Federer torna in campo col sorriso: "In teoria dovrei essere il n.800 del mondo!"

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Federer torna in campo col sorriso: “In teoria dovrei essere il n.800 del mondo!”

Roger Federer scherza sulla posizione immeritata in classifica, a poche ore dall’esordio di Ginevra (ore 16 con Andujar): “Devo giocare una decina di partite per capire a che punto sono”

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Qatar Exxon Mobil Open 2021 ATP Media Day Roger Federer , Switzerland

“Non più avuto alcun contrattempo dopo Doha”. Sono parole senz’altro molto rassicuranti quelle di Roger Federer prima dell’attesissimo rientro previsto per martedì al torneo di Ginevra contro, ora lo sappiamo, Pablo Andujar (terzo incontro sul centrale con programma che inizia alle 12). Un ritorno ben diverso da quello del 2017 in termini di ‘lontananza’, sia per il tempo trascorso senza giocare, sia per il doppio intervento al ginocchio e il difficile recupero della condizione. “A Doha volevo sapere dove fossi” spiega il venti volte campione Slam, “mentre Ginevra è più un piccolo test e si tratta di vedere se posso giocare più partite di seguito”.

Quello che importa, ça va sans dire, non è solo la quantità bensì la qualità. Roger sa bene che “i ragazzi del Tour hanno ormai tutti ritrovato un buon ritmo e il livello che tutti stanno offrendo è fantastico. Ovviamente, voglio raggiungere anch’io quel livello. Devo giocare una decina di incontri prima di capire a che punto sono. Domani [martedì] scopriremo qualcosa di più, ma in allenamento le cose vanno bene. Recuperando da un infortunio, non sei allo stesso punto di tutti gli altri, ma sono eccitato dal rientro e voglio concentrarmi su questo piuttosto che sul livello attuale di Rafa e Novak”.

ROAD TO CHURCH… ROAD – Sono passati quasi due anni dalla sua ultima apparizione sul rosso – la semifinale del Roland Garros persa da Nadal. È giusto giocare su questa superficie ormai a un passo dalla stagione erbosa che richiederà un nuovo adeguamento? “Sono stato felice di non constatare alcuna differenza dal passaggio dal duro alla terra battuta, quindi mi aspetto lo stesso quando inizierò a giocare sull’erba” minimizza Federer. “D’altronde, da quando l’erba è nel mio programma, dal 1998, non ho mai avuto particolari problemi cambiando superficie. I giocatori sono abituati a questi cambi, anche se, chiaramente, dopo un infortunio c’è qualche preoccupazione al riguardo. L’importante, allora, è capire, se percepisci qualche problema, ‘sarà a causa del ginocchio o perché non giochi da un anno? O magari perché sei più vecchio’. Ogni tennista ha giorni in cui c’è qualcosa che fa male, ma per adesso la terra va bene per me e spero anche che mi aiuti in vista dell’erba, soprattutto perché devi abituarti a spingere la palla altrimenti non va”.

 

Il Roland Garros spostato in avanti di una settimana si mangerà uno slot destinato ai prati, riducendo i tempi di preparazione per Wimbledon. Roger si rifà a quanto già evidenziato poc’anzi: “Sono più abituato a questo calendario rispetto a quello più recente con una settimana in più sull’erba. Di sicuro mi aiuterà giocare qua a Ginevra, ma dipenderà dal Roland Garros. Sarebbe duro giocare due tornei consecutivi e poi andare a Wimbledon, l’obiettivo della mia stagione. Credo che Parigi, Halle e Wimbledon sia un buon programma per me”.

