Wimbledon, Steve Flink: “Djokovic vincerà in finale contro Zverev”

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Wimbledon, Steve Flink: “Djokovic vincerà in finale contro Zverev”

Preview dello Slam britannico con il direttore Scanagatta. Le chance di Berrettini. Che Federer vedremo? È l’ultimo treno per Serena Williams?

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Djokovic e Zverev al Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

Domani inizierà Wimbledon 2021, e non poteva mancare la classica analisi del tabellone da parte di Steve Flink e Ubaldo Scanagatta. Fra i temi trattati durante la conversazione ci saranno i match più interessanti del primo turno e le prospettive di Medvedev e Tsitsipas. Di seguito il video:

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

01:00 – Si parte con il tabellone maschile. Ubaldo: “Il favorito è Novak Djokovic, che ha avuto anche un buon tabellone”. Flink: “Ha un percorso abbastanza definito fino alle semifinali, ma non credo si fermerà lì. Djokovic-Tsitsipas sarà la semifinale. Il greco arriverà in semifinale, non facilmente, avrà dei match duri, ma non lo vedo in grado di sconfiggere Djokovic sull’erba”.

 

07:10 – Flink: “De Minaur-Korda è il match di primo turno più interessante”. Ubaldo: “Il match più interessante può essere Medvedev-Struff, perché il tedesco può vincere”.

10:20 – Flink: “Penso che Humbert sarà l’avversario di Zverev agli ottavi, ma questa volta perderà, nonostante abbia vinto recentemente contro di lui ad Halle”.

10:50 – Su Berrettini. Flink: “Farà un grande torneo. Sfiderà probabilmente Isner al terzo turno, sarà un match duro ma ce la farà. Arriverà ai quarti di finale, ma la mia sensazione e che è Zverev vincerà contro di lui”. Ubaldo: “Con Nadal e Thiem out, delle prime quattro teste di serie avrei preferito che Berrettini fosse nello stesso quarto di Tsitsipas o di Medvedev e Federer”.

12:20 – Sul possibile quarto Zverev-Berrettini. Flink: ”Penso che Zverev abbia un leggero vantaggio. Sono due tra i migliori con la prima di servizio nel circuito, non sappiamo se la seconda di Zverev lo sosterrà per tutto il match, ma rispondere alla sua prima è difficile. Berrettini è quello che è migliorato di più al servizio, è davvero difficile da breakkare”. Ubaldo: “Quando Berrettini mette la prima ottiene il punto nove volte su dieci. Sulla risposta, se si confrontano i due rovesci, c’è però una grande differenza a favore del tedesco”.

14:30 – Sul potenziale match con Isner. Ubaldo: “Speravo che non fosse sulla strada di Berrettini. Anche se sta invecchiando, se è in giornata al servizio può essere un avversario complesso, soprattutto perché il punto debole di Matteo è la risposta”. Flink:” Lo abbiamo visto anche a Parigi su terra, Isner è devastante al servizio se in giornata. In un match al meglio dei cinque set, se Berrettini vince uno dei primi due set vincerà il match, Isner invece deve vincere i primi due set“.  Ubaldo: “Se c’è un match che può arrivare 12 pari al quinto set è Isner-Berrettini”.

19:55 – Su Federer: “Si trova dalla stessa parte di Medvedev, se tutto andrà come previsto si sfideranno ai quarti. Tutto considerato non ha avuto un brutto sorteggio, a cominciare dal primo turno”. Ubaldo: “Sin dalla sfida con Mannarino, tutto dipende da come sta Federer, se è vicino al suo solito livello o meno”.

23:55 – Ubaldo: “Non sappiamo come Federer possa giocare cinque set, anche negli ultimi anni prima dell’infortunio quando giocava oltre le due ore mezza-tre calava un pochino”.

29:05 – Ubaldo “Se Federer va avanti sarà un pericolo per chiunque”.  Flink: “Non penso sia come nel passato in cui non aveva mai dubitato del suo corpo, tutto dipenderà dalla sua convinzione nei primi turni. Credo che Medvedev lo sconfiggerà nei quarti in cinque set”. Ubaldo: “Penso che se Federer arriva ai quarti vincerà la sfida contro Medvedev, Federer soffrirà di più giocatori come Cilic”.

