ATP Challenger: Musetti fuori a Gran Canaria

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ATP Challenger: Musetti fuori a Gran Canaria

Lorenzo eliminato a sorpresa dallo slovacco Molcan. Accedono ai quarti Pellegrino e Bonadio

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Lorenzo Musetti viene eliminato a sorpresa nel secondo turno del Challenger 80 di Gran Canaria dal modesto slovacco Alex Molcan (n.305 ATP) che si impone con un doppio tie-break. Il carrarese appare da subito molto insicuro nel controllo dei colpi che spesso gli finiscono, complice forse il forte vento, ben oltre le righe. Nel secondo game perde infatti il servizio e si condanna ad una gara di rincorsa. Che sembra in realtà riuscirgli nel quinto gioco quando recupera il break e anzi bissa, andando a servire sul 5-4. Non riesce però a sfruttare l’occasione, perde a sua volta il servizio, e rinvia la decisione al tie-break. Nel quale regna l’equilibrio, a fronte di un livello di gioco che rimane modesto, fino a quando l’ennesimo errore di diritto di Musetti consegna il set a Molcan.

La musica cambia nel secondo parziale in cui Lorenzo sembra ritrovare i suoi colpi e va a condurre 3-0, spreca un’occasione per il doppio break, ma in ogni caso sul 5-3 serve per il set. Purtroppo pecca un po’ di leziosità con la palla corta mentre Molcan, con piglio operaio, privilegia la concretezza e restituisce il break. Nonostante tutto l’azzurro, sul servizio dello slovacco, ha due set point che però non riesce a sfruttare e si deve rassegnare a un nuovo tie-break, non prima di aver usufruito di un medical time-out per una contrattura alla coscia sinistra. Il tie-break vede il nostro portacolori in vantaggio 4-0, ma lì purtroppo rimane, inanellando una serie di errori che concedono a Molcan un’incredibile filotto e il pass per i quarti di finale. A Musetti rimane invece il rimpianto di aver perso contro un avversario che non è certo un fenomeno, anche se per lunghi tratti è riuscito a farlo sembrare tale. Adesso per il nostro tennista la doppia trasferta Doha/Dubai per prendere definitivamente confidenza con il circuito ATP, quello che dovrebbe essere, d’ora in poi, il suo habitat naturale.

Andrea Pellegrino accede invece ai quarti battendo (6-4 7-5) lo spagnolo Ortega-Olmedo (n.297 ATP) in maniera molto più netta di quanto non dica il punteggio. Il primo set vede una serie di break e contro-break, con i due avversari che si alternano al comando fino al break decisivo nel nono gioco. Nel secondo parziale il giocatore di Bisceglie si complica un po’ la vita, non sfruttando i match point avuti sia sul 5-3 che sul 5-4. Chiude comunque al dodicesimo gioco, senza in realtà aver mai dato l’impressione di poter perdere. Il commento di Andrea, raggiunto telefonicamente: “È stata una partita complicata perché c’era tantissimo vento. Ho avuto un po’ tensione al momento di chiudere ma per fortuna sul 5-5 ho giocato due game molto buoni”.

 

Supera il turno anche Riccardo Bonadio che elimina lo sloveno Blaz Kavcic (n.260 ATP), recuperando un match che si era messo decisamente male (4-6  6-3  6-3). Adesso gli tocca il canadese Steven Diez (n.190 ATP) con cui l’unico precedente è sfavorevole (6-4 6-2 al Challenger di Budapest nel 2019). Gian Marco Moroni non può invece nulla contro il forte slovacco Filip Horansky (n.170 ATP) che deve comunque impegnarsi al massimo per portare a casa la partita (7-6 6-4). ‘Jimbo’ infatti combatte strenuamente su ogni palla e probabilmente avrebbe meritato di più, se solo avesse sfruttato almeno parte delle occasioni avute.

CHALLENGER 100 NUR SULTAN

Allineato ai quarti di finale anche il torneo kazako dove la parte bassa del tabellone, sicuramente quella più interessante, vedrà la sfida tra il ceco Tomas Machac (sconfitto dal nostro Berrettini al secondo turno degli AO) e l’austriaco Jurij Rodionov. Questa partita farebbe la sua figura anche su ben altri palcoscenici, proprio come quella di secondo turno in cui lo stesso Machac si è preso una bella rivincita (6-4  3-6  6-3) sul tedesco Maximilian Marterer che lo aveva battuto in novembre nella finale del Challenger di Bratislava.

