WTA Bogotà: Paolini cede al terzo, Errani prosegue la marcia

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WTA Bogotà: Paolini cede al terzo, Errani prosegue la marcia

Errani prenota un posto nei quarti per un possibile derby italiano con Gatto-Monticone, Paolini non supera l’ostacolo Arruabarrena

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Giornata di tennis in chiaroscuro per i colori italiani al torneo WTA di Bogotà. Se Sara Errani ha motivi per sorridere non è andata bene a Jasmine Paolini. La testa di serie numero 6 del torneo ha perso in tre set contro la spagnola Lara Arruabarrena, numero 167 del mondo. Dopo un primo set dominato da Paolini la tennista italiana si è spenta progressivamente, complice un pessimo rendimento con la seconda, troppo molle e attaccabile dalla sua avversaria. Neanche la tennista spagnola ha brillato per costanza al servizio, ma esce vincitrice da una sequenza di quattro break consecutivi tra entrambe nel secondo set. Il set perso ha un effetto devastante per Paolini, che crolla nel terzo set e lascia la vittoria ad Arruabarrena senza colpo ferire. La tennista spagnola sfiderà una tra Seguel e Tan per un posto in semifinale.

Altra testa di serie a cadere è quella della tennista cinese Wang, numero sei del torneo colombiano. A superarla in un’ora e mezza di partita la bulgara Tomova, che trova per la prima volta nel 2021 due vittorie consecutive in un tabellone WTA. Una partita tra due servizi incerti, che nel secondo set ha visto trionfare la tennista bulgara dopo una sequenza di sette break totali tra entrambe in nove game. Tomova troverà Parrizas-Diaz nei quarti di finale, fresca di vittoria in tre set contro la testa di serie numero tre, l’olandese Arantxa Rus.

Sorride Sara Errani, che contro l’ex ottavofinalista del Roland Garros 2019 Aliona Bolsova trova una vittoria lottata e prenota un posto nei quarti di finale. Come sempre nelle partite di Sarita è la risposta a fare la differenza, la tennista italiana trova due break nel finale di primo e chiude il set agevolmente con la sua battuta a zero. Più complicata la pratica nel secondo set, con Errani che si porta avanti 4-0 e servizio e rischia di compromettere il tutto. Bolsova recupera due break e va a servire per restare nel match, ma è provvidenziale un ottimo game in risposta di Errani che vola ai quarti di finale, dove potrebbe esserci un derby con Giulia Gatto-Monticone, impegnata domani contro Zidansek.

 

Arruabarrena b. [6] Paolini 2-6 6-4 6-2
Tomova b. Wang 6-3 6-3
Parrizas-Diaz b. [3] Rus 7-6(4) 2-6 6-1
Errani b. Arrabuarrena 6-4 6-4

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Challenger: italiani tutti fuori, a Belgrado Giannessi esce tra le polemiche

L’azzurro chiede ripetutamente la sospensione del match per impraticabilità del campo e alla fine si ritira: “Era davvero pericoloso, praticamente c’era il fango”

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Alessandro Giannessi - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

Al Challenger 125 di Belgrado entrambi gli italiani in tabellone escono prematuramente di scena. Alessandro Giannessi, dopo aver superato due turni di qualificazioni, perde al primo turno contro lo sloveno Blaz Rola (n.142 ATP), in gran fiducia dopo aver vinto la scorsa settimana sempre qui a Spalato. E se la sconfitta qua ci sta, è grave invece il modo in cui è maturata. Si è infatti giocato su un campo molto scivoloso, ai limiti dell’impraticabilità. Lo spezzino, nel corso dell’ora e un quarto del match, ha chiesto per ben tre volte la sospensione dell’incontro ma il giudice arbitro non ha mai acconsentito. Così, a inizio secondo set (sotto 6-4 2-0), dopo che una sua quarta richiesta era andata a vuoto, ha deciso di ritirarsi.

