Roland Garros: Berrettini lotta ma non basta. Sarà Djokovic-Nadal in semifinale

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Roland Garros: Berrettini lotta ma non basta. Sarà Djokovic-Nadal in semifinale

Novak Djokovic perfetto per due set. Matteo Berrettini tenta la rimonta ma cede sulla volata del quarto. Sarà Rafael Nadal l’avversario di Djokovic in semifinale

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Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

[1] N. Djokovic b. [9] M. Berrettini 6-3 6-2 6-7(5) 7-5

Il boato del pubblico, la ola, le file agli ingressi, i tavolini attaccati l’uno all’altro nei ristoranti al chiuso. L’ingresso della Francia nella fase 3 di risposta al COVID, che ha permesso di avere per la prima volta fino a 5.000 persone nella sessione serale e oltre 13.000 in quella diurna, ha regalato una straordinaria boccata di normalità a tutto il popolo del Roland Garros che ha fatto sembrare la partita notturna tra Novak Djokovic e Matteo Berrettini quasi un’apoteosi della rinascita. Purtroppo però non è stata una rinascita fino alla fine, perché il pubblico è potuto rimanere solamente fino alle 23, ora del coprifuoco, quando lo stadio è stato svuotato e poi il match è ripreso nella solita atmosfera da acquario vuoto.

È stato un match con qualche rammarico per Berrettini, soprattutto per quella interruzione alle 23, che sicuramente ha interrotto il suo ritmo e lo ha privato dell’energia del pubblico, che a quel punto era decisamente in suo favore. Nei primi due parziali Djokovic era stato quasi ingiocabile, ma soprattutto era riuscito a tenere Matteo fuori dalla riga di fondo e schiacciato nell’angolo sinistro, senza poter lasciar partire le sue fiondate di diritto. Poi l’intensità del n.1 del mondo è calata, e il match si è fatto più equilibrato. Berrettini ha sbagliato un paio di palle di troppo nella volata del quarto set, e quegli errori gli sono stati fatali.

 

IL MATCH – Per utilizzare tutti i minuti possibili prima del coprifuoco delle 23, il match ha visto il primo punto giocato esattamente alle 20.01, quando buona parte degli spettatori erano ancora impegnati al ristorante o a fare selfie davanti al muro con il logo RG. È stato Berrettini ad avere le prime palle break, annullate splendidamente da Djokovic con un ace e un servizio-diritto, ma è stato invece Djokovic ad effettuare del primo allungo approfittando di un game con ben cinque errori gratuiti di Matteo.

Lo schema di gioco iniziale era quello favorevole al serbo: gli scambi da fondocampo con Berrettini costretto a correre dietro la riga di fondo che spuntavano l’arma principe del diritto. Dopo poco più di mezz’ora si era già 4-1 in favore di Djokovic e gli errori in lunghezza di Berrettini con il rovescio tagliato già veleggiavano rapidi verso la doppia cifra.

Novak Djokovic – Roland Garros 2021 (ph. Ray Giubilo)

Berrettini ha provato a velocizzare lo scambio, per quanto possibile sulla terra parigina nel frescolino serale (peraltro molto meno frescolino rispetto alle giornate scorse, cosa che ha favorito la comparsa di arrembanti zanzare in tribuna), ha conquistato la sua terza palla break sul 2-4 sulla quale però ha messo lungo un recupero di diritto sulla palla corta. Il set si è chiuso lì, perfezionato con un 6-3 in 52 minuti (quasi 6 minuti a game… coraggio, l’erba è in arrivo).

Il secondo set è iniziato con un andamento più rapido, molto legato ai servizi. Djokovic ha trovato un buon game di risposta ottenendo il break per il 3-2, ancor prima che Berrettini riuscisse a conquistare il primo punto in risposta. Il n.1 del mondo ha messo il cruise control e nel ragazzo italiano è iniziata ad affiorare un po’ di frustrazione, palesata da un eccessivo ricorso alla palla corta. In 36 minuti (che il tabellone luminoso riduceva a 34 per qualche esoterico motivo) Djokovic siglava il vantaggio di due set a zero dando l’impressione di essere perfettamente in controllo.