33:50 – Sulla seconda semifinale. Ubaldo: “Penso che Zverev possa battere sia Medvedev sia Federer”. Flink: “Concordo, io credo che Medvedev giocherà contro Zverev, ma se giocasse contro Federer, le chance maggiori di vittoria sarebbero per Zverev. Zverev non teme Federer”. Ubaldo: “Zverev non teme nessuno ma quando inizia ad avere problemi con la seconda è nei guai”.

36:10 – Ubaldo: “Entrambi ci aspettiamo che la finale più probabile sia Djokovic-Zverev”. Flink: “Si divideranno i primi due set, Djokovic vincerà il tie-break del terzo set e chiuderà in quattro”.

42:10 – Ubaldo: ”Djokovic arriverà in finale senza molti sforzi, mentre Zverev, specialmente se dovesse battere Berrettini, match in cui avrà già dei problemi, dopo dovrà giocare un match molto duro mentalmente contro Federer; pertanto arriverà in finale avendo speso molte energie”. Flink: “E anche se non dovesse sfidare Federer ma Medvedev non sarebbe facile, fisicamente avrà drenato molte energie. Non è solo un aspetto fisico, dal lato mentale Djokovic gioca meglio i punti importanti”.

47.45 – Il tabellone femminile. Ubaldo: “Questo è l’ultimo treno per Serena. Non credo possa fare meglio allo US Open, dove ci sono molte giocatrici che giocano bene sul duro”. Flink: “Non sono d’accordo, ha delle chance anche allo US Open ma questa rimane, senza dubbio, la sua migliore opportunità“.

51.20 – Ubaldo: “È complicato fare previsioni sul tabellone femminile. Barty è la testa di serie numero 1 ed è una giocatrice talentosa, ma non sappiamo mai se finirà un incontro dato che è spesso infortunata”. Flink: “Se fosse in forma avrebbe delle ragionevoli chance di vincere il torneo, perché ha la giusta mentalità”.

55.25 – Flink: “Ci sono 8-10 giocatrici possono vincere il torneo”. Ubaldo: “È più probabile che la vincitrice venga dalla parte alta del tabellone piuttosto che da quella bassa”.

Transcript a cura di Giuseppe Di Paola

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Australian Open

Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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Orologi & Campioni: Rado al polso di Cameron Norrie

Il neo campione di Indian Wells indossava un Captain Cook High-Tech Ceramic durante la premiazione. Ne scopriamo insieme le caratteristiche

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Cameron Norrie - ATP Indian Wells 2021 (via Twitter, BNPPARIBASOPEN)

Un successo meritato quanto inaspettato ha travolto la vita agonistica di Cameron Norrie, fresco vincitore del 1000 di Indian Wells, una vita da “numero due” del tennis britannico, che ha finalmente rotto gli indugi e conquistato quell’obiettivo da molti ambito, da pochi raggiunto. E dire che c’era anche andato vicino quest’anno; è vero, ha vinto un torneo ma si trattava “soltanto” di un 250 a Los Cabos, nulla in confronto di ciò che poteva essere e non è stato (per fortuna nostra e di Matteo Berrettini) al Queen’s, proprio nel circolo che ha le stigmate reali nel nome e nell’atmosfera, entrambe so british. Ma quella di Norrie è stata un’ascesa graduale culminata nella vittoria del suo primo 1000 e che ha avuto nel tempo, nel giusto tempo, l’aspetto fondamentale. Un percorso in continua crescita, scandendo perfettamente il ritmo del suo tennis e dei suoi obiettivi.

E non è un caso che il tempo sia un aspetto fondamentale in questa storia. Cameron Norrie è, infatti, ambassador di Rado, azienda di orologeria svizzera, fondata nel 1917, la cui sede è a Lengnau, e che ha nel tennis uno dei propri spunti di collaborazione e sponsorizzazione. Nel circuito, infatti, da oltre 30 anni, è main sponsor di alcuni tra i più importanti tornei del circuito ATP, uno fra tutti: Basilea.

