ha più parlato con lei dalla rottura avvenuta nel 2019, dà la propria versione del perché si sarebbe inventata tutto. “Me lo chiedo anch’io. Se guardi quando è successo, vedi che ha mosso quelle accuse subito dopo che si è saputo che Brenda era incinta. Prima di quello, Olga e io non avevamo contatti da un anno. Neanche quando ha cercato di rimettersi con me attraverso i miei genitori. Ma io non lo volevo. Credo che il tempismo dica tutto”.

C’è poi la parte in cui, dopo le accuse, è tornato a farsi vedere in pubblico. “Non è stato facile. Pensi, come ti guarderanno? Cosa pensano di me adesso? Specialmente quelli che mi conoscono solo attraverso i media. Allo stesso tempo, ci sono stati molti amici e molte persone sui social che mi hanno dato coraggio. Mi ha fatto bene Poi mi sono concentrato sul tennis”.

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Canadian Open 2021: Tennis Canada vuole far svolgere il torneo. Possibile un trasloco a Cincinnati?

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Rogers Cup Montreal (foto via Facebook, @CoupeRogers)

A poco meno di tre mesi dall’inizio della stagione nordamericana sul duro, Tennis Canada ha emesso un comunicato per aggiornare sulla situazione del Canadian Open che da quest’anno abbandonerà la sua tradizionale denominazione di Rogers Cup e sarà ribattezzato National Bank Open.

Lo scorso anno il Masters 1000 maschile previsto a Toronto e il WTA 1000 (allora Premier 5) in programma a Montreal erano stati cancellati a causa della pandemia, e rimandati a quest’anno ignorando l’usuale alternanza che avrebbe dovuto vedere le due sedi scambiarsi i tornei nel 2021.

Tennis Canada è in costante contatto con tutti i livelli del Governo del Canada, così come con l’ATP e la WTA” dice la nota, che conferma come la priorità attuale sia quella di tenere regolarmente la manifestazione a Toronto e a Montreal all’inizio di agosto, facendo affidamento sull’accelerazione che ha avuto la campagna vaccinale in Canada nell’ultimo mese.

 

“Tuttavia, storicamente il National Bank Open rappresenta il 90% degli introiti di Tennis Canada per la stagione, ed è critico che le edizioni 2021 vengano disputate. Di conseguenza, il nostro team sta sondando tutte le possibilità a nostra disposizione e Tennis Canada ha iniziato a trattare con la USTA per esplorare possibili alternative per disputare il torneo negli Stati Uniti. Tuttavia, questa opzione verrà considerata soltanto dopo che tutte le opzioni per mantenere il torneo in Canada saranno divenute impercorribili”.

Già diverse settimane fa Ubitennis aveva appreso che si stava considerando la possibilità di spostare il National Bank Open a Cincinnati, disputando così due tornei combined in due settimane consecutive in Ohio con il Canadian Open prima del tradizionale Western&Southern Open che lo scorso anno era stato trasferito a Flushing Meadows.

La situazione sanitaria ai due lati del confine nordamericano è abbastanza diversa: negli USA la vita si sta avviando rapidamente alla normalità, e diversi stati hanno già rimosso tutte le restrizioni alla capacità per quel che riguarda gli eventi di massa. A Cincinnati, il numero di nuovi casi giornalieri di COVID-19 è ormai da settimane al di sotto dei 10 ogni 100,000 abitanti e quasi il 40% della popolazione è stata completamente vaccinata, riporta il New York Times. Alla fine di aprile la squadra di baseball dei Cincinnati Reds ha aumentato il numero massimo degli spettatori ammessi all’interno del proprio stadio dal 30 al 40 per cento della capacità, arrivando quindi a ospitare quasi 17.000 spettatori sugli oltre 42.000 posti disponibili.