Berrettini però non si arrendeva: anche se il serbo sembrava quasi telecomandare il suo servizio rispondendo apparentemente senza sforzo a prime oltre i 200 chilometri orari, il romano riusciva a proteggere i suoi game di servizio con buona efficacia anche se in quelli di risposta non riusciva che a raccogliere due quindici in quattro game. Sicuramente il gioco diventava più scarno e si spostava su un piano molto più congeniale alle attitudini di Berrettini, seppur nella grande difficoltà di affrontare un grande ribattitore. Matteo compiva il suo capolavoro nel tie-break, dove dopo aver conquistato solamente tre punti su 27 sul servizio dell’avversario, riusciva a conquistarne addirittura tre, due dei quali per la verità generosamente regalati da Djokovic, il quale con la chance di chiudere il match sulla racchetta, avanti 5-4 e due servizi, spediva malamente un diritto e un rovescio in rete dando via libera a Berrettini.

Galvanizzato dal supporto del pubblico, al quale comunque al termine del terzo parziale è stato detto che mancava mezz’ora al coprifuoco e di lì a poco se ne sarebbe dovuto andare, Berrettini ha iniziato il quarto set molto più propositivo, ma soprattutto è riuscito a portare il match sugli schemi di gioco che gli piacciono di più, anche perché Djokovic non è riuscito a tenere il ritmo indiavolato che ha tenuto nei primi due set e tre quarti.

Matteo Berrettini – Roland Garros 2021 (ph. Ray Giubilo)

Sul 3-2 Djokovic, alle 22.54, il gioco è stato sospeso per svuotare lo stadio, in ottemperanza al coprifuoco previsto per le 23. La pausa è durata 16 minuti, non senza qualche momento di tensione tra la sicurezza del Roland Garros e qualche spettatore che non voleva lasciare lo stadio. Dopo un breve palleggio si è ripreso nell’atmosfera spettrale vista durante tutto il torneo con i due giocatori che avevano sicuramente perso reattività alla risposta, risultando così in un gioco molto più spezzettato.

Il momento decisivo è arrivato sul 6-5 Djokovic, quando a un passo dal tie-break Berrettini ha commesso tre errori (due di diritto e una palla corta di rovescio) che hanno mandato Djokovic al match point. I primi due Matteo li ha annullati benissimo con un servizio e un diritto violentissimo, ma sul terzo Djokovic è riuscito a tenere la palla in gioco abbastanza a lungo per costringere Berrettini all’errore di rovescio.

L’urlo belluino lanciato da Djokovic alla fine della partita, che nello stadio vuoto ha risuonato in maniera ancora più chiara, dimostra quanto fosse teso il n.1 del mondo per una partita che, iniziata in maniera molto confortevole, si era tramutata in una battaglia equilibrata.

Si perfeziona così la semifinale che tutti volevano vedere, il LVIII atto della sfida eterna tra Novak Djokovic e Rafael Nadal. Lo spagnolo avrà quindi l’occasione di pareggiare il conto nella rivalità, che al momento vede Djokovic in vantaggio di una vittoria (29-28) e di fermare la rincorsa del serbo al record di vittorie nei tornei del Grande Slam, attualmente detenuto dallo stesso Nadal in coabitazione con Federer.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2021 con i risultati aggiornati

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Murray: “GOAT? Quello che ha fatto Djokovic è incredibile e lo mette al primo posto”

Intervistato prima del suo esordio al Queen’s Club di Londra, Murray dice la sua sulla questione: “Nole ha vinto due volte tutti i 1000 e tutti gli Slam, è stupefacente”

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Andy Murray - ATP Queen's 2021 (via Twitter, @QueensTennis)

È l’argomento tennistico più dibattuto da domenica sera, da quando cioè Novak Djokovic, battendo Stepanos Tsitsipas in cinque set nella finale del Roland Garros, ha conquistato il suo 19° titolo Slam. Chi è il GOAT, ossia il più grande di tutti i tempi?

