WTA Amburgo: Ruse batte anche Petkovic e conquista il primo successo in carriera

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WTA Amburgo: Ruse batte anche Petkovic e conquista il primo successo in carriera

Partita dalle qualificazioni, la rumena sorprende la tedesca in due set ed entra fra le prime 150. Paolini vince il torneo di doppio insieme a Teichmann

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Elena-Gabriela Ruse vince il torneo di Amburgo 2021 (Credit: Alexander Scheuber, @hamburgopen on Twitter)

Il 2021 del circuito WTA prosegue all’insegna delle sorprese. A coronare la sua settimana da favola stavolta è la rumena Elena-Gabriela Ruse, che, partita dalle qualificazioni, ha vinto il 250 di Amburgo battendo 7-6(6) 6-4 la tedesca Andrea Petkovic in 2 ore e 12 minuti; prima di questa settimana non era andata oltre i quarti di finale a livello WTA. Nel suo cammino verso il titolo ha sconfitto tre teste di serie, vale a dire Teichmann (n.6), Collins (n.4) e la rientrante Yastremska (n.1), collezionando così i suoi primi due successi contro delle Top 50. Ruse è diventata l’undicesima giocatrice a conquistare il primo trofeo a livello WTA nel corso dell’anno corrente.

Una finale molto lottata, dove si sono alternati ottimi scambi a diversi gratuiti. Ruse, nonostante la minore esperienza a questi livelli, si è dimostrata molto più aggressiva e propositiva negli scambi (come dimostrato dal numero di vincenti: 34-13 per la ventitreenne rumena). Petkovic, che non ha sfruttato due palle set (la prima nel dodicesimo gioco, la seconda sul suo servizio nel tie-break), è stata protagonista di un’accesa discussione con l’arbitro in occasione del set point per l’avversaria: un overrule dell’arbitro su una chiamata out del giudice di linea ha scaldato gli animi, in quanto arrivato troppo tardi secondo la tedesca. Visibilmente innervosita, Petkovic ha chiesto di rigiocare il punto e invocato l’intervento del supervisor, ma inutilmente: chiamata confermata e primo set in ghiaccio per Ruse.

Andrea è ripartita bene nel secondo set, issandosi sul 3-0 con due break di vantaggio. Da lì è ripartita la rimonta di Ruse che, solida alla risposta, ha recuperato. Nel decimo gioco, con Petkovic al servizio per portarsi sul 5-5 e rimanere nella finale, la qualificata ha dimostrato nuovamente la sua forza nei momenti in cui è stata sotto pressione nel punteggio. Ruse ha rimontato dal 40-0 fino a chiudere alla prima occasione con un vincente di rovescio lungolinea, colpo che le ha regalato diverse soddisfazioni durante il match.

 

Petkovic, alla dodicesima finale in carriera, colleziona così la settima sconfitta in finale, sciupando l’occasione di conquistare il primo titolo dal lontano 2015 (Anversa). La tedesca si consolerà con il rientro nella Top 100, alla posizione 97. Per Ruse, che prima di oggi aveva vinto solo a livello ITF (il più importante il 25K di Bad Salgau), arriva il best ranking alla posizione 133.

Per quanto concerne i colori italiani, due nostre portacolori erano al via dell’Hamburg European Open. Sara Errani si è fermata ai quarti di finale, sconfitta in due set dalla testa di serie numero 1 Yastremska dopo aver collezionato due ottimi successi contro Ferro (tds n.5) e Konjuh. Jasmine Paolini, invece, si è fermata al primo turno, eliminata proprio dalla croata Konjuh in due set. La venticinquenne italiana si è però consolata con il successo nel tabellone di doppio in tandem con la svizzera Teichmann, sconfiggendo per 6-0 6-4 la coppia formata da Sharma e Van der Hoek.

Qui il tabellone completo del WTA di Amburgo

Articolo a cura di Giuseppe Di Paola

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Laver Cup, la soddisfazione di Berrettini. E Borg: “Giù il cappello per Matteo”

Il tennista azzurro dopo la vittoria contro Auger-Aliassime: “Vittoria speciale contro un amico. Il super tie-break? Non lo porterei sul circuito ATP”

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Matteo Berrettini con Bjorn Borg - Laver Cup 2021 (foto Facebook Laver Cup)

Mi tolgo il cappello davanti a Matteo”. Per Berrettini dev’essere stata una piccola-grande soddisfazione sentire queste parole da parte di Bjorn Borg, il suo capitano alla Laver Cup. L’investitura del leggendario svedese è arrivata nella conferenza stampa dopo la vittoria dell’azzurro su Felix Auger-Aliassime, al termine del match più lungo della storia della competizione. Matteo, che in seguito ha perso in doppio con Zverev, conferma la sua buona condizione e si candida a un finale di stagione da assoluto protagonista. Prima, però, c’è da aiutare il Team Europe a vincere il trofeo.

“È stata una grande battaglia contro un buon amico, una vittoria speciale – ha detto Matteo, rimarcando il suo rapporto con FAA -. Lui gioca davvero bene e forse ogni tanto ci si dimentica di quanto sia giovane perché è sul circuito da tre-quattro anni. Ci alleniamo spesso insieme e chiacchierando in palestra dopo la partita abbiamo concordato sul fatto che giocare match così combattuti è una cosa che ci fa migliorare davvero molto”.

