L'inarrestabile ascesa di Coco Gauff

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L’inarrestabile ascesa di Coco Gauff

Dall’exploit di Wimbledon 2019 alla top 30, anche se Coco Gauff diventerà maggiorenne solo tra un anno. I capitoli migliori sono da scrivere, ma è già tra le migliori al mondo

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Coco Gauff - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tra tutte le ragazze che prenderanno parte al WTA 250 di Parma una delle più attese è sicuramente Coco Gauff, che farà il suo esordio contro Kaia Kanepi nella giornata di martedì. Certo, le wild card alle sorelle Williams hanno rimescolato un po’ le carte, ma l’interesse dei media per Coco rimane altissimo, da quel tardo pomeriggio del 1 luglio 2019 in cui sul campo centrale di Wimbledon avvenne il ‘fattaccio’. 

Qualsiasi detective degno del suo distintivo sa che la ricostruzione di un evento differisce, anche di molto, a seconda dei punti di vista di chi osserva. Ognuno di noi percepisce frammenti di realtà che non sempre è facile ricomporre. Saremmo allora curiosi di sapere cosa rimase negli occhi dei presenti. 

Il pubblico probabilmente avrà seguito con simpatia l’adolescente che schizzava rapidissima da una parte all’altra del campo a ribattere ogni colpo di Venus Williams. La veterana statunitense avrà guardato con ammirato stupore quell’impertinente ragazzina che, punto dopo punto, stava trasformando in un incubo quel tranquillo incontro di primo turno. Quelli che ne sanno, avranno osservato deliziati quel frenetico gioco di piedi alla ricerca della palla: prima di ogni colpo tre velocissimi passettini di avvicinamento, un vero spettacolo. Il quadro, una volta ricomposto, ci ha restituito una delle più grandi sorprese tennistiche degli ultimi anni: la 15enne venuta dal nulla aveva appena rifilato un comodo 6-4 6-4 alla grande Venus.

 

Insomma, non è che la ragazzina venisse proprio dal nulla, in fin dei conti nel 2017, a soli 13 anni, aveva raggiunto la finale degli US Open junior per poi vincere l’anno successivo il Roland Garros, sempre a livello giovanile. Però ce ne passa dall’essere una bimba prodigio a battere la cinque volte campionessa di Wimbledon.

Cori Gauff, in arte Coco, diventa a 15 anni e 122 giorni la più giovane tennista a vincere un match Slam dai tempi di Anna Kournikova, ma i suoi piedi, pur velocissimi, rimangono però saldamente piantati a terra. Facendo sfoggio di understatement, dice: Non scherziamo, non è corretto che le sorelle Williams vengano paragonate a una ragazza che ha appena iniziato. Loro rimangono i miei idoli“.

Sarà. Intanto supera altri due turni (Magdalena Rybarikova e Polona Hercog le vittime) e deve pensarci Simona Halep in persona, la futura campionessa, a fermare la sua corsa. Intanto sale al n.141 del ranking e si guadagna la paginata su Vogue. Michelle Obama le fa i complimenti e su Twitter i follower diventano in un attimo 375.000 (oggi sono 661.000).

Coco fa bella figura anche allo US Open. Supera due turni prima di essere sconfitta dalla campionessa in carica Naomi Osaka, che è talmente impressionata dalla ragazza che la prega di partecipare alla sua intervista post-partita, gesto inusuale e particolarmente significativo. 

Poi, quando le chiedono come spenderà i primi soldi guadagnati, mostra finalmente tutti i suoi 15 anni: Probabilmente mi comprerò un costume per Halloween“.

A questo punto facciamo un passo indietro. Da dove arriva questa ragazza prodigio? Da Atlanta, da una famiglia di sportivi. Mamma Candi era un’ostacolista e babbo Corey giocava a basket (entrambi a livello universitario). I genitori si accorgono presto che la bimba ha doti motorie e di coordinazione inusuali. A sette anni inizia a giocare a tennis ed è talmente brava che i genitori capiscono che Atlanta non è la città giusta per coltivare il suo talento. Si trasferiscono così in Florida, a Delray Beach, una delle città a più alto ‘tasso tennistico’ degli States. Abbandonano il lavoro per seguire a tempo pieno i sogni tennistici della figlia, accettando un rischio di fallimento altissimo, sia umano che professionale.

