Wimbledon: Kerber vince e convince, ottavo di lusso contro Gauff

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Wimbledon: Kerber vince e convince, ottavo di lusso contro Gauff

Contro Sasnovich, la tedesca cambia marcia a partire dal secondo set e torna agli ottavi. Sfiderà Gauff che ha superato Juvan in due set. Badosa-Muchova l’altro ottavo

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Angie Kerber - Wimbledon 2021 (via Twitter, @wimbledon)

Sarà un ottavo di finale davvero intrigante quello tra Angelique Kerber e Cori Gauff. La tedesca si è infilata nel corridoio apertosi dopo il ritiro di Serena Williams e sta mostrando, partita dopo partita, di poter dire la sua su questi campi che l’hanno vista sollevare il trofeo nel 2018. Nella sfida odierna contro Aliaksandra Sasnovich, Angie è partita piuttosto male, ritrovandosi sotto 4-0 anche per merito dell’avversaria che invece ha iniziato in maniera decisamente centrata. Perso il primo set 6-2 e dopo una sospensione dovuta alla pioggia, Kerber è entrata in campo con un atteggiamento completamente diverso. Non ha sbagliato quasi niente, ha amministrato il palleggio a piacimento con il suo dritto e ha anche incassato i sempre più abbondanti errori di Sasnovich (inclusi alcuni orrori dalle parti della rete). Da queste mutate condizioni è nato un tremendo parziale di dodici giochi a uno, che ha proiettato Kerber al quarto turno.

Come detto la sua prossima avversaria sarà Coco Gauff, ancora una volta benedetta con l’onore del campo centrale. “Sta giocando bene e può essere molto pericolosa, specialmente sull’erba. Vedo il fuoco in lei. Dà sempre tutta sé stessa in ogni singola partita. Da una parte l’esperienza è a mio vantaggio, ma sarà un match tosto e dovrò giocare il mio miglior tennis“, ha detto di lei Kerber in conferenza stampa.

La diciassettenne statunitense ha superato con un doppio 6-3 Kaja Juvan, soffrendo più di quanto il punteggio lasci intuire ma senza che la sua presa sulla partita fosse davvero messa in discussione. La slovena si è iscritta al match solamente sul 4-0, dopo che i primi giochi erano stati davvero una passeggiata di salute per Gauff. Juvan ha cominciato a esprimersi finalmente a buoni livelli e ha strappato due volte di fila la battuta alla propria avversaria, subendo però a sua volta un terzo break e cedendo il primo set. Nel secondo, la slovena si è procurata una palla del 2-0 prima di essere lei a perdere il servizio. Gauff ha poi annullato con autorità due palle dell’immediato contro-break e da lì in avanti non ha più lasciato chance all’avversaria. Anzi, la giovane statunitense ha fatto suoi alcuni degli scambi più movimentati, mostrando grandi doti atletiche e frustrando al contempo le speranze e le velleità di rimonta della sua avversaria. Per la seconda volta di fila Gauff raggiunge dunque il quarto turno a Church Road (nel 2019 fu sconfitta dalla futura campionessa Simona Halep).

 

L’altro ottavo di questo spicchio di tabellone vedrà invece opposte Karolina Muchova e Paula Badosa. La prima ha avuto la meglio su Anastasia Pavlyuchenkova, dispiegando il proprio variegato tennis che tanto bene si adatta ai campi in erba. Dopo aver vinto per 7-5 un primo set piuttosto complicato nel quale si sono visti ben sette break, Muchova ha perso e subito recuperato il servizio in apertura di secondo per poi prendere il largo a partire dal 3-3. Se il fisico la sosterrà dovrebbe partire favorita contro Badosa che ha dovuto faticare non poco per disfarsi delle resistenze di Magda Linette. Le due si sono prese a schiaffoni (tennistici, s’intende) per quasi due ore e mezzo, dando vita a un match di ottima qualità e dall’elevato tasso di colpi vincenti (ben 77 in totale). Il terzo set in particolare è stato davvero combattuto. Linette è salita 3-0 e ha avuto anche due palle del 4-0 prima di subire la rimonta della spagnola. Badosa ha poi effettuato il sorpasso e si è presentata a servire per il match sul 5-4, chiudendo al secondo match point, non prima però di aver annullato una palla del contro-break.

