ATP Monaco BMW Open: male Sascha Zverev, eliminato da Ilya Ivashka

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ATP Monaco BMW Open: male Sascha Zverev, eliminato da Ilya Ivashka

Davanti a un bielorusso ottimo, i 14 doppi falli di Sascha fanno il resto. Avanti Struff, sospesi per pioggia gli altri due quarti di finale

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Ilya Ivashka – ATP Monaco 2021 (foto via Twitter @BMWOpen2021)

È il qualificato Ilya Ivashka a mettere fine alla striscia di nove vittorie consecutive sul suolo patrio di Alexander Zverev, campione in carica del doppio appuntamento di Colonia dell’ottobre scorso. Ci ha messo parecchio del suo, Sascha, con 6 doppi falli nel secondo set e 7 nel terzo, ma grandi meriti vanno riconosciuti a Ivashka per come ha interpretato questo quarto di finale del torneo BMW Open di Monaco di Baviera. Il ventisettenne di Minsk è sempre stato pronto a prendere l’iniziativa dello scambio, sia dietro al proprio servizio sia in virtù di una posizione relativamente avanzata in risposta. Perso il primo parziale dopo aver mancato la chance di chiuderlo con il servizio, non ha minimamente perso fiducia neanche quando la sconfitta pareva ormai segnata.

Un risultato inatteso ma fino a un certo punto, vuoi perché i problemi in battuta di Zverev possono manifestarsi senza preavviso con conseguenze deleterie sul resto del suo gioco, vuoi perché – e questo è sì sorprendente – Ilya si sta ben comportando sulla terra battuta, a dispetto di una decisa predilezione per le superfici veloci. Insomma, “terra poca e malvolentieri” non vale quest’anno: quarti a Marbella, sconfitto al terzo da un Munar al suo massimo dopo aver lasciato quattro giochi a Davidovich Fokina, qualificazioni e primo turno superati a Barcellona, dove è stato fermato da Nadal dopo avergli strappato un set.

IL MATCH – Aggressivo in ribattuta e solido negli scambi, Ivashka passa in vantaggio al terzo gioco e procede verso il primo traguardo senza lasciare il minimo spiraglio alla risposta. Sul 5-4, però, il doppio fallo iniziale tradisce la tensione e finisce con il cedere il game con gli errori di dritto, inframmezzati da una visita sotto la sedia di Murphy per mostrargli le palline, probabilmente lamentando l’eccessiva usura di una di esse che viene cambiata. Al tie-break, il n. 107 ATP continua a spingere nonostante l’opportunità mancata e lo svantaggio al cambio campo, che infatti recupera. Sul 5 pari, tuttavia, con Zverev che si difende in qualche modo da metri dietro la linea di fondo, viene da chiedersi perché non giochi una smorzata; il bielorusso risponde alla domanda con un drop shot incrociato che a malapena resta in corridoio. Spedisce poi in rete un dritto d’attacco premiando così le remate del quasi due metri numero 6 del mondo.

 

Di nuovo problemi nelle fasi iniziali del set per Sascha che subisce l’iniziativa dell’avversario ma in qualche modo esce indenne dallo 0-40 e, finalmente propositivo, si guadagna la possibilità di chiudere l’incontro con la battuta strappando il servizio a Ilya al nono gioco. Per non essergli da meno, anch’egli si presenta con un doppio fallo in un game simbolo delle difficoltà tedesche, tra il vorrei ma non posso e il forse neanche voglio. Quello che avrebbe potuto essere l’ultimo gioco finisce con una seconda battuta sul vantaggio esterno che atterra storta, corta e soprattutto nel rettangolo di destra. Il ventiquattrenne di Amburgo commette altri due doppi falli quando serve per il tie-break che non arriverà mai perché Ivashka si prende il set con un passantone in corsa di dritto. Il replay dell’ultima seconda fallita non chiarisce cosa intendesse fare Sascha: il braccio termina largo rispetto al corpo come nel kick, ma la sua solita postura iniziale troppo frontale e l’eccessiva rotazione del busto rendono pressoché impossibile ottenere quell’effetto.

