WTA Charleston: ancora Kovinic-Jabeur in semi. Osorio Serrano, 8° vittoria di fila

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WTA Charleston: ancora Kovinic-Jabeur in semi. Osorio Serrano, 8° vittoria di fila

Sarà ancora Jabeur-Kovinic in semifinale, come sette giorni fa. Astra Sharma proverà a fermare la giovane Osorio

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Camila Osorio Serrano - WTA Charleston 2021 (via Twitter, @VolvoCarOpen)

Tutti i quarti di finale al WTA di Charleston 2 sono andati via piuttosto velocemente. Nemmeno un terzo set e due match sotto l’ora di gioco hanno segnato il venerdì dello storico torneo su terra verde. A sorprendere ancora è Maria Camila Osorio Serrano, la classe 2001 vincitrice del WTA di Bogotà che in questo mese è definitivamente esplosa ad alti livelli. La colombiana vince da otto match consecutivi e giocherà la seconda semifinale di fila nel circuito. Stavolta non ha dovuto soffrire più di tanto (ha vinto col brivido nei primi due turni contro Linette e McHale), approfittando del ritiro di Clara Tauson, altro astro nascente, per un infortunio al ginocchio sinistro.

Le due hanno un solo anno di differenza e vantano un trionfo Slam a livello juniores (Osorio allo US Open e Tauson all’Australian Open, entrambi nel 2019). “Sono felice di essere nelle semifinali, ma non in questo modo” ha detto la colombiana dopo la partita. Conduceva 6-4 1-0 quando dopo nemmeno un’ora la sua avversaria ha dato forfait. Non mi aspettavo di arrivare così avanti in questo torneoha ammesso. “Sono orgogliosa di quanto sto facendo“. La attende Astra Sharma nel penultimo atto. Anche la giocatrice australiana è alla seconda semifinale WTA della carriera. La prima l’ha vinta proprio a Bogotà, il torneo di Osorio, nel 2019 (perse poi in finale contro Anisimova).

Sharma si è imposta sulla rivelazione di questa settimana, la quindicenne Linda Fruhvirtova (prossima all’esordio tra le prime 400 del mondo dopo quest’ottimo risultato). 6-3 6-4 il punteggio finale, un match tutto sommato in controllo durato meno di un’ora e mezza. Ho giocato in modo semplice” ha detto ai giornalisti Sharma dopo la vittoria. “Ho provato a usare la mia fisicità sul campo. L’ho fatto bene in fase difensiva, ma cercherò di utilizzarla anche per qualche soluzione offensiva”.

 

Nell’altra semifinale si ritroveranno faccia a faccia Danka Kovinic e Ons Jabeur. Sarà la rivincita della semifinale della scorsa settimana, vinta 6-3 6-2 da Kovinic. Da evidenziare il percorso in South Carolina della montenegrina, che si è arresa in finale domenica scorsa, ma vuole costruirsi un’altra opportunità di giocare per il titolo. Una bella sensazione per lei, che nelle ultime due stagioni non aveva mai raggiunto grandi risultati nel Tour. Nei quarti di finale ha chiuso in crescendo contro Shelby Rogers, vincendo 7-5 6-1. “È cambiato il mio modo di pensare” spiega Kovinic. “Credo più in me stessa e so che posso battere le migliori. È la prima volta nella mia carriera che ho una buona settimana e poi in quella successiva gioco ancora bene. Ho il fuoco dentro per potere battere chiunque sul campo”.

Servirà un’altra grande prestazione per avere la meglio di Jabeur, che in questo 2021 è seconda solo a Garbine Mugurza (21) per partite vinte: ne ha portate a casa 17 sinora. L’ultima ad assaggiare il suo tennis brillante è stata Nao Hibino, sconfitta in soli 49 minuti 6-0 6-1. La tunisina ha già il coltello tra i denti: “Voglio la rivincita. Giocherò come mai ho fatto prima. Voglio davvero questa vittoria. Farò un match coraggioso, senza stress”.

