Roland Garros: il rullo compressore Zverev mette sotto anche Nishikori e vola ai quarti

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Roland Garros: il rullo compressore Zverev mette sotto anche Nishikori e vola ai quarti

Nishikori non ha risposte per il muro da fondo di Zverev, che passa in maniera netta e sfiderà Davidovich Fokina per un posto in semifinale

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Alexander Zverev - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)
 
 

[6] A. Zverev b. K. Nishikori 6-4 6-1 6-1

C’è stata poca storia nell’ottavo di finale serale che ha chiuso la domenica parigina sul Philippe Chatrier. Il tennista tedesco Alexander Zverev ha nettamente dominato il confronto con Kei Nishikori in tutti gli aspetti del gioco, spegnendo sempre più il tennis e il morale del suo più esperto ma peggio piazzato avversario. Il tennista giapponese a livello tattico ha fatto praticamente tutto quello che doveva fare, ma non è stato abbastanza contro la forza bruta di Zverev e le sue incredibili capacità difensive.

Gli scontri diretti vengono ritoccati così ancora più a favore del tennista tedesco, che conduce adesso per cinque a uno. Curiosamente le due partite precedenti sono state giocate sulla terra rossa europea di questo inizio stagione, tra Roma e Madrid, con due vittorie del tennista tedesco. L’ultima sconfitta di Zverev risale addirittura a Montecarlo 2018, con il giapponese vincitore in tre set.

 

IL MATCHLa partita sin da subito è nelle mani del tennista tedesco, che sfrutta un rovescio dominante per potersi aprire il campo con continuità. Già nel primo game di battuta cominciano i guai per Nishikori, costretto a salvare una palla break dall’impeto del tedesco. Il giapponese si mette a remare con diligenza ma non basta, e Zverev chiude con il dritto un punto costruito estremamente bene. Anche il tedesco ha i suoi grattacapi da risolvere. Nel quinto game si complica la vita con un doppio fallo che regala a Nishikori la prima palla break del match.

Il giapponese ringrazia e converte con una grande risposta che coglie Zverev impreparato e lo costringe a sbagliare misura con il dritto. Il buon momento di Kei però dura poco. Zverev si rifà sotto in risposta e si porta sullo 0-30. Nishikori pareggia i conti ma dopo un bello scambio interminabile a rete è Zverev ad avere la palla del set point, convertita con un erroraccio di rovescio del giapponese. Anche ad inizio del secondo set Zverev sembra averne di più rispetto al suo avversario. Il numero 7 del mondo passa ancora una volta avanti di un break ma deve salvare due pericolose palle break al momento della conferma. Se sulla prima a dargli una mano è il solito servizio, sulla seconda trova un colpo di reni incredibile in difesa che produce un passante teso e complicato da gestire, che fa affondare la volée di Nishikori a rete.

Non va meglio nel game successivo. Un clamoroso errore di dritto a campo spalancato di Nishikori apre per Zverev la possibilità di un doppio break. Il giapponese prova ad annullare con un serve and volley, ma il tedesco è praticamente ovunque sul campo e arriva sulla volée profonda e nemmeno mal giocata da Kei, che non può fare altro che affondare a rete il perfetto lob del suo avversario. Per chiudere il set non serve molta fatica per Zverev, che si rifugia di nuovo nel suo servizio e chiude per 6-1 un set molto meno equilibrato del primo.

Le sensazioni negative di Nishikori tornano ad inizio del terzo set, in cui il giapponese sempre più sfiduciato ora non sembra trovare equilibrio nemmeno a livello tattico. Zverev trova un nuovo break in apertura e non accenna a fermarsi. Una strenua difesa di Nishikori dopo l’ennesimo scambio lungo termina di poco a lato, ma l’ennesimo serve and volley su palla break questa volta funziona e ricaccia indietro l’avversario. Sensazione solo temporanea; Kei non converte due palle game e Zverev trova un dritto profondo che gli consegna break e molto probabilmente partita.

