Mondo Futures: Lucas Catarina va in bicicletta

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Mondo Futures: Lucas Catarina va in bicicletta

Grande prestazione nella finale di Monastir per il 24enne a coronamento di un torneo dominato sin dal primo giorno

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M15 MONASTIR (TUN, cemento) – VINCITORE: Lucas Catarina

Il monegasco Catarina (n.351 ATP), plurivincitore a livello Future, sembra ormai pronto a cimentarsi a un livello superiore (come può confermare il nostro Caruso che a Montecarlo ha faticato non poco per domarlo in tre set). Nella finale di Monastir ha inflitto il doppio bagel al qualificato francese Benjamin Pietri, che di certo si auspicava un esito diverso per la sua prima finale in carriera. Il seed numero 2 ha condotto in porto una settimana fin troppo facile, sino all’inevitabile conquista del suo nono titolo (tutti arrivati sul veloce), il quinto nella città di Monastir; chissà che non provi il salto di categoria ora. Delude il qualificato americano Zachary Svajda, che a dispetto della posizione 790 occupata nel ranking, aveva fatto intravedere del potenziale nelle uscite passate (lo ricordiamo trascinare al quinto set il nostro Paolo Lorenzi nel 2019 agli US Open); l’età resta comunque dalla sua parte. Non sono molto positive nemmeno le notizie riguardo gli azzurri in gara, tutti fuori all’esordio, ad eccezione della tds numero 7 Erik Crepaldi, eliminato comunque al secondo turno.

M15 CAIRO (EGI, terra rossa) – VINCITORE: Bastian Malla

Decimo centro in carriera per il cileno Malla (n.522 ATP), anche questo sulla terra rossa, sua superficie preferita. Per il 24enne è un ritorno alla vittoria dopo un anno e mezzo circa, durante il quale per la verità non è stato molto attivo a causa di ripetuti infortuni. Battuto in finale il giovane britannico Jack Pinnington Jones (alla sua quinta apparizione in un evento ITF, la prima in cui passa almeno un turno) per 4-6 6-1 6-2. Parlando di infortuni, non possiamo omettere la sfortuna del qualificato Edoardo Lavagno, costretto al ritiro nel suo match di quarti contro lo spagnolo Sanchez Jover (seed numero 6). Si interrompe inoltre la striscia vincente dello statunitense Oliver Crawford (tds numero 3), che raccoglie un solo gioco contro il futuro vincitore. Fuori al secondo turno Alessandro Ingarao, mentre il seed numero 8 Jose Vidal Azorin elimina all’esordio il qualificato Gian Marco Ortenzi.

M15 ANTALYA (TUR, terra rossa) – VINCITORE: Jeroen Vanneste

Al contrario di quanto si possa pensare, a livello ITF è un evento abbastanza raro che le prime due tds si affrontino in finale; è ancora più insolito che a giocarsi l’accesso alla finale siano i primi quattro del seeding, ma è questo il caso del 15000 di Antalya, dove il belga Jeroen Vanneste (n.397 ATP) supera l’elvetico Ehrat (seed numero 1 del torneo) in due comodi set e si aggiudica il sesto titolo in carriera. Lo svizzero, che ai quarti aveva avuto la meglio del pur bravo Samuel Vincent Ruggeri, non approfitta dunque del ritiro in semifinale del vincitore di sette giorni fa, Christopher Heyman. Fuori ai quarti anche un altro italiano, la tds numero 5 Francesco Forti; passano un solo turno il giovane qualificato Maestrelli e Jacopo Berrettini. Sconfitti all’esordio Nardi, Balzerani e Campana.