Tra parentesi, diciamo che adesso i problemi economici sono superati: il mezzo milione in banca e la procura firmata con Team 8 (la società di management creata da Federer e gestita dal suo agente Tony Godsick) mettono al sicuro la famiglia. 

Frequenti sono intanto le trasferte in Europa, dove la bimba inizia a frequentare anche l’Academy di Patrick Mouratoglou, cui dice, con la serena incoscienza dei suoi dieci anni: Io voglio diventare la numero uno del mondo!Inutile sottolineare che Mouratoglou rimane molto impressionato. Adesso non ha più dieci anni, ma lo stesso Mouratoglou, che ogni anno la ospita per qualche settimana, di lei dice: È molto più matura di tante ragazze che girano per il Tour e che di anni ne hanno venticinque“.

Talmente matura che nella triste vicenda di George Floyd che ha dato origine a ‘Black Lives Matter’, ha preso una posizione molto chiara e netta. Ho una voce e la uso nella speranza che le mie parole servano a stimolare in qualcuno una riflessione, soprattutto nelle persone a me vicine e in particolare nei miei amici bianchi. È molto triste che la protesta di oggi sia identica a quelle dei miei nonni cinquant’anni fa“. Niente male per un’adolescente che a casa sua può sì guidare la macchina, ma non ancora votare né bere alcolici. Parole forti che la ragazzina ha pronunciato poco prima che si andasse a votare per il quarantaseiesimo Presidente degli Stati Uniti. 

Ci viene ancora una volta in soccorso Mouratoglou: “Ha una tale fiducia in se stessa che le serve non solo nel tennis, ma le permette anche di fare un discorso come questo“.

Che Coco Gauff non sia una ragazza come tutte le altre lo dimostra anche quando ci racconta di come si sia trovata, troppo presto, davanti a un bivio fondamentale della sua vita: “Nel 2018, poco prima di Wimbledon, ho faticato molto a capire cosa volevo fare realmente nella mia vita futura. Per un anno almeno sono stata sull’orlo della depressione, faticavo a vedere il lato positivo delle cose, ero confusa, pensavo tanto e piangevo spesso“. Un adolescente non dovrebbe conoscere il significato della parola depressione, questo deve aver pensato Coco mentre osservava i suoi coetanei vivere le loro esperienze da liceali mentre lei si trovava già ingabbiata nei rigidi schemi connessi a una carriera sportiva di successo. “Spesso passo troppo tempo a paragonare la mia vita a quella dei miei coetanei che vanno a scuola e che vedo così felici nella loro normalità. Così mi veniva da pensare che fosse quello ciò che volevo, ma poi ho capito che nessuno nella vita reale è felice tanto quanto dimostra di esserlo sui social media“.

D’altra parte, non nascondiamocelo: chi tra i suoi coetanei avrebbe mai potuto vivere quel pomeriggio a Wimbledon?

In considerazione della sua giovane età, a causa della policy WTA, Gauff non può partecipare a molti tornei. Uno dei pochi è quello di Linz (ottobre 2019) nel quale viene sconfitta all’ultimo turno delle qualificazioni. Una disdetta, attraversare mezzo mondo e perdere in quel modo. Ma non si è predestinati per nulla; infatti viene ripescata come lucky loser e il vento inizia a soffiare forte nelle sue vele, fino a farle vincere il primo titolo nel circuito maggiore. Un percorso costellato di vittime illustri (Kiki Bertens e Jelena Ostapenko tra tutte) e premiato dal suo nuovo best ranking al n. 71 WTA.

Coco Gauff – Linz 2019 (foto via Twitter, @WTALinz)

Sports Illustrated ci mette la ciliegina, premiandola come “Breaktrough Athlete 2019”. E su Sports Illustrated mica ci sono solo tennisti; qui si fa sul serio, la concorrenza è multidisciplinare. 

