Raducanu: "Il peso di queste due settimane si è fatto sentire, ma sto già meglio"

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Raducanu: “Il peso di queste due settimane si è fatto sentire, ma sto già meglio”

Il ritiro contro Tomljanovic negli ottavi di Wimbledon ha avuto una coda polemica: John McEnroe ha criticato la giovane, a suo avviso incapace di gestire la pressione

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Emma Raducanu - Wimbledon 2021 (via Twitter, @wimbledon)

Si è concluso in modo doppiamente amaro il sogno di Emma Raducanu, la diciottenne britannica che ha ampiamente onorato la wild card di cui è stata omaggiata raggiungendo gli ottavi di finale, la più giovane del suo Paese ad arrivare tanto avanti a Wimbledon. La sua corsa non è però stata semplicemente fermata da una sconfitta sul campo: oltre all’impossibilità di giocarsi al meglio le sue chance contro Ajla Tomljanovic, al ritiro dopo il MTO si sono scatenate anche le polemiche.

Lunedì sera, sul Campo 1, Raducanu rimane in partita fino al 4 pari, non sfrutta due palle break ai vantaggi del nono game e si arrende in quello successivo al primo set point dopo diverse occasioni per tenere la battuta. Già durate il finale di set si percepisce qualcosa che non va: Emma si tiene lo stomaco, rimane piegata in due dopo un lungo scambio e, secondo alcuni, sembra iperventilare. Un paio di game combattuti, nel secondo parziale e, sotto 0-3, riceve il trattamento medico fuori dal campo. Purtroppo poco dopo è arrivato il ritiro.

John McEnroe, in diretta TV, ha detto: “Sembra che sia un po’ troppo per lei, è comprensibile”. Un commento che Tomljanovic ha definito “decisamente duro”. Anche perché l’ex campione speculava sulle condizioni della giovane tennista senza alcun indizio sulla reale natura del problema, come ha prontamente rimarcato Andy Murray, peraltro innescando una polemica a distanza con Piers Morgan, giornalista e personaggio televisivo che ha preso le difese (?) di McEnroe, definendo al contempo “Ms. Raducuna [sic] una tennista di talento che però non ha retto la pressione e ha abbandonato quando stava perdendo male… Non è stata coraggiosa, è un peccato [“just a shame” nell’originale]”.

 

In ogni caso, due ore dopo, l’All England Club ha comunicato che il ritiro è stato dovuto a difficoltà respiratorie.

Altre polemiche si sono presto aggiunte per quanto riguarda la programmazione serale dell’incontro incontro. La capitana della squadra britannica di Billie Jean King Cup Anne Keothavong, seduta nel box con i genitori della tennista, ha assicurato che Emma e il suo team “hanno preparato l’incontro esattamente come hanno fatto per quelli precedenti”, aggiungendo che “è stata solo sfortuna. Se fosse andata in campo prima nella giornata, sarebbe potuto accadere lo stesso”.

A placare gli animi è arrivata oggi la comunicazione da parte di Raducanu. Affidandosi ai social media, Emma spiega con sincerità:

“Volevo farvi sapere che mi sento molto meglio questa mattina. Per prima cosa, voglio congratularmi con Ajla per l’incredibile prestazione e mi dispiace che l’incontro sia finito in quel modo. Stavo giocando il miglior tennis della mia vita di fronte a un pubblico fantastico questa settimana, e credo che questa situazione si sia fatta sentire. Alla fine del primo set, dopo alcuni scambi davvero intensi, ho iniziato a respirare affannosamente e ad avere le vertigini. I medici mi hanno consigliato di non proseguire e, nonostante sembrasse la cosa più difficile del mondo non riuscire a finire il mio Wimbledon sul campo, non stavo abbastanza bene per continuare. Voglio ringraziare le persone che mi hanno sostenuta a ogni match, ci tenevo tantissimo a vincere per voi! Voglio anche ringraziare l’All England Club, il mio team, la LTA, i miei genitori e i miei amici. La scorsa notte mi è stata di grande insegnamento per imparare cosa serve per giocare al massimo livello. Apprezzerò tutto quello che abbiamo raggiunto insieme e tornerò più forte! Non vedo l’ora di scoprire cosa mi riserva il mio viaggio”.

