Wimbledon: Federer è ancora un rebus per gli italiani, Sonego si arrende in tre set

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Wimbledon: Federer è ancora un rebus per gli italiani, Sonego si arrende in tre set

Roger Federer vince un primo set condizionato dalla sospensione per pioggia, poi ingrana un’altra marcia ed elimina Sonego. Giocherà il 18° quarto di finale ai Championships

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Roger Federer - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)
 

[6] R. Federer b. [23] L. Sonego 7-5 6-4 6-2

Arriva dopo due ore e undici minuti di gioco la vittoria numero 105 di Roger Federer a Wimbledon. L’otto volte campione su questi prati regola in tre set un Lorenzo Sonego che ha tenuto il campo più che dignitosamente e può addirittura recriminare per alcuni episodi del primo parziale, come il servizio perso da 40-0 e le due occasioni per riparare al tie-break. L’azzurro è stato però un po’ troppo falloso con il dritto quando andava in spinta e con il rovescio nel palleggio per riuscire a contenere un avversario partito piuttosto male e sostenuto solo dal servizio, ma che ha viepiù preso fiducia in tutti i propri colpi, prendendo il controllo del gioco e diventando inarrestabile.

Inizialmente imperfetto, quindi, quasi tragico nei pressi della rete dove è però cresciuto riappropriandosi del proprio nome dal secondo set, Federer ha avuto nel dritto l’ago della bilancia del match. Un ago che ha oscillato parecchio e in negativo nella prima parte della sfida e non a caso quando il punteggio era in equilibrio – difficile distinguere nettamente tra causa ed effetto: funzionava male per la tensione legata all’incertezza o lo score non prendeva la via di Basilea per quel colpo spesso debole? Per quanto riguarda invece la conversione delle palle break, il non esaltante 5 su 15 finale nasconde comunque un solo game in cui non ha strappato il servizio avendone l’occasione (beh, le occasioni).

 

Di nuovo, un plauso a Sonego che ha sì offerto una prestazione inferiore a quelle dei giorni scorsi, ma non è certo rimasto paralizzato dalla potenzialmente devastante combinazione Federer-Centrale, solo in parte attenuata dall’averlo già affrontato, due anni fa al Roland Garros con facile vittoria di Roger. E non dimentichiamo che da allora Lorenzo ha fatto parecchia strada, in termini sia di gioco e conseguentemente di classifica, sia di scalpi autorevoli (Djokovic, Thiem, Rublev). Altra ce n’è da fare, ci mancherebbe, ma l’atteggiamento continua a essere quello giusto.

IL MATCH – Sonego parte al servizio, solidissimo come ha dimostrato finora e Federer lo segue a ruota. Il rovescio monomane concede subito qualcosa e anche il dritto regala presto due punti che parevano fatti. Una stecca di Lorenzo e il quinto game che sembrava in cascina si riapre per un Roger aggressivo che non trasforma nessuno dei tre vantaggi esterni, tra i meriti della prima azzurra e un errore di dritto una volta entrato nello scambio. La battuta svizzera funziona benissimo e si torna subito a giocare sul turno del ventiseienne torinese che si vede ribattere le prime di servizio e concede troppi errori – a dire il vero, un bel dritto è chiamato fuori, ma Hawk-eye l’avrebbe dato buono se richiesto. È break, allora, e non resta che far passare un paio di giochi in attesa del momento di chiudere.

Arriva il momento ma non la chiusura, sia perché Sonego ci crede e risponde, sia soprattutto per le tre imprecisioni al volo del venti volte campione Slam. Il quale sfodera due passantoni per riaprire anche il gioco successivo, ma risponde male sulle prime tre palle break, mentre Sonego alterna ottime giocate a errori banali. Federer si procura un quarto vantaggio, poi richiama l’attenzione di Marija Cicak sulla scivolosità dell’erba per la pioggia che ha iniziato a cadere: sospensione e suspense mentre il tetto viene chiuso e i due vanno negli spogliatoi. Tre minuti di palleggio e Sonego commette doppio fallo mandando di nuovo Federer a servire per il set, compito che questa volta porta a termine nonostante i due orrori di dritto in partenza che lo costringono a rimediare il 15-40 grazie al fondamentale swing destro tornato provvisoriamente e provvidenzialmente in sé.

L’equilibrio del secondo parziale si rompe già al quinto gioco, non a caso quando il dritto di Roger fa il suo dovere dopo che due risposte profonde avevano costretto l’avversario all’errore e alla conseguente pressione. Federer è ormai in controllo e vola a prendersi il 6-4 senza concedere spazi alla risposta.

Sonego va subito sotto nel terzo, lui sbaglia e il dritto dell’altro schiocca, ma ci sono tanti scambi da applausi anche per merito del nostro che non ha esitato a chiedere, ottenendolo, il sostegno del pubblico dopo un colpo da fenomeno. Lorenzo nuove il punteggio al quinto game, il set e il match sono ormai compromessi, e Federer chiude senza problemi accompagnato dal boato degli spalti.