Al fianco di Berrettini, Borg ha raccontato come ha vissuto il match, spiegando come riesca a mantenere il suo consueto aplomb anche nei momenti con più pathos.Ero nervoso perché voglio assolutamente vincere il trofeo, ma allo stesso tempo mi divertivo a vedere questi due giocare – ha detto Bjorn -. Stiamo vedendo da vicino ragazzi che sono il futuro del tennis e già solo questo mi fa piacere. Io e John McEnroe siamo diversi, certo. Lui parla un sacco, io sto più in silenzio perché penso di essere alla guida di giocatori che sostanzialmente sanno quel che devono fare in campo, essendosi affrontati in diverse occasioni. Io, dunque, penso più che altro a dare energia e motivazioni”.

 

Berrettini ha chiuso parlando della formula con il super-tie break, da lui vinto 10-8 dopo esser stato sotto 5-7. “Fortuna che c’è questo regolamento, altrimenti a quest’ora io e Felix eravamo ancora lì a giocare – è stata la sua battuta -. Giocare per tre ore indoor sul cemento è l’ultima cosa che mi aspettavo. Questa è una formula molto particolare, e penso che sia perfetta per questo tipo di torneo. Ma non la utilizzerei anche sul circuito ATP”.  

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Laver Cup, il programma di sabato 25 settembre: è il turno di Kyrgios, Medvedev e Tsitsipas

Seconda giornata di sfide tra Europa e Resto del Mondo (europei in vantaggio 3-1). Iniziano Kyrgios e Tsitsi, avversari anche in doppio. Ogni vittoria vale 2 punti

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Laver Cup 2021 (via Twitter, @LaverCup)

Con il Team Europe in vantaggio per 3-1, parte la seconda giornata della Laver Cup 2021. I vincitori delle tre edizioni sinora disputate hanno costruito un vantaggio significativo grazie alle vittorie di Ruud su Opelka, Berrettini su Auger-Aliassime (10-8 al super tie-break) e Rublev su Schwartzman. Attenzione però. La formula del torneo lascia spazio a repentini ribaltamenti nel punteggio complessivo e il Team World potrà tentare il sorpasso già nella sessione diurna del sabato. Infatti a differenza del venerdì, ogni vittoria ottenuta varrà due punti (tre invece per i match della domenica).

Ancora tre singoli e un doppio formeranno il programma di sabato 25 settembre. Alle 19 italiane (le 13 a Boston) toccherà a Stefanos Tsitsipas e Nick Kyrgios rompere il ghiaccio, due personalità molto diverse del Tour che potrebbero dare vita a uno spettacolo straordinario. A seguire si sfideranno Sascha Zverev e John Isner: hanno giocato l’uno contro l’altro nelle ultime due edizioni del torneo. Nel 2019 vinse Isner al terzo, mentre nel 2018 la vittoria andò a Zverev. Il match che aprirà la sessione serale sarà quello tra Daniil Medvedev e Denis Shapovalov, con il russo che parte nettamente favorito, forte del primo trionfo Slam collezionato a Flushing Meadows. Il doppio chiuderà la seconda giornata. Rublev/Tsitsipas sfideranno Isner e Kyrgios.

Il programma

 

Sessione diurna – ore 19 italiane
S. Tsitsipas vs N. Kyrgios
A. Zverev vs J. Isner
Sessione serale – ore 1 italiane
D. Medvedev vs D. Shapovalov
A. Rublev/S. Tsitsipas vs N. Kyrgios/J. Isner

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La vincitrice dello US Open Emma Raducanu lascia il suo allenatore Andrew Richardson

La tennista britannica ha annunciato la separazione dal suo allenatore nonostante la vittoria dello US Open; è alla ricerca di una figura con maggiore esperienza

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Squadra che vince non si cambia. Non dev’essere quello che ha pensato Emma Raducanu dopo lo US Open vinto in maniera sorprendente e dominante. La giocatrice britannica ha annunciato che non lavorerà più con il suo (ormai ex) allenatore Andrew Richardson, assunto poco prima del Wimbledon che l’aveva rivelata al mondo intero.

La motivazione? La scarsa esperienza di Richardson, che prima di Raducanu si era occupato solo di giovani, nel circuito WTA. “È difficile avere quel tipo di conversazioni con qualcuno (riguardo l’allontanamento, ndr), ma penso sia proprio quello di cui ho bisogno: qualcuno che abbia avuto quell’esperienza professionale nel circuito, ci sia passato e abbia visto giocatori nella mia situazione per molti anni […] I giocatori che sono nel Tour sai che sono una grande sfida. Mi sento come se avessi davvero bisogno di qualcuno che possa davvero guidarmi lungo la strada perché tutto per me è ancora nuovo”.

Raducanu ha contestualizzato ulteriormente le motivazioni che l’hanno portata ad assumere Richardson in principio. “Dopo Wimbledon, ero classificata intorno al 200° posto nella classifica mondiale e all’epoca pensavo che Andrew sarebbe stato un grande allenatore con cui lavorare, e sono andata negli Stati Uniti. Non ho mai nemmeno sognato di vincere lo US Open e di fare il percorso che ho fatto; ora sono la 22esima al mondo, che è una cosa folle per me“.

 

La campionessa dello US Open sarà verosimilmente inondata di richieste dai migliori allenatori di tutto il mondo, visto il talento e la giovanissima età, ma non ha fretta di scegliere. “Non ho nessuno in mente. Non penso che i tornei di quest’anno siano il momento migliore per provare un nuovo allenatore. Quindi nel corso della pre-season, quando avrò finito con i tornei, mi occuperò della questione allenatore. Sento che in questa fase della mia carriera ho davvero bisogno di qualcuno che abbia avuto quell’esperienza WTA ad alti livelli. Sto cercando qualcuno che sia stato a quel livello e sappia cosa ci vuole. Soprattutto in questo momento, perché sono così nuova in questo“.

Uno dei papabili è sicuramente Darren Cahill, che si è appena separato da Simona Halep e corrisponde a tutti i requisiti richiesti da Raducanu.

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