NUMERO 8 OPPURE 800? – Tornando sul livello degli avversari che lo aspettano al varco, il fenomeno di Basilea dice di non aver guardato troppo tennis, ma ogni volta che lo ha fatto è rimasto impressionato. Tuttavia si dice fiducioso, forte dell’esperienza di Doha quando, in allenamento, ha subito vinto un set con Dan Evans (“Sono già a questo livello?” si era detto), quindi ora si concentra più sulla terra battuta che sugli avversari. “Se rimango in salute e riesco a giocare diversi incontri, recuperare e ripetermi, aumenterò la mia fiducia e credo di poter arrivarea far parte del gruppo dei migliori. Certo, per essere lassù devi giocare cinquanta buoni match a stagione e con l’età è sempre più difficile giocare cinquanta, ottanta, cento incontri come facevo una volta. Poi, c’è la generazione di Tsitsipas, Zverev, Rublev che con l’esperienza continua a migliorare, Dominic nel frattempo ha vinto uno Slam, Rafa e Novak sono sempre al loro posto e questa è un’ulteriore sfida per me.

Attualmente ottavo del mondo in virtù (se così si può dire) delle regole eccezionali pensate per la classifica ‘pandemica’, Roger riconosce che “in linea di principio dovrei essere il numero 800 del mondo perché non ho giocato affatto in questi mesi. In ogni caso, se il ginocchio e il mio stato di forma non sono al 100%, non ci rimarrò a lungo. Però, se torno al 100% e gioco di conseguenza, saprò di valere più del n. 800”.

DISAGIO – Viene anche toccato l’argomento Sascha Zverev, dall’inizio dell’anno non più rappresentato dalla Team8 di Tony Godsick, manager storico dello stesso Federer: c’entrano qualcosa le accuse di abusi lanciate sui social dalla ex fidanzata del tedesco? E l’ATP non dovrebbe fare qualcosa?

“Sono ovviamente molto vicino a Tony e alla Team8, ma allo stesso tempo queste decisioni spettano a lui, io non vengo coinvolto. Sascha è un ragazzo fantastico, sono felice per lui quando ottiene dei bei risultati e probabilmente sentiva il bisogno di un nuovo inizio, ma quelle accuse sono un argomento estremamente privato e non voglio commentarle. Riguardo all’ATP, siamo liberi professionisti, quindi è forse più complicato. È diverso quando sei dipendente di una Lega o di un club da cui ricevi uno stipendio“.

Ovviamente c’è bisogno di un codice di comportamento”, continua Roger, “come quello che dobbiamo rispettare sul campo e che è diventato più rigido nel corso degli anni. Ora si vuole entrare anche nella sfera privata. Credo che per quello esistano altre regole, le leggi dei vari Stati, per dire. Onestamente non ne voglio parlare perché preferisco che Sascha si concentri sul suo tennis e chi sono io per commentare mesi dopo. Capisco, Ben [Rothenberg, che ha fatto la domanda], che tu voglia scriverne, ma capisci anche il mio punto di vista, non mi sento molto a mio agio a parlarne”.

UNA PUNTURA E PASSA LA… – Tra una sessione di allenamento e l’altra, Roger è stato vaccinato contro il coronavirus con il Pfizer/Biontech. “Sono contento di esserci riuscito visti i tanti viaggi richiesti dal mio lavoro richiede. Ci sono dei vantaggi per questo, ma l’ho fatto soprattutto per gli altri perché non voglio contagiare nessuno, anche se io e la mia famiglia stiamo ancora molto attenti”.

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Sorpresa all’ATP di Mosca: Rublev eliminato da Mannarino. Avanza Karatsev

Il francese (sconfitto nella finale 2019) si prende una dolce rivincita sul numero 5 della Race ATP, salvando anche un match point

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Andrey Rublev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

È una vera e propria storia d’amore (ma mai a lieto fine, sinora) quella che intercorre tra Adrian Mannarino e l’ATP di Mosca. Il francese ha raggiunto la finale per ben due volte nell’evento, nel 2019 e nel 2018 e un anno prima si è fermato solo in semifinale. Ancora non sa se riuscirà ad arrivare in fondo quest’anno, ma è comunque riuscito a conquistare un risultato di altissimo livello. Nel secondo turno ha infatti estromesso dal torneo la testa di serie numero 1 Andrey Rublev, salvando anche un match point sul 5-6 del secondo parziale. I due si erano affrontati nella sopra citata finale del 2019 a Mosca, quando Rublev si impose nettamente (6-4 6-0), alzando il trofeo di fronte alla sua gente.