Tornando all’eroe del cemento californiano, la nostra attenzione è stata catturata dal polso destro del giocatore mancino (di racchetta), fotografato insieme al suo inseparabile “Captain Cook High-Tech Ceramic” che abbina molti anni di ricerca e sviluppo alla storia e alla tradizione del Rado Captain Cook. L’odierna evoluzione della gamma Captain Cook in ceramica hi-tech esprime il DNA di Rado nella sua forma più pura. Dispone di alcuni tra i più brillanti successi del marchio, come la rivoluzionaria cassa monoblocco in ceramica hi-tech di Rado o la ceramica hi-tech antigraffio e ipoallergenica, ed è azionato dal calibro Rado R734 di elevata qualità dotato di spirale Nivachron. L’innovativa spirale Nivachron offre un reale vantaggio nella vita quotidiana proteggendo l’orologio dai campi magnetici. L’orologio ha un movimento con riserva di ricarica di 80 ore, cassa in acciaio che misura 43 mm ed un’impermeabilità di 300m. Il segnatempo è proposto ad un prezzo di listino di 3950€.

 
Captain Cook High-Tech Ceramic – (via Twitter, Swatch Group)

In conclusione possiamo dire che si tratta di un prodotto molto bello da vedere con un calibro home made, chiamato Sistem 51, su cui l’azienda ha investito circa 90 milioni di euro in ricerca e sviluppo. Qualche dubbio sulla chiusura a pressione del fondello, quindi senza viti o avvitamento, il che lascia qualche dubbio sulla permeabilità dell’orologio che comunque, è giusto dirlo, vale il prezzo a cui è proposto e vale il polso che lo indossa. Soprattutto quello di un campione di 1000: su quei polsi ne abbiamo visti di peggio (di orologi, s’intenda…).  

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Emma Raducanu prova con Esteban Carril, vecchio coach di Johanna Konta

La campionessa dello US Open inaugura il casting per la panchina dopo il licenziamento di Andrew Richardson

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Emma Raducanu - US Open 2021 (Darren Carroll/USTA)

L’apprezzato consigliere Tim Henman, protagonista di una parte non trascurabile nel suo successo a New York, stavolta è stato ascoltato a metà. “Raducanu avrà tutto il tempo di selezionare un nuovo allenatore durante la off season – aveva detto l’ex numero uno britannico in una recente intervista -, adesso non è il momento giusto per pensarci”. Invece, quando ancora alla fine della stagione manca un mesetto buono, Emma ha inaugurato il casting per la panchina, allo stesso tempo ambita e scottante.

Secondo Times e BBC la teenager nata a Toronto avrebbe assunto in prova il coach spagnolo Esteban Carril, famoso nell’ambiente in quanto artefice della scalata alla top 10 di Johanna Konta tra il 2015 e il 2016. Presa quando la tennista nata a Sydney si trovava ben fuori dalle prime cento della classifica, Carril ha condotto Konta nel gotha del tennis femminile, grazie a risultati straordinari quali la semifinale all’Australian Open 2016 e il primo titolo a livello di Tour maggiore guadagnato a Stanford nel luglio successivo. I due si separarono a sorpresa alla fine di quella stagione, e da allora Carril ha continuato a lavorare saltuariamente per la LTA, con apparizioni nei box di Katie Swan e Jay Clarke.

La campionessa dell’ultimo US Open, sempre in cerca di un coach di grande esperienza che possa coltivarne le notevolissime doti, sta sviluppando una problematica nomea di mangia-allenatori. Solo in questa stagione Emma ha già spedito la fatidica lettera a tre tecnici: Nigel Sears, licenziato dopo Wimbledon; Andrew Richardson, l’angelo custode nella pazza corsa newyorchese; e infine Jeremy Bates, accompagnatore nella brevissima comparsata a Indian Wells.

 

Intanto da oltremanica arriva un aneddoto interessante firmato Mark Petchey, ex tennista inglese nello staff di Raducanu per qualche mese nel corso del 2020. “Stavamo giocando un match del British Tour – ricorda Petchey -, e a un certo punto Emma mi ha detto sconsolata di non saper tirare un servizio kick decente. Alla fine della partita, per migliorare quel fondamentale, mi sono fatto dare una mano da Esteban Carril, e adesso il suo kick è pulito, incisivo, affidabile”. Poco più di un anno dopo, Carril verrà probabilmente convocato per sistemare anche le restanti questioni pendenti.

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