Nishikori ha finalmente una reazione che gli consente di cancellare uno dei due break di svantaggio, ma il recupero è solo temporaneo, Zverev non pensa assolutamente di levare il piede dall’acceleratore e trova subito il contro-break. Non resta molto altro da fare per il tennista giapponese, che si trova in un amen sotto 0-40 al momento di servire per restare nel match. Zverev chiude la contesa con un punto emblematico, un vincente in risposta di dritto nato da una seconda molle che lascia sul posto Nishikori ormai rassegnato.

Con questa vittoria, al netto del tabellone favorevole, il tennista tedesco continua a dimostrarsi sempre più infallibile contro i tennisti peggio piazzati negli Slam – ne ha persa una soltanto delle ventitré giocate tra 2020 e 2021, quella contro Jannik Sinner (il computo generale è 53-12 negli Slam). Finora sembra mancare quella marcia ulteriore da innestare contro i più forti, e infatti Zverev non ha mai battuto un top 10 in un torneo dello Slam. Ma intanto fanno tre quarti di finale a Parigi, dopo quelli giocati nel 2018 e nel 2019.

Il tedesco sfiderà lo spagnolo Davidovich-Fokina per un posto nella sua prima semifinale del Roland Garros in carriera. Zverev parte con i favori del pronostico, forte anche degli unici due precedenti vinti anche se entrambi sul cemento. Occhio però a sottovalutare un tennista in forma ed esplosivo come lo spagnolo, che nei quarti porterà un’energia nettamente diversa rispetto ad un dimesso e spento Nishikori, e che potrebbe mettere in difficoltà il vincitore di Madrid.

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ATP Sofia e Tel Aviv, qualificazioni: Seppi e Nardi in corsa per i due tabelloni principali

Lunedì alle 11 Andreas e Luca scenderanno in campo rispettivamanente in Bulgaria e in Israele per guadagnare un posto in main draw. Eliminati Caruso, Travaglia, Marcora e Giustino

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Luca Nardi – ATP Tel Aviv (foto via Twitter @telavivopen)

Una nuova settimana di tennis sta per iniziare e il circuito ATP si dividerà tra tre sedi: Sofia, Tel Aviv e Seoul. In Corea non ci saranno giocatori azzurri, mentre una rappresentanza italiana sarà sicuramente presente nella capitale della Bulgaria, dove Sinner giocherà da campione in carica oltre che da numero uno del seeding. Jannik sarà affiancato da Musetti, Sonego e Fognini e a questo quartetto potrebbe aggiungersi Andreas Seppi. Il giocatore nato a Bolzano ha infatti superato il primo dei due turni di qualificazione al main draw del Sofia Open (6-4 6-2 a Donski) e lunedì sfiderà Blancaneaux per completare l’opera. Non ci sarà, invece, questa opportunità per Caruso e Travaglia, eliminati rispettivamente da Nesterov e Madaras (Stefano si è ritirato quando era sotto 5-0 nel primo set).

In Israele, dove le attenzioni saranno tutte su Djokovic (a meno che il problema al polso accusato durante la Laver Cup non cambi i suoi piani), le speranze di avere un giocatore italiano nel tabellone principale del  Watergen Open sono riposte unicamente su Luca Nardi. Il classe 2003 non ha avuto problemi contro il russo Chepelev, fuori dai primi 300 del mondo, sconfitto con il punteggio di 6-3 6-1. Sulla carta nemmeno il turno decisivo si presenta come proibitivo: dall’altra parte della rete ci sarà infatti il giocatore di casa Leshem, numero 443 del ranking, che ha superato l’azzurro Giustino nel primo turno di qualificazione. Anche Marcora si è fermato subito, perdendo 6-3 6-2 da Broady.

Sia Seppi che Nardi giocheranno lunedì mattina alle 11. Per Andreas sarebbe la sesta presenza dell’anno in un main draw ATP, la prima dopo quasi quattro mesi (l’ultima è stata a s’Hertogenbosch). Luca, invece, proverà a guadagnarsi la possibilità di giocare la quarta partita ATP della sua giovane carriera, dopo le sconfitte ad Anversa contro Giron nel 2020 e quest’anno a Roma contro Norrie e ad Amburgo contro Carreno Busta.