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Gli italiani non si ripetono al Challenger di Forlì

Nardi, Gigante e Potenza si fermano prematuramente, ricordando a noi tutti che in fin dei conti sono ragazzi

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Matteo Gigante al Challenger di Forlì 2022 (Foto Gentilmente Concessa dall'Ufficio Stampa del Torneo)

Non si fa in tempo a parlare bene dei giovani giocatori italiani che loro ti riportano subito sulla terra, ricordandoci che, in fin dei conti, sono ragazzi. È soprattutto il caso, veramente eclatante, di Luca Nardi che solo domenica scorsa alzava il trofeo e in questo secondo torneo romagnolo è uscito al secondo turno, andando a stringere la mano all’inglese Jack Draper (N.262 ATP che molti ricorderanno per la vittoria contro Sinner al primo turno del Queen’s 2021) dopo aver vinto un solo game. Non ci stupiamo perché siamo convinti che parlando di un diciottenne la cosa sia assolutamente normale, soprattutto nel caso di Luca che, per tipologia di gioco e attitudine mentale, avrà molto probabilmente una carriera, che prevediamo brillante, caratterizzata da molti up and down.

Per non parlare del suo amico Matteo Gigante che contro la testa di serie N.1, il trentunenne canadese Vasek Pospisil (N.134 ATP, ma N.25 nel 2014) fa match pari per tutto il primo set, non concedendo nemmeno una palla break (ma neanche ottenendone) e arrivando ad un tie-break che rischia di vincere. Non riesce però a sfruttare un set point che avrebbe potuto dare un altro volto all’incontro, al contrario di Pospisil che chiude alla terza occasione utile. Nel secondo parziale l’azzurro parte forte e strappa subito il servizio al canadese, ma è purtroppo un fuoco di paglia perché Pospisil pareggia in fretta i conti e all’ottavo game opera lo strappo decisivo. Per Matteo, mancino dal talento cristallino, vale lo stesso discorso che abbiamo fatto per Nardi. Il ventenne romano deve solo convincersi fino in fondo delle proprie potenzialità, almeno quanto ne sono convinti i suoi numerosi estimatori che non possono fare a meno di guardare ammirati quella pallina che esce veloce e precisa dal suo piatto corde.

C’è poi Luca Potenza che la scorsa settimana aveva fatto quarti di finale e questa volta è stato vittima al primo turno dell’ungherese Zsombor Piros (N.277 ATP) che l’ha fermato 6-3 6-4. Il ventiduenne magiaro è uno forte, che si sta mettendo in luce con alcune prestigiose vittorie come quella con Alcaraz al Future di Antalya nel 2020, o con John Millman e Marin Cilic in Coppa Davis nel 2021. Ma, al di là della forza dell’avversario, il tennista siciliano ci aveva confidato, il giorno prima di scendere in campo, che durante le feste aveva accusato problemi di salute che gli avevano impedito di allenarsi, tanto da aver perso tre chili di massa muscolare. Così era venuto qui a Forlì solo perché gli avevano dato un paio di wild card, ma ora sospenderà l’attività agonistica per prepararsi come si deve per una stagione che per lui sarà cruciale.

 

Discorso a parte quello che riguarda Stefano Napolitano, in gara con una wild card, che perde ancora una volta al primo turno, questa volta contro lo statunitense Alexander Ritschard (N.276 ATP), al termine di una partita molto combattuta che si chiude col punteggio di 7-6(5) 7-5. L’azzurro è in evidente deficit di fiducia e dopo il rientro dall’operazione al gomito (febbraio 2020) non riesce a ritrovare confidenza con la partita. Dal suo entourage ci dicono che si allena bene e che ha sensazioni molto positive ma poi in gara gli manca l’abitudine e non riesce a trasformare in punti una superiorità tecnica che spesso appare evidente. 

Francesco Forti perde 7-6(6) 6-7(4) 6-3 contro il francese Antoine Escoffier (N.314 ATP), inanellando la tredicesima sconfitta nelle ultime 15 partite. Non sappiamo cosa stia succedendo al tennista cesenate, ma il momento di difficoltà è evidente.

A parte gli italiani, ci piace segnalare il bel risultato di Evan Furness (N.289 ATP) che, dopo una lunga gavetta nel circuito Future (8 vittorie), sta finalmente cominciando a raccogliere qualche buon risultato al piano di sopra. Il ventitreenne di Pontivy, paesino di 14.000 abitanti in Bretagna, gioca molto bene, pur senza avere alcun colpo definitivo. In ogni caso è la quarta volta da giugno che raggiunge i quarti.

