Marbella: Mager trova il quarto titolo challenger nell'uovo di Pasqua

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Marbella: Mager trova il quarto titolo challenger nell’uovo di Pasqua

Gianluca Mager batte Munar al termine di una finale molto appassionante e regala all’Italia il decimo ingresso in top 100, record assoluto

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Gianluca Mager - Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)

Un grande Gianluca Mager trionfa nel Challenger 80 di Marbella (terra outdoor) che precede il torneo ATP 250. Mager ha battuto in una splendida finale (2-6 6-3 6-2) il padrone di casa Jaume Munar (n.99 ATP e terza testa di serie), contro cui vantava un solo e vittorioso precedente (semifinale di Biella 2019).

La partita non inizia benissimo per Mager che già nel terzo gioco perde il servizio e si obbliga a una gara di rincorsa. In realtà il sanremese gioca molto bene, imprimendo grande velocità ai suoi colpi, in una ricerca esasperata degli angoli. Purtroppo dall’altra parte della rete trova un Munar che gioca ancora meglio, fino a sembrare in alcuni momenti quel grande giocatore che tutti da anni aspettano. Lo spagnolo tiene benissimo il palleggio ed è anche molto reattivo sui tentativi di palla corta di Mager, erigendo un autentico muro di gomma. Nel settimo gioco il maiorchino ottiene un secondo break e porta a casa il set. Ma oggi Mager sente bene la palla e non ha assolutamente intenzione di rendere facile la vita a un avversario in apparente stato di grazia. L’azzurro viene premiato nel quarto gioco quando Munar ha un piccolo passaggio a vuoto e con un doppio fallo offre a Mager la prima palla break dell’incontro. Mager ringrazia e sfrutta prontamente l’occasione. Siamo al turning point della partita, perché da questo momento sarà il nostro tennista a prendere in mano il pallino, costringendo il maiorchino a remare disperatamente, sempre più lontano dalla linea di fondo. Mager intasca il secondo set e inizia a fionda il parziale decisivo, ottenendo subito due break che lo portano a condurre 3-0.

L’incontro sembra segnato, nonostante il disperato tentativo di Munar che, nel sesto gioco, butta sul tavolo le sue ultime fiches, ottenendo una palla break su cui però Mager fa il miracolo e riesce a ribattere in maniera rocambolesca due smash consecutivi dello spagnolo. Munar capisce che questo è il sigillo finale, infatti non ha più la forza per reagire e l’unica cosa che gli rimane da fare è andare a rete a stringere la mano all’avversario. Evidentemente Marbella non gli dice tanto bene perché, proprio qui, lo scorso novembre aveva perso in finale contro il connazionale Pedro Martinez Portero.

 

Incontenibile invece la gioia di Mager che, dopo un’ora e quarantasei minuti di grande tennis, non solo alza il suo quarto trofeo a livello Challenger ma risale al n.91 ATP, ottavo dei dieci italiani che da lunedì occuperanno la top 100 (record assoluto). Mager, raggiunto telefonicamente, ci ha detto: “È stato un match durissimo. Lui nel primo set ha giocato molto bene, ma io ho continuato a spingere, esattamente come mi ero prefisso, anche quando il punteggio non mi era favorevole. Poi lui è calato un pochino e ho preso il sopravvento. Sono molto contento perché venivo da un momento non facile. Adesso rimango qui a Marbella per l’ATP 250. Poi farò le qualificazioni a Montecarlo e Belgrado“.

Non possiamo infine dimenticare i doverosi complimenti ad Alessandro Giannessi, il cui ottimo torneo si è concluso in semifinale dove è stato sconfitto dal futuro vincitore (6-7 6-4 6-1) dopo oltre due ore di accanita battaglia.

CHALLENGER 50 OEIRAS

Sullo splendido centralino di Oeiras, località a 17 km da Lisbona, il ceco Zdenek Kolar (n.246 ATP) si aggiudica il Challenger 50 (terra outdoor), battendo in finale (6-4 7-5) il padrone di casa Gastao Elias (n.358 ATP), entrato in tabellone grazie a una wild card. Kolar è in realtà uno specialista del doppio (ricordiamo che lo scorso dicembre vinse il Challenger di Maia, sempre in Portogallo, in coppia col nostro Andrea Vavassori) che però se la cava egregiamente anche in singolare, grazie alla sua solidità da fondo e al suo tocco delicato a rete. Elias (che vanta comunque una più che onesta carriera, culminata nell’ottobre 2016 con il n.57 ATP) fa del suo meglio, non sufficiente purtroppo per affrontare le curve decisive. Succede così che Elias si disunisca sia nel primo set quando si fa breakkare nel decimo gioco, che nel secondo quando va a servire sul 5-4 e perde due servizi consecutivi. Kolar vince così il suo primo trofeo in singolare (che va ad aggiungersi ai sette di doppio che ha già in bacheca) e sale al n.223 ATP. 