Si ricomincia con Zverev che invoca il disturbo a causa dello schermo alle spalle dell’avversario che sarebbe diventato all’improvviso completamente bianco impedendogli di vedere bene la palla, ma neanche il supervisor può fare granché se l’arbitro non se n’è accorto. La prima battuta che non entra e la seconda prigioniera dello stesso destino mandano avanti Ivashka, che senza problemi consolida per il 4-1. Qui campione nel 2017 e nel 2018, Sascha non ci sta, ora appare ben più determinato e si procura due opportunità consecutive per rientrare: doppiamente sfortunato sulla prima, è bravo Ivashka sulla seconda, insistendo sul dritto tedesco fino ad ottenere la possibilità di sfondare dall’altra parte. Ma il livello di Zverev è salito e alla fine il tedesco si riprende il break. Non riesce però a raggiungere l’altro sul 4 pari perché – diventa quasi superfluo specificarlo – è tradito dal servizio, addirittura tre volte. Ivashka non trema, sembra lui quello navigato, e chiude con l’ace dopo due ore e mezza.

È la sua seconda semifinale nel Tour dopo quella di Marsiglia 2018, anche allora dopo essere uscito dal tabellone cadetto. Troverà Jan-Lennard Struff, contro il quale ha perso l’unico precedente in due set, lo scorso anno in un tie di Coppa Davis sul veloce indoor. Dal canto suo Struff ha avuto bisogno di tre ore esatte per venire a capo di Filip Krajinovic in una sfida decisa al tie-break che ha premiato la maggior aggressività del trentunenne di Warstein, a cui non ha nemmeno nuociuto il doppio fallo serbo sul match point.

Gli altri due match sono invece stati sospesi per pioggia e verranno conclusi domani: Basilashvili stava per servire per il primo set sul 5-4 in suo favore contro Gombos, mentre Ruud era avanti 6-3 con Millman. I vincitori dovranno pertanto sostenere un doppio impegno che in Baviera sembra quasi d’obbligo – nell’edizione del 2019, l’ultima disputata, Matteo Berrettini dovette giocare semifinale e finale la domenica, soccombendo a Garin.

Risultati:
[Q] I. Ivashka b. [1] A. Zverev 6-7(5) 7-5 6-3
[7] J-l. Struff b. [4] F. Krajinovic 6-4 4-6 7-6(4)
[8] J. Millman vs [2] C. Ruud 3-6, sospesa per pioggia
[5] N. Basilashvili vs [LL] N. Gombos 5-4, sospesa per pioggia

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ATP Roma: Travaglia batte Paire e va al secondo turno, out Fognini

Il marchigiano elimina Paire, mentre il ligure è stato battuto da Nishikori. Travaglia potrebbe trovare Shapovalov al secondo turno

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Si sono giocati sul Grandstand i primi due match dei giocatori italiani presenti a Roma, Stefano Travaglia e Fabio Fognini, con il primo che è riuscito a passare il turno. Di seguito il resoconto delle partite.

BENE TRAVAGLIA – Il tennista marchigiano ha battuto Benoit Paire per 6-4 6-3 in 78 minuti, e attende il vincente di Shapovalov-Majchrzak al secondo turno. Nel primo confronto fra i due, l’azzurro ha spinto convintamente dall’inizio, attaccando il fragile dritto del francese (anche perché sull’altra diagonale Paire ha iniziato benissimo, infilando sette vincenti a fronte di due soli non forzati nel primo set), e nel terzo game si è procurato una palla break su un controbalzo dell’avversario finito largo di poco. Paire si è salvato in quella circostanza con una smorzata seguita da un passante di rovescio, ma nel settimo gioco ha commesso un altro errore con il colpo meno sicuro e concesso un’altra opportunità; stavolta la sua scelta tattica è stata decisamente meno assennata, optando per il serve-and-volley, e Travaglia ne ha approfittato con un buon passante su cui Paire non è riuscito a tenere la volée in campo.

Il francese si è guadagnato una palla del contro-break con un passante in allungo di rovescio, ma Travaglia è stato lucido, usando servizio esterno e dritto in contropiede per annullarla e salire 5-3, chiudendo poi il set in 42 minuti. E proprio la lucidità è stata la chiave per il marchigiano, che ha fatto tutto ciò che serve per prevalere su un avversario che non dà ritmo, vincendo 29-21 gli scambi brevi, conquistando 14 punti su 16 con la prima e commettendo un solo non forzato.