Alessandro, raggiunto telefonicamente, ci ha detto: “La cosa che è successa è molto brutta, ho chiesto ripetutamente di sospendere il match perché il campo era davvero pericoloso, praticamente c’era il fango. Tra l’altro era un campo destinato solo all’allenamento e riadattato oggi per l’occasione perché bisognava recuperare delle partite. Ma l’arbitro non ha inteso ragioni. La beffa poi è che, subito dopo, gli organizzatori hanno sospeso le partite su quel campo“.

Incuriositi, siamo andati a controllare i match della giornata e abbiamo notato che il tedesco Matthias Bachinger, impegnato contro Antoine Hoang nello stesso orario e in un campo adiacente, si era ritirato sul punteggio di 7-5 4-6, quindi in una situazione di punteggio di perfetto equilibrio. Non sono noti i motivi del ritiro (forse si scivolava anche sul suo campo?), anche perché le immagini in streaming stranamente non erano disponibili. Una vicenda gestita malissimo dagli organizzatori.

Fuori anche Federico Gaio che, dopo essersi preso la rivincita sul russo Donskoy (che lo aveva battuto in febbraio a Biella 2), nel secondo turno poco ha potuto contro lo slovacco Jozef Kovalik (n.128 ATP) che lo ha battuto 6-0 7-6. Sconfitta netta in cui al faentino ha fatto difetto soprattutto il servizio: gli sono stati fatali il 53% di punti sulle prime contro il 75% e il 55% sulle seconde contro il 74%. Eliminato nelle qualificazioni Andrea Arnaboldi, mentre non ha avuto bisogno di alcun turno preliminare il giovanissimo padrone di casa Hamad Medjenovic, entrato direttamente in tabellone grazie ad una wild card concessa dalla Federazione Serba. Il promettente 17enne ha onorato al meglio l’invito battendo al primo turno il tedesco Oscar Otte (n.155 ATP), salvo poi cedere all’esperto argentino Facundo Bagnis.

CHALLENGER 80 SPALATO 2

Lorenzo Giustino non supera il primo turno, eliminato (6-4 6-4) da Andrea Collarini (n.204 ATP) in un match sostanzialmente senza storia. All’argentino è stato più che sufficiente un break per set per portare a casa la partita, senza che il napoletano avesse mai una sola occasione (nessuna palla break) per rovesciare l’inerzia. Fuori nelle qualificazioni Matteo Viola e Gian Marco Moroni.

CHALLENGER 80 ORLANDO

Al Challenger statunitense nessun italiano ai nastri di partenza ma tanti americani (15 su 32) e un campo di partecipazione molto qualificato. Denis Kudla (n.124 ATP), il nostro favorito, è partito bene ma difficilmente vincerà, vista la nostra proverbiale allergia ad azzeccare un pronostico. Allora indichiamo un’alternativa e cioè l’altro americano Jenson Brooksby (n.232 ATP) che ovviamente è autorizzato a fare tutti gli scongiuri del caso.

 

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Mondo Futures: Cobolli e Agamenone firmano la doppietta italiana

Italiani grandi protagonisti nella settimana Futures con due successi

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Flavio Cobolli (foto Ray Giubilo)

M15 ANTALYA (TUR, terra rossa) – VINCITORE: Flavio Cobolli

Il primo sorriso azzurro della settimana è di Flavio Cobolli (n.863 ATP): l’ex numero 8 junior, nonché vincitore del torneo di doppio allo scorso Roland Garros, in virtù di questo successo si guadagna il suo best-ranking alla posizione 837. Nonostante il 6-0 subito nel primo parziale, il nostro non si lascia intimidire, e con tenacia dà il via alla rimonta e conquista il primo alloro della sua promettente carriera: 0-6 6-3 6-3 il risultato finale, contro lo svedese Dragos Madaras. Raggiunto telefonicamente Flavio ci ha detto: “È stata una settimana fantastica in cui ho giocato bene fin dal primo turno. Sono molto contento perché venivo da un momento abbastanza negativo in cui non riuscivo a riproporre in partita quello su cui stavo lavorando in allenamento”.