La prossima settimana il circuito resterà ancora ad Oeiras per un altro Challenger 50 (prima testa di serie Oscar Otte, Bonadio e Moroni gli italiani in tabellone) e farà tappa a Split, in Croazia, per un challenger 80 su terra rossa; nessun italiano iscritto, prima testa di serie Pedro Sousa.

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Challenger: i giovani Tiafoe e Bergs crescono e vincono, ma il veterano Cuevas non molla

Frances Tiafoe vince sull’erba di Nottingham e sarà da tenere d’occhio a Wimbledon. Zizou Bergs continua a far bene, Cuevas non si arrende

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Frances Tiafoe - Challenger Nottingham 2021 (via Twitter, @ATPChallenger)

NOTTINGHAMAndreas Seppi esce nei quarti del challenger di Nottingham, battuto in rimonta 4-6 6-2 6-3 dal polacco Kamil Majchrzak (n.126 ATP), destinato a cedere a sua volta allo statunitense Denis Kudla (n.120 ATP). Quest’ultimo, nativo ucraino, sta disputando una buona stagione (con questa sono già due le finali Challenger) ma nell’ultimo atto del torneo inglese il 23enne Frances Tiafoe (n.74 ATP) si rivela per lui ostacolo insormontabile. L’amico/nemico di Musetti tiene sempre a debita distanza Kudla e porta a casa il trofeo con un netto 6-1 6-3 in poco più di un’ora senza mai perdere il servizio. Abbiamo l’impressione che Tiafoe stia ritrovando il suo miglior tennis (nel 2019 fu n.29 ATP) e che a Wimbledon sarà avversario da non sottovalutare, intanto farà tappa al Queen’s per rifinire la preparazione.

LIONE – Al Challenger 100 di Lione va fuori nei quarti Andrea Pellegrino, fermato 6-3 7-5 dal veterano uruguagio Pablo Cuevas (n.92 ATP) che a 35 anni sulla terra battuta è ancora un osso durissimo. Come ha poi dimostrato nei giorni successivi, vincendo facilmente (6-2 6-2) una finale senza storia contro lo svedese Elias Ymer. Cuevas risale di qualche posizione nel ranking, riconquistando la piazza n.85. Niente di che per uno che nel 2016 è stato n.19, ma in ogni caso un prezioso lasciapassare per continuare a frequentare i tornei Slam. 

BRATISLAVA – Al Challenger 90 di Bratislava l’olandese Tallon Griekspoor (n.131 ATP) batte un po’ a sorpresa 7-6 6-3 l’argentino Sebastian Baez (n.185 ATP). La sorpresa non sta tanto nella piccola differenza di classifica (tra l’altro a vantaggio di Griekspoor) quanto nel fatto che Baez (una specie di sosia del connazionale Schwartzman) è in un ottimo periodo di forma, con tre vittorie in stagione a Concepcion, Santiago e Zagabria. Per Griekspoor è la quarta vittoria Challenger in carriera, col nuovo best ranking al n.120, diciotto posizioni prima di Botic Van de Zandschulp, secondo olandese in classifica. 

 

ALMATY – Al Challenger 80 di Almaty (Kazakistan) l’emergente belga Zizou Bergs vince in rimonta 4-6 6-3 6-2 contro il padrone di casa Timofey Skatov e mette in bacheca il suo terzo titolo stagionale dopo la doppietta di marzo quando vinse a St.Petersburg e Lille. Per il 21enne di Lommel (paesone del Limburgo fiammingo) nuovo best ranking al n.220 cui si accompagna la raccomandazione di tenerlo d’occhio: il ragazzo farà strada anche in campo, dopo essersi fatto notare già sui social. Ma non distraetevi nemmeno per quanto riguarda il 20enne Skatov, che con un balzo raggiunge la posizione n.324 e siamo pronti a scommettere che non è finita qui. 