 

M15 LAS PALMAS DE GRAN CANARIA (SPA, terra rossa) – VINCITORE: Alvaro Lopez San Martin

Finale combattutissima tra i due contendenti, a spuntarla è lo spagnolo Lopez San Martin (n.504 ATP) dopo oltre due ore e mezza, per 7-6(6) 4-6 7-5: niente da fare per il giovane francese Kyrian Jacquet, che potrà consolarsi con il suo nuovo best ranking di 471. Il catalano giura che la sua superficie preferita è l’erba, anche se gli otto titoli conquistati in carriera, tutti sul rosso, provano quantomeno un gran feeling con il mattone tritato. Discorso diverso per l’azzurro Alessandro Bega: la tds numero 1 del torneo dimostra infatti di non trovarsi a proprio agio sui lenti campi di Las Palmas, e nonostante il tabellone (in teoria) più agevole, esce ai quarti proprio contro Lopez San Martin. Gli altri due italiani al via, Weis e Iannaccone, sono invece eliminati al secondo turno.

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Roma, Halep costretta al ritiro con Kerber: infortunio al polpaccio

La campionessa in carica esce dal campo quasi in lacrime, ancora incerta la gravità del problema: “Al momento non siamo sicuri dei tempi di recupero”

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Uno dei match più interessanti del super-programma di ieri a Roma, sul versante femminile, era sicuramente la sfida tra le due ex numero 1 Simona Halep e Angelique Kerber. Purtroppo però la sfida non ha avuto nient’affatto un lieto fine e si è conclusa con il ritiro della romena sul punteggio di 6-1 3-3 in suo vantaggio. La campionessa uscente ha accusato un infortunio al polpaccio sinistro che l’ha costretta ad abbandonare il campo quasi in lacrime, con la collega tedesca che ha cercato in tutti i modo di rincuorarla, preparandole il borsone e aiutandola ad uscire al campo. “Spero si rimetta presto. Siamo ottime amiche e mi fa star male quando vedo una situazione come quella che è accaduta oggi” ha affermato genuinamente Kerber nel post-partita.

Più tardi nella giornata di ieri sono arrivati anche dei primi aggiornamenti da parte della diretta interessata. Con un post sui suoi canali social ha dato questo aggiornamento: “Purtroppo un’ecografia ha rivelato che ho uno strappo al polpaccio sinistro. Domani farò una risonanza magnetica per capire più in dettaglio la natura dell’infortunio, ma al momento non siamo sicuri dei tempi di recupero. Sono così delusa di terminare il mio torneo a Roma in questo modo. Ma farò tutto il possibile per curare l’infortunio e tornare il prima possibile. Grazie mille per il vostro supporto e vi terrò aggiornato sui miei progressi”.

La determinazione che contraddistingue Halep ci assicura che farà di tutto per essere presente davanti ai cancelli del Roland Garros al momento dell’apertura (che avverrà il 30 maggio), ma ovviamente restano dubbi su una sua eventuale partecipazione e nel caso in che condizioni questa possa avvenire.

 

Il tabellone femminile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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Roma, quote giovedì 13 maggio: Berrettini e Sonego chiamati all’impresa

Nadal e Djokovic sul velluto? Equilibrio nel big match femminile fra Muguruza e Svitolina, insidie Kudermetova e Gauff per Barty e Sabalenka

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Matteo Berrettini nella finale di Madrid, 2021 (Credit: Mateo Villalba, MMO21)

Come di consueto il giovedì degli Internazionali d’Italia prevede lo svolgimento di tutti gli ottavi di finale maschili e femminili. Sono due gli italiani ancora in corsa: per Matteo Berrettini, solido contro John Millman, c’è la prova Stefanos Tsitsipas, con il greco che ha faticato solo nel primo set con Marin Cilic e ora si presenta da favorito (1,45) al terzo scontro fra i due, avendo vinto entrambi i precedenti (Australian Open ’19 e qualificazioni US Open ’17), con un bilancio di 5 tie break su 7 set totali. In caso di vittoria ci sarebbe probabilmente Novak Djokovic (1,20), atteso da Alejandro Davidovich Fokina, mai incontrato e reduce da un agevole successo su Cameron Norrie.