 

Nel secondo, a dire il vero, Travaglia ha commesso qualche imprecisione di troppo, concedendo due palle break con un approccio di rovescio sbagliato nel secondo game. Ha salvato la prima con un buon servizio al corpo e la seconda con un ace al centro, ma Paire ha retto il successivo scambio sul dritto, sorprendendolo con un cambio lungolinea ed inducendolo a un altro errore di rovescio, e ha breakkato con una robusta risposta di rovescio che l’azzurro non è riuscito a gestire. Per sua fortuna, l’avversario ha commesso due doppi falli da sinistra nel game successivo, concedendo poi il contro-break con un rovescio lungo – Travaglia è riuscito a pareggiare gestendo un buon momento dell’avversario con altri servizi ben piazzati e l’occasionale slice.

A quel punto Paire sembrava solo alla ricerca di una scusa per mollare la partita, e dopo essersi lamentato di una prima esterna finita larga (ha anche scattato una foto al segno a fine partita) ha commesso tre doppi falli di fila che hanno dato il 3-2 a Stetone. Questo il fotogramma del servizio di Paire:

Per la prima volta Travaglia è sembrato distrarsi, mettendo lungo un rovescio per il 3-3, ma Paire gli ha subito concesso un’altra palla break cercando di colpire al volo da fondo. Pur salvandola con la prima esterna, il francese ha poi sbagliato due serve-and-volley che hanno dato il break decisivo a Travaglia, che ha vinto gli ultimi dieci punti dell’incontro per accedere al secondo turno.

FOGNINI – Nel secondo match sul Grandstand, Kei Nishikori ha eliminato Fabio Fognini per 6-3 6-4 in 79 minuti, prenotando un secondo turno potenzialmente molto equilibrato con Pablo Carreño Busta.

Avanti 2-1 nei confronti diretti prima di oggi, Nishikori ha sbagliato pochissimo all’inizio, esercitando grande pressione da fondo e dando sempre l’impressione di avere qualcosina di più in termini di spinta contro un Fognini che si è spesso lamentato degli appoggi. Il giapponese si è procurato una palla break nel secondo gioco quando l’italiano ha giocato un approccio poco convinto, finendo per sbagliare la seconda volée sul passante ravvicinato del nipponico che l’aveva costretto a rifugiarsi nella stop volley. Nishikori ha però fatto una scelta strana sulla palla break, girando attorno alla pallina per rispondere di dritto; quel tipo di risposta dev’essere un vincente per avere senso, cosa che in questo caso non è successa (ben lungi), consentendo a Fognini di chiudere a campo aperto. Nishikori si è però procurato un’altra opportunità con il rovescio lungolinea, e ha breakkato su un errore bimane del ligure.

Il primo set è vissuto di parziali: il giapponese ha infatti vinto i primi otto punti giocati sul suo servizio, e si è procurato tre palle non consecutive del 4-0. Fognini però ha trovato una prima al centro e una esterna intervallate da uno sventaglio in rete dell’avversario, e una volta accorciate le distanze e si è procurato uno 0-40 con un intelligente passantino slice su cui Nishikori ha fallito la demi-volée, trovando il contro-break con una risposta di rovescio e pareggiando con una striscia di 12 punti consecutivi. Smaltita la delusione, il giapponese ha però ripreso il controllo degli scambi da fondo, e ha ricominciato a trovare punti con la prima (12 su 13 nel set) e sul 4-3 in suo favore si è procurato un’altra palla break con un rovescio lungolinea, andando a servire su un errore di dritto dell’italiano, che ha conseguentemente sfasciato la racchetta. Fognini è riuscito a portarsi sul 30-30 con una buona profondità, ma ha concesso il set tirando un rovescio lungolinea in rete.