È quindi verosimile pensare che a Cincinnati si potrà giocare con almeno il 50% del pubblico presente al Lindner Family Tennis Center di Mason, cosa che al momento sembra inimmaginabile in Canada. I Toronto Blue Jays di baseball e i Toronto Raptors della NBA, così come le squadre di calcio MLS di Toronto, Montreal e Vancouver, stanno disputando i rispettivi campionati disputando le partite casalinghe negli Stati Uniti per evitare di dover attraversare il confine e dover sottostare alle severissime norme di quarantena imposte dal governo canadese. Il campionato di hockey NHL si sta disputando con i sette team canadesi che hanno disputato una lega a parte e si affronteranno nei playoff per designare chi dovrà andare a sfidare le squadre USA per poter vincere la Stanley Cup.

Al momento la percentuale di persone che hanno ricevuto entrambe le dose del vaccino in Canada è in cifra unica piuttosto bassa, e il numero di infezioni, soprattutto a Toronto, continua ad essere più del triplo di quello registrato in Ohio.

Sembra ci possa essere qualche rilassamento verso la fine del mese di maggio: il premier Justin Trudeau ha espresso il desiderio di andare di persona al vertice dei G8 in Cornovaglia il prossimo giugno, ma ciò sarà possibile solamente in caso di rilassamento delle norme sanitarie previste per i viaggi internazionali.

Tuttavia per quel che riguarda il National Bank Open, a questo punto sembra abbastanza velleitario pensare che sarà possibile ospitare in Canada l’evento con un numero di persone ammesse sugli spalti tali da consentire un risultato economico soddisfacente per Tennis Canada. Lo scorso anno, parlando con il direttore del torneo di Montreal Eugene Lapierre, Ubitennis aveva riportato come fosse impensabile dal punto di vista economico per Tennis Canada tenere la manifestazione a porte chiuse: i diritti televisivi, soprattutto per il torneo femminile, non sono minimamente sufficienti ad assicurare un reddito sufficiente. Ragion per cui se dovesse essere possibile andare “in affitto” a Cincinnati per una stagione per poter far disputare il torneo in modo economicamente sostenibile, è abbastanza probabile che Tennis Canada finirà per percorrere questa strada.

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Roland Garros 2021: 5000 persone per le finali, certificato sanitario per tutti gli spettatori

Annunciata la capienza nelle varie giornate del torneo. Dal 9 giugno gli spettatori dovranno presentare documentazione sanitaria per accedere all’impianto

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Esterno del campo Philippe Chatrier, Roland Garros 2020

C’era grande attesa per la conferenza stampa di presentazione del Roland Garros 2021, prevista mercoledì mattina a Parigi, per conoscere qualche dettaglio in più sulle disposizioni che verranno messe in atto durante il torneo di quest’anno per accogliere gli spettatori in maniera sicura e in ottemperanza alle norme sanitarie francesi.

Lo “stato maggiore” del torneo, composto dal direttore Guy Forget, dal nuovo presidente della FFT Gilles Moretton e dalla direttrice generale Amélie Oudéa-Castéra, ha orgogliosamente annunciato il progetto di avere più di 5000 persone nell’impianto durante la prima settimana, con un aumento consistente a partire dal 9 giugno quando verrà implementato un nuovo protocollo che richiederà agli spettatori di soddisfare alcune condizioni sanitarie.

I 9 acri di superficie del Roland Garros sono stati divisi virtualmente in sei aree, definite ERP-PA (établissement de réception du publique en plein air), ognuna delle quali avrà una capienza massima consentita. Ci saranno tre aree con biglietti numerati (Philippe Chatrier, Suzanne Lenglen e Simonne Mathieu) e tre aree ad accesso non riservato (campi dal 2 al 5, campi dal 6 al 9, campi dal 10 al 14).

 

Durante la prima settimana queste aree avranno una capienza massima di 1000 spettatori ognuna, ad eccezione dell’aera dei campi 2-5 che invece potrà accogliere solamente 388 spettatori. Come nelle altre edizioni, i possessori di biglietto numerato potranno accedere anche ai campi ad ammissione generale, ma verrà strettamente controllato il numero di persone che potranno assistere ai match in modo da non superare i massimali previsti. Ogni spettatore avrà comunque la possibilità di muoversi liberamente in tutto l’impianto, accedere ai punti di ristoro o rilassarsi nel nuovo Giardino dei Moschettieri, l’area dove sorgeva il vecchio Campo 1 che ora è stata trasformata in una zona verde per il relax degli spettatori.

