ATP Cagliari, ottimo esordio di Musetti sulla terra: "Questo è il mio habitat naturale"

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ATP Cagliari, ottimo esordio di Musetti sulla terra: “Questo è il mio habitat naturale”

Lorenzo Musetti lascia soltanto un game a Dennis Novak e vola verso la prima testa di serie, Dan Evans. Che sulla terra non ha mai brillato

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Lorenzo Musetti - ATP Cagliari 2021 (via Facebook, profilo Federtennis)

L. Musetti b. D. Novak 6-0 6-1

Tutto molto facile – anche troppo – per Lorenzo Musetti contro Dennis Novak in questo esordio al Sardegna Open di Cagliari. Che l’amico e coetaneo di Dominic Thiem non stesse attraversando un gran periodo lo si era già capito, ma non contro Musetti ha saputo opporre la benché minima resistenza nei 52 minuti di un match del quale è difficile dire dove finiscano i demeriti dell’uno e i meriti dell’altro. Se Dominic Thiem si è preso una pausa – non sappiamo quanto per il problema al piede e quanto per la comprensibile poca voglia di infilarsi in una bolla dietro l’altra per i prossimi due mesi –, probabilmente Novak non può permettersi altrettanto e una gita in Sardegna per cinquemila e rotti euro non ha saputo negarsela.

Non è stata un’esibizione sfacciata alla Paire, tutt’altro, nel senso che non c’è stato dolo, ma il risultato non è stato poi molto dissimile. Non che ciò vada in alcun modo a discapito di Lorenzo che, alla fine, ha travolto un avversario più esperto, circa di pari classifica, mettendo in campo un tennis delizioso e spettacolare. Dopo i continui cambi di superficie dall’inizio della stagione (ha giocato su terra in Turchia e alle Canarie, sul veloce indoor e sul cemento all’aperto), Lorenzo torna su quella preferita: le sensazioni il giorno prima dell’esordio erano buone e quel 90° posto ATP dopo i bei risultati di Acapulco e Miami gli danno un’ulteriore spinta: “Finalmente sono entrato in top 100, era uno degli obiettivi stagionali. Mi sento abbastanza in fiducia, mi piacciono questi campi – in questi giorni sto sentendo bene la palla qui a Cagliari. Il club è bello e c’è sempre il sole. Penso di poter sorprendere nella stagione su terra battuta, non vedo l’ora di giocare“. Non rientra invece tra gli obiettivi la partecipazione alle Next Gen Finals, anche se “significherebbe molto giocarci. In generale, non vedo l’ora di giocare qualsiasi torneo in Italia ora che ne abbiamo diversi”.

 

IL MATCH – “Avevo un po’ paura prima di entrare perché dovevamo giocare all’una e invece siamo entrati quasi alle tre” dirà Musetti meno di un’ora dopo l’ingresso sul Centrale rimasto ostaggio di Millman e Coria per tre ore e un quarto. La paura vola via in fretta spazzata dal vento (“sono entrato consapevole di dover sfruttare il vento a mio favore ed è quello che ho fatto”) e Lorenzo scocca rovesci lungolinea che coniugano estetica ed efficacia. Novak fatica a gestire praticamente tutto, non ultimi i drittoni che gli arrivano carichi. Quando Dennis gioca una smorzata-assist, sembra di leggere il sottotitolo “non ci volevo neanche venire” e l’azzurro è bravo a rimanere cattivo e concentrato fino a prendersi il set 6-0 contro un avversario del quale non sapeva molto fino a 24 ore prima: “Non lo conosco, non ci ho mai giocato. Non ho visto il match con Fognini [all’ATP Cup]. Chiederò a qualcuno che ci ha giocato”. Pare che quel qualcuno gli abbia dato una bella dritta.

Non cambia molto nel secondo parziale, anche se Musetti concede addirittura una palla break, subito annullata con un drop shot, soluzione che potrebbe sembrare di cattivo gusto, ma non è certo colpa di Lorenzo se l’altro si presenta in campo con una pancia da bagordi natalizi arrivati a Pasqua senza soluzione di continuità. La sfida assume contorni farseschi al quinto gioco, con il nostro che, avendo ormai provato tutti i colpi, si esibisce in un lob in tweener frontale su cui l’altro fallisce lo smash. Forse non a caso, è anche il game della bandiera austriaca (a mezz’asta per essere generosi), culminato con un azzurro tentativo di “smorzata che torna indietro” a cui manca però la parte in cui la palla deve prima andare avanti.