In generale è stato un torneo positivo per i nostri colori, con ben tre semifinalisti su quattro: oltre al citato Cobolli, menzione per Edoardo Eremin (costretto al ritiro dopo il primo set) e Matteo Gigante (uscito vincente dal derby con Galoppini ai quarti). Graziani e Massara si fermano al secondo turno, mentre Marchetti è sconfitto all’esordio da Matteo Gigante.

M15 MONASTIR (TUN, cemento) – VINCITORE: Franco Agamenone

Sulla scia del più giovane connazionale, Franco Agamenone (n.583 ATP) si porta a casa il secondo successo dell’anno, e sesto totale (cui potremmo aggiungere i 34 trofei in doppio): anche per lui (seed numero 8 del torneo) una vittoria finale in rimonta, dopo aver ceduto il primo set al tie-break, contro il francese Antoine Escoffier (tds numero 1). L’italo-argentino ha saputo sfruttare l’abbrivio in suo favore, creatosi in seguito alla sofferta vittoria nei quarti contro il seed numero 3, Sho Shimabukuro: infatti, il giapponese aveva sempre condotto nel set decisivo, arrivando a servire per il match; Agamenone era stato quindi bravo a rientrare in partita, non prima di aver annullato un match point. Fuori al secondo turno gli altri due italiani in tabellone, la tds numero 4 Balzerani e Capecchi.

M15 SHARM EL SHEIKH (EGI, cemento) – VINCITORE: Paul Jubb

Paul Jubb (n.494 ATP) trionfa per la seconda volta sui campi di Sharm, in questo 2021 positivo per lui: il record recita infatti 17 vittorie e sole 4 sconfitte, a testimonianza del fatto che il giovane britannico sa scegliere bene i tornei a cui partecipare. Giunto al quarto successo totale, il vincitore del prestigioso torneo NCAA nel 2019, ha lasciato per strada un solo set, peraltro in finale, contro l’indiano Sasi Mukund. Il migliore degli azzurri è Alessandro Bega, tds numero 3, uscito ai quarti proprio contro il vincitore; Simone Roncalli, Mattia Bellucci e Francesco Vilardo passano un solo turno, mentre va peggio la spedizione di Ruggeri e Malgaroli (eliminato dal connazionale Bega).

 

M15 CORDOBA (ARG, terra rossa) – VINCITORE: Gonzalo Lama

Sembra pian piano tornare al suo migliore livello Gonzalo Lama (n.590 ATP), ex numero 160 al mondo; il cileno aveva riassaporato il gusto della vittoria, dopo ben cinque anni, nello scorso gennaio: ed ora, a distanza di pochi mesi, si ripete in Argentina. Il 27enne, che tra i dodici titoli in carriera (tutti esclusivamente su terra rossa) vanta anche due Challenger ATP, ha infatti lasciato le briciole ai suoi avversari, compreso il finalista Facundo Juarez, tds numero 5. Quest’ultimo, ai quarti è stato il giustiziere dell’unico azzurro presente in tabellone, l’oriundo Luciano Darderi, che al primo turno aveva avuto ragione del seed numero 4, il brasiliano Reis da Silva.

M15 ST. PETERSBURG (RUS, cemento indoor) – VINCITORE: Ivan Nedelko

L’esperto padrone di casa Ivan Nedelko (n.362 ATP) vince nella bellissima San Pietroburgo il 27esimo titolo ITF in carriera, il primo su una superficie diversa dalla terra rossa. Dopo aver vissuto un vero e proprio annus horribilis (nel 2020 sono state, infatti, solo otto le partite vinte dal russo), il 34enne spera sicuramente di tornare alla buona forma che lo aveva accompagnato fino allo scorso anno. Battuto in finale il giovane qualificato ucraino Illya Beloborodko per 2-6 7-5 6-4, che ha pagato nei punti decisivi la minore esperienza; ma il 19enne sarà ugualmente soddisfatto della sua settimana, che lo ha visto protagonista dell’eliminazione di due tds dal torneo.