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Challenger

Challenger: il coraggio non basta a Giannessi, niente quarti a Heilbronn. Cerundolo vola

Nessun italiano è rimasto in gioco nei due challenger in corso questa settimana. A Zagabria brilla ancora Cerundolo, sempre più padrone della terra ‘minore’

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Alessandro Giannessi - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

Con tutti i riflettori giustamente puntati sul Foro Italico, c’era il solo Alessandro Giannessi a difendere i colori italiani al Challenger 100 di Heilbronn. Lo ha fatto con la solita grande tenacia, prima superando il forte indiano Prajnesh Gunneswaran (n.148 ATP), per poi cedere 6-7 7-6 6-4 al colombiano Daniel Elahi Galan (n.110 ATP), al termine di una drammatica partita durata oltre tre ore.

L’incontro inizia con un break per Giannessi nel terzo game e un quasi immediato contro-break che permette a Galan di rientrare sul 3-3. Inevitabile il tie-break in cui lo spezzino lascia l’avversario a quattro soli punti. Nel secondo parziale si segue l’ordine dei servizi, nonostante qualche buona occasione da parte di entrambi, fino a quando sul 5-5 succede un po’ di tutto: entrambi si strappano a vicenda il servizio per affidarsi di nuovo al tie-break in cui, sul 6-6, un nastro dispettoso regala il set a Galan. Giannessi, scivolato a terra nel disperato tentativo di recupero, si lascia andare a un momento di sconforto ‘Questo è troppo!’ sono le parole che ripete più volte, disperato e senza la forza di rialzarsi.

Normalmente dopo episodi del genere si è pronti per la doccia, ma questo non è nel DNA di Giannessi che, pur in difficoltà, lotta coraggiosamente fino a che nel decimo game il colombiano non si procura due palle break con un miracoloso recupero su un bel pallonetto di Giannessi. Il nostro, sfinito e demoralizzato, mette in rete l’ultimo diritto.

 

Perso il nostro rappresentante, l’epilogo più accattivante del torneo parrebbe essere la vittoria di quel vecchio leone di Philipp Kohlschreiber. Il 37enne tedesco, che sta spendendo su palcoscenici minori gli ultimi spiccioli di una carriera dignitosissima (nel 2012 è stato anche n.8), forse non appare simpaticissimo, con quell’aria apparentemente da saputello, quasi da professore del gioco. Ma se l’è guadagnata: bene come lui hanno giocato in pochi.

ZAGABRIA – Al Challenger 80 di Zagabria l’unico italiano in gioco era Matteo Viola che non ha avuto fortuna al primo turno di qualificazione, dove ha affrontato la testa di serie n.1, l’ecuadoregno Emilio Gomez (n.182 ATP). Il veneto ha venduto cara la pelle, ha tenuto in campo l’avversario oltre due ore e mezza ma alla fine è stato costretto ad arrendersi 7-5 6-7 6-1. Il torneo, allineato ai quarti di finale, ha perso per strada qualche protagonista, ma non quello più atteso: Juan Manuel Cerundolo. Il 19enne argentino, dopo la recente vittoria al Challenger di Roma 2, ha già eliminato Federico Coria (testa di serie n.1) e si candida a prenderne il posto come favorito. Il suo grande talento e il suo incredibile stato di forma ci convincono a sposare questa ipotesi. Sulla sua strada faranno opposizione Juan Pablo Varillas, il peruviano che ha appena vinto a Biella 5 e l’altro argentino Sebastian Baez (vent’anni e n. 218 ATP). 

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Roma, Djokovic in crescendo: steso Davidovich Fokina, adesso un quarto di finale da top 10

Poco più di un’ora è bastata al numero uno ATP per superare lo spagnolo, messo subito fuori dalla partita. “Ho vinto bene – ha commentato -, contro Berrettini o Tsitsipas mi attende una grande sfida”

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Novak Djokovic - Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

In attesa di un quarto di finale nobile (affronterà Stefanos Tsitsipas), Novak Djokovic ha archiviato velocemente l’inedito incrocio con l’emergente Alejandro Davidovich Fokina, 21 anni. Uno che di tempo ne avrà per togliersi di dosso la fisiologica timidezza che viene fuori questi livelli. Dopo aver lottato contro Medvedev a Madrid, lo spagnolo – risalito dalle qualificazioni – si è questa volta schiantato su un ostacolo più alto. Eppure il primo set, per la testa di serie numero uno degli Internazionali, è arrivato a destinazione più facilmente di quanto potesse sembrare in avvio. Questo perché il numero 48 ATP era partito anche bene: subito prendendosi il break al primo game, poi facendosi applaudire per un pregevole lob e – in sostanza – costringendo Djokovic ad alzare immediatamente il livello.

