Miami, Sinner non si accontenta: "Miglior settimana in carriera? Vediamo a fine torneo"

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Miami, Sinner non si accontenta: “Miglior settimana in carriera? Vediamo a fine torneo”

Jannik Sinner non si scompone neanche in conferenza. “Arrivo a giocare i punti importanti con la mente abbastanza lucida. La pressione? Ogni giocatore la sente, a qualsiasi livello”

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Jannik Sinner - ATP Miami 2021 (via Twitter, @atptour)

Alla mezzanotte italiana, con l’attitudine di chi forse sa già che di conferenze di questo tenore ne farà tante, Jannik Sinner si presenta di fronte agli schermi virtuali dei giornalisti che non hanno potuto recarsi a Miami. E comincia subito a parlare dell’avversario sconfitto, Alexander Bublik, che al momento della stretta di mano ha simpaticamente risposto ‘Hai tipo 15 anni e giochi così, sei tu che non sei umano!‘ a una battuta dello stesso Jannik, che per primo aveva detto ‘You’re not human‘.

Non è mai facile giocare contro di lui, non sai mai cosa fa; se fa serve&volley, se gioca una smorzata, se viene a rete, se tira piano o se tira forte. Io sono rimasto sul mio ritmo di gioco, gli ho dato poco spazio soprattutto nei punti importanti“. Con molta soddisfazione, Jannik racconta di riuscire a giocarli come se non fossero poi così diversi dagli altri. “Arrivo con la mente abbastanza lucida a giocarli e questo sicuramente mi aiuta. Nel tie-break ho giocato due gran punti quando ero sotto 4-5“.

La partita di oggi non è stata perfetta, ma è stato perfetto il risultato. Contro Bublik non è facile giocare bene, anzi, sono partite che in fondo è più importante vincere. Jannik prova a fare quel po’ di autocritica che può essere lecito concedersi dopo aver centrato la prima semifinale in un 1000 a 19 anni. “Nel secondo set dovevo breakkare prima, ma lui ha servito bene; forse su una palla break potevo rispondere meglio. E non dovevo prendere il break (sullo 0-1, ndr). Però la cosa importante è rimanere sempre lì, continuare a fare le mie cose – che credo di aver fatto oggi“. Ogni tanto butta lì un ‘ho 19 anni, devo ancora migliorare in tante cose‘ a ricordarci che effettivamente è vero, è nato soltanto nel 2001 e vent’anni li compirà solo tra quattro mesi.

 

Il direttore Scanagatta – che poco prima aveva scherzato con il simpatico Bublik https://bit.ly/3ubKVOd – prova poi a estorcergli un pronostico, o quantomeno una preferenza sulla sfida tra Bautista Agut e Medvedev (Jannik scoprirà soltanto alcune ore più tardi che sarà lo spagnolo il suo avversario in semifinale). Con scarso successo. “Vediamo chi vince… e poi vediamo! Sicuramente non sarà una partita facile, tutti e due sono grandi giocatori, sono molto solidi. Con Medvedev ci ho perso due volte, ed è uno che migliora settimana dopo settimana“. Quanto alla sua di settimana, quando gli chiedono se questa è la migliore della sua carriera esita un po’. “Potrebbe essere, o potrebbe essere di no” esordisce, tradendo un bel po’ di ambizione. “Vedremo alla fine del torneo. Dipende da come andrà; ma ovviamente sono contento di essere in semifinale“. Insomma, un modo abbastanza implicito di dire che crede nella vittoria finale.

Nel prossimo incontro, ed eventualmente in finale, ci sarà ovviamente da gestire un carico supplementare di pressione. Secondo Jannik, però, in realtà la pressione esiste a tutti i livelli con poca distinzione. “Ogni giocatore in questo sport, a qualsiasi livello, sente la pressione. Quando sei junior, quando giochi i Futures oppure qui (a Miami, ndr); ognuno sente la pressione perché tutti vogliono vincere. Spesso in allenamento proviamo a mettermi in condizioni simili alla partita, con lavori specifici, a mettermi un po’ in difficoltà anche dal punto di vista fisico. Ma non riesci mai a trovare la tensione ‘vera’, quella che poi troverai in partita. Magari puoi fare un set con qualche cambiamento, per essere un po’ più teso. Però è quasi impossibile perché sono due cose diverse“.