Rublev conduceva 5-2 il primo parziale, ma ha rischiato di subire una clamorosa rimonta: sul 5-5 ha salvato un break point e ha chiuso il set nel dodicesimo gioco. Le difficoltà palesate sul finale del primo parziale sono state però un campanello d’allarme per Rublev. Nel secondo set ha ceduto per due volte il servizio e Mannarino sul 5-4 ha avuto sulla racchetta due set point. Il russo ha reagito e, come accaduto un’oretta prima, si è portato a un punto dalla conquista del set. Un rovescio in rete sul match point gli ha negato l’opportunità di archiviare una partita molto complessa con un doppio 7-5 e Mannarino ha forzato la partita al terzo set nel tie-break. Rublev è apparso affaticato nel finale, incapace di reagire al break subìto nel quinto game. “Siamo entrambi migliorati rispetto alla finale di due anni fa” ha detto il 33enne francese. Andrey è migliorato molto più di me, ma anche se un giocatore ti è superiore, tutto può succedere. Oggi sono stato un po’ fortunato, sono comunque contento della mia performance”. Lo attende Berankis nei quarti di finale, un match totalmente alla sua portata.

Il primo favorito del torneo è diventato dunque Aslan Karatsev che ha aperto il suo torneo (dopo il bye al primo round) contro Egor Gerasimov. Non ha impiegato molto più tempo del necessario a disfarsi del suo avversario, nemmeno 90 minuti ad essere precisi. Ha chiuso 6-4 6-3 e attende ora il vincente dell’incontro tra Simon e McDonald.

 

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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WTA Mosca: avanti tutte le favorite

Halep elimina Kudermetova in due set e troverà Maria Sakkari, che ha beneficiato del ritiro di Kalinskaya a inizio secondo set

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Maria Sakkari - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

Giornata priva di sorprese nel torneo femminile di Mosca. Tutti gli incontri si sono conclusi infatti con la vittoria della giocatrice che partiva coi favori del pronostico. In apertura di programma, Kontaveit ha rifilato un netto 6-1 6-4 ad Andrea Petkovic, sfiorando addirittura il bagel nel primo set e recuperano un iniziale svantaggio di 0-2 nel secondo. Ai quarti troverà Garbine Muguruza. Tutto facile anche per Marketa Vondrousova che si è imposta con un doppio 6-3 su Lesia Tsurenko e al prossimo turno sfiderà Anastasia Pavlyuchenkova.

È durato appena nove giochi il secondo match tra Maria Sakkari e Anna Kalinskaya. La greca ha vinto agevolmente il primo set 6-2 e si è presa un break di vantaggio nel secondo, prima di beneficiare del ritiro della russa. L’avversaria nei quarti di finale di Sakkari sarà Simona Halep, l’unica testa di serie ad aver sofferto un pochino nella giornata odierna. Nel primo set la romena ha passeggiato, grazie anche al dritto a dir poco ballerino di Veronika Kudermetova. Sotto 6-1 2-0, la russa però ha cominciato a trovare un po’ di continuità, mentre Halep ha iniziato a sbagliare qualcosina in più. Kudermetova ha recuperato due volte un break di svantaggio e impatta sul 3-3. Al tiebreak, Halep ha tentato due volte la fuga, ma è stata subito ripresa (anche con la complicità del nastro). Sul 4-4 la rumena è poi riuscita a trovare l’allungo decisivo.