Con il rilassamento previsto delle restrizioni a Parigi, nelle giornate di mercoledì 9 e giovedì 10 giugno, il numero di spettatori ammessi aumenterà notevolmente fino a 13146 per la giornata, con questi massimi previsti per ogni area:

  • Campo Philippe Chatrier: 5000 persone
  • Campo Suzanne Lenglen: 5000 persone
  • Campo Simonne Mathieu: 3437 persone
  • Campi 6-9: 2163 persone
  • Campi 10-14: 2546 persone
  • Campi 2-5: chiusi

Con la rimozione del coprifuoco delle 21, poi, Il 9 giugno verrà prevista una sessione serale con altre 5000 persone ammesse sul Philippe Chatrier per la partita programmata a partire dalle 21. Durante le rimanenti giornate il numero di spettatori ammessi diminuirà con il diminuire del numero delle partite (10983 venerdì 11 giugno, 7456 sabato 12 giugno e 5000 domenica 13 giugno).

Le aree ERP-PA verranno progressivamente chiuse: rimarranno alla fine aperte solamente il campo Philippe Chatrier e il Suzanne Lenglen, dove verrà lanciata l’iniziativa “tutti in finale” con la possibilità di comprare un biglietto per guardare le finali di singolare sugli schermi giganti.

Tuttavia l’accesso degli spettatori dal 9 giugno in poi sarà condizionato alla soddisfazione di certe condizioni sanitarie. Per accedere al Roland Garros uno spettatore dovrà rispettare uno dei seguenti criteri:

  • Presentare un test PCR COVID-19 negativo eseguito nelle precedenti 72 ore;
  • Presentare un certificato di vaccinazione;
  • Presentare un certificato di remissione, per dimostrare di aver avuto il COVID-19 e di essere guarito.

La gestione avverrà attraverso un’apposita applicazione elettronica che una volta soddisfatte le condizioni rilascerà un codice QR per permettere l’accesso all’impianto.

Il montepremi sarà leggermente inferiore a quello dello scorso anno, scendendo a 34.367.215 euro, anche se verrà mantenuto il premio di 60.000 euro per gli sconfitti al primo turno dei tabelloni di singolare e verrà conservato il rapporto di 1 a 23 (il più basso tra quelli dei tornei dello Slam) tra il premio degli sconfitti al primo turno e quello del vincitore.

Si disputeranno tutte le competizioni previste, con la sola esclusione del torneo delle leggende e delle qualificazioni dei tornei juniores, mentre il tabellone delle qualificazioni femminili verrà portato a 128 giocatrici, equiparandolo a quello delle qualificazioni maschili.

Tutti i giocatori dovranno alloggiare in due alberghi ufficiali, e potranno avere al massimo tre persone nel proprio entourage (che scendono a due per i doppisti e per i giocatori dei tornei junior e in sedia a rotelle). Sono state confermate le facilitazioni per i membri dello staff vaccinati, anche se tutti dovranno essere testati almeno una volta all’arrivo a Parigi.

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WTA Roma: colpo Gauff su Sakkari, Anisimova cede alla distanza. Ok Barty e Pliskova

La diciassettenne USA impressiona e mette a segno una vittoria significativa e inaspettata. Amanda gioca un primo set spettacolare, poi si piega alla resistenza della due volte campionessa. Mattinata senza problemi per Ash e Karolina

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Coco Gauff - WTA Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Mentre gli occhi della maggior parte dei tifosi, addetti ai lavori e appassionati in genere riposano nell’attesa del Sinner-Nadal serale, gli organizzatori hanno apparecchiato un aperitivone pantagruelico a tema WTA prima di pranzo. Tutti i palati sono stati accontentati: numeri uno passati e attuali, campionesse Slam, teenager rampanti. In contemporanea, o giù di lì. Un’abbuffata e anche uno spreco, se vogliamo: considerata la forzata assenza di pubblico fino a domani e l’unico canale televisivo in dotazione alla rete che detiene i diritti del torneo femminile, i soli testimoni della quasi totalità dei match in programma sono stati coach, arbitri e fisioterapisti, oltre a qualche giornalista. Peccato.