Si gioca anche in Brasile, a Blumenau (Challenger 50, terra battuta), città di 360.000 abitanti nello Stato di Santa Catarina. Il torneo, in realtà di livello non eccelso, si sta allineando ai quarti di finale con due delle prime quattro teste di serie (Orlando Luz e Gonzalo Lama) già eliminate. Fernando Verdasco (N.170 ATP) è il primo favorito del seeding e sinceramente, età permettendo, non vediamo come possa perdere.

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Luca Nardi vince a Forlì il suo primo Challenger

Il diciottenne pesarese batte nettamente l’indiano Sasikumar e si aggiudica il Challenger 50 romagnolo, mentre a Bendigo Hugo Grenier si fa ispirare da Djokovic

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Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Luca Nardi alza in terra romagnola il suo primo trofeo Challenger, battendo nettamente (6-3 6-1) il ventiquattrenne indiano Mukund Sasikumar (N.414 ATP) che, partito dalle qualificazioni, mai avrebbe immaginato di poter arrivare all’atto finale del torneo. Peccato per lui che la partita con Nardi sia stata un vero monologo dell’azzurro, che parte a razzo e già nel terzo game gli strappa il servizio a zero, dando il via alla fuga che lo porterà al traguardo in poco più di un’ora. Sasikumar non ha chiaramente le armi per contrastare un avversario che oggi gioca sul velluto, limitando al minimo i cali di tensione e quei momenti di nobiliare indolenza che talvolta appesantiscono il suo gioco. Luca, che stabilisce il nuovo best ranking al N.306 ATP, si conferma uno dei diciottenni più forti al mondo. Davanti a lui ci sono infatti solo gli inarrivabili Carlos Alcaraz e Holger Rune, e allora la fantasia galoppa, sognando traguardi ambiziosi già per questo 2022. Intanto è inevitabile considerarlo tra i favoriti nei prossimi due Challenger in programma sempre qui a Forlì.

Fuori nei quarti invece Luca Potenza, che perde 7-5 6-3 contro Cedrik-Marcel Stebe (N.227 ATP ma al N.71 nel 2012), pur dimostrando in maniera definitiva di potersela giocare a questi livelli. Contro l’esperto tedesco l’ha tradito quel pizzico d’inesperienza che l’ha portato a commettere qualche errore di troppo nei passaggi decisivi del match. Il nuovo best ranking alla posizione N.514 è comunque per lui un buon premio di consolazione. Non possiamo poi dimenticare la vittoria nel torneo di doppio di Marco Bortolotti che, in coppia con l’indiano Arjun Kadhe, ha avuto la meglio su Geerts/Ritschard col punteggio di 7-6(5) 6-2. Con questo successo il quasi trentunenne emiliano centra in un colpo solo la terza vittoria Challenger (Barletta e Napoli 2 gli altri) e il nuovo best ranking di doppio alla posizione N.187 ATP.

Piccola delusione al Challenger 80 di Bendigo (cemento outdoor) per chi aveva già pregustato una finale tutta italiana. Nel bellissimo impianto del Fosterville Gold Tennis Centre, a rompere le uova nel paniere sono stati il francese Enzo Couacaud (N.179 ATP e decima testa di serie), che ha battuto 6-1 6-7(6) 6-4 Franco Agamenone, e lo statunitense Ernesto Escobedo (N.164 ATP e ottavo favorito del seeding), che ha prevalso 6-3 6-1 su Salvatore Caruso. Il ventottenne italo-argentino ha lottato duramente per oltre due ore, è stato bravo ad annullare un match point nel tie-break del secondo set ed ha mantenuto l’incontro su un piano di perfetta parità nel parziale decisivo, fino al decimo gioco in cui la prima palla break gli è stata fatale. Del resto si sapeva come il ventisettenne giocatore originario delle Mauritius fosse avversario ostico e quindi Agamenone ha poco da rimproverarsi, anzi si presenta alle qualificazioni del prossimo Australian Open con motivato ottimismo e col nuovo best ranking alla posizione N.190 ATP. Più difficile capire invece a che punto del proprio cammino si trovi Caruso che, dopo un percorso agevolato da bye e ritiri vari, ha perso in maniera sorprendentemente netta contro Escobedo, con cui pure vantava nei precedenti un incoraggiante 3-1. Anche per lui l’appuntamento è per le imminenti qualificazioni dell’Australian Open.