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WTA Tenerife, Giorgi a valanga su Rus: è in semifinale

Doppio 6-1 per la campionessa di Montreal. Prova brillante e soprattutto solida (zero palle break concesse). Attende Osorio Serrano o Zheng

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Camila Giorgi - Tenerife 2021 (foto Twitter @meftennisevents)

I campi del WTA 250 di Tenerife sembrano aver dato nuove certezze a Camila Giorgi, reduce da quattro sconfitte consecutive al primo round dopo la meravigliosa vittoria a Montreal in agosto. La nostra numero 1 al femminile ha raggiunto il penultimo atto del torneo delle Canarie battendo con un doppio 6-1 Arantxa Rus, numero 61 del mondo. Il match durato quasi tre ore al primo turno contro Bolsova (con tanto di doppio penalty game) si è rivelata la svolta per Camila, che tra secondo turno e quarti di finale ha perso solamente cinque game.

La (non) partita contro Rus è durata un’ora e spiccioli. L’azzurra (numero 4 del seeding) ha dimostrato dal principio di avere una marcia in più. Ha spazzolato le righe del campo, riuscendo a giocare sempre colpi piuttosto profondi. All’ottima gestione degli scambi si è aggiunto anche un feeling straordinario con la risposta, soprattutto di rovescio. Giorgi ha spesso risposto coi piedi ben dentro il rettangolo di gioco anche alla prima di servizio di Rus, non facendosi mai incastrare nell’angolo sinistro dalle traiettorie mancine della sua avversaria. Vinto il primo set 6-1, l’italiana ha continuato a servire molto bene (non ha concesso nemmeno un break point, vincendo l’80% di punti con la prima e il 67% con la seconda. Piuttosto arrendevole l’atteggiamento di Rus dopo aver perso la battuta sull’1-1. L’esultanza più convinta del solito di Camila è un segnale molto importante: quando ha questa confidenza, fermarla è molto difficile. Toccherà a Osorio Serrano o Zheng provarci nel penultimo atto.

Nei primi due quarti di finale Ann Li ha vinto la lotta contro Irina Begu con un doppio 7-5 e giocherà la sua terza semifinale dell’anno nel Tour WTA (nonché terza in carriera). La sua avversaria sarà Alize Cornet che si è imposta su Schmiedlova con un doppio 6-3.

 

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ATP Anversa: alle 16.30 Jannik Sinner sfida Arthur Rinderknech

Il teenager altoatesino prosegue nelle Fiandre la difficile caccia a uno degli ultimi due posti disponibili per le Finals di Torino

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Jannik Sinner- ATP Sofia 2021 (ph. Ivan Mrankov)

La corsa alle Finals torinesi si è fatta quantomeno complicata, ma Jannik Sinner conserva le possibilità di provarci. Fino all’ultimo quindici del torneo di Stoccolma occorrerà sbagliare pochissimo, e il primo ostacolo da saltare senza inciampi si paleserà nel pomeriggio odierno. Il kid di Sesto Pusteria alle 16.30 circa (in diretta su Sky e Supertennis) affronterà nei quarti di finale del torneo di Anversa il francese Arthur Rinderknech, avversario non banale, in buona forma e sicuramente cresciuto rispetto all’unico precedente, andato in scena lo scorso mese di maggio al torneo di Lione.

In quell’occasione il giocatore da Gassin, lucky loser, aveva inopinatamente sorpreso in rimonta un Sinner opaco e in grande difficoltà al servizio; servizio che invece aiutò e continua a fornire un grande contributo a Rinderknech, nel frattempo passato dalla centoventicinquesima alla sessantacinquesima posizione del ranking ATP. Battitore di quasi due metri dal dritto niente affatto disprezzabile, Arthur il provenzale in Belgio ha vinto due buone partite contro Federico Delbonis e Dusan Lajovic, per raggiungere quello che è addirittura il sesto quarto di finale di una stagione davvero notevole.

Contro Sinner, a Lione, Rinderknech ottenne la prima vittoria della carriera contro un top 50: da quel momento ne sono arrivate altre sei, con la perla del successo agli ottavi di finale di Gastaad contro Robert Bautista Agut, allora numero sedici del mondo. Un insieme di dati che restituisce l’immagine di un giocatore nel momento migliore della carriera. Ma le opzioni di Jannik non sono moltissime: urge una vittoria, per tenere acceso il lumicino della speranza.