All’Australian Open, l’ultimo torneo prima del Covid, batte di nuovo Venus e si vendica di Naomi Osaka, prima di essere fermata dalla futura campionessa Sofia Kenin. 

L’indimenticabile Martina Navratilova dice di lei: “Coco ha grandissime qualità, in campo e fuori e, nonostante l’età, è già attiva politicamente. Quando la vedo sorrido, ha già raggiunto molto e potrà togliersi tante altre soddisfazioni in futuro. Gauff è una di quelle persone che possono cambiare il mondo e sembra volerlo fare. Lo sport nel cambiamento sociale ha sempre avuto un ruolo importante e lo può avere ancora“. 

Ancora una volta sport e vita reale si intrecciano strettamente nel comporre il miracolo Coco Gauff. Su cui vigila attentamente babbo Corey, consapevole che spesso la vita presenta un conto salato ai baby fenomeni. Nessuno deve dimenticare la parabola di Jennifer Capriati che rubava nei negozi o di Andrea Jaeger che fuggì dal mondo ritirandosi in convento. 

Ma babbo non è il solo a vigilare. Durante il torneo di Charleston, la 16enne è rimasta bloccata da sola in ascensore e ha chiesto aiuto con Tik Tok (lei non suona l’allarme come noi umani!). In un attimo ha ricevuto mezzo milione di like: la ragazza è ormai mainstream. Speriamo che qualcuno abbia anche chiamato i soccorsi.

Il finale di 2020 di Coco Gauff, dopo la ripresa del circuito, non è stato eccellente con un record di sei vittorie e altrettante sconfitte in incontri di main draw (tra le più deludenti quella contro Martina Trevisan al Roland Garros). Le cose sono andate così così fino all’Australian Open – tre vittorie e tre sconfitte con l’uscita dalla top 50 – ma il cambio di marcia è stato evidente dal torneo di Adelaide, dove ha raggiunto la semifinale persa di un soffio contro Belinda Bencic. Dal torneo australiano agli Internazionali d’Italia, dove Coco si è spinta nuovamente fino al penultimo atto, fanno 13 vittorie (15 se consideriamo le qualificazioni) e 6 sconfitte. La classifica la vede adesso al trentesimo posto – best ranking – a distanza non certo siderale (600 punti) dalla top 20. Insomma, come non essere convinti che i capitoli migliori siano quelli ancora da scrivere? 

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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ATP Stoccarda: Auger Aliassime è di nuovo in finale. Sfiderà Cilic

Felix elimina in due set Querrey, mentre il croato beneficia del ritiro di Rodionov. Ottava finale in carriera per Felix, ancora a caccia del primo titolo.

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Felix Auger Aliassime ci riproverà di nuovo. Il canadese classe 2000 si è infatti qualificato per la finale dell’ATP 250 di Stoccarda, che sarà l’ottava della sua ancora giovane carriera. Le precedenti sette, è cosa nota, sono finite tutte con sconfitte piuttosto amare per Felix che non solo non ha mai vinto un titolo, ma addirittura nemmeno un set nei match della domenica. L’unica volta che ci è andato vicino è stata proprio qui a Stoccarda contro Matteo Berrettini nel 2019, quando solo una chiamata dubbia del giudice di sedia Carlos Bernardes gli impedì di prendersi il tiebreak del secondo set.

Per la seconda edizione di fila (nel 2020 il torneo non si è disputato causa pandemia) dunque Auger Aliassime arriva all’ultima giornata sui prati tedeschi e lo fa al termine di una settimana molto solida, che ha forse avuto nella semifinale odierno il suo più lucido emblema. Il canadese ha vinto infatti una partita potenzialmente molto ostica contro un amante del tennis su erba come Sam Querrey, giocatore al tramonto ma sempre pericoloso su questi campi. Il match è stato il classico incontro sul verde, dominato dai servizi e con poche pochissime chance per chi si trovava in ribattuta.