L’altro azzurro impegnato è Lorenzo Sonego (3,40), che ha avuto la meglio in due set su Gianluca Mager ed è chiamato a ribaltare il pronostico contro Dominic Thiem, apparso per altro in grande difficoltà per un set e mezzo con Marton Fucsovics: unico precedente fra i due sul rosso di Kitzbuhel, nella semifinale 2019 vinta dal padrone di casa austriaco in due set. Ad attendere il vincitore ci sarebbe Andrey Rublev, che ha eliminato in rimonta Jan-Lennard Struff, o Roberto Bautista Agut: favorito il russo a 1,53 nel terzo incrocio stagionale, con una vittoria per lo spagnolo nella semifinale di Doha a cui è seguita una lunga battaglia nel terzo turno di Montecarlo, portata a casa da Rublev al terzo set.

Si è visto un buon Rafa Nadal contro Jannik Sinner, con l’italiano avanti di un break e poi rimontato in entrambi i set: ora per lo spagnolo l’avversario è Denis Shapovalov (quota 7), giustiziere di Stefano Travaglia e già battuto dal maiorchino a Roma, sempre negli ottavi, tre anni fa. Potrebbe poi esserci la rivincita con Sasha Zverev (1,25), atteso da Kei Nishikori, battuto agevolmente una settimana fa a Madrid, con entrambi i giocatori relativamente riposati visto il veloce successo del tedesco su Hugo Dellien e il walk over di Pablo Carreno Busta di cui ha beneficiato il giapponese. Infine, nell’ultimo quarto rimasto orfano di teste di serie, si affrontano da un lato Reilly Opelka e Aslan Karatsev (con quest’ultimo molto convincente contro un riluttante Daniil Medvedev e favorito a 1,28), e dall’altro Felix Auger-Aliassime (1,70) e Federico Delbonis, entrambi vincitori a sorpresa rispettivamente su Diego Schwartzman e David Goffin.

Fra le donne sono fioccate le eliminazioni illlustri, avvenute fra l’altro tutte nella parte bassa del tabellone, nella quale è rimasta in corsa fra le teste di serie solo la numero 9 Karolina Pliskova, campionessa due anni fa. Se potevano essere prevedibili, per motivi diversi, quelle di Naomi Osaka e Serena Williams, è stata sorprendente quella di Petra Kvitova e sfortunata quella di Simona Halep, ora a rischio Roland Garros per un infortunio al polpaccio.

In caso di vittoria potrebbero incontrarsi nei quarti per l’ennesima volta in stagione Ashleigh Barty e Aryna Sabalenka, attese però da due insidiose avversarie: per l’australiana c’è Veronika Kudermetova (3,40), quest’anno fra le migliori sulla terra e trionfatrice a Charleston, mentre per la bielorussa, in striscia di sette vittorie consecutive, c’è Coco Gauff (3,75), che l’ha già battuta in uno dei due precedenti dello scorso anno e che si è imposta a sorpresa su Maria Sakkari.

Favorita Iga Swiatek (1,28) su Barbora Krejicikova, che si è sbarazzata piuttosto facilmente di una irriconoscibile Sofia Kenin, con la polacca vincitrice in due set nell’unico confronto diretto di fine marzo a Miami, mentre sono ben 11 i precedenti fra Garbine Muguruza ed Elina Svitolina, entrambe vittoriose in rimonta su Bernarda Pera e Amanda Anisimova: vantaggio di 6 a 5 per l’ucraina, ma leggermente favorita la spagnola a 1,72. Proverà a ripetersi la veterana Vera Zvonareva, negli ottavi a Roma dopo 13 anni, che dopo Petra Kvitova affronta Karolina Pliskova (1,65), mentre è previsto equilibrio fra Petra Martic e Nadia Podoroska, con i pronostici che danno l’argentina, giustiziera di Serena Williams, avanti di pochissimo a 1,80. Favorite infine Jessica Pegula (1,60 su Ekaterina Alexandrova) e Jelena Ostapenko, che parte avanti a 1,57 contro Angelique Kerber, che si ritrova negli ottavi grazie al ritiro di Simona Halep.