Peccato per le ragazzine in cartellone, le quali avranno comunque modo di ricevere spesso, nel futuro prossimo, le luci dei riflettori. Le due aspiranti stelline della racchetta USA, nello specifico, protagoniste di partite spumeggianti a prescindere dai risultati, in effetti opposti. Il colpo grosso l’ha fatto Coco Gauff, che a diciassette anni ha vinto la sua seconda partita in carriera al Foro infischiandosene dei pronostici, nettamente pendenti a favore della collega Maria Sakkari, tennista scorbutica alquanto sul mattone se ce n’è una. Contro la greca devi vincere, lei difficilmente sarà prodiga. Resterà attaccata fino all’ultimo punto, pronta a sfruttare ogni singola incertezza di gioventù.

E allora la vittoria di Coco ha un valore doppio, poiché dopo aver preso un set e un break di vantaggio la ragazzina ha subìto la feroce reazione di Sakkari, la quale ha imposto il terzo con un parziale di sei giochi consecutivi. Capita che in determinati case il terreno delle certezze si sgretoli sotto i piedi della scolara, ma Coco non è un’alunna come le altre: come se nulla fosse, il fenomeno ha ripreso possesso dell’incontro, e inflitto un sonoro seiuno alla scoratissima avversaria.

 

È invece finita male per Amanda Anisimova, che pure aveva giocato un primo set modalità Perrier-Jouët contro la due volte – nientemeno – campionessa di Roma Elina Svitolina. La diciannovenne da Freehold, New Jersey, per mezz’ora ha confermato la solita sensazione, strisciante e perlopiù condivisa: se l’asticella rimane a quel livello, la bionda può dominare. Peccato che l’avversaria sia del tipo preposto a insinuare grani di dubbio nell’altrui mente: correndo, rimandando di là il possibile, lucrando sui naturali rischi assunti da chi, a differenza sua, rischia molto: le giornate storte bisogna saperle trattare. Svitolina è maestra nel mettere insieme pranzo e cena con la dispensa vuota, e ha girato velocemente la decisa inerzia del match tremando solo al momento di chiudere al servizio: preso il break del quattro a cinque, la partita non si è tuttavia riaperta. Brava Elina a borseggiare la battuta alla rivale in coda all’incontro, e a tener vive le non moltissime chance di piazzare il personale tris al Foro.

Intanto se l’erano cavata a buon mercato la capoclassifica Ash Barty e Karolina Pliskova, e soprattutto una vittoria così netta della trampoliera di Louny non era affatto scontata. Vero è che Sevastova sta attraversando un periodo di forma un po’ così, ma nell’unico precedente su terra la lettone l’aveva sonoramente bastonata per giunta a Madrid, con la rarefazione dell’aria teoricamente favorevole al cannone della ceca. Non si può prevedere quando e quanto Karolina sia centrata: se lo è, come oggi, può capitare che l’avversaria raccolga cinque game. La numero uno ha dovuto invece recuperare un break di svantaggio nel primo set alla rediviva Yaroslava Shvedova, carnefice davvero inaspettata di Martina Trevisan al primo turno. L’occhialuta kazaka era ormai archiviata da tempo tra le ex, e invece intende giocare ancora qualche buon torneo, sfruttando il remunerativo passe-partout legato al ranking protetto. Tolta la cispa dagli occhi, dal due-quattro del primo set Barty ha agevolmente imposto il parziale di dieci giochi a uno che le garantisce gli ottavi contro Kudermetova, brava a sconfiggere in due Caroline Garcia.

Ashleigh Barty – WTA Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Il tabellone femminile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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