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Campionati AGIT: più di 100 giornalisti! Vincono Gibi Olivero, Alessandro Baschieri, Orazio Carabini e Erika Calvani

Sui campi del Foro Italico è andata in scena la sessantesima edizione dei Campionati Giornalisti italiani

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I campi del Foro Italico, una finale da incorniciare come quella andata in scena tra i due terza categoria Gibì Olivero e Riccardo Ceccagnoli, il sole delle ottobrate romane e tanta voglia di tennis dopo l’anno di stop imposto dal Covid, che ha portato nella capitale quasi cento giornalisti-tennisti. C’erano tutti gli ingredienti necessari a far sì che la sessantesima edizione dei campionati assoluti dell’Agit andasse in porto a gonfie vele. Il titolo del singolare maschile è andato a Olivero della Gazzetta dello Sport (classifica Fit 3/1) che si è imposto su Riccardo Ceccagnoli del Tg 5 (3/2) in un match che ha regalato colpi spettacolari e grandi emozioni soprattutto nel primo set, deciso dal tie break. In semifinale sono arrivati Miska Ruggeri (Tg2) e Salvatore Raggio (free lance). Olivero, in coppia con la moglie e collega della Gazzetta, Fabiana Della Valle si è portato a casa anche lo scudetto del doppio misto, in finale su Ceccagnoli e Antonella Piperno (Agi e Rai). Medaglia di bronzo per le coppie Calvani-Calabrò e Pesci-Valentini. Nel singolare over 50 ha trionfato Alessandro Baschieri del Corriere della Sera, in finale contro Ugo Peretti del Tirreno; semifinalisti Guglielmo Nappi del Messaggero e Stefano Mosca della Stampa. Il titolo dell’over 65 è andato a Orazio Carabini (già Sole 24ore) che ha avuto la meglio su Roberto Stigliano(Il Messaggero).

Erika Calvani (SKY Sport() Foto Felice Calabrò

Si è visto un grande tennis anche nel singolare femminile con il ritorno all’Agit del volto Sky Erika Calvani (ex 3-1) vincitrice del titolo sulla free lance romana Rossella Pesci, new entry dell’associazione, dotata di un dritto corposo. Tra le nuove racchette anche la conduttrice di Supertennis Elena Ramognino, arrivata in semifinale insieme con Claudia Fusani. Il doppio libero è andato alla coppia Ceccagnoli-Gianluca Galeazzi (La 7)contro Baschieri-Mosca, con Olivero-Annovazzi(Repubblica) e Peretti-Ruggeri, semifinalisti. Il doppio veterani se lo sono aggiudicati Antonello Valentini e Delfino Giroldini contro Orazio Carabini e Bruno Costi; terzo posto per le coppie Antonio De Florio-Bata Janjic e Marco Francalanci-Massimo Mapelli.

Riccardo Ceccagnoli, a sinistra, Gibi Oliviero a destra
Riccardo Ceccagnoli, a sinistra, Gibi Oliviero a destra (Foto Felice Calabrò)

Non è riuscito a scendere in campo nel torneo ufficiale ma si è aggiudicato ugualmente un premio prestigioso Stefano Meloccaro di Sky, protagonista con i volti Rai Alessandro Fabretti, Francesco Giorgino e Marco Betello del doppio “special” organizzato dal main sponsor del torneo Ivsi (Istituto di valorizzazione dei salumi italiani) nella giornata dedicata al lancio del progetto triennale alimentar-salutista “Let’s eat” che, benedetto dalla Commissione europea, promuove il connubio tra i salumi italiani e la frutta greca del consorzio Asiac. A Meloccaro, premiato da Jimmy Ghione e Pierluigi Pardo, è andata la targa “Let’s eat” dedicata al giornalista più capace di coniugare l’impegno per la professione con quello salutista e sportivo. Gli altri sponsor del torneo che ha visto in campo, tra gli altri, il vicedirettore di Repubblica Dario Cresto-Dina e l’opinionista politica Mediaset Claudia Fusani, sono stati l’acqua Valmora e le cantine Mascarello e La Cedraia.

 

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