“Peccato per quel game ceduto” commenterà il teenager di Carrara che trasforma il match point con un preciso pallonetto che certo Novak non insegue, anche perché è già a rete pronto per stringere la mano all’avversario. Al prossimo turno, Musetti affronterà la prima testa di serie Dan Evans: “Il tabellone io lo guardo, non ho nessun problema a dirlo. E secondo me lo guardiamo tutti, chi dice di non guardarlo dice una cavolata! Evans lo conosco solo di nome, un po’ come giocatore, ma non ci ho mai giocato né mi sono mai allenato con lui. Magari vedrò qualche sua partita. Credo che sia il primo torneo su terra, poi con queste condizioni non gli sarà facile abituarsi”. Sul rosso, infatti, l’inglese gioca poco e raccoglie meno: 4 vittorie e 12 sconfitte nei main draw ATP, mentre l’ultimo incontro vinto risale a Barcellona 2017.

L’esordio da top 100, con tutto ciò che comporta, si è quindi concluso nel migliore dei modi: “Adesso c’è più pressione, ci sono più aspettative, ma sono sempre giovane e quindi spero di confermarmi anche questa settimana. Spero di fare un torneo simile a quello dell’anno scorso sempre in Sardegna”. In ottobre, aveva infatti raggiunto le semifinali al Forte Village.

Se a proposito del dualismo con Sinner è convinto che “possa tirare fuori il meglio da noi: le motivazioni ci sono e speriamo di poter fare tutta la carriera insieme con questa amicizia/rivalità”, è interessante come si pone davanti al problema emerso in tutta la sua evidenza nella sconfitta contro Marin Cilic a Miami: la posizione arretrata. “Ci stiamo lavorando, come lavoriamo su qualsiasi altra cosa. Credo di essere già migliorato tanto su quello. Comunque io ho delle preparazioni ampie e i miei tempi per prepararmi richiedono un po’ più di spazio. È ovvio che la mia posizione di partenza sia leggermente dietro la riga, non posso starci sopra. Anche in allenamento sto cercando di avvicinarmi il più possibile per non subire troppo“.

Dopo il match odierno, in conferenza gli è stato chiesto se – come sembra – sta svolgendo un lavoro particolare sulla posizione da assumere per il primo colpo dopo la risposta, con l’obiettivo di avvicinarsi al campo. Conferma: “Sì, è una cosa che mi sta facendo fare molti miglioramenti. La posizione di partenza non credo di poterla cambiare troppo, e non andrebbe nemmeno bene. Ma cercare di avvicinarsi subito dopo alla riga, quello sì. Su questa cosa ci stiamo focalizzando di più“.

La terra battuta è comunque il mio habitat naturale“, dice Lorenzo con grande convinzione. “Si tende a giocare un po’ più indietro rispetto al veloce. Vedremo se sarò migliorato in questi tre giorni da Miami, così almeno le critiche non ci saranno. Credo a 19 anni si debba avere qualcosa da migliorare, altrimenti vorrebbe dire essere già arrivati e non ci sarebbe gusto. Per fortuna” aggiunge sorridendo, “c’è qualcosa da migliorare”.

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Esordio sul velluto per Nadal a Montecarlo: adesso gli ottavi con Dimitrov

Lo spagnolo concede appena tre giochi a Delbonis, capace di creare qualche piccolo problema solo nel secondo set. Al prossimo turno troverà Dimitrov, battuto 13 volte su 14

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Rafael Nadal - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @ROLEXMCMASTERS)

