Roland Garros, fuori le due ex campionesse Muguruza e Ostapenko

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Roland Garros, fuori le due ex campionesse Muguruza e Ostapenko

La spagnola battuta dalla 18enne Kostyuk, alla prima vittoria a Parigi. La lettone eliminata dalla finalista dello scorso anno Kenin

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Marta Kostyuk - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)
 
 

La mancanza di riflettori su Garbine Muguruza all’inizio di questo torneo avrebbe potuto giovarle facendola giocare senza stress e priva del ruolo di favorita; invece la conseguenza è stata che la sua sconfitta al primo turno per poco non passava inosservata. L’ex numero 1 del mondo e campionessa al Roland Garros nel 2016 ha perso 6-1 6-4 da Marta Kostyuk dopo una prestazione tutt’altro che brillante. Per lei si tratta della prima sconfitta in carriera al primo turno dello Slam parigino mentre per la 18enne ucraina è la prima vittoria contro una top 20 e ovviamente non poteva non essere raggiante dopo questo risultato. “Credo che quest’anno sia Dio a volermi rendere sempre più forte; ho dovuto affrontare così tanto ostacoli che non tutti ne sono consapevoli” ha ammesso la n. 81 del mondo.

I problemi sono iniziati già a gennaio quando è stata bloccata da un grave problema alla spalla, e in quell’occasione lei stessa ha ammesso che la quarantena forzata in Australia l’ha aiutata a farla recuperare dall’infortunio altrimenti le cose sarebbero peggiorate. Poi ci si è messo anche il COVID-19 a tenerla lontana dai campi: “Non mi sono fatta controllare i polmoni a dovere ma so che è stato molto brutto perché non riuscivo a respirare; a casa non potevo neanche camminare perché ero senza respiro. Potevo solo stare a letto e cercare di rimettermi in sesto”. Ma adesso è il momento di raccogliere i frutti e dopo la semifinale nel WTA 250 di Istanbul e aver superato le qualificazioni a Roma, è arrivata la prima vittoria nel tabellone principale del Roland Garros.

Un’altra ex vincitrice del torneo parigino a lasciare la capitale francese anzitempo è Jelena Ostapenko, battuta in tre set da Sofia Kenin. L’americana, che lo scorso anno ha raggiunto la finale su questi campi, ha vinto 6-4 4-6 6-3 e sembra essersi scrollata un po’ di dosso la pressione di essere anche lei una campionessa Slam. “Non penso fino a dove posso arrivare, vado avanti un match alla volta” ha detto la testa di serie n. 4. “È quello che ho fatto in Australia l’anno scorso. Facendo piccoli passi come vincere al primo turno. Quest’anno non è stato il massimo quando si è trattato di difendere il mio titolo lì (sconfitta al secondo turno, ndr) ma siamo umani: vincendo uno Slam non possiamo pensare che non avremo alti e bassi, questo è il tennis“.

 
Sofia Kenin – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Il tabellone femminile del Roland Garros con tutti i risultati aggiornati

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ATP Seoul: sconfitta all’esordio per Kecmanovic, in attesa di Ruud e Norrie

Peggior sconfitta del 2022 per il serbo, contro il lucky loser Kovacevic. Vincono Albot e Munar

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Miomir Kecmanovic - Miami 2022 (foto Twitter @atptour)

Solo quattro match di singolare in programma nella prima giornata dell’Eugene Korea Open di Seoul, ma subito una piccola sorpresa. Il serbo Miomir Kecmanovic deve già fare le valigie. Numero 7 del seeding, Kecmanovic ha perso in due set (6-4 6-4) dall’americano Aleksandar Kovacevic, numero 222 del mondo. È sicuramente la sconfitta peggiore dell’annata di Kecmanovic, che nel corso della stagione ha fatto segnare risultati importanti su cemento, come i quarti di finale a Indian Wells e Miami e gli ottavi all’Open d’Australia. Per Kovacevic invece è la prima vittoria in un match del circuito maggiore, arrivata con un pizzico di fortuna visto che aveva perso nell’ultimo turno di qualificazione ed è stato poi ripescato.

Classe 1998, ha finito il college solo l’anno scorso e si sta affacciando sul Tour ATP: “È un po’ surreale” ha detto. “Guardo queste partite in TV ogni giorno. Considero molti di questi ragazzi miei coetanei e sento che sto giocando a un livello abbastanza buono, ma solamente il fatto di essere là fuori in un evento ATP nel main draw… Onestamente pensavo di aver bisogno di un po’ più di esperienza prima di fare bene“. Al prossimo round sfiderà il vincente di O’Connel-Tseng.

Il torneo entrerà poi nel vivo all’arrivo in Corea del Sud di Casper Ruud e Cameron Norrie, testa di serie numero 1 e 2, oltre che a Taylor Fritz (n. 3). Il terzetto è partito da Londra, dove era in campo per l’edizione della Laver Cup vinta per la prima volta dal Team World, domenica 25 settembre. A conoscere già il suo avversario è Cam Norrie: sarà il giapponese Uchida, reduca da una vittoria agevole contro il numero 471 al mondo Seong Chan Hong, wild card coreana. Bene anche il moldavo Radu Albot, che ha eliminato il lucky loser Moriya in due set. Ben più rapido invece l’esordio di Jaume Munar: il suo avversario, il qualificato giapponese Watanuki (che aveva eliminato proprio Moriya nelle ‘quali’ in un derby) ha dovuto ritirarsi dopo appena 3 game.