M15 SHYMKENT (KAZ, terra rossa) – VINCITORE: Ivan Gakhov

Altra finale contesa tra un atleta russo ed uno ucraino, ed a vincere è sempre Ivan: il 24enne mancino Gakhov (n. 502 ATP) interrompe un digiuno durato tre anni e conquista l’11esimo titolo in carriera. La tds numero 2, dopo aver battuto il nostro Antonio Campo in semifinale, si ripete nell’ultimo atto contro Eric Vanshelboim, pur non senza difficoltà, come testimonia il 6-3 5-7 7-5 consegnato agli archivi. Anche l’altro italiano Ingarao ha incrociato il vincitore finale, al primo turno, cedendo il passo in due set; poco meglio il percorso di Tomasetto, che elimina il seed numero 6 Nikita Mashtakov prima di uscire dal torneo. Per chiudere, doppio bagel subito da Federico Bertuccioli ai quarti contro il futuro finalista ucraino.

A cura di Antonio Flagiello

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Krajinovic scherza su Fognini e il duello odierno: “Ora anch’io lo chiamo zingaro!”

Il serbo e l’italiano si affronteranno al terzo turno del torneo di Montecarlo. La lite ad Amburgo 2014 è ormai soltanto un brutto ricordo. I due rivali odierni scherzano ripensandoci

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Filip Krajinovic - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Fabio Fognini e Filip Krajinovic si scontreranno al terzo turno del Masters 1000 di Montecarlo. Entrambi hanno avuto un ottimo inizio di torneo, specialmente Fabio che dopo la brutta partita persa a Marbella, ha sfoderato davvero due ottime prestazioni contro Miomir Kecmanovic e Jordan Thompson. L’italiano non ha mai battuto Krajinovic nei due precedenti confronti diretti, a Amburgo nel 2014 e a Basilea nel 2019. Proprio alla partita di Amburgo è legato uno brutto episodio, che vide Fabio andare oltre i limiti del consentito e dare dello zingaro al proprio avversario. Ovviamente Fabio fu multato.

Da allora però ne è passata di acqua sotto i ponti e i rapporti tra i due sono ad oggi molto distesi, se non proprio amichevoli. A confermarlo è lo stesso serbo in conferenza stampa che, rispondendo al direttore di Ubitennis, dice: “Ci scherziamo spesso sopra. Lui mi chiama zingaro, io lo chiamo zingaro e ormai sarà così per sempre credo“.

Quando gli viene chiesto cosa si può aspettare da Fabio nel loro prossimo incontro, Krajinovic risponde con parole di stima. “Non lo sa nessuno. Ho grande rispetto per lui, ha vinto qui nel 2019. Abbiamo giocato contro due volte, una ad Amburgo quando mi ha dato dello zingaro. Mi aspetto una battaglia sicuramente, sarà dura ma ho iniziato bene il torneo e mi sento bene. Anche lui ha iniziato bene, ha vinto due belle partite e penso che sarà una partita di buona qualità“.

 

I complimenti da parte del serbo non finiscono qui. Krajinovic infatti, a precisa domanda del direttore Ubaldo Scanagatta, ha risposto che sicuramente la superficie avvantaggia leggermente Fognini, ma che di fatto l’azzurro sarebbe un avversario pericolosissimo a prescindere. “Ovviamente preferirei affrontarlo su campi duri, ma lui può giocare bene ovunque. Se sta bene e ha voglia di giocare può battere chiunque. Dopotutto è stato anche un top 10, sa giocare bene su tutte le superficie, quindi alla fine non fa troppa differenza se si tratta di cemento o terra. Certo se potessi scegliere probabilmente sceglierei il cemento“.

Anche Fabio, molto soddisfatto dei suoi primi due match, ha speso belle parole per il suo prossimo avversario. “Krajinovic è un giocatore di grande talento e gioca molto bene a tennis, perciò sarà molto dura. L’importante è stare in campo come questi due giorni, con il giusto atteggiamento, poi il risultato sarà una conseguenza. Gioca bene su tutte le superfici e non vale la classifica che ha, infatti è già stato top 30 (vanta un best ranking di numero 26, ndr). L’importante come ho detto è mantenere l’atteggiamento giusto, perché il tennis c’è ancora. Sarà una battaglia molto dura, le probabilità di vittoria sono 50-50“.

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