Ai quarti troverà il vincente fra Hubert Hurkacz e Daniil Medvedev, fermati dalla pioggia con il moscovita avanti due set a uno e 4-3 per Hubi nel quarto senza break. L’incontro sarà completato domani e Roger non si finge troppo dispiaciuto: “Non c’è da esserne felici. Non è giusto, ma così vanno le cose” dice una volta informato della situazione. “Questi ragazzi sono giovani, in grado di recuperare. E sono pure forti, sfortunatamente, quindi spero che piova anche domani… Sto scherzando. Ma non troppo, vorremmo aggiungere.

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Coppa Davis

Coppa Davis, ranking per nazioni: Croazia in vetta, balzo Canada e Australia. L’Italia si conferma in top10

La Croazia si conferma al primo posto del ranking delle Nazionali, seguita da Spagna e Francia. Quarto posto per il Canada, settimo per l’Italia

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Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La Coppa Davis 2022 continua a regalare record per il Canada. Dopo aver vinto la prima insalatiera della sua storia, grazie anche alla sua generazione tennistica più forte di sempre, i ragazzi con la foglia d’acero sul petto scalano anche la classifica delle Nazionali, pubblicata due volte all’anno (al termine delle fasi di qualificazioni e dopo le fasi finali).

In vetta al ranking si conferma la Croazia con 968,38 punti, anche grazie alla semifinale raggiunta quest’anno e persa contro l’Australia. Non solo però, perché sul primato dei croati – così come sulla posizione di ogni Federazione – pesano anche i risultati delle scorse stagioni. La classifica, infatti, tiene conto dei risultati degli ultimi quattro anni in modo via via decrescente. Per i risultati dell’ultimo anno, infatti, valgono il 100% dei punti; dei risultati del penultimo vengono considerati solamente il 75% dei punti, del terzultimo il 50% e del quartultimo il 25%. Bisogna tener conto anche dell’impatto del Covid-19 sulle stagioni 2020 e 2021, che vengono “unite” ai fini del calcolo del ranking (quindi, eccezionalmente, in questo periodo si tiene conto delle ultime cinque stagioni).

Per capire meglio, ad esempio, i punti totali di una squadra nel 2022 corrisponderanno la seguente somma:

 
  • 100% dei punti ottenuti nel 2022 + 75% dei punti ottenuti nel 2021 e 2020 + 50% dei punti ottenuti nel 2019 + 25% dei punti ottenuti nel 2018

Nel 2025 di tornerà a calcolare la classifica in maniera tradizionale, considerando dunque le ultime quattro stagioni. Il totale dei punti di una qualunque squadra, a fine 2025, corrisponderà dunque alla seguente somma:

  • 100% dei punti ottenuti nel 2025 + 75% dei punti ottenuti nel 2024 + 50% di punti ottenuti nel 2023 + 25% dei punti ottenuti nel 2022

I punti guadagnati sono ovviamente diversi in base alla fase della competizione raggiunta. In caso di vittoria ci si aggiudica 500 punti, mentre sono 300 quelli incassati per la finale, 200 per la semifinale, 150 per i quarti di finale e 100 se ci si ferma nel round robin.

A questi si aggiungono alcuni punti bonus, che possono variare da quattro a dieci in base al ranking dell’avversario: sono 10 se un tennista sconfigge un rivale che occupa il primo o il secondo posto nel ranking ATP, 9 se si batte il n°3 o il n°4, 8 se si prevale su un giocatore compreso tra il quinto e l’ottavo posto. Si guadagneranno poi 7 punti vincendo contro chi è compreso tra il 9° e il 16° posto, 6 punti contro uno tra il 17° e il 32°, 5 punti contro uno tra il 33° e il 64° e 4 punti contro uno dal 65° posto in giù.

Chiusa la parentesi sul calcolo del ranking, vediamo nel dettaglio la classifica. Dietro la Croazia, al secondo posto si trova la Spagna, orfana di Alcaraz e Nadal quest’anno, con 693,25 punti. Completa il podio la Francia con 628,00 punti.

Alle spalle dei transalpini si trova la prima variazione di posizione, visto che i primi tre posti sono rimasti invariati rispetto all’ultimo aggiornamento. Ai piedi del podio si trova il Canada con 565,75 punti, che grazie al successo di domenica scorsa ha guadagnato tre posizioni e, da quando il ranking per nazioni esiste (2001), si trova nel suo punto più alto di sempre.