 

IL TABELLONE COMPLETO DEL ATP 250 DI TEL AVIV

IL TABELLONE COMPLETO DEL ATP 250 DI SOFIA

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WTA Parma: si parte lunedì mattina con Stephens. Poi Sakkari, “innamorata della città”

Oltre alla campionessa Slam Sloane Stephens e alla favorita Sakkari, in campo anche Sara Errani. Nelle qualificazioni, concluse domenica, ruba l’occhio la 18enne Andreeva

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Sloane Stephens - WTA Parma 2021

Parma è pronta per tornare ad accogliere il grande tennis mondiale. L’anno scorso, a maggio, la città emiliana visse due settimane memorabili ospitando in fila prima il circuito WTA e poi quello ATP: quasi un evento combined, un privilegio che pochi tornei al mondo possono permettersi. In questo 2022, con il contributo del Comune, MEF Tennis Events e il Tennis Club Parma sono riusciti a riproporre l’organizzazione del WTA 250 che seguirà così il Challenger della rinascita di Coric disputatosi a giugno. Il Parma Ladies Open è già partito ieri con i primi turni del tabellone di qualificazione, portato a termine oggi nonostante gli scrosci di pioggia del mattino. Da domani, però, il livello si alza e non di poco: alle 10 verrà inaugurato il main draw e a farlo sarà una campionessa Slam come Sloane Stephens (numero 6 del tabellone) che affronterà la polacca Frech.

Il menu di giornata sarà arricchito da altre due portate in grado di richiamare il pubblico locale. Nel primo pomeriggio scenderà in campo la favorita del torneo, nonché numero 6 del mondo, Maria Sakkari. La greca ha raccontato alla stampa di essere immediatamente entrata in sintonia con la città e di avere un unico obiettivo per questa settimana, ovvero la vittoria: “Ho fatto il tour della città ed una degustazione, mi sono subito innamorata di Parma ed il cibo è semplicemente fantastico, specialmente prosciutto e parmigiano. Questa stagione è stata diversa da quelle che ho vissuto in passato. Avevo iniziato benissimo, ma in estate ho avuto un calo e ho sentito un po’ il peso della nuova classifica e delle aspettative che comporta. Adesso però mi sono ripresa e voglio chiudere bene l’anno per poi concentrarmi sul 2023. Il mio obiettivo è chiaramente stare qui fino a sabato ed alzare il trofeo”. L’avversaria nell’esordio di domani sarà la qualificata ucraina Baindl.

Chiuderà poi il programma della prima giornata una delle sei italiane presenti in tabellone: Sara Errani, nata a Bologna, quindi sostanzialmente di casa. L’azzurra se la vedrà con l’americana Lauren Davis con cui ha già giocato quattro volte in carriera (3-1 in suo favore i precedenti). Sempre domani gli appassionati potranno anche godersi un doppio tutto italiano (Trevisan/Paolini vs Urgesi/Pace) e uno tricolore per metà (Cocciaretto/Paoletti vs Rud/Zidansek). Nel frattempo, nelle qualificazioni si è fatta notare la 18enne russa Erika Andreeva che ha lasciato per strada solo 6 game nelle due vittorie che le hanno permesso di accedere al tabellone principale.

 

Tutti i risultati dell’ultimo turno di qualificazione:

J. Niemeier (1) b. O. Selekhmeteva (9) 6-3 6-3

R. Jani (2) b. G. Lee (7) 5-7 6-3 6-0

S. Waltert (3) b. M. Carle (12) 6-3 2-6 6-4

A. K. Schmiedlova (4) b. A. Parks (10) 6-2 6-2

K. Baindl (5) b. I. Bara (8) 6-0 6-3

E. Andreeva (6) b. R. Masarova 6-2 6-2

Il tabellone completo del WTA 250 di Parma

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Editoriali del Direttore

“Tiafoe e Sock due veri trogloditi per sparare addosso a Federer e Nadal”. Lo ha detto Panatta. Non sono d’accordo, ma Panatta è Panatta…