Il tabellone femminile di Wimbledon con tutti i risultati aggiornati

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WTA Tenerife, Giorgi a valanga su Rus: è in semifinale

Doppio 6-1 per la campionessa di Montreal. Prova brillante e soprattutto solida (zero palle break concesse). Attende Osorio Serrano o Zheng

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Camila Giorgi - Tenerife 2021 (foto Twitter @meftennisevents)

I campi del WTA 250 di Tenerife sembrano aver dato nuove certezze a Camila Giorgi, reduce da quattro sconfitte consecutive al primo round dopo la meravigliosa vittoria a Montreal in agosto. La nostra numero 1 al femminile ha raggiunto il penultimo atto del torneo delle Canarie battendo con un doppio 6-1 Arantxa Rus, numero 61 del mondo. Il match durato quasi tre ore al primo turno contro Bolsova (con tanto di doppio penalty game) si è rivelata la svolta per Camila, che tra secondo turno e quarti di finale ha perso solamente cinque game.

La (non) partita contro Rus è durata un’ora e spiccioli. L’azzurra (numero 4 del seeding) ha dimostrato dal principio di avere una marcia in più. Ha spazzolato le righe del campo, riuscendo a giocare sempre colpi piuttosto profondi. All’ottima gestione degli scambi si è aggiunto anche un feeling straordinario con la risposta, soprattutto di rovescio. Giorgi ha spesso risposto coi piedi ben dentro il rettangolo di gioco anche alla prima di servizio di Rus, non facendosi mai incastrare nell’angolo sinistro dalle traiettorie mancine della sua avversaria. Vinto il primo set 6-1, l’italiana ha continuato a servire molto bene (non ha concesso nemmeno un break point, vincendo l’80% di punti con la prima e il 67% con la seconda. Piuttosto arrendevole l’atteggiamento di Rus dopo aver perso la battuta sull’1-1. L’esultanza più convinta del solito di Camila è un segnale molto importante: quando ha questa confidenza, fermarla è molto difficile. Toccherà a Osorio Serrano o Zheng provarci nel penultimo atto.

Nei primi due quarti di finale Ann Li ha vinto la lotta contro Irina Begu con un doppio 7-5 e giocherà la sua terza semifinale dell’anno nel Tour WTA (nonché terza in carriera). La sua avversaria sarà Alize Cornet che si è imposta su Schmiedlova con un doppio 6-3.

 

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ATP Anversa: alle 16.30 Jannik Sinner sfida Arthur Rinderknech

Il teenager altoatesino prosegue nelle Fiandre la difficile caccia a uno degli ultimi due posti disponibili per le Finals di Torino

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Jannik Sinner- ATP Sofia 2021 (ph. Ivan Mrankov)

La corsa alle Finals torinesi si è fatta quantomeno complicata, ma Jannik Sinner conserva le possibilità di provarci. Fino all’ultimo quindici del torneo di Stoccolma occorrerà sbagliare pochissimo, e il primo ostacolo da saltare senza inciampi si paleserà nel pomeriggio odierno. Il kid di Sesto Pusteria alle 16.30 circa (in diretta su Sky e Supertennis) affronterà nei quarti di finale del torneo di Anversa il francese Arthur Rinderknech, avversario non banale, in buona forma e sicuramente cresciuto rispetto all’unico precedente, andato in scena lo scorso mese di maggio al torneo di Lione.

In quell’occasione il giocatore da Gassin, lucky loser, aveva inopinatamente sorpreso in rimonta un Sinner opaco e in grande difficoltà al servizio; servizio che invece aiutò e continua a fornire un grande contributo a Rinderknech, nel frattempo passato dalla centoventicinquesima alla sessantacinquesima posizione del ranking ATP. Battitore di quasi due metri dal dritto niente affatto disprezzabile, Arthur il provenzale in Belgio ha vinto due buone partite contro Federico Delbonis e Dusan Lajovic, per raggiungere quello che è addirittura il sesto quarto di finale di una stagione davvero notevole.

Contro Sinner, a Lione, Rinderknech ottenne la prima vittoria della carriera contro un top 50: da quel momento ne sono arrivate altre sei, con la perla del successo agli ottavi di finale di Gastaad contro Robert Bautista Agut, allora numero sedici del mondo. Un insieme di dati che restituisce l’immagine di un giocatore nel momento migliore della carriera. Ma le opzioni di Jannik non sono moltissime: urge una vittoria, per tenere acceso il lumicino della speranza.