 

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Krajinovic: “Djokovic guiderà la Serbia in Davis. Non andrò all’Australian Open in caso di quarantena”

Il n.2 serbo punta alla Davis, ma niente Australia in caso di isolamento oltre i 5 giorni. L’ultimo charter per Melbourne già il 28 dicembre

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Filip Krajinovic a Sofia 2021 (Credit: Ivan Mrankov)

Ci sono pochi dubbi che la quarantena australiana di inizio 2021 non sia un’esperienza che i tennisti smaniano di ripetere, soprattutto gli sfortunati che sono capitati sullo stesso aereo di un collega risultato positivo al COVID-19 e costretti al completo isolamento per due settimane, ma anche coloro che potevano uscire solo per il tempo prefissato per gli allenamenti e poi dovevano tornare nelle loro stanze con le finestre sigillate. A peggiorare l’umore c’è stata l’evidente disparità con i privilegiati di Adelaide che, tra l’altro, potevano godere del balcone. Tra quelli sicuramente non disposti a sottostare di nuovo a due settimane di quarantena c’è Filip Krajinovic, appena eliminato dalla Kremlin Cup (è stato battuto da Pedro Martinez dopo il bye al primo turno), evento a cui pensava di rinunciare per riposarsi dopo Indian Wells per poi giocare in seguito “a Vienna e Parigi, ma Medvedev si è ritirato da Mosca, sono entrato come quarta testa di serie, un bye al primo turno, quindi ho deciso di andare”, spiega a Sport Blic il ventinovenne di Sombor.

IPOTESI AUSTRALIANE – È notizia degli scorsi giorni che solo i tennisti con doppia dose riceveranno il visto per volare a Melbourne, dove, secondo Martin Pakula, ministro (anche) del Turismo, Sport e Grandi Eventi dello Stato della Victoria, essere vaccinati darà ai tennisti l’opportunità di giocare al meglio l’Australian Open, con le minori limitazioni possibili“. Limitazioni che, come anticipato, hanno un… limite per Krajinovic. “Sono molto rigorosi lì e onestamente, se devo stare in quarantena per quattordici giorni dopo l’arrivo a Melbourne, non andrò in Australia. Sono stato vaccinato, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per proteggere me stesso e le persone intorno a me, quindi non vedo davvero alcun motivo per sedermi lì per quattordici giorni in una stanza. Se dicono che dopo l’arrivo devo stare, diciamo, cinque giorni in isolamento, per me va bene, ma tutto ciò che va oltre è inaccettabile per me”. E ci sono anche i tempi piuttosto stretti, con la Coppa Davis che termina il 5 dicembre: “La stagione finisce tardi, avrò venti giorni per prepararmi e partire. Verranno ancora organizzati voli charter, l’ultimo dei quali è previsto per il 28 dicembre, l’ultima data utile per andare in Australia. Vedrò quale sarà la decisione finale di Melbourne, quindi deciderò la cosa migliore da fare”. In ogni caso, una decisione finale sulla durata di un’eventuale quarantena non è ancora stata presa da parte del governo locale.

IL RITORNO DI NOLE – Il numero 1 ATP ha dichiarato negli scorsi giorni che la sua programmazione di fine anno includerà Bercy, le Finals di Torino e la Davis. E proprio in quest’ultima manifestazione Krajinovic spera di ottenere un trionfo storico, con la compagine guidata da Djokovic in partenza il 25 novembre. “Avremo la formazione più forte perché vogliamo tentare di vincere l’Insalatiera come nel 2010”, rivela Filip, che userà i prossimi tre tornei per arrivare al meglio a Innsbruck (la Serbia è nel girone con Germania e Austria, prive rispettivamente di Zverev e Thiem) e a Madrid. Viaggiamo guidati da Novak e di certo non andremo lì per perdere. Eravamo già tutti d’accordo per giocare e provare a vincere”. In programma c’è una mini-preparazione a Belgrado prima di dirigersi verso l’Austria, “quattro o cinque giorni di allenamento insieme per rafforzare lo spirito di squadra, ma non so esattamente quando cominceremo perché dipende da chi gioca cosa da qui a fine stagione”.

 

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