Serena Williams, Ashe, Gibson, King tra i pionieri dello sport celebrati da Eurosport

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Serena Williams, Ashe, Gibson, King tra i pionieri dello sport celebrati da Eurosport

Il canale sportivo pan-europeo lancia una serie di 10 docu-short su alcune icone dello sport mondiale. Tra questi anche Greg Louganis, Jesse Owens, Gino Bartali

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  • Trailblazers è la serie docu-short in 10 episodi dedicata alle più grandi icone sportive che hanno ispirato e favorito il progresso della società.
  • Un format originale di animazione, design e story-telling: si parte venerdì 5 febbraio con Serena Williams su tutte le piattaforme digital di Eurosport.

Ci sono alcuni atleti annoverati tra i grandi esseri umani che hanno migliorato il mondo in cui viviamo, protagonisti di alcuni dei momenti più significativi della storia recente. Eurosport li celebra in Trailblazers, una serie di 10 cortometraggi digital di 6 minuti ciascuno dedicati alle icone sportive che non si sono limitate a vincere, ma hanno incarnato il cambiamento nella società.

Grazie al suo format innovativo di animazione, design e story-telling, Trailblazers racconta le grandi imprese ispiratrici degli eroi dello sport in episodi bisettimanali, dai trionfi olimpici di Jesse Owens nella Germania nazista, alle battaglie sociali sostenute da Arthur Ashe primo campione di tennis afroamericano; dalla protesta di Colin Kaepernick contro la disuguaglianza razziale e le brutalità poliziesche, all’iconica Serena Williams protagonista della prima puntata a pochi giorni dall’inizio dell’Australian Open.

Trailblazers è un prodotto esclusivo “digital-first” di Eurosport, disponibile dal 5 febbraio su App, canale YouTube e Facebook con le migliori pillole highlights disponibili anche su Instagram e Twitter.

 

Il produttore esecutivo di Trailblazers è l’affermato regista e broadcaster Leon Mann, noto per i suoi documentari sportivi acclamati dalla critica Usain Bolt: The Fastest Man Who Has Ever Lived e fondatore del Black Collective of Media in Sport (BCOMS).  Scritto e diretto in esclusiva per le piattaforme Discovery da Drew Christie – già autrice per i Giochi Olimpici di Pechino 2008 e la Coppa del Mondo FIFA 2010 – e narrato da Samantha Johnson, Trailblazers è una serie impreziosita dell’esperienza creativa della motion designer Jesse Malisa e dell’illustratrice Zemeka Clarke, che hanno dato vita ad alcuni dei più grandi momenti dello sport per un pubblico nuovo, giovane e globale.

Il calendario “digital-first” di Trailblazers:

  • 5 FEBBRAIO: SERENA WILLIAMS

La più grande tennista di tutti i tempi a caccia dell’ultimo primato assoluto: il 24° titolo del Grand Slam.

  • 22 FEBBRAIO: GREG LOUGANIS

Uno dei più grandi tuffatori di sempre, tra i primi sportivi ad annunciare pubblicamente la sua omosessualità.

  • 8 MARZO: JESSE OWENS

Una leggenda afroamericana ai Giochi Olimpici di Berlino 1936: nel cuore del Terzo Reich.

  • 22 MARZO: CATHY FREEMAN

Sprinter Australiana, prima aborigena a vincere una medaglia d’oro olimpica (Sydney 2000).

  • 5 APRILE: ARTHUR ASHE

Primo tennista afroamericano a giocare la Coppa Davis, unico a vincere una prova del Grande Slam.

  • 19 APRILE: NAWAL EL MOUTAWAKEL 

Ostacolista marocchina, prima donna africana, e musulmana, a vincere un oro olimpico (Los Angeles 1984)

  • 3 MAGGIO: GINO BARTALI

Vincitore di due Tour de France a dieci anni di distanza: l’ultimo dopo la Seconda Guerra Mondiale e aver salvato in bicicletta centinaia di vite.

  • 17 MAGGIO: ALTHEA GIBSON

Precursora di Serena Williams: prima tennista afroamericana campionessa Slam.

  • 31 MAGGIO: BILLIE-JEAN KING

La tennista della “Battaglia dei sessi”, pioniera del passaggio femminile al professionismo… E vincitrice di tutte le prove dello Slam.

  • 14 GIUGNO: COLIN KAEPERNICK

Ex-quarterback dei San Francisco 49ers, attivista americano per i diritti civili, il primo a inginocchiarsi durante l’Inno contro le repressioni razziste della polizia statunitense.

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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ATP Stoccarda: Auger Aliassime è di nuovo in finale. Sfiderà Cilic

Felix elimina in due set Querrey, mentre il croato beneficia del ritiro di Rodionov. Ottava finale in carriera per Felix, ancora a caccia del primo titolo.