ORLANDO 2 – Al Challenger 80 di Orlando 2 la finale tra il 21enne colombiano Nicolas Mejia (n.341 ATP) e il padrone di casa Christopher Eubanks (n.241 ATP) si è giocata al chiuso (e in ritardo) a causa della pioggia. L’ha spuntata in rimonta Eubanks con il punteggio di 2-6 7-6 6-4, correndo non pochi rischi nel secondo set quando sul 4-4 ha dovuto annullare due palle break che rischiavano di essere decisive. Ma il lungo ex Georgia Tech (2,01 di altezza) ha fondamentalmente meritato il suo secondo successo in carriera. Mentre il colombiano esce sconfitto per la seconda volta in finale, come già gli era accaduto in aprile a Salinas.

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Challenger: Seppi e Pellegrino conquistano i quarti a Nottingham e Lione

Andreas Seppi se la vedrà con il polacco Majchrzak, Andrea Pellegirno sfiderà Pablo Cuevas

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Andreas Seppi - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Settimana ricca d’impegni nel circuito Challenger, che riprende a pieno ritmo, mentre il Roland Garros entra nella sua seconda settimana. Ben cinque i tornei in programma, il più importante dei quali è indubbiamente il Challenger 125 di Nottingham dove si cominciano ad affilare le armi in vista di Wimbledon. Andreas Seppi, che sull’erba si è sempre trovato a proprio agio, raggiunge i quarti di finale battendo prima il cinese Zhizhen Zhang (n.175 ATP) e poi il francese Antoine Hoang (n.133 ATP), contro il quale prima domina, poi spreca (l’altoatesino nel secondo set è andato a servire sul 5-4, per poi perdere il tie-break) e alla fine chiude con autorità il terzo set: 6-4 6-7 6-2 il risultato finale. Nei quarti affronterà il polacco Kamil Majchrzak (n.126 ATP) in un incontro che si prospetta molto equilibrato.

Federico Gaio si ferma invece al primo turno contro il forte ucraino Illya Marchenko (n.161 ATP) che lo batte nettamente 6-2 6-3, confermando come l’erba non sia la sua superficie preferita. Uscita prematura anche per Thomas Fabbiano che, proprio contro Hoang, lotta strenuamente ma perde entrambi i tie-break. Peccato perché il pugliese ha un buon feeling con i prati inglesi, come confermano le sue vittorie a Wimbledon contro Wawrinka e Tsitsipas.

Ovviamente la terra battuta rimane protagonista del circuito, a cominciare dal Challenger 100 di Lione, dove Andrea Pellegrino, unico italiano in gara, riesce a prevalere 7-6 3-6 6-3 sul francese Maxime Janvier (n.226 ATP), al termine di un incontro non bello ma intenso, in cui l’azzurro ha sempre fatto gara di testa. Nei quarti dovrà affrontare il veterano uruguagio Pablo Cuevas (n.92 ATP e prima testa di serie), un avversario che sulla terra rossa non vorresti mai incontrare.

Nessun italiano in gara nel Challenger 90 di Bratislava, mentre Gian Marco Moroni, Lorenzo Giustino e Riccardo Bonadio si sono spinti fino in Kazakistan per difendere i colori azzurri nel Challenger 80 di Almaty. Poca fortuna per la nostra spedizione, con il solo Moroni che riesce a superare un turno per poi essere fermato in poco più di due ore (2-6 6-3 6-1) dal belga Kimmer Coppejans (n.174 ATP) che, tra un break e l’altro, è appena un po’ più bravo a difendere il proprio servizio. Male Lorenzo Giustino (6-4 3-6 6-2 contro il 20enne padrone di casa Timofey Skatov) e Riccardo Bonadio che ha qualcosa da rimproverarsi nella sconfitta (6-4 4-6 7-5) contro l’altro kazako Denis Yevseyev (n.385 ATP).