Le tesi sono trite e ritrite, affrontate in tutti i modi possibili, secondo le varie e possibili sfaccettature di questo tema, complesso e arzigogolato. Eppure piace e solletica i palati degli eserciti di tifosi (molto agguerriti) dei Big Three del tennis mondiale. Quando (e non se…) il serbo raggiungerà Federer e Nadal, che guidano questa speciale classifica a quota 20?

Ha detto la sua anche Andy Murray, il giocatore che forse più di tutti ha subito la presenza di questi tre mostri sacri, per intenderci uno di quelli che, nato in un altro periodo storico, avrebbe probabilmente ottenuto maggiori vittorie di quelle che ha effettivamente raggiunto.

 

Intervistato durante la conferenza stampa precedente alla sua partita d’esordio al Queen’s con Paire – oggi attorno alle 16 – nella quale ha parlato a lungo anche delle sue condizioni fisiche (ne daremo conto in un altro articolo), è stato abbastanza netto sul tema: “È vero, le tre carriere non si possono dire concluse, ma quello che ha fatto Djokovic, vincendo tutti i Masters 1000 due volte, e tutte le prove dello Slam, anche queste, per due volte, credo che lo metta già al primo posto di questa classifica; è stupefacente“.

Parole di grande rispetto sono comunque state riservate a Nadal e Federer: “Non possiamo nemmeno dimenticare Rafael Nadal, che ha vinto il Roland Garros tredici volte. Poi ovviamente c’è Roger. È ancora un tennista unico nonostante abbia affrontato diverse generazioni e continua a giocare ai massimi livelli. Detiene molti record e i risultati che ha raggiunto sull’erba sono irraggiungibili. Quindi tutti hanno ragioni sufficienti per essere il GOAT. L’unica cosa chiara è che stiamo vivendo l’epoca migliore della storia del tennis”.

So che la gente ha detto la stessa cosa di quando Sampras ha vinto 14 Slam. Era come Dio. Tutti pensavano che nessuno avrebbe mai battuto quel record; poi però sono arrivati tre ragazzi che probabilmente vinceranno più di 20 major e che rispetto a Pete rappresentavano la Next Generation”.

Non ha rimpianti Andy; anzi, alla soglia del crepuscolo tennistico si lascia andare a dichiarazioni di sincera ammirazione: “È incredibile quello che hanno fatto. È stato fantastico giocare in questo periodo, sicuramente anche molto impegnativo, ma, sì, penso che come fan del tennis sia stato un grande, grande momento nella storia di questo sport e ho avuto la possibilità di viverlo (e vincere n.d.c.) anche come giocatore”.

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Rogers Cup: c’è l’ok per Montreal, si attende per Toronto. Il Masters 1000 si dovrebbe giocare

Le autorità sanitarie di Quebec e Ontario collaborano con gli organizzatori del torneo. Scartata l’ipotesi di trasferimento negli USA, la disputa del torneo sembra probabile

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Se in condizioni normali organizzare un torneo di tennis è un compito difficile, diventa ancora più complesso farlo in regime di pandemia. In Canada ce la stanno mettendo tutta per evitare di saltare un’altra edizione della Rogers Cup come accaduto lo scorso anno, e al momento le possibilità di successo sembrano abbastanza alte.

Stando all’alternanza delle sedi che caratterizza l’evento, il circuito ATP dal 9 agosto farà tappa a Toronto mentre quello WTA a Montreal. In un comunicato rilasciato ieri dagli organizzatori viene fatto sapere che per quanto riguarda il torneo femminile le autorità sanitarie hanno approvato il protocollo, mentre è solo questione di giorni prima che ciò accada anche a Toronto.

“Tennis Canada ha confermato lunedì che il torneo National Bank Open di Montreal ha ricevuto una lettera di approvazione dalle autorità sanitarie provinciali del Quebec affinché l’evento si svolga secondo i protocolli presentati. Secondo i requisiti sanitari federali, questi protocolli sono ora in fase di revisione da parte della Agenzia della Sanità Pubblica del Canada. […] Per quanto riguarda il National Bank Open di Toronto, Tennis Canada continua a tenere discussioni produttive con tutti i livelli di governo riguardo alle loro linee guida sulla salute. Speriamo di ricevere presto la stessa approvazione dal governo dell’Ontario sui nostri protocolli a Toronto

 

Al momento queste approvazioni si riferiscono solamente allo svolgimento del torneo a porte chiuse, ma la Federazione Canadese auspica che con l’incremento del numero dei vaccinati e il calo dei contagi si possa consentire l’ingresso alle persone. Inoltre l’opzione di trasferire in torneo negli Stati Uniti è stata definitivamente abbandonata, e dunque a Cincinnati dovranno accontentarsi – si fa per dire – del solo Masters 1000 in programma dal 16 agosto.