 

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Krajinovic: “Djokovic guiderà la Serbia in Davis. Non andrò all’Australian Open in caso di quarantena”

Il n.2 serbo punta alla Davis, ma niente Australia in caso di isolamento oltre i 5 giorni. L’ultimo charter per Melbourne già il 28 dicembre

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Filip Krajinovic a Sofia 2021 (Credit: Ivan Mrankov)

Ci sono pochi dubbi che la quarantena australiana di inizio 2021 non sia un’esperienza che i tennisti smaniano di ripetere, soprattutto gli sfortunati che sono capitati sullo stesso aereo di un collega risultato positivo al COVID-19 e costretti al completo isolamento per due settimane, ma anche coloro che potevano uscire solo per il tempo prefissato per gli allenamenti e poi dovevano tornare nelle loro stanze con le finestre sigillate. A peggiorare l’umore c’è stata l’evidente disparità con i privilegiati di Adelaide che, tra l’altro, potevano godere del balcone. Tra quelli sicuramente non disposti a sottostare di nuovo a due settimane di quarantena c’è Filip Krajinovic, appena eliminato dalla Kremlin Cup (è stato battuto da Pedro Martinez dopo il bye al primo turno), evento a cui pensava di rinunciare per riposarsi dopo Indian Wells per poi giocare in seguito “a Vienna e Parigi, ma Medvedev si è ritirato da Mosca, sono entrato come quarta testa di serie, un bye al primo turno, quindi ho deciso di andare”, spiega a Sport Blic il ventinovenne di Sombor.

IPOTESI AUSTRALIANE – È notizia degli scorsi giorni che solo i tennisti con doppia dose riceveranno il visto per volare a Melbourne, dove, secondo Martin Pakula, ministro (anche) del Turismo, Sport e Grandi Eventi dello Stato della Victoria, essere vaccinati darà ai tennisti l’opportunità di giocare al meglio l’Australian Open, con le minori limitazioni possibili“. Limitazioni che, come anticipato, hanno un… limite per Krajinovic. “Sono molto rigorosi lì e onestamente, se devo stare in quarantena per quattordici giorni dopo l’arrivo a Melbourne, non andrò in Australia. Sono stato vaccinato, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per proteggere me stesso e le persone intorno a me, quindi non vedo davvero alcun motivo per sedermi lì per quattordici giorni in una stanza. Se dicono che dopo l’arrivo devo stare, diciamo, cinque giorni in isolamento, per me va bene, ma tutto ciò che va oltre è inaccettabile per me”. E ci sono anche i tempi piuttosto stretti, con la Coppa Davis che termina il 5 dicembre: “La stagione finisce tardi, avrò venti giorni per prepararmi e partire. Verranno ancora organizzati voli charter, l’ultimo dei quali è previsto per il 28 dicembre, l’ultima data utile per andare in Australia. Vedrò quale sarà la decisione finale di Melbourne, quindi deciderò la cosa migliore da fare”. In ogni caso, una decisione finale sulla durata di un’eventuale quarantena non è ancora stata presa da parte del governo locale.

IL RITORNO DI NOLE – Il numero 1 ATP ha dichiarato negli scorsi giorni che la sua programmazione di fine anno includerà Bercy, le Finals di Torino e la Davis. E proprio in quest’ultima manifestazione Krajinovic spera di ottenere un trionfo storico, con la compagine guidata da Djokovic in partenza il 25 novembre. “Avremo la formazione più forte perché vogliamo tentare di vincere l’Insalatiera come nel 2010”, rivela Filip, che userà i prossimi tre tornei per arrivare al meglio a Innsbruck (la Serbia è nel girone con Germania e Austria, prive rispettivamente di Zverev e Thiem) e a Madrid. Viaggiamo guidati da Novak e di certo non andremo lì per perdere. Eravamo già tutti d’accordo per giocare e provare a vincere”. In programma c’è una mini-preparazione a Belgrado prima di dirigersi verso l’Austria, “quattro o cinque giorni di allenamento insieme per rafforzare lo spirito di squadra, ma non so esattamente quando cominceremo perché dipende da chi gioca cosa da qui a fine stagione”.

 

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