Con questa ricca offerta europea è abbastanza normale che nessuno dei nostri abbia varcato l’oceano per andare a giocare il Challenger 80 di Orlando, a parte ovviamente Paolo Lorenzi che da quelle parti abita. Poco fortunato il suo torneo che si conclude prematuramente contro lo statunitense Sam Riffice, certo non un fulmine di guerra, con il risultato di 6-2 6-4. Temiamo che i brutti risultati di questo 2021 stiano insinuando dei dubbi nella mente del nostro veterano. Niente di male per carità, se anche un certo Valentino Rossi è alle prese con analoghe valutazioni. L’unica cosa che può forse rimandare il suo ritiro è il desiderio di battere il record assoluto di 423 vittorie nel circuito Challenger: al momento gliene mancano solo tre per raggiungere lo spagnolo Ramirez Hidalgo. Favorito indiscusso del torneo il 20enne statunitense Jenson Brooksby (n.163 ATP), cui proverà a lanciare il guanto di sfida il cileno Nicolas Jarry che, dopo il rientro, sta alternando buone prestazioni a momenti di amnesia agonistica.

 

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Challenger: prima vittoria per Rune, torna al successo Sock

Holger Rune conquista la settima e ultima tappa del Challenger di Biella superando in finale Trungelliti. Jack Sock si ritrova a Little Rock

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Jack Sock - ATP Challenger Little Rock 2021 (via Twitter, @ATPChallenger)

Il Challenger 80 di Biella (settimo e ultimo della serie) finisce con il danese Holger Rune che, dopo oltre tre ore di gioco, si lascia cadere a terra, stremato, dopo aver regolato in finale l’argentino Marco Trungelliti 6-3 5-7 7-6. La settimana scorsa il 18enne danese aveva perso la finale di Oeiras (sconfitto in tre set dal portoghese Gastao Elias), ma si era capito che i tempi erano maturi per la sua prima vittoria a livello Challenger. La partita è stata brutta, sporca e cattiva ma la superiorità di Rune è apparsa chiara a tutti fin dai primi scambi. Troppo modesto il livello del veterano argentino per impensierire l’avversario.

Eppure Trungelliti ha lottato con coraggio (in fin dei conti ‘garra’ è parola argentina), ben deciso a sfruttare quella che potrebbe essere la sua ultima occasione per rilanciare una carriera declinante. Già nel terzo game Rune spreca una palla break, ma sono prove tecniche di sorpasso. Sul 3-3 c’è il break e un altro segue a ruota sul 5-3. A questo punto il ragazzo si distrae, si balocca con la palla corta e Trungelliti carica a testa bassa: break immediato e tentativo di fuga. Ma il contro break è altrettanto rapido, così il set prosegue in parità fino al 5-5 quando Rune, con una smorzata sbagliata, concede due palle break. Sulla seconda commette anche un doppio fallo e allora ci si rivede al terzo. Nel quale le cose sembrano mettersi male per il danese che non solo va sotto di un break, ma subito dopo è costretto anche a chiedere un medical time-out.

L’argentino, dal canto suo, ha diverse palle break che però in gran parte spreca (ne trasformerà solo 4 su 13), almeno fino al 5-5 quando sull’ennesima palla corta mal eseguita da Rune non può proprio esimersi. Va così a servire per il match e sul 30-0 corregge una chiamata arbitrale concedendo una palla all’avversario, di suo già piuttosto nervoso. Se ne pentirà perché il danese con un ultimo scatto brekka per poi andare a vincere (a cinque) il tie-break decisivo. Holger Rune alza quindi il suo primo trofeo Challenger e scala ancora la classifica, salendo alla posizione n.236.

Al challenger 80 di Little Rock (Arkansas) è andata in scena la finale più giusta, tra il redivivo Jack Sock (n.248 ATP ma ex top 10 nel 2017) e il solido ecuadoregno Emilio Gomez (n.179 ATP). Meritatissima la vittoria del 28enne statunitense che torna ad alzare un trofeo dopo due anni tribolatissimi (operazione al pollice e discopatia) che non solo lo avevano fatto scivolare in classifica, ma avevano messo in serio dubbio il prosieguo della sua carriera. Il 7-5 6-4 con cui ha regolato Gomez è stato molto più netto di quanto non indichi il punteggio. Sock è apparso solido al servizio e molto reattivo a rete, concedendo all’avversario solo due chance: una palla break nel primo set e quattro, di cui tre consecutive, nell’ottavo game del secondo set. In entrambe le occasioni è rimasto lucido e ha indotto all’errore l’ecuadoregno. Tutti felici per questo ritorno alla ribalta di Sock che risale anche al n.224 ATP, certo molto lontano da quell’ottavo posto che conquistò nel novembre 2017 con la vittoria al Master 1000 di Parigi Bercy. Ma la stagione è ancora lunga.

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