Seguono Stati Uniti (490,34 punti), Germania (485,09) e Italia (473,00), che rimane stabile al settimo posto e chiude il 2022 tre posizioni più avanti rispetto al 2021. Completano la top10 l’Australia, finalista di questa edizione (430,25), la Gran Bretagna (398,00) e la Serbia (388,25). La Russia, vincitrice nel 2021 e bannata per le edizioni 2022 e 2023, è ferma al 16° posto. Questa dunque la top10 aggiornata a fine 2022:

  1. Croazia
  2. Spagna
  3. Francia
  4. Canada
  5. USA
  6. Germania
  7. Italia
  8. Australia
  9. Gran Bretagna
  10. Serbia

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ATP

Il 2023 di Novak Djokovic partirà da Adelaide

Come confermato dal suo sito ufficiale, il serbo inizierà la stagione nella città natale di Darren Cahill, in preparazione per l’Australian Open

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Novak Djokovic - Bercy 2022 (foto Twitter @atptour)

Un anno fa, di questi periodi, si iniziava a vociferare sulla possibile esclusione di Novak Djokovic dall’Australian Open 2022, a causa della sua volontà di non vaccinarsi. Sappiamo la storia com’è andata, con il serbo che non ha potuto disputare il suo Slam preferito (vinto 9 volte) e ha dovuto scontare anche un periodo di detenzione. Problemi legati alla mancata vaccinazione, purtroppo per lui, Nole ne ha vissuti in abbondanza durante la stagione appena trascorsa, venendo costretto a saltare molti tornei, tra cui anche lo US Open. Ma, un paio di settimane fa, finalmente le cose sono tornate alla normalità per il n.5 del mondo: è infatti notizia recente che potrà giocare all’Australian Open 2023, tornando a Melbourne Park poco meno di due anni dopo la vittoria in finale su Daniil Medvedev.

E dovendo competere in uno Slam, Djokovic ha ben pensato di iniziare la sua stagione il prima possibile, proprio in Australia, così da riprendere confidenza con le condizioni di gioco e i campi. Per la prima volta in carriera, infatti, Nole giocherà all’Adelaide International 1, torneo di categoria 250 dal 2 all’8 gennaio (seguito da un altro torneo sugli stessi campi nella settimana successiva). Dunque inizio fulmineo di 2023 per il serbo, che troverà, nella città che ha dato i natali a Darren Cahill, l’eterno rivale di tante battaglie Andy Murray, e soprattutto il nostro Jannik Sinner, che salterà la United Cup per darci subito dentro sul circuito. In più, nella città del suo coach, con la prospettiva di affrontare anche il cannibale serbo, per iniziare col passo giusto un anno fondamentale per la sua carriera.

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Mardy Fish e Bob Bryan multati per aver incoraggiato scommesse sul tennis

I due ex tennisti statunitensi, che facevano parte del team USA nell’ultima Coppa Davis, dovranno pagare 10.000 euro e non reiterare il reato nei prossimi quattro mesi

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Mardy Fish - United States_ Raquel Alvarado / Kosmos Tennis

Mardy Fish e Bob Bryan, due ex stelle del tennis statunitense, sono stati multati dall’Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis (ITIA) per aver infranto i codici riguardo le scommesse sportive. L’ITIA è un “organismo indipendente istituito dagli organi direttivi internazionali del tennis per incoraggiare, migliorare e salvaguardare l’integrità del tennis professionistico in tutto il mondo“, si legge al fondo del comunicato ufficiale, riportato integralmente di seguito.

“L’ITIA (International Tennis Integrity Agency) ha emesso delle sanzioni nei confronti di due allenatori di tennis statunitensi per aver infranto le regole di sponsorizzazione delle scommesse sul tennis. Si tratta si Bob Bryan e Mardy Fish, entrambi multati per una cifra 10.000 dollari. Ora rischiano una sospensione per quattro mesi, dopo aver riconosciuto la sponsorizzazione di un operatore di gioco d’azzardo sui social media“.

L’ITIA esordisce così riguardo i due ex giocatori coinvolti, chiamati subito a pagare 10.000 dollari di multa e a non commettere lo stesso reato nei prossimi quattro mesi, pena la sospensione.“Entrambi gli ex tennisti coinvolti hanno collaborato pienamente all’indagine ITIA e hanno subito rimosso i post in questione dai propri social. La sospensione di cui sopra non entrerà in vigore a meno che non si verifichi un’ulteriore violazione nel periodo indicato, iniziato l’11 novembre 2022 e che si protrarrà per i prossimi quattro mesi”.

 

Fish e Bryan sono stati visionati più da vicino in quanto entrambi facevano parte dello staff degli Stati Uniti per la Coppa Davis 2022 (sconfitti 2-1 dall’Italia al doppio decisivo), quindi decisamente ancora presenti attivamente nel mondo del tennis.

“Entrambi erano stati selezionati come parte del team di allenatori degli Stati Uniti per la Coppa Davis 2022, il che rende loro considerabili personaggi controllabili e soggetti, come tutti, alle regole dello sport sui rapporti con gli operatori di scommesse. Nella sezione D.1.b del programma anticorruzione del tennis 2022 si legge quanto segue:
Nessuna persona coinvolta con il tennis deve, direttamente o indirettamente, facilitare, incoraggiare e/o promuovere le scommesse sul tennis‘.
Fish e Bryan hanno anche acconsentito di lavorare al fianco dell’ITIA per promuovere, con iniziative di istruzione e prevenzione, l’importanza dell’integrità nel gioco”.

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