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Felix Auger Aliassime ci riproverà di nuovo. Il canadese classe 2000 si è infatti qualificato per la finale dell’ATP 250 di Stoccarda, che sarà l’ottava della sua ancora giovane carriera. Le precedenti sette, è cosa nota, sono finite tutte con sconfitte piuttosto amare per Felix che non solo non ha mai vinto un titolo, ma addirittura nemmeno un set nei match della domenica. L’unica volta che ci è andato vicino è stata proprio qui a Stoccarda contro Matteo Berrettini nel 2019, quando solo una chiamata dubbia del giudice di sedia Carlos Bernardes gli impedì di prendersi il tiebreak del secondo set.

Per la seconda edizione di fila (nel 2020 il torneo non si è disputato causa pandemia) dunque Auger Aliassime arriva all’ultima giornata sui prati tedeschi e lo fa al termine di una settimana molto solida, che ha forse avuto nella semifinale odierno il suo più lucido emblema. Il canadese ha vinto infatti una partita potenzialmente molto ostica contro un amante del tennis su erba come Sam Querrey, giocatore al tramonto ma sempre pericoloso su questi campi. Il match è stato il classico incontro sul verde, dominato dai servizi e con poche pochissime chance per chi si trovava in ribattuta.

Felix non ha concesso nemmeno una palla break in tutta la partita e se ne è procurate solamente due, che sono però state sufficienti. La prima è infatti coincisa con un set point, nel primo parziale, mentre la seconda con un match point. Un 6-4 7-5 che è un vero inno al cinismo, apoteosi del fantomatico “break chirurgico”. Tra Auger Aliassime e il primo titolo in carriera si parerà un ostacolo tutt’altro che agile da scavalcare. L’avversario del giovane canadese sarà infatti Marin Cilic che ha beneficiato del ritiro di Jurij Rodionov all’inizio del secondo set, dopo che il primo era comunque finito nelle tasche del croato per sei giochi a tre.

 

Entrambi i precedenti tra i due si sono conclusi con la vittoria di Cilic (Washington 2019 e Bercy 2020), che giocherà la 33esima finale della sua carriera (18-14 il saldo) e la quinta su erba (2 vinte e 3 perse, inclusa quella a Wimbledon contro Federer nel 2017). Il croato non è nel miglior momento della sua storia tennistica, anzi è probabilmente ben avviato sul viale del tramonto, ma sa come muoversi sui prati e rappresenterà un banco di prova molto valido per Auger Aliassime, sperando che la pressione non giochi un brutto scherzo al giovane canadese.

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Roland Garros, la serenità di Nadal dopo il ko: “Ora riposo, poi torno a giocare per vincere”

Il campione spagnolo dopo la sconfitta contro Novak Djokovic: “Lui si è adattato meglio al cambiamento delle condizioni”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Non capita spesso di vedere perdere Rafael Nadal al Roland Garros: proprio per questo c’era grande curiosità in conferenza stampa, quando il fuoriclasse spagnolo si è presentato davanti ai microfoni subito dopo il suo terzo ko di sempre nello Slam parigino subìto per mano di Novak Djokovic. Il tredici volte campione del Roland Garros ovviamente non era di grande umore ma è apparso comunque piuttosto sereno. “Questo è lo sport, ogni tanto si vince e ogni tanto si perde: la vita continua – ha detto Nadal -. Ho dato il massimo, ma probabilmente non è stato il mio giorno migliore. È stata una bella lotta, complimenti a Novak. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di non festeggiare troppo le vittorie e di non deprimermi dopo le sconfitte. Ora passerò qualche giorno con la mia famiglia e con i miei amici, ricaricherò le batterie e poi tornerò a giocare per vincere tornei“, è il rilancio di Nadal.

Rafa ha provato ad analizzare con lucidità le cause del suo ko in questo modo: “All’inizio del match lui è partito peggio di me, commettendo qualche errore di troppo. Poi, con il calar della sera, le condizioni sono cambiate: la palla rimbalzava di meno, prendeva meno topspin, e questo probabilmente lo ha favorito. Ma le partite le vincono i giocatori che si adattano meglio alle condizioni. Quindi non c’è dubbio che Novak abbia meritato di vincere”.

E dal punto di vista tattico, cosa poteva fare meglio Nadal? “Non sono stato bravo abbastanza a mandarlo fuori posizione, qualcosa di fondamentale contro un giocatore che ama colpire con grande anticipo come lui. Nonostante questo, nel terzo set ho avuto un set point sul 6-5 e seconda di servizio. Non sono riuscito a trasformarla, poi nel tie break ho commesso un doppio fallo e ho sbagliato una facile volée. Se vuoi vincere contro Novak non puoi fare questi errori, molto semplice. Però c’erano stati degli scambi incredibili e quand’è così la fatica si sente, no?”.

 

Infine, Rafa si congeda così dal pubblico del Roland Garros: ha destato scalpore il fatto che le autorità abbiano concesso agli spettatori di rimanere sullo Chatrier nonostante il coprifuoco, e lo spagnolo non può che avere parole dolci per l’affetto ricevuto. “Non posso ringraziare abbastanza chi mi ha sostenuto fino all’ultimo punto. La gente mi ha dato l’energia per andare avanti finché ho potuto. Questo è il torneo più importante per la mia carriera e sentire questo calore nei miei confronti è qualcosa di speciale”.

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