[3] R. Nadal b. [Q] F. Delbonis 6-1 6-2

Doveva essere un esordio agevole per Rafael Nadal e così è stato. Lo spagnolo, a dispetto dei quasi due mesi lontano dal campo, ha mostrato il solito grande feeling con la superficie e con Montecarlo in particolare (72-5 il bilancio aggiornato su questi campi), disponendo agevolmente di Federico Delbonis. L’argentino ha provato a giocarsela, soprattutto nel secondo set, ma semplicemente non dispone delle armi per impensierire Rafa né per tenerne il passo sul rosso. Dopo il massacro del primo set e mezzo, Delbonis ha provato a rifarsi sotto ma è stato prontamente ricacciato indietro da Nadal. Il prossimo avversario del maiorchino sarà Grigor Dimitrov (13-1 i precedenti; 3-0 a Montecarlo), in un match che si spera possa regalare più spettacolo. “Abbiamo giocato tante belle partite insieme, non solo la semifinale dell’Australian Open 2017” ha ricordato Rafa in conferenza. “Sarò pronto per la partita, o quantomeno spero di essere pronto” ha scherzato, dicendosi in ogni caso soddisfatto del tennis espresso all’esordio.

IL MATCH – Fin dall’inizio si capisce che Delbonis non può tenere il ritmo forsennato imposto da Nadal. L’argentino o va fuori giri tentando di spingere o si rifugia in back difensivi che però raramente mettono in difficoltà l’avversario. In pochi minuti Rafa si ritova già sul 3-0. Delbonis prova a darsi una scossa con un bel rovescio lungolinea vincente forzando poi Rafa all’errore dopo uno scambio tutto in difesa. La riscossa dura però giusto questi due punti: Nadal infatti impatta sul 30-30 con un bel dritto e una smorzata, prima di accogliere benevolmente i due doppi falli consecutivi dell’avversario, costretto a forzare (senza successo) anche col servizio. Finalmente sul 5-0, Delbonis riesce a muovere il punteggio e a evitare quantomeno l’onta del bagel.

 

In avvio di secondo set, le cose non mutano in meglio per l’argentino, che cede subito la battuta. Il martellamento asfissiante di Nadal non accenna a diminuire d’intensità e gli frutta un secondo break che lo proietta sul 3-0. Qui Delbonis si procura due insperate palle break consecutive grazie a una serie di (s)fortunati eventi: una risposta colpita male ma che rimane in campo, un doppio fallo di Rafa e infine un non semplice smash ‘appoggiato’. Nadal non fa una piega e le annulla entrambe con autorità, così come fa anche con una terza occasione. Delbonis però sente che questo è probabilmente l’ultimo treno per sperare di rientrare in partita e si aggrappa al game, guadagnandosi una quarta palla break che riesce stavolta a convertire complice anche un nastro benigno.

Immediata arriva la reazione di Nadal, parecchio infastidito dal break appena subito, ma Delbonis riesce a tenere la battuta e ad andare sul 3-2, cancellando anche una palla break con un gran dritto lungolinea. La rinnovata spinta del volenteroso argentino però non è sufficiente a riaprire davvero la partita che anzi, ritorna saldamente nelle mani di Nadal con il break ottenuto nel settimo gioco. Sul 5-2 arriva l’ultimo sussulto di Delbonis che annulla un match point e si procura addirittura una palla break. Rafa però esce alla grande dal mini momento di difficoltà e chiude il match al terzo match point, dopo un’ora e venti minuti di gioco.

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ATP Montecarlo: Sonego non supera l’esame Zverev

Il numero 6 del mondo ritrova la costanza che gli era mancata a Miami e in due set regola un buon Sonego

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[5] A. Zverev b. L. Sonego 6-3 6-3

Troppo solido alla distanza Alexander Zverev per un buon Lorenzo Sonego, che come suo solito lotta parecchio e mostra un bel tennis ma deve cedere in due set ad uno Zverev apparso molto concentrato soprattutto al servizio. La prima sfida tra i due arrivava in momenti completamente opposti di forma. Sonego era reduce dal brillante torneo vinto a Cagliari, oltre che dal buon primo turno vinto contro un tennista ostico come Fucsovics. Meno positivo il periodo di Zverev, che non aveva giocato finora su terra battuta e la sua ultima partita risaliva a Miami, il secondo turno perso contro Emil Ruusuvori.

Il tennista italiano parte giocando un buon tennis, ma il primo a passare davanti è il tedesco, che sfrutta due indecisioni di dritto di Sonego per prendere il primo vantaggio della partita. La prima per Zverev però continua a mancare e Sonego si riporta sotto con due palle break. Entrambe vengono annullate da Zverev che ritrova la prima e non dà la possibilità al suo avversario di poterlo attaccare. Una nuova possibilità si para davanti a Sonego nel settimo game, uno splendido dritto diagonale gli porta due palle break.

