Montecarlo: Nadal si inchina a un Rublev quasi perfetto

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Montecarlo: Nadal si inchina a un Rublev quasi perfetto

Rafa troppo falloso, il russo una macchina: sarà lui in semi contro Ruud

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Andrey Rublev - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @atptour)

[6] A. Rublev b. [3] R. Nadal 6-2 4-6 6-2

Non è solo Fabio Fognini a mancare l’appuntamento con l’attesa rivincita della semifinale di due anni fa: neanche Rafael Nadal ce l’ha fatta. La colpa è di un contrattempo di nome Andrey Rublev, autore di una solidissima prestazione di fronte a uno spagnolo troppo falloso a cominciare dal servizio, vera spina nel fianco per un set e mezzo. Rovesciata la situazione disperata con un punto à la Rafa che gli ha permesso di pareggiare il conto dei set, non ha saputo dare seguito all’inerzia favorevole soprattutto per i meriti di Rublev, lungi dal crollare mentalmente dopo quella che ormai pareva un’enorme opportunità buttata e tenendo magnificamente anche dal punto di vista atletico.

 

Diventano così 23 le sue vittorie in stagione a fronte di 4 sconfitte, ma questa ha sicuramente il sapore più dolce di tutte. È il secondo successo contro uno dei Big 3 dopo quello contro Roger Federer di due anni fa a Cincinnati. Resta invece la performance deludente di Rafa, che finisce in anticipo la caccia al dodicesimo titolo a Monte Carlo con 36 errori non forzati, 19 di rovescio, e un dritto che ha brillato solo a tratti.

IL MATCH – Non ci sono più scuse per Andrey, nettamente sconfitto nei due precedenti confronti – ancora teenager al primo duello con un Big 3 ai quarti dello US Open 2017 e al tremolante esordio delle ultime ATP Finals. Niente più scuse, dunque, tranne quella di affrontare Rafa sulla terra battuta, tra l’altro meno di ventiquattr’ore dopo essere venuto a capo di Bautista Agut in due ore e tre quarti. La scelta di iniziare al servizio non si rivela particolarmente azzeccata per Rafa che in pratica regala il primo game all’avversario con un doppio fallo e altri due errori piuttosto evidenti; dal canto suo, Andrey tiene d’autorità sparando i soliti drittoni. Il fenomeno di Manacor comincia a carburare e parte all’inseguimento. Se l’inseguimento non è proprio mozzafiato, visto che raggiunge l’altro già sul 2 pari, lo è lo scambio concluso da rovescio lungolinea imprendibile con cui si vede costretto ad annullare una nuova opportunità del sorpasso. Il dritto spagnolo è caldo, appoggia pure una precisa smorzata, ma il servizio non lo è altrettanto e il terzo doppio errore del game riconsegna il vantaggio a un Rublev che ha comunque risposto più che degnamente e che questa volta non ha problemi a consolidare il break. Ritmo prevedibilmente molto alto, i colpi di Rublev fanno davvero male e il servizio non aiuta Nadal a tenere lontano il ribattitore, anzi, concede un altro punto gratis, sintomo – o forse concausa – di ciò che succede negli scambi dove gli unforced arriveranno a 13.

Andrey Rublev – ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @atptour)

C’è tempo per vedere una smorzata del rosso ben pensata ed eseguita e un passante maiorchino che finisce in corridoio invece di punire la direzione sbagliata dell’attacco, mentre la reazione in extremis del venti volte campione Slam lo porta a palla break. Rublev la annulla con un serve&(swinging)volley per poi far suo il parziale 6-2. Con poche prime in campo per entrambi (48%), Andrey domina 17-7 gli scambi sotto i cinque colpi e non sorprende la direzione preferita del suo dritto verso il rovescio dell’uomo in maglietta viola per aprirsi il campo dall’altra parte.

Il ventitreenne moscovita esibisce armi da consumato terraiolo come il caricone nell’angolo seguito dal drop shot, se la cava degnamente quando è chiamato a difendere e continua a limitare gli errori, ma, se è ancora il doppio fallo a dargli il la per partire in vantaggio anche nel secondo parziale, impressiona vedere Rafa non riuscire a tenere lo scambio sulla terra monegasca. Non si realizza invece il rientro sul 2 pari a dispetto dell’occasione, certo per merito di un Andrey che spinge senza timore, ma tre errori consecutivi con il rovescio slice sono merce più rara che altrettanti ace di Schwartzman. Possiamo solo immaginare cosa passi nella mente del n. 3 del mondo quando Rublev indossa i migliori panni nadaliani replicando al dritto lungolinea con il vincente in contropiede.

Da campione, prima con il drittone, poi con il tocco al volo, annulla lo 0-3 pesante, ma l’altro rimane lì a pestare brutalmente e solo la sua incapacità di andare a chiudere a rete i recuperi umili e disperati di Rafa gli impediscono di lasciare al palo l’avversario. Lo sa Rafa e lo sa Rublev che il prossimo turno di battuta non sarà una passeggiata sulla Prospettiva Nevski. Il game si allunga, le palle break diventano quattro, ma il n. 8 ATP le annulla tutte. Pesa soprattutto la terza, quando, cercando di replicare la volée smorzata prima perfettamente eseguita, offre un assist a Nadal che però affossa il comodo passante di dritto. Pur senza doppi falli, Rafa rischia ancora al servizio, ma poi agguanta il 4 pari grazie alla tragicità del classe 1997 nei pressi della rete: va bene non chiudere la volée a campo aperto, va bene la ruvidità dopo aver agguantato la smorzata, ma non si può lasciar rimbalzare la palla a un metro dalla rete per poi sventagliare il dritto giusto per dare all’avversario l’opportunità del puntazzo proprio sulla palla break. Cioè, si può, ma non se vuoi battere Nadal che infatti vola a prendersi il set per 6-4, lasciando al giovane sfidante la misera soddisfazione del vantaggio negli scambi lunghi.

E INVECE – Chi crede che il match sia ormai girato se non proprio finito, deve ricredersi in fretta perché Rafa cede di nuovo il servizio in apertura, con una cosa proprio brutta al volo e un dritto lungo e largo a testimoniare che la giornata di poca confidenza con la palla non è alle spalle e solo i doppi falli sono un ricordo. Perso uno scambio da 35 colpi che l’ha lasciato piegato in due, il trentaquattrenne ritrova la posizione eretta e il controbreak. Il moscovita continua a spingere come se fosse ancora all’inizio del match a dispetto delle fatiche della sera precedente e ancor più delle occasioni fallite che avrebbero steso un toro. È invece il Toro, quello di Manacor, a essere ancora in difficoltà, nonostante alcuni punti dei suoi e la grinta e la rabbia evidenti anche in alcuni gesti di stizza. Cede per la sesta volta la battuta: è la 16° volte che succede in 488 match su terra (e 10 volte ha comunque vinto). Incurante delle statistiche, Rublev martella senza tregua, la meta si avvicina, 5-2, e taglia il traguardo al primo match point con il dritto vincente numero 18. L’appuntamento in semifinale è quindi con Casper Ruud, sempre battuto nelle tre precedenti sfide.

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ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

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[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

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ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

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[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settima, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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