Ex semifinalisti Slam alla ribalta: una seconda giovinezza per Carreno Busta e Anderson?

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Ex semifinalisti Slam alla ribalta: una seconda giovinezza per Carreno Busta e Anderson?

Sono tornati alla vittoria i protagonisti della semifinale dello US Open 2017. Carreno Busta e Kevin Anderson possono puntare nuovamente alla top 10?

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Kevin Anderson con la moglie e la figlia a Newport 2021 (Credit: @atptour/Ben Solomon on Twitter)

Rispettivamente ad Amburgo (terra rossa) e a Newport (erba), sono tornati a battere un colpo Pablo Carreno Busta e Kevin Anderson, i protagonista di una semifinale Slam allo US Open 2017 che condusse poi il tennista sudafricano alla finale persa contro il famelico Rafael Nadal. Da allora il sudafricano è incappato in una serie di problemi fisici, mentre lo spagnolo aveva piazzato l’unico acuto allo US Open 2020, anche in parte facilitato dall’harakiri di Djokovic agli ottavi di finale. Che sia arrivato per entrambi il momento di vivere una seconda giovinezza tennistica?


17 – le settimane trascorse sinora in carriera da Pablo Carreno Busta nella top ten del ranking ATP. Una fascia di classifica alla quale il nativo di Gijon è di nuovo vicino, grazie all’attuale 11° posto in classifica – posizione che non raggiungeva da maggio 2018 – occupato nuovamente dallo scorso lunedì. Un piazzamento conquistato anche grazie ai 500 punti garantiti dalla vittoria del torneo di Amburgo, il titolo sinora più importante vinto in carriera, arrivato curiosamente proprio nella settimana in cui lo spagnolo ha compiuto 30 anni.

Carreno, esploso nel grande tennis nel 2013 – anno nel quale dopo aver trascorso gran parte del 2012 in infermeria a curare un’ernia al disco, fu eletto Most improved player of ATP, grazie a una scalata in classifica di oltre 600 posizioni – punta ormai quantomeno a raggiungere di nuovo il best career ranking di n.10 ATP, occupato per la prima volta nel settembre 2017. Quasi quattro anni fa lo spagnolo entrava in top 10 dopo aver raggiunto a sorpresa la semifinale agli US Open, superando prima quattro qualificati e poi Schwartzman nei quarti. In quella circostanza Pablo aveva però già una classifica da top 20, guadagnata grazie a tre titoli vinti – nei mesi precedenti allo Slam newyorkese – in condizioni di gioco tra loro molto differenti e appartenenti alla categoria ATP 250 (Winston Salem, Mosca e Estoril), contando anche sui punti della finale raggiunta sulla terra rossa dell’ATP 500 di Rio de Janeiro.

 

Dopo aver confermato nel 2018 che il suo exploit nell’anno precedente non era stato casuale (ha chiuso la stagione in una buonissima posizione, 23 ATP), a causa di un infortunio alla spalla destra nel 2019 Pablo è però uscito dalla top 50, fascia di classifica nella quale è poi rientrato solo nel settembre di due anni fa, vincendo il torneo di Chengdu, successo che gli ha dato la spinta per chiudere in top 30 la stagione. Un’inerzia positiva continuata anche nella scorsa stagione, nella quale Pablo ha fatto molto bene chiudendo al decimo posto di una ipotetica Race che conteggi esclusivamente i risultati conseguiti da gennaio a novembre 2020.

Prima di giocare la scorsa settimana ad Amburgo, quest’anno Carreno aveva vinto il suo quinto titolo nel circuito maggiore, imponendosi ad aprile sulla terra di Marbella, e raggiunto anche le semi a Barcellona e Maiorca, ma è nello storico torneo tedesco declassato dal 2010 ad ATP 500 che si è tolto una delle soddisfazioni più grandi della carriera. Lo spagnolo ha tra l’altro vinto l’Hamburg European Open in maniera netta: se è vero che non ha dovuto affrontare nessun top 40 nella sua corsa verso il titolo, va anche detto che ha avuto degli avversari piuttosto insidiosi (nell’ordine, Taberner, Lajovic, Del Bonis e Krajinovic) ai quali non ha concesso nemmeno un set, perdendo per la strada verso la vittoria un totale di 32 game. Avere trent’anni nel tennis attuale vuol dire essere nel pieno della maturità e godere di lecite speranze di dover ancora vivere la parte migliore della carriera: non a Wimbledon (dove non ancora ha mai vinto un incontro), ma su tutte le altre superfici ha già dimostrato di essere molto competitivo.

Oltre ai sei titoli sopra elencati, vanta due semifinali agli US Open, due quarti di finale al Roland Garros e una semifinale a Miami e a Indian Wells. Deve però migliorare il proprio bilancio negli scontri diretti contro i più forti: nelle 23 occasioni in cui ha affrontato colleghi nella top 5 del ranking ATP, ha vinto solo in due circostanze. Ci è riuscito contro Dimitrov a Barcellona nel 2018 e contro Djokovic lo scorso anno agli US Open, a seguito della celebre squalifica rimediata dal serbo dopo aver colpito involontariamente un giudice di linea con una pallina scagliata nervosamente dopo un errore. Ce la farà Carreno a stabilirsi con continuità in classifica subito dopo i più forti, una volta divenuto trentenne? Non resta che scoprirlo nei prossimi mesi.

Pablo Carreno Busta – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

512- la serie di settimane consecutive di Kevin Anderson in top 100 ATP, interrotta nel gennaio 2020. Una conclusione quasi inevitabile, seguita a una lunga sequela di problemi fisici (tra ginocchio sinistro, spalla e gomito destro) e di operazioni a cui l’ex 5 ATP si è sottoposto negli ultimi cinque anni (una alla caviglia, nel 2016, e ben due al ginocchio destro tra settembre 2019 e febbraio 2020). I guai fisici hanno iniziato a condizionare la carriera del sudafricano in maniera decisiva solo a partire dal 2019, stagione in cui -pur partito bene con la vittoria in gennaio a Pune del quinto titolo della carriera – il sudafricano nato a Johannesburg nel maggio 1986 ha dovuto sospendere l’attività agonistica e sottoporsi al calvario della doppia operazione al ginocchio che sinora ha condizionato il suo rendimento.

Interventi chirurgici resisi indifferibili poco dopo che Kevin aveva raggiunto l’apice della sua carriera: il 2018 è stata infatti l’unica stagione terminata da Anderson in top ten, la sola chiusa con due titoli in bacheca (l’ATP 250 di New York e il 500 di Vienna) e con il record personale di partite vinte nel circuito maggiore (47), di cui ben cinque arrivate contro top ten. In tale conteggio sono compresi i due per lui indimenticabili match giocati tre anni fa a Wimbledon: la vittoria per 13-11 al quinto dopo aver recuperato uno svantaggio di due set contro Federer in quarti di finale e il 26-24 con cui dopo sei ore e mezza di semifinale sconfisse al quinto set John Isner.

Dopo la vittoria del titolo a Pune a inizio 2019 l’ex 5 ATP ha invece imboccato una sorta di via crucis tennistica, iniziata poco dopo i quarti di finale raggiunti a Miami due anni fa: due mesi dopo quel buon piazzamento il sudafricano si arrendeva ai dolori e decideva di operarsi dopo aver giocato male a Wimbledon, saltando così il resto della stagione. Nel 2020 Kevin rientrava nel circuito senza cogliere risultati di rilievo sino alla pausa per la pandemia; la sconfitta all’ATP 250 di New York contro il tennista di Taipei Jung, 131 ATP, era sintomatica in tal senso del