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Bianca Andreescu salterà l’Australian Open: “Devo riprendermi dopo un periodo difficile”

La tennista canadese spiega così la sua scelta: “Ho bisogno di tempo per lavorare su me stessa e fare volontariato”

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Bianca Andreescu - US Open 2021 (photo Adam Glanzman/USTA)

Con un post su Twitter, Bianca Andreescu annuncia che la sua stagione non inizierà in Australia. La campionessa dello US Open 2019 e straordinaria rivelazione di quella stagione spiega i motivi per cui ha deciso di prendersi del tempo per riflettere oltre che per allenarsi. Motivi che non hanno direttamente a che fare con il tennis, ma legati sia a episodi personali, sia ai tempi difficili che stiamo attraversando e che sembrano avere un effetto molto pesante su di lei. Dopo Naomi Osaka e Iga Swiatek, anche l’ex n. 4 del mondo parla apertamente di problemi attinenti alla sfera emotiva. Ecco cosa scrive Bianca, che non dà indicazioni riguardo alla possibile data del ritorno alle competizioni:

“Ciao a tutti. Come sapete, gli ultimi due anni sono stati molto impegnativi per me per una serie di ragioni. Soprattutto quest’anno, ho trascorso diverse settimane in isolamento e ciò ha avuto un forte impatto su di me – dal punto di vista sia mentale, sia fisico. Inoltre, mia nonna ha trascorso diverse settimane in terapia intensiva a causa dell’infezione da Covid, qualcosa che mi ha toccata gravemente. Per molti giorni, non mi sentivo me stessa, specialmente in allenamento o durante gli incontri. Sentivo come se dovessi portare il peso del mondo sulle mie spalle. Non riuscivo a staccarmi da ciò che succedeva fuori del campo; provavo la tristezza collettiva e il tumulto tutto intorno e ha avuto un impatto su di me. Voglio concedermi del tempo per rimettermi, riprendermi, far sì che ciò mi renda più forte (per quanto suoni come un cliché) e continuare a fare volontariato, restituire e lavorare su me stessa perché so che facendo questo tornerò più forte che mai. Pertanto, non comincerò la mia stagione in Australia quest’anno, ma mi prenderò altro tempo per riflettere, allenarmi ed essere pronta per l’imminente stagione 2022.”

Dopo gli infortuni e un 2020 passato senza partecipare ad alcun torneo, per l’attuale n. 46 WTA quella appena terminata è stata una stagione interlocutoria, che ha anche visto la fine della collaborazione con il coach Sylvain Bruneau e la rinuncia alle Olimpiadi per timori legati alla pandemia. Prima ancora c’erano state la positività al Covid-19 a Madrid e il successivo, confuso forfait agli Internazionali.

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Il calendario ufficiale WTA 2022 fino a Wimbledon: si riparte da Adelaide il 3 gennaio

I primi sei mesi dell’edizione numero 49 del circuito professionistico femminile vedranno Indian Wells tornare alla tradizionale collocazione

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Ashleigh Barty
Ashleigh Barty - Wimbledon 2021. Credit: AELTC/Jed Leicester

Cinque tornei WTA 1000, otto eventi WTA 500 e almeno quindici tappe WTA 250, oltre ovviamente alle prove del Grand Slam. La WTA ha ufficializzato oggi il calendario dei primi sei mesi del 2022: nessuno stravolgimento rispetto alle attese per i mesi da gennaio a giugno dell’edizione numero 49 del circuito professionistico femminile. Sarà una stagione che vedrà la numero uno italiana Camila Giorgi (34 WTA) tentare di rendere più continui i notevoli picchi di rendimento toccati nel 2021, mentre la numero due Jasmine Paolini (che ha chiuso l’anno sulla poltrona numero 53) cercherà ulteriori step di crescita. L’Italia spera di vedere arricchirsi la truppa delle azzurre in Top 100, tra una Sara Errani (oggi 120 WTA) che cercherà una difficile risalita e le giovani Lucia Bronzetti (148) ed Elisabetta Cocciaretto (155) desiderose di arrivare ad alti livelli.