Ricapitolando, ecco il calendario dei tornei maschili che si disputeranno a luglio e agosto, dopo Wimbledon (al via il 28 giugno).

  • dal 12 luglio
    ATP 500 Amburgo (terra)
    ATP 250 Newport (erba)
    ATP 250 Bastad (terra)
  • dal 19 luglio
    ATP 250 Umago (terra)
    ATP 250 Los Cabos (cemento)
    ATP 250 Gstaad (terra)
  • dal 24 luglio
    Olimpiadi Tokyo (cemento)
    ATP 250 Atlanta (cemento)
    ATP 250 Kitzbuhel (terra)
  • dal 2 agosto
    ATP 500 Washington (cemento)
  • dal 9 agosto
    ATP 1000 Toronto (cemento)
  • dal 15 agosto
    ATP 1000 Cincinnati (cemento)
  • dal 22 agosto
    ATP 250 Wiston-Salem (cemento)
  • dal 30 agosto
    US Open (cemento)

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Holger Rune è stato multato per aver pronunciato frasi omofobe durante il challenger di Biella

Il 18enne danese ha apostrofato in modo inappropriato il suo avversario (Etcheverry) nella semifinale del Biella Open, torneo che ha poi vinto

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Holger Rune - ITF 'Città di Santa Croce' 2019

Già qualche mese fa il talento danese si era fatto notare per le sue dichiarazioni ambiziose e forse un po’ esuberanti, ma questa volta l’impressione è che Holger Rune abbia esagerato. L’ATP lo ha infatti multato per aver infranto il codice di condotta nel corso della semifinale del Challenger di Biella VII.

“Il mio obiettivo è quello di entrare in top 100 entro la fine della stagione per poi raggiungere i primi 20-30 del mondo entro la fine del 2022” aveva dichiarato Rune a marzo, e per centrare questo traguardo si sta dedicando principalmente al circuito Challenger. Il risultato di maggior prestigio è arrivato la settimana scorsa, quando ha trionfato nel torneo di Biella VII conquistando il primo titolo di categoria. Il 18enne ha mostrato una grande tenuta fisica vincendo ben tre partite al set decisivo (compresa la finale contro Trungelliti durata oltre tre ore), ma ha dato anche qualche segno di insofferenza a livello mentale.

Il fatto in questione è accaduto durante la semifinale contro l’argentino Tomas Martin Etcheverry, quando nel primo set il punteggio era sul 5-4 on serve. Stando a quanto riportato dal sito danese TV 2, il n. 231 del mondo ha pronunciato commenti omofobi nei confronti del suo avversario. “Sei una fighetta”, “Stai giocando come un frocio” sono le frasi incriminate, dette in danese dal giocatore e riprese dai microfoni presenti in campo. A seguito di un’indagine condotta dall’ATP, a Rune è stato riconosciuta l’infrazione del codice di condotta ed è quindi stato multato di 1500 euro, che equivale al 24% del montepremi totale guadagnato per aver vinto il Biella Open (6.190 euro).

 

“Sono giovane e ho bisogno di imparare. Non che questo mi autorizzi di dire stupidaggini del genere. Mi è stata insegnata una lezione e penso sia giusto che le persone mi critichino. Mi dispiace davvero e spero che le persone accetteranno le mie scuse” sono state le dichiarazioni in risposta all’accaduto di Rune. La pena da parte dell’ATP non è stata troppo severa, perché è stato tenuto conto delle immediate scuse da parte del giocatore e del fatto che quest’ultimo non ha precedenti di cattiva condotta nel circuito.

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