 

La prima di servizio torna in aiuto del numero 6 del mondo, anche se la seconda palla break annullata arriva con un servizio che il replay mostra essere di poco largo. Sonego non si perde d’animo e dopo aver annullato due palle game si guadagna e converte la terza palla break con un pesante dritto lungolinea, meritata per il livello espresso finora dal tennista torinese.

Zverev non resta a guardare e reagisce subito al break diventando un muro da fondo. Gli errori di Sonego si accumulano e il finalista degli US Open si riporta avanti di un break. Uno dei meriti della buona partita del tedesco oggi è la costanza di rendimento al servizio, ed è di nuovo la battuta a cavarlo d’impaccio quando si fa rimontare due set point da Sonego. Il primo punto ai vantaggi è un ace, con il secondo si crea lo spazio con il servizio per chiudere con uno schiaffo al volo di dritto un set giocato molto bene da entrambi i giocatori. Da notare il dato dei doppi falli del tennista di Amburgo, zero per tutto il primo set, una rarità visti i suoi problemi recenti.

Il numero 6 del mondo capisce che è il momento di affondare il colpo e tramortisce Sonego ad inizio secondo set sfruttando la forza della sua diagonale di rovescio. A dire la verità il tennista italiano sta facendo un’ottima partita anche da quel punto di vista, mostrando tutti i suoi miglioramenti con quel fondamentale. Confrontato però con un colpo come quello di Zverev è normale vada in difficoltà. Come successo nel primo set Sonego risponde subito al fuoco con due palle break, ma ancora la prima di Zverev torna dominante e gli toglie le castagne dal fuoco. Sonego non molla la battaglia e con due splendidi pallonetti si mantiene dentro il game, e l’occasione arriva di nuovo con un dritto steccato dal tedesco. Questa volta il servizio tradisce Zverev e con un doppio fallo rimette Sonego nel set.

Ora il livello del tedesco è calato vistosamente ed anche gli errori da fondo cominciano ad arrivare. Un rovescio scagliato male rischia di costargli il secondo break consecutivo, ma con l’aiuto del servizio si salva. Piano piano, nonostante un dritto molto meno affidabile del primo set, Zverev si ritira su e torna a farsi prepotente durante i turni di Sonego. La prima chance nel settimo game è ben controllata dall’italiano, ma sulla seconda il “solito” rovescio devastante vale game e break per il tennista tedesco.

La partita si mette ancora più in salita quando Sonego sotto 15-30 e 3-5 commette il primo doppio fallo della partita. Non poteva esserci momento peggiore, il colpo in uscita dal servizio è lungo e Zverev chiude la partita dopo un’ora e mezza di battaglia. Un peccato per Lorenzo, che oggi ha giocato bene e reso la partita più equilibrata di quanto dica il punteggio. Il tedesco sfiderà David Goffin per un posto nei quarti di finale di Montecarlo. Sonego invece perderà almeno quattro posizioni del ranking, a causa dei punti persi dei quarti dell’anno scorso. Ma vista la posizione attuale, numero 32, se continua con questo stato di forma può mantenersi tra le teste di serie del Roland Garros. Con la sconfitta di Sonego Fabio Fognini resta l’unico italiano ancora presente in tabellone.

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Djokovic, lezione e investitura a Sinner: “È il presente e il futuro del tennis”

Nel match del giorno Jannik parte bene e va in vantaggio di un break, ma via via soffre la pressione di Nole, che domina alla distanza

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[1] N. Djokovic b. J. Sinner 6-4 6-2

Era stata presentata come la partita del giorno, e le attese non sono andate deluse, almeno per una buona oretta. Dopo il battesimo del fuoco ricevuto da Rafa Nadal sul Philippe Chatrier in autunno, il sacerdote Novak Djokovic ha somministrato il secondo segno sensibile al fenomeno nascente Jannik Sinner sotto la terrazza di Montecarlo. Sei quattro sei due per il primo favorito, un’ora e mezza abbondante molto lottata, giocata a ritmi esagerati e trapunta di scambi ad alta intensità. Poi Nole ha preso il sopravvento, e non sarebbe stato difficile prevederlo, ma chi voleva una partita – e un’altra conferma sulla crescita di Jannik – l’ha avuta.