Dopo il finale di stagione a Guadalajara, che ha visto il trionfo della spagnola Garbine Muguruza, il 2022 partirà dal 3 di gennaio: il menu del mese inizia con il WTA 500 di Adelaide e i due 250 di Melbourne. Nella settimana seguente si rimarrà ovviamente in Australia, tra il WTA 500 di Sydney e il WTA 250 di Adelaide. Le prime due settimane porteranno all’Australian Open 2022 (17-30 gennaio). La struttura tradizionale è poi confermata: nel mese interlocutorio di febbraio i tornei WTA 1000 di Doha e WTA 500 di Dubai si mischieranno agli eventi in Europa (San Pietroburgo e Lione) e a quelli in Sudamerica (Guadalajara e Monterrey). Marzo sarà dedicato ai due combined 1000 di Indian Wells (che torna a giocarsi ad inizio primavera dopo la parentesi autunnale del 2021) e Miami. Ad aprile, dopo l’appuntamento americano di Charleston e il turno eliminatorio della Billie Jean King Cup, spazio alla terra rossa europea con due 1000 (Roma e Madrid), un 500 (Stoccarda) e quattro eventi 250 (Istanbul, Colonia, Rabat, Strasburgo) prima del Roland Garros (23 maggio – 5 giugno). La stagione su erba prevede due WTA 500 (Berlino ed Eastbourne) e quattro WTA 250 (Nottingham, s’Hertogenbosch, Birmingham e Bad Homburg) prima di Wimbledon. Il programma post Championships sarà ufficializzato in un momento successivo: ovviamente la seconda fase della stagione dovrebbe portare in dote diverse novità se verrà confermata la decisione di sospendere tutti i tornei in Cina a seguito del caso Peng Shuai che è stata annunciata giorni fa dal numero uno WTA Steve Simon. Come noto, infatti, tradizionalmente i tornei in quel paese sono collocati dopo lo US Open, tra settembre e ottobre (dal 2013 al 2020 si è giocato a Shenzen la prima settimana dell’anno, ma l’assenza di questo torneo è da attribuirsi anzitutto alla questione legata alle politiche australiane in tema Covid).

Il calendario WTA 2022 tornerà a proporre una serie di eventi prestigiosi nei quali competeranno le migliori tenniste del mondo – ha detto Simon, presidente e amministratore delegato della WTA. – Siamo emozionati al pensiero di iniziare una nuova stagione nella quale potremo accrescere la popolarità e il seguito dei nostri tornei, mentre vedremo le nostre stelle e i talenti emergenti mostrare le proprie abilità a più di 850 milioni di tifosi in tutto il mondo”. Ora è il momento di qualche settimana di riposo, poi ripartirà la caccia al trono della numero uno del mondo Ashleigh Barty.

 

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La IMG acquista il Mutua Madrid Open

La società di management con sede a New York annuncia l’accordo trovato con la Super Slam Ltd di Ion Tiriac

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Ash Barty - WTA Madrid 2021 (Photo by Mateo Villalba)
Ash Barty - WTA Madrid 2021 (Photo by Mateo Villalba)

La IMG, società di management e marketing del gruppo Endeavor che opera nel mondo dello sport, della moda e dell’intrattenimento, annuncia di aver raggiunto un accordo con la Super Slam Ltd di Ion Tiriac e le sue affiliate per acquisire il Mutua Madrid Open, evento Masters 1000 ATP e WTA 1000. Nel comunicato di lunedì 6 dicembre, viene inoltre menzionato l’acquisto del torneo di golf Acciona Open de España. L’accordo, soggetto anche all’approvazione di ATP e WTA, dovrebbe essere perfezionato nel primo trimestre del 2022. La IMG aggiungerà quindi un altro importante torneo a quelli che già possiede, primo fra tutti il Miami Open.

Sam Zussman della IMG ha dichiarato che “il Mutua Madrid Open sarà un’importante aggiunta al nostro portafoglio di eventi globali e all’attività nel mondo del tennis che ora vanta due dei tre tornei combined obbligatori dei due Tour”. L’altro evento è naturalmente il BNP Paribas Open di Indian Wells. “Aspettiamo con impazienza la possibilità di sfruttare la più ampia rete di Endeavor per migliorare ulteriormente l’esperienza dei fan e aggiungere valore attraverso produzione, media, collaborazioni con i marchi, vendita al dettaglio e ospitalità, proprio come abbiamo fatto con il Miami Open” ha aggiunto Zussman.

La ventesima edizione del Mutua Madrid Open – evento principale della stagione sulla terra battuta insieme agli Internazionali d’Italia prima del Roland Garros – si terrà dal 26 aprile all’8 maggio 2022 alla Caja Mágica di Madrid. Aryna Sabalenka e Alexander Zverev sono i campioni in carica.

 

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