 

Eliminati gli italiani, la vittoria è andata a Escobedo che in finale ha battuto in rimonta Couacaud 5-7 6-3 7-5 al termine di un match molto combattuto e durato più di due ore e mezza. La quarta vittoria in carriera (Lexington, Monterrey e Granby i precedenti) permette al californiano di origini messicane di risalire al N.141 ATP, ben lontano comunque da quella posizione N.67 che raggiunse nel 2017. C’è stato poi il triste fuoriprogramma offerto dal francese Hugo Grenier che, nell’incontro dei quarti contro Caruso, sotto 3-0 nel terzo set, chiedeva l’intervento del fisioterapista per un problema alla gamba destra. Il giudice di sedia Timo Janzen invitava allora il giocatore ad indossare la mascherina, sentendosi però rispondere: “Non mi interessa, tanto ho il Covid“. Alla fine, con malcelata insofferenza, l’ha indossata, anche se dopo il trattamento ha giocato solo un altro game prima di ritirarsi. A futuri tamponi stabilire se Grenier sia sceso in campo da positivo o abbia solo avuto un colpo di matto. Evidentemente il pessimo esempio di Djokovic sta facendo scuola, con toni che questa volta si declinano sul farsesco.

Nell’altro Challenger 80 australiano di Traralgon (cemento outdoor), tornato in calendario dopo due anni di sospensione causa pandemia, vittoria finale per Tomas Machac (tds N.4) che, una volta eliminati i primi due favoriti Gilles Simon e Jiri Lehecka, non ha potuto esimersi dal passare alla cassa a riscuotere i dividendi dovuti al suo grande talento. In finale lo statunitense Bjorn Fratangelo ha fatto il possibile ma non è riuscito ad andare oltre un’onorevole difesa. Il ventunenne ceco, con il punteggio di 7-6(2) 6-3, si porta a casa il suo terzo Challenger (Koblenz 2020 e Nur-Sultan 2021 i precedenti) e migliora ancora il best ranking alla posizione N.130, un altro piccolo passo verso quella Top 100 che siamo convinti raggiungerà in breve tempo.

Al Challenger 50 di Buenos Aires finale in tono minore che l’argentino Santiago Taverna (N.2 del seeding) si aggiudica 6-4 6-2 contro il connazionale Facundo Diaz Acosta. Per lui prima vittoria in carriera a livello Challenger e nuovo best ranking al N.266 ATP

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Gli azzurri aprono alla grande la nuova stagione Challenger

Sono quattro gli italiani che accedono ai quarti di finale: Potenza e Nardi a Forlì, Agamenone e Caruso a Bendigo

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Salvatore Caruso - ATP Montecarlo 2021 (ph. Agence Carte Blanche / Réalis)

Quest’anno la sosta invernale è stata veramente brevissima, un paio di settimane e poi tutti in pista per il nuovo carosello, per la quarantacinquesima volta da quando è stato istituito il circuito cadetto, la quattordicesima da quando ha preso il nome di ATP Challenger Tour. Si nota qualche piccolo aggiustamento regolamentare, come le qualificazioni a 24 giocatori e non più a 16, nonché un piccolo adeguamento verso l’alto nell’assegnazione dei punti ATP. Per carità, niente di veramente rilevante, al contrario di quanto accade nel circuito ITF dove invece l’aumento dei punti è, in proporzione, più consistente (più 33% per il vincitore di un 15.000 dollari e più 20% in un 25.000 dollari).

Al Challenger 50 di Forlì (cemento indoor) ben 16 gli italiani tra tabellone principale e qualificazioni. A brillare sono Luca Potenza e Luca Nardi che iniziano l’anno alla grande centrando i quarti di finale. La sorpresa è il ventunenne siciliano che ottiene il miglior risultato della sua giovane carriera, sfruttando al meglio la wild card e battendo nell’ordine 5-7 6-4 7-6(8) Alexander Ritschard (N.276 ATP e quinta testa di serie) e 7-5 6-4 il cinese Zhizhen Zhang (N.321 ATP). Sono stati due incontri molto combattuti, a tratti drammatici, in cui Luca ha anche annullato due match point nel tie-break decisivo contro lo statunitense. Il quarto di finale contro l’esperto tedesco Cedrik-Marcel Stebe (N.227 ATP) è molto duro ma non impossibile per un giocatore che, dopo una lunga gavetta, sembra essersi meritato il suo posto a tavola nel circuito cadetto.