Le parole di Adriano Panatta, che trovo “populiste” anche se può dire quello che vuole, pesano più della mia opinione. Totalmente contraria. Forse sbaglio, ma credo che Roger Federer la pensi come me

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Roger Federer (destra) con Rafael Nadal (sinistra) - Laver Cup 2022 Londra (foto Twitter @lavercup)

L’addio di Roger Federer al tennis giocato – anche se solo a quello agonistico – ha fatto scrivere fiumi di parole. (Non era il titolo di una canzone che vinse il festival di Sanremo?). Più mari che fiumi, a dire il vero. Era inevitabile che fosse così trattandosi del personaggio tennistico più carismatico del terzo millennio. E probabilmente non solo di quello.

Pensare di poter scrivere ancora qualcosa di originale, di inedito, su Roger, sulla sua carriera e su quello che ha significato per il tennis sarebbe estremamente presuntuoso. E io, pur tirato per la giacchetta da diversi affezionati lettori che mi hanno rimproverato di aver scritto poco dacché Roger ha dato il suo fatidico annuncio – questo però l’ho scritto – non credo sia il caso di aggiungere tante altre parole, tanti altri elogi più o meno scontati.

L’importante era dare spazio al suo ritiro, pubblicare molti articoli, scritti anche meglio del mio, su Ubitennis. E quando me l’hanno chiesto, ho accettato di rispondere a varie radio e TV che hanno voluto interpellarmi.

 

Posso semmai dire quel che potevate intuire anche se non ve l’avessi detto io: e cioè che ogni partita di Federer faceva schizzare i live di Ubitennis in termini di commenti. Ogni giorno in cui giocava lui registravamo molte ma molte più visite che per gli altri match. Era facilissimo rendersene conto guardando i dati delle visite negli Slam, quando lui giocava un giorno sì e uno no.

 Ogni articolo che lo riguardava, nei giorni buoni come quelli meno buoni, veniva – e viene – più letto di quasi tutti gli altri. Anche dei tennisti italiani. È stato un campione transnazionale. Salvo quando ha giocato in Spagna contro Nadal, ha giocato sempre in casa. Perfino a Londra contro Andy Murray, in certe occasioni.

Quando dico, di conseguenza, che Roger ci mancherà, e ci mancherà molto, è una constatazione certamente sentimentale e ricca di sincero affetto. Ma non solo.

Devo però anche confessare in tutta onestà che se nel 2016, quando lui per via dei suoi primi seri guai fisici ebbe una pessima annata dominata nella prima parte da Djokovic e nella seconda da Murray, temevo che l’inevitabile declino di Federer avrebbe avuto pesanti ripercussioni sugli indici di presenze dei lettori su Ubitennis, poi invece mi sono potuto tranquillizzare. 

E non solo perché il tennis ha sempre dimostrato di essere sempre più forte di tutti i suoi campioni, anche quelli più straordinari e di non risentire poi eccessivamente della scomparsa agonistica di Laver e Newcombe, di Nastase e Smith, di Borg e McEnroe, di Lendl e Connors, di Becker e Edberg, di Sampras e Agassi. Quindi reagirà anche alla “scomparsa” agonistica di Federer, Nadal, Djokovic.

Infatti fra il 2017 del suo grande e certamente abbastanza inatteso ritorno di Federer insieme a quello di Nadal (in quell’anno hanno vinto 2 Slam ciascuno) e poi il 2018 con la semifinale al Roland Garros di Cecchinato che – l’ho scritto mille volte – ha dato l’abbrivio alla rinascita del tennis italiano caratterizzata dagli exploit di Berrettini, Sinner e poi Sonego e Musetti, ho capito che Ubitennis sarebbe sopravvissuto persino all’abbandono di Federer.

Anche sulla celebrazione federeriana di venerdì notte durante la prima giornata di Laver Cup avrete visto e letto e di tutto. Su Ubitennis e altrove.

Io voglio accennare soltanto a una serie di commenti che mi sono giunti all’orecchio, prima da un amico tifoso di Federer che stimo, ma il cui commento non condivido, anche se poi a quello si è accodato uno assai più pesante, firmato Adriano Panatta.