***Le quote sono aggiornate alle 23 di mercoledì 12 maggio e sono soggette a variazione

 

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WTA Roma: niente festa per la millesima di Serena. Agli ottavi va Podoroska

L’argentina gioca un’ottima partita e batte Serena nella sua partita numero 1000 in carriera. Agli ottavi sfiderà Martic

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N. Podoroska b. [8] S. Williams 7-6(6) 7-5

Serena Williams non ha potuto festeggiare con una vittoria la sua partita numero mille sul circuito (851-149 lo strepitoso bilancio aggiornato). Sul centrale del Foro Italico la statunitense si è infatti dovuta arrendere al cospetto di un’ottima Nadia Podoroska, che ha così ottenuto il suo terzo successo in carriera contro una top 10. La sconfitta potrebbe suonare sorprendente – e in effetti quasi ogni inciampo di Serena viene accolto con stupore nonostante veleggi ormai verso i quarant’anni – ma non bisogna dimenticare che Podoroska è pur sempre semifinalista in carica del Roland Garros e sa come muoversi bene su questa superficie. Entrambe hanno giocato una partita di buonissima qualità, pur con qualche comprensibile calo di tensione, e hanno dato vita ad una discreta battaglia.

Il primo set in particolare è stato di ottimo livello come testimonia anche il saldo vincenti/errori gratuiti, positivo per entrambe (22/18 Serena, 14/7 Podoroska). L’argentina parte subito molto aggressiva, ottenendo una palla break nel primo game e strappando poi il servizio all’avversaria nel terzo. La reazione di Serena non si lascia attendere e conduce a un immediato controbreak. La statunitense prova a forzare il vincente entro i primi due/tre colpi, ben consapevole di non poter reggere sulla lunga distanza un continuo braccio di ferro da fondo. Se non riesce a sfondare entro tale soglia, fare il punto diventa molto più difficile per lei, soprattutto perché Podoroska concede davvero poco. L’argentina trova un altro break nel nono gioco e va a servire per il set, ma ancora una volta Serena riesce a mettere subito una pezza, impattando sul 5-5. Si approda infine al tiebreak, nel quale Podoroska allunga subito sul 5-2 e poi sul 6-3. Qui Serena gioca da campionessa, annullando i tre set point con altrettanti vincenti. Un dritto lungolinea largo di pochi centimetri la costringe a fronteggiarne un quarto sul quale stavolta Podoroska è cinica, chiudendo il set con la combo servizio-dritto.

 

Nel secondo parziale, Serena si tiene in scia fino al 3-2, ma sembra chiaro che l’inerzia della partita sia dalla parte di Podoroska. La statunitense incappa in un disastroso sesto game che proietta l’avversaria verso il 5-2. A questo punto però, Serena tira fuori le unghie, mentre Podoroska spegne la luce proprio nel momento di servire per il match. Un parziale di dodici punti a zero ristabilizza la situazione sul 5-5. L’argentina non si lascia sgomentare dal mini black out e si ricompone, trovando nuovamente la via del break nel dodicesimo gioco ed evitando così le insidie di un secondo tiebreak. Agli ottavi Podoroska sfiderà Petra Martic, che ha eliminato Kiki Mladenovic con il punteggio di 7-5 6-3.

Serena commenta così a fine match: “La prima partita sulla terra è sempre molto difficile. Parlerò con il mio team, può darsi che io abbia bisogno di giocare qualche altra partita. Non è facile allenarsi per settimane e trovare subito il ritmo al primo match”. E aggiunge: “Ho incontrato delle difficoltà, soprattutto negli spostamenti. Non volevo certo rompermi le caviglie! In un certo senso è stato positivo affrontare subito una giocatrice da terra battuta, dall’altro è stato un po’ frustrante. Però credo sia solo questione di tempo“.

Il tabellone femminile aggiornato con tutti i risultati

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