 

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ATP Sofia e Tel Aviv: sfumano i main draw per Andreas Seppi e Luca Nardi

Per Seppi l’ultimo tabellone principale fu a s’Hertogenbosch. Nardi manca l’occasione di giocare la quarta partita ufficiale ATP

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Si è concluso il cammino verso i tabelloni principali del Garanti Koza Sofia Open e del Watergen Open per Andreas Seppi e Luca Nardi.

Per Seppi, sconfitto in tre set dal francese Geoffrey Blancaneaux sfuma la possibilità di entrare per la sesta volta in stagione in un main draw ATP; l’ultima è stata a s’Hertogenbosch. Peccato perché l’altoatesino era partito forte vincendo il primo set in cui ha comandato gli scambi e servito con grande costanza. Il secondo set parte male con break immediato sull’ 1-0 per Blancaneaux che mette subito Seppi nella posizione di dover rincorrere. Il terzo set è deciso, come il precedente, da un unico break nel quinto gioco, dopo che l’italiano ha sprecata l’occasione di mettersi avanti nel punteggio nel game precedente. Dopo due ore e mezza di gioco Seppi cede 2-6 6-3 6-4.

Giornata amara anche per il diciannovenne Luca Nardi che all’ATP 250 di Tel Aviv esce per mano dell’israeliano Edan Leshem, 64 76(4), in poco più di un’ora e tre quarti di partita. Leshamn, già giustiziere di Lorenzo Giustino al primo turno di qualificazioni, toglie così la possibilità a Nardi di disputare la quarta partita della sua giovane carriera a livello ATP. Nel primo set il break arriva nel game più lungo della partita, il nono, dove Nardi è bravo a tornare sotto nel punteggio dopo essere stato in svantaggio 0-40. Il secondo è la cartina tornasole dell’attuale livello di Nardi: dopo il break inziale l’azzurro si ritrova sopra 5-2 nel punteggio ma la poca esperienza maturata ha permesso all’avversario di tornare in partita. Leshman recupera il break di svantaggio e porta Nardi al tie-break dove chiude i giochi per 7 punti a 4 aggiudicandosi così il main draw del Watergen Open.

 

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Federer e la Laver Cup, legame fortissimo: “Auguro ai miei avversari un ritiro dal tennis come il mio”

Prima di lasciare Londra, il fuoriclasse svizzero ha ribadito il suo apprezzamento per l’evento e il format, specificando: “Non sarò capitano di Team Europe, al momento non è nei piani. Non sono nemmeno interessato a rivestire ruoli politici. Ci sarò sempre, pur senza incarichi, se potrò dare una mano al tennis”.

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Roger Federer e Rafa Nadal - Laver Cup 2022 (foto via Twitter @LaverCup)

Il legame tra Roger Federer e la Laver Cup è destinato a rimanere indissolubile, dopo che la quinta edizione di Europa-Resto del Mondo ha fatto da cornice all’ultimo atto della sua carriera. Innegabilmente, anche per il torneo – che già di per sé ha dimostrato di funzionare – essere stato “scelto” per un appuntamento da libri di storia dello sport ha rappresentato uno slancio promozionale significativo. Al punto da spingere gli addetti ai lavori a ragionare anche su quello che può essere un binomio d’immagine inscindibile, tra la Laver Cup e il marchio Federer, pur con un fisiologico cambio di prospettiva.

AMBASCIATORE – “Mi dispiace non aver ottenuto la vittoria,- ha raccontato prima di lasciare la capitale britannica -, l’ho detto anche negli spogliatoi a Andy (Murray), perdere non mai è divertente. Però questo fine settimana è stato per me comunque straordinario. Non vedo l’ora di essere a Vancouver per la prossima edizione, ovviamente in una veste diversa“. Pensiero che ha fatto venire in mente, a più di qualcuno, l’ipotesi di una suggestiva successione in panchina. “No, il mio ruolo non sarà quella di capitano – ha voluto subito smentire -, visto che Borg sta facendo un ottimo lavoro, la sua sostituzione non è nei piani attuali, un giorno chissà. Anche il format è solido e non subirà sostanziali modifiche, in cinque anni siamo stati in città fantastiche, anche Londra con la O2 Arena non ha tradito le attese. Magari più avanti estenderemo l’orizzonte anche oltre il Nord America. Come ho detto, intendo rimanere nel mondo del tennis e dare una mano, ma in questa fase senza un incarico ufficiale“.

L’AUGURIO – L’aspetto emotivo, allo scorrere dei titoli di coda, ha comunque avuto il predominio mediatico su quello del campo. Al netto delle considerazioni sulla prima vittoria di Team World, Federer ha tenuto a sottolineare come la Laver Cup sia intesa dai protagonisti come tutt’altro che un’esibizione: “C’è un bel clima, ma rimane sport e l’atmosfera agonistica in campo deve essere feroce, dura, così la manterremo sempre. Poi ci sono altri aspetti: durante la settimana mi è piaciuto molto cenare con Novak ed Andy, li ho conosciuti meglio, sono felice di aver trascorso del tempo con loro, vedere come lavorano gli altri campioni. Momenti che non tolgono nulla all’intensità di una rivalità sportiva. Venerdì essere circondato da quelli che sono stati i miei più grandi avversari è stata un’emozione unica. Auguro a loro di vivere le stesse sensazioni uniche e speciali nel giorno in cui decideranno di lasciare il tennis giocato. Per me è stato davvero bellissimo.

 

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