Questo caro amico mi ha scritto sul mio whatsapp: ”Ma io dico… organizzi tutto per dare l’addio a uno dei più grandi giocatori della storia del tennis e gli fai perdere l’ultima partita con Tiafoe che gli tirava addosso a lui e a Nadal??? Da tifoso di Federer trovo che abbia rovinato la serata… in una esibizione come quella di venerdì credo che possa essere abbastanza normale e non disdicevole mettersi d’accordo… soprattutto per una occasione così.

Sui social ho poi trovato una miriade di commenti sullo stesso tono e assai critici nei confronti di Frances Tiafoe, reo di aver centrato Federer con una pallata e di non essersi risparmiato con le sue bombe di risposte. mettendo in difficoltà evidente sia Federer sia Nadal. Come del resto Jack Sock che sul matchpoint per il World Team (che avrebbe poi vinto 13-8 la sua prima Laver Cup su Team Europe grazie alla rimonta compiuta nell’ultima giornata quando le 3 vittorie valevano 3 punti ciascuna) ha infilato Rafa Nadal, reo di essersi mosso dal lungolinea con troppo anticipo.

A un certo punto, durante un cambio di campo, ho sentito Nadal che confessava ai suoi compagni di squadra: “Gioco poco il doppio e ho giocato poco ultimamente, ma non riesco a vedere in tempo dove va il dritto di Sock!” 

Io, prima di sapere che cosa avesse detto Panatta, avevo risposto così a questo mio amico: “Rispetto il tuo parere, ma resto dell’idea che il miglior modo di rispettare lo sport e uno sportivo è quello di dare in ogni occasione il meglio di se stessi. E vincere se si può. È un po’ il discorso di chi era solito consigliare a un giocatore molto più forte di non dare 6-0 all’avversario ma di fargli fare un game per non umiliarlo. Secondo me regalargli quel game – anche sapendo nasconderlo – era una umiliazione ancor peggiore.

Tieni poi presente, amico mio, che Roger è il co-organizzatore della Laver Cup – lo sarà anche negli anni prossimi – e si è sempre esposto per dimostrare che il suo evento è vera competizione, che i giocatori si battono fino all’ultimo per orgoglio e prestigio. Non giocano la Laver Cup, sebbene non ci siano punti e soldi al di fuori degli ingaggi, come se fosse una esibizione. Al suo primo avvento la Laver Cup fu considerata da molti opinionisti una mezza baracconata. Se il doppio americano avesse perso apposta, ecco che il discorso avrebbe potuto riaprirsi. E Federer più di chiunque altro non lo avrebbe voluto. Avrebbe semmai voluto trasformare il matchpoint con un ace, questo sì e di sicuro. Ma non ne è stato capace e il matchpoint è sfumato. Lui stesso, parlando con i propri compagni al cambi campo ha ironizzato: ‘Avete visto come sono stato lento?’ e ci ha fatto una risata sopra”.

Ciò scritto e sostenuto a chiare lettere, anche se io ritengo che Federer (e nessuno del suo team organizzativo) mai avrebbe potuto invitare (e neppure suggerire) Tiafoe a “non tirargli addosso” – vi immaginate se un giorno quello scavezzacollo avesse rivelato un imbarazzante retroscena del genere? – forse se Tiafoe avesse un tennis meno di potenza e più di tocco nella risposta magari sia lui sia Sock avrebbero sparato meno cannonballs. Tiafoe un gran tocco ce l’ha solo a rete (ma anche in qualche lob): ha fatto drop-volley fantastiche. Altro che troglodita!

Ma quando si gioca, e soprattutto in doppio quando si ha pochissimo tempo per riflettere e reagire e perfino in doppio misto si impara a indirizzare i proprio colpi più violenti sulla donna pur rischiando l’accusa di scarso fair-play, i casi sono due: o si gioca per vincere oppure no.