Un posto che spetta per diritto di talento all’altro Luca, il diciottenne Nardi che qui a Forlì sembra trovarsi a proprio agio, visto che già in dicembre aveva raggiunto la semifinale. E nel primo dei cinque tornei romagnoli riprende proprio da dove aveva lasciato, iniziando l’anno con due belle vittorie contro avversari non banali come il monegasco Lucas Catarina (3-6 6-3 6-2) e il francese Evan Furness (6-7 6-4 6-1). Il prossimo turno contro lo statunitense Christian Harrison (N.256 ATP) non è impossibile.

 

Fuori al primo turno Stefano Napolitano, che sta cercando per l’ennesima volta di rientrare alle competizioni dopo l’infortunio. L’azzurro ha dato buoni segnali, pur denunciando una certa desuetudine agonistica, come ha dimostrato nei passaggi delicati del match perso col cinese Zhang. Fuori subito anche Matteo Viola che perde nettamente 6-4 6-2 contro Michael Vrbensky (N.372 ATP) e la wild card Lorenzo Angelini che fa il possibile contro il forte ventunenne britannico Aidan McHugh (N.340 ATP), riuscendo a mantenere a lungo l’equilibrio nel primo set fino a quando sul 4-4 perde il servizio e il set. A questo punto Lorenzo si ricorda di avere solo 15 anni e cede di schianto, forse già soddisfatto di quanto dimostrato nella prima parte di partita. Eliminato al primo turno anche il cesenate Francesco Forti che perde 7-6(3) 6-3 contro il qualificato indiano Makund Sasikumar (N.414 ATP).

Non superano le qualificazioni Marco Miceli (N.763 ATP), il ventenne Mattia Bellucci (qui la nostra intervista con lui e il fondatore del circolo dove si allena) e il coetaneo Matteo Gigante, che contro il franco-marocchino Benchetrit ha mostrato quell’atteggiamento un po’ così delle giornate in cui la luna giusta non lo assiste. Breve il percorso anche per Francesco Vilardo, Marco Bortolotti, Davide Galoppini, Alexander Weis e i giovanissimi Cesare Carpano, Filippo Caporali e Pietro Buscaglione, che ringraziano per la wild card ma si dimostrano ancora troppo teneri per questo livello.

Affollatissimi i due Challenger 80 australiani (cemento outdoor) di Bendigo e Traralgon, che offrono un tabellone a 64 giocatori proprio per permettere un buon allenamento agonistico in vista degli imminenti AO. A noi italiani interessava in particolare quello di Bendigo, città di 76.000 abitanti situata nello stato di Victoria a 131 km da Melbourne, che vedeva in tabellone ben sette azzurri. Bravi Franco Agamenone e Salvatore Caruso a raggiungere i quarti. L’italo-argentino riprendendo esattamente da dove aveva lasciato e cioè vincendo: per lui tre vittorie nette, senza perdere un set, in attesa di affrontare nel prossimo turno un avversario ostico come il kazako Dmitry Popko (N.180 ATP) che forse parte leggermente favorito, anche se l’azzurro, negli ultimi mesi, ci ha abituati a ben altre sorprese. Nel frattempo ha stabilito il suo ennesimo best ranking al N.197 ATP. Percorso agevolato per Caruso che, dopo il bye al primo turno, è sceso in campo solo contro Alexandre Muller (2-6 6-2 6-1) perché negli ottavi ha usufruito del forfait di Gastao Elias. Nei quarti lo aspetta il francese Hugo Grenier (N.150 ATP) in una sfida che si prospetta molto equilibrata. Fuori agli ottavi Flavio Cobolli, battuto 6-3 7-5 da Popko, e Thomas Fabbiano, che viene fermato 7-5 3-6 6-4 da Enzo Couacaud (N.179 ATP). Eliminati al primo turno Jimbo Moroni, Filippo Baldi e Lorenzo Giustino.

Nessun italiano in tabellone nell’altro Challenger Down Under in svolgimento a Traralgon, cittadina di 25.000 abitanti sempre nello stato di Vittoria, a 164 km da Melbourne, che vede grandi favoriti Gilles Simon e Jiri Lehecka, le prime due teste di serie.

L’attività è infine ripresa anche in Sud America, col Challenger 50 di Buenos Aires (terra battuta) dove per l’Italia era presente il solo Luciano Darderi, che purtroppo si è fatto sorprendere nel primo turno 6-4 7-6(3) dal qualificato brasiliano Jose Pereira (N.648 ATP). Un esordio amaro per l’italo-argentino in quella che dovrebbe essere, negli auspici di tutti, la stagione della sua consacrazione.

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