Nel secondo set Fognini ha provato ad essere un po’ più aggressivo, ma non è bastato: nel terzo game la profondità delle risposte di Kei ha continuato a sottrargli il controllo dello scambio, e uno sventaglio molto carico ha dato adito al 15-40. Fognini si è salvato nella prima circostanza con un servizio esterno, ma nulla ha potuto sul rovescio lungolinea successivo di un avversario in grande spolvero ed estremamente efficiente (cinque errori non forzati per set). La partita si è di fatto chiusa lì, perché nel game successivo Fognini è riuscito al massimo a portarsi al deuce, senza mai riuscire a tirarsi fuori dalla diagonale di sinistra e trovandosi spesso costretto a staccare la mano sinistra per colpi difensivi su cui Nishikori è sempre stato implacabile; negli ultimi due turni di servizio il nipponico ha concesso un solo punto, chiudendo con un ace all’incrocio delle righe.

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Internazionali d’Italia: un solidissimo Mager supera de Minaur

Dominante negli scambi da fondocampo, l’azzurro onora la wild card con la sua prima vittoria nel main draw del Foro

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Al terzo tentativo, Gianluca Mager mette a segno la prima vittoria nel tabellone principale degli Internazionali: 6-4 6-3 in un’ora e diciotto minuti ai danni di Alex de Minaur. Dritto pesante e prima battuta spesso scagliata piatta ben sopra i 200 km/h, Gianluca ama sentire il mattone tritato sotto i piedi a dispetto di un gioco tutt’altro che inadatto a superfici più compatte e veloci. Non è invece il terreno di battaglia preferito per Demon, che tuttavia quest’anno si presenta a Roma con tre incontri vinti sul rosso, più di tutti quelli ottenuti negli anni precedenti della sua peraltro ancor giovane carriera.

IL MATCH – Mager gira attorno alla palla per comandare lo scambio ma senza esasperare la ricerca del dritto, anche perché il caldo pomeriggio romano è spettatore di un rovescio che regala davvero pochissimo, tanto che alla fine gli errori dal lato sinistro si conteranno sulle dita di una mano – e non servono neppure tutte. In vena di spoiler, evidenziamo subito anche quel dominante 24-7 nei punti tra i cinque e i nove colpi, a sua volta rivelatore di quello che accade quando si comincia a scambiare. Forse sorpreso del vantaggio quasi immediato, Gianluca restituisce subito il break ottenuto al terzo gioco, ma si rifà sotto sul 4 pari. De Minaur inizia ad annullare palle break con l’aiuto della prima battuta, in un caso ben seguita a rete e finalizzata con una non scontata volée; fa male (a noi che guardiamo) la risposta sbagliata sulla seconda, ma fa ancora più male (a de Minaur) la drop volley di Mager, che finalmente passa in vantaggio grazie all’errore del rovescio australiano – l’unico possibile visto che con il dritto non sbaglia proprio mai. Il rovescione lungolinea in uscita dal servizio che apre il decimo game è foriero di un turno di battuta in discesa e, infatti, il 6-4 è messo al sicuro nel giro di un paio di minuti.

Nonostante lo svantaggio nel computo degli ace, il ventiseienne n. 90 del ranking ottiene molto di più dell’avversario quando mette la prima che, se non gli dà il punto diretto, gli permette di colpire con i piedi ben dentro il campo il 70% delle volte che l’australiano la ribatte. Con un atteggiamento estremamente positivo e risoluto, Mager approfitta del poco arrotato dritto australiano finalmente impreciso per l’allungo nel quinto game prontamente consolidato. Il ventiduenne di Syney è ancora in sofferenza sul servizio e sembra quasi leggere la sovrimpressione che con poca sorpresa rivela un perentorio 34-20 a favore dell’azzurro negli scambi da fondo perché si presenta a rete per raccogliere un preziosissimo “15” che lo mantiene in corsa. Imperterrito, Gianluca continua solidissimo, variando velocità e altezza con dritto; i colpi avversari proprio non gradiscono e si assicura di poter servire per chiudere, ma non ce ne sarà bisogno. Il n. 23 ATP annulla un primo match point comandando bene lo scambio, ma il nostro se ne procura un secondo con una strepitosa risposta vincente in allungo. Pochi secondo dopo, il tentativo di spingere con lo sventaglio da parte di de Minaur diventa l’errore non forzato numero 23 e vale il secondo turno a Mager, che può ora godersi il meritato riposo in attesa dell’incontro di martedì, dal quale uscirà il suo prossimo sfidante, tra Lorenzo Sonego e Gael Monfils, fermo dall’Australian Open.