Aveva iniziato molto bene il kid di Sesto Pusteria: secondo game in battuta molto sudato, offerto da un Djokovic intento a far intendere al ragazzo su quale pianeta fosse capitato, poi Sinner ha strappato il servizio al serbo nel terzo, complici un paio di vincenti da urlo, tra i quali ha particolarmente brillato un gran rovescio incrociato sulla linea, utile a provocare la sorpresa del numero uno. Jannik non ha però saputo consolidare, come si suol dire, e qui Djokovic non ha messo troppo di suo: un doppio fallo, un dritto tirato fuori con lo scambio in mano e un rovescio addosso alla star con il campo aperto sono valsi il pareggio: tanta ingenuità direbbero quelli che non hanno mai avuto a che fare con la pressione. Certo è che l’età verdissima in qualche modo può rappresentare un mismatch di non poco conto contro un avversario persino più famelico dei canoni quando deve inseguire. Si è un po’ disunito Jannik, ci mancherebbe: Djokovic gioca profondo come nessuno, si sa, e sulla seconda ha la bava alla bocca. Il combinato disposto, direbbe il giurista, ha costretto Sinner a forzare molte prime, con conseguenze problematiche sulle sue percentuali. Anche a questo è addebitabile il secondo break consecutivo Serbia, viatico al cinque due che pareva una precoce pietra tombale sulla frazione.

 

Detto questo, anche Nole di tanto in tanto pare umano, e Sinner certamente non vende la pelle a buon prezzo: gravato da un paio di errori di misura, dal trenta a zero a due punti dal set Djokovic ha subìto quattro punti consecutivi, consentendo al giovane collega di servire per il pareggio. Ma ribattitore migliore della storia del gioco non si diventa per caso: una manciata di palle a un palmo dal fondocampo hanno costretto Sinner a diversi fuori giri e a salvare un primo set point, prima che un nastro malandrino sul suo lungolinea, beffardo nell’apparecchiare il vincente al serbo, ne forzasse un secondo, stavolta raccolto da Nole con un forcing da dietro reiterato fino all’errore con il rovescio dell’italiano.

Jannik Sinner – ATP Montecarlo 2021 (ph. Agence Carte Blanche / Réalis)

Cinquantasei minuti, ritmi alti, lunghi scambi e una lotta tutt’altro che disprezzabile. Non male l’offerta di Jannik, forse un po’ troppo legata mani e piedi al vincente, con tutti i rischi del caso. Nole in giornata, lo è quasi sempre, quando impone la proverbiale pressione da fondo al momento è ancora un po’ troppo. E la sua giornata, già serena, è migliorata nel secondo set, a fronte della resistenza ora forse un po’ ammaccata del nostro: break Serbia nel quarto gioco. Sinner, puntiglioso, con il solito atteggiamento impeccabile, concentrato sul tema fino al parossismo, ora annaspante e sempre più ingarbugliato nella ragnatela. Poche chance per lui di rientrare; una, sostanzialmente, nel settimo game, quando Nole ha offerto palla break ingarbugliandosi con due doppi falli, ma qui è mancato Sinner, autore di una rispostaccia fuori di metri su una seconda attaccabile. La partita lì si è eclissata, insieme allo sguardo fattosi torvo del diciannovenne. Agli ottavi di domani, contro il campione di Miami Hubert Hurkacz o Dan Evans, andrà Djokovic, come sempre, come prevedibile. Per un’ora c’è stata partita, per il resto una lezione di cui Jannik saprà far tesoro.

Mi sento bene – ha detto Djokovic a Tennis TV -. Questo club è la mia base d’allenamento da 15 anni, mi sembra di giocare a casa. E’ stato un bell’esordio, non era una sfida semplice ma sono riuscito a trovare il ritmo e i colpi. Sinner colpisce la palla nel modo giusto più o meno su tutte le superfici, è polivalente, ha molto talento ed è in forma. E’ il futuro del nostro sport, e forse già il presente. Del resto ha già giocato la finale di un 1000 da teenager“. A diciannove anni Nole non era certamente prossimo a somigliare alla sua versione odierna.

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