Felix non ha concesso nemmeno una palla break in tutta la partita e se ne è procurate solamente due, che sono però state sufficienti. La prima è infatti coincisa con un set point, nel primo parziale, mentre la seconda con un match point. Un 6-4 7-5 che è un vero inno al cinismo, apoteosi del fantomatico “break chirurgico”. Tra Auger Aliassime e il primo titolo in carriera si parerà un ostacolo tutt’altro che agile da scavalcare. L’avversario del giovane canadese sarà infatti Marin Cilic che ha beneficiato del ritiro di Jurij Rodionov all’inizio del secondo set, dopo che il primo era comunque finito nelle tasche del croato per sei giochi a tre.

 

Entrambi i precedenti tra i due si sono conclusi con la vittoria di Cilic (Washington 2019 e Bercy 2020), che giocherà la 33esima finale della sua carriera (18-14 il saldo) e la quinta su erba (2 vinte e 3 perse, inclusa quella a Wimbledon contro Federer nel 2017). Il croato non è nel miglior momento della sua storia tennistica, anzi è probabilmente ben avviato sul viale del tramonto, ma sa come muoversi sui prati e rappresenterà un banco di prova molto valido per Auger Aliassime, sperando che la pressione non giochi un brutto scherzo al giovane canadese.

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Roland Garros, la serenità di Nadal dopo il ko: “Ora riposo, poi torno a giocare per vincere”

Il campione spagnolo dopo la sconfitta contro Novak Djokovic: “Lui si è adattato meglio al cambiamento delle condizioni”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Non capita spesso di vedere perdere Rafael Nadal al Roland Garros: proprio per questo c’era grande curiosità in conferenza stampa, quando il fuoriclasse spagnolo si è presentato davanti ai microfoni subito dopo il suo terzo ko di sempre nello Slam parigino subìto per mano di Novak Djokovic. Il tredici volte campione del Roland Garros ovviamente non era di grande umore ma è apparso comunque piuttosto sereno. “Questo è lo sport, ogni tanto si vince e ogni tanto si perde: la vita continua – ha detto Nadal -. Ho dato il massimo, ma probabilmente non è stato il mio giorno migliore. È stata una bella lotta, complimenti a Novak. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di non festeggiare troppo le vittorie e di non deprimermi dopo le sconfitte. Ora passerò qualche giorno con la mia famiglia e con i miei amici, ricaricherò le batterie e poi tornerò a giocare per vincere tornei“, è il rilancio di Nadal.

Rafa ha provato ad analizzare con lucidità le cause del suo ko in questo modo: “All’inizio del match lui è partito peggio di me, commettendo qualche errore di troppo. Poi, con il calar della sera, le condizioni sono cambiate: la palla rimbalzava di meno, prendeva meno topspin, e questo probabilmente lo ha favorito. Ma le partite le vincono i giocatori che si adattano meglio alle condizioni. Quindi non c’è dubbio che Novak abbia meritato di vincere”.

E dal punto di vista tattico, cosa poteva fare meglio Nadal? “Non sono stato bravo abbastanza a mandarlo fuori posizione, qualcosa di fondamentale contro un giocatore che ama colpire con grande anticipo come lui. Nonostante questo, nel terzo set ho avuto un set point sul 6-5 e seconda di servizio. Non sono riuscito a trasformarla, poi nel tie break ho commesso un doppio fallo e ho sbagliato una facile volée. Se vuoi vincere contro Novak non puoi fare questi errori, molto semplice. Però c’erano stati degli scambi incredibili e quand’è così la fatica si sente, no?”.

 

Infine, Rafa si congeda così dal pubblico del Roland Garros: ha destato scalpore il fatto che le autorità abbiano concesso agli spettatori di rimanere sullo Chatrier nonostante il coprifuoco, e lo spagnolo non può che avere parole dolci per l’affetto ricevuto. “Non posso ringraziare abbastanza chi mi ha sostenuto fino all’ultimo punto. La gente mi ha dato l’energia per andare avanti finché ho potuto. Questo è il torneo più importante per la mia carriera e sentire questo calore nei miei confronti è qualcosa di speciale”.

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