 

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ATP Roma: Sinner facile su Humbert, sfiderà Nadal

Jannik ha solo un momento di difficoltà all’inizio del secondo set, poi si libera del francese ma lo spettro di Rafa già incombe: “Non vedo l’ora di entrare in campo”

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Jannik Sinner - ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

J. Sinner b. U. Humbert 6-4 6-2

A dispetto di un numero piuttosto alto nella casella degli unforced, è un Jannik Sinner da corsa quello che supera in un’ora e mezza il n. 32 ATP Ugo Humbert, prendendosi la rivincita dell’unico precedente tra i due, la sfida nel girone delle Next Gen Finals 2019 vinte proprio dal diciannovenne di Sesto, e allo stesso tempo staccando il biglietto per quell’appuntamento con Rafa Nadal che aveva mancato la settimana scorsa a Madrid a causa delle passo falso contro Alexei Popyrin. “Tornerò più forte” aveva promesso l’azzurro e la sua versione del soleggiato lunedì romano ha mantenuto l’impegno.

IL MATCH – Jannik rende subito chiaro a Humbert che dovrà sudarsi i propri turni di servizio rispondendo spesso profondo e carico. Ugo non mette molte prime e, se salva il game di apertura risalendo da 15-40, non può impedire l’allungo azzurro che varia la posizione in ribattuta, sia sulla prima, cercando di tagliare l’angolo mancino a sinistra, sua sulla seconda, più spesso arretrato ma anche con i piedi sulla linea. Quando tocca a lui a iniziare il gioco, Sinner non concede opportunità, forte sì delle tre prime su quattro in campo, ma mantenendo il pallino del gioco anche in quella “quarta circostanza”. Non c’è quasi gara negli scambi da fondo campo e, dopo il 4-1 pesante, Jannik può amministrare fino al 6-2.

 

Humbert chiede l’intervento del fisioterapista per un massaggio al collo e, come nel primo parziale, esce in qualche modo indenne dal gioco di apertura, nonostante Sinner si guadagni gli applausi con chiudendo a rete dopo la smorzata. Si fa però più aggressivo, Ugo, meritandosi la sua prima e anche unica palla break, trasformata dal doppio fallo azzurro. Per nulla impressionato, il nostro ricomincia a menare forte e, con la complicità del dritto e di una prima battuta francesi spesso assente (e che in ogni caso porta poco più della metà dei punti), infila ancora quattro giochi consecutivi, mentre a Humbert non resta che lamentarsi dell’avvertimento per coaching inflittogli da Raluca Andrei e accontentarsi di un leggero vantaggio negli scambi più brevi che non compensa il considerevole divario a favore di Sinner quando si superano i quattro colpi. Nessuna sofferenza al momento di chiudere e scontro con Nadal fissato. Anche con il campione maiorchino sarà (tentativo di) rivincita, dopo il duello di Parigi dello scorso ottobre.

LE PAROLE DI SINNER – “Sicuramente a uno come Nadal non piace perdere contro un ragazzino di 18 o 19 anni, ma forse dovresti chiederlo a lui” risponde Jannik a chi gli domanda se Rafa metta in campo qualcosa in più quando affronta i più giovani. Poiché nella prima parte della stagione rossa abbiamo visto il mancino di Manacor non sfoderare al meglio tutte le armi che possiede, non sembra banale chiedere all’azzurro cosa gli toglierebbe prima del match. “Purtroppo è una domanda inutile” taglia però corto il rossocrinito, “perché non posso togliergli nulla! So che quando scenderà in campo contro di me avrà a disposizione tutti i colpi: dritto, rovescio e volée. Forse la sua qualità principale è che riesce sempre a cambiare gioco quando ne ha bisogno. Questi giocatori, Djokovic o Nadal, ti portano molto più spesso a giocare in certe situazioni. Non è che gli altri non lo facciano, ma loro lo fanno più spesso perché hanno più esperienza”.
Infine, a proposito del loro incontro al Roland Garros, “la mentalità era quella giusta. Dovrò fare la stessa cosa, anche perché so di avere più armi perché credo di essere migliorato. Ma sono cose che devi provare a mettere in campo ed è la cosa più difficile, anche perché credo che adesso lui mi conosca un po’ meglio. Non vedo l’ora di entrare in campo”.

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