Al mio amico ha fatto eco, assai più pesante e meno delicato, anche Adriano Panatta al meeting organizzato dalla Gazzetta a Trento. Adriano ha detto:

“Ho trovato di cattivo gusto, volgare e villano che quei due americani tirassero a tutta forza in faccia a Federer e Nadal… Lo fanno solo perché non sono capaci di fare altro.  Non sanno minimamente cos’è il tennis. Nemmeno lo possono capire. Sono dei trogloditi del tennis, ma soprattutto due villani nei confronti di due campioni del calibro e dell’educazione di Federer e Nadal. Ho pensato: Dio perché non mi dai la possibilità di entrare in campo come quando avevo 25 anni…”.

Secondo me sono commenti… populisti. Che troveranno un mare di consensi fra i tifosi di Federer. E fra gli estimatori a scatola chiusa di Adriano Panatta. Ma che, mi permetto di ipotizzare, non troverebbero il consenso dello stesso Federer.

Il tennis della Laver Cup non doveva trasformarsi nel… wrestling, sport nel quale i protagonisti sul ring si mettono d’accordo nel fare più spettacolo possibile, ma il vincitore è già deciso in partenza. E di solito vince l’attore più apprezzato, più amato dal pubblico, perché così vuole lo show.

Federer avrebbe preferito vincere, questo è sicuro, perché non c’è campione che ami perdere. Ma non avrebbe preferito vincere grazie a un gentile omaggio degli avversari.

Jack Sock – vorrei dire a Panatta – è un campione, non un troglodita. Panatta è stato ingeneroso e ingiusto, o forse disinformato

Nonostante mille infortuni abbiano danneggiato la sua carriera, fermandolo per più anni, Jack Sock è stato n.8 del mondo in singolare e n.2 in doppio: ha vinto in questa specialità due volte Wimbledon, 2014 e 2018, una l’US Open 2018 in mezzo a 17 tornei… più i 4 da singolarista incluso un Masters 1000… e alle finali ATP 2017 lui è giunto in semifinale. Quando nessun italiano era riuscito a vincerci un match prima di Berrettini e Sinner. Nei doppi Sock ha anche conquistato una medaglia d’oro e una di bronzo alle Olimpiadi di Rio. Insomma, magari l’Italia avesse avuto trogloditi come lui. Che non tira solo forte, anche se il suo dritto fa paura, ma ha dimostrato anche pregevolissimi colpi di tocco sottorete. Nessun tennista, se non erro, ha procurato tanti punti al proprio team quanti Jack Sock nei 5 anni di Laver Cup… tanto che forse Europe Team, che pure schierava i Fab Four (a mezzo servizio…) in futuro dovrebbe probabilmente pensare a selezionare almeno un grande doppista del suo stesso livello.

Quanto a Frances Tiafoe, che ha procurato al World Team nella Laver Cup, la vittoria decisiva annullando 4 matchpoint a Tsitsipas e vincendo tutti i tiebreak giocati, è giovanissimo, è fresco reduce da una semifinale all’US open dove ha costretto al quinto set (vincendo due tiebreak su due) il n.1 del mondo Carlos Alcaraz, tennista che Panatta ha mostrato di apprezzare più di ogni altro.

Che doveva fare il giovane Tiafoe, chiamato all’ultimo tuffo a rappresentare Team World? Tirare più piano quando lui è abituato a anticipare a tutta forza le risposte e le palle che gli arrivano corte a metà campo?

Frances ha dimostrato, nei recuperi sulle palle corte e a rete, di avere non solo gambe e potenza, ma anche straordinarie doti di tocco. Doveva giocare più piano quando poteva tirare forte? Ma allora tanto valeva arrendersi subito all’idea che, per malinteso senso del rispetto nei confronti di Roger Federer, bisognava perdere.

Ribadisco: a Federer per primo, e non solo a McEnroe o al sottoscritto, non sarebbe piaciuto. E anche se a pronunciare parole in libertà nel corso di un incontro organizzato non costa nulla, non condivido per nulla quel che ha detto Adriano e mi piacerebbe sentire prossimamente che cosa  pensano sull’argomento altri campioni che non si preoccupassero soltanto di mostrarsi “politically correct”. Sarei curioso di sentire anche Paolo Bertolucci, l’amico inseparabile di Adriano. La pensa come lui? Glielo chiederò, sperando che mi risponda.

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