ACCELERATA – Sul 2-2, in ogni caso, il serbo ha cambiato passo tra accelerazioni improvvise sulle diagonali e palle corte che hanno spezzato il ritmo da fondo campo. Il primo parziale si è concluso con 11 punti su 12 finiti dalla parte di Djokovic, che ha spaccato così la partita intimidendo l’avversario anche sul piano psicologico. Un significativo passo in avanti in termini di sicurezza rispetto al primo turno, quando ha superato Fritz viaggiando però a marce più basse. Totalmente senza storia il secondo set, in cui Davidovich Fokina non è mai riuscito a tenere il servizio se non alla fine, giusto in tempo per evitare il peso del 6-0. Pratica archiviata in un’ora e undici minuti, con lo sguardo subito puntato sulla Grand Stand Arena per scoprire il prossimo avversario.

In ogni caso affronterò un top 10 – ha commentato Nole in sala stampa – sono contento di come ho vinto oggi e sicuramente andrò incontro a una grande sfida. Berrettini non mi ha sorpreso raggiungendo la finale di Madrid. È vero, è stato infortunato (e quindi protetto dalla classifica, ndr), ma si è guadagnato del tutto la posizione che ha raggiunto“. Purtroppo, nonostante le belle parole di Nole, non sarà Berrettini a sfidarlo ai quarti ma Stefanos Tsitsipas. Il greco ha severamente impegnato Djokovic nell’ultimo confronto al Roland Garros, allungandolo fino al quinto set.

 

Ma il numero uno ha voglia di rivincita. Dopo le delusioni di Montecarlo e Belgrado, per Djokovic Roma sembra in ogni caso il posto giusto per riavvicinarsi agli standard di inizio stagione. “Mi sento sempre a casa quando vengo agli Internazionali – ha raccontato -, non soltanto per i tifosi, anche per il rapporto con gli organizzatori, persino gli autisti che mi portano in giro. Probabilmente aiuta il fatto che parlo italiano. ‘La gioia della vita’, come dicono qui“.

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Roma, Halep costretta al ritiro con Kerber: infortunio al polpaccio

La campionessa in carica esce dal campo quasi in lacrime, ancora incerta la gravità del problema: “Al momento non siamo sicuri dei tempi di recupero”

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Uno dei match più interessanti del super-programma di ieri a Roma, sul versante femminile, era sicuramente la sfida tra le due ex numero 1 Simona Halep e Angelique Kerber. Purtroppo però la sfida non ha avuto nient’affatto un lieto fine e si è conclusa con il ritiro della romena sul punteggio di 6-1 3-3 in suo vantaggio. La campionessa uscente ha accusato un infortunio al polpaccio sinistro che l’ha costretta ad abbandonare il campo quasi in lacrime, con la collega tedesca che ha cercato in tutti i modo di rincuorarla, preparandole il borsone e aiutandola ad uscire al campo. “Spero si rimetta presto. Siamo ottime amiche e mi fa star male quando vedo una situazione come quella che è accaduta oggi” ha affermato genuinamente Kerber nel post-partita.

Più tardi nella giornata di ieri sono arrivati anche dei primi aggiornamenti da parte della diretta interessata. Con un post sui suoi canali social ha dato questo aggiornamento: “Purtroppo un’ecografia ha rivelato che ho uno strappo al polpaccio sinistro. Domani farò una risonanza magnetica per capire più in dettaglio la natura dell’infortunio, ma al momento non siamo sicuri dei tempi di recupero. Sono così delusa di terminare il mio torneo a Roma in questo modo. Ma farò tutto il possibile per curare l’infortunio e tornare il prima possibile. Grazie mille per il vostro supporto e vi terrò aggiornato sui miei progressi”.

La determinazione che contraddistingue Halep ci assicura che farà di tutto per essere presente davanti ai cancelli del Roland Garros al momento dell’apertura (che avverrà il 30 maggio), ma ovviamente restano dubbi su una sua eventuale partecipazione e nel caso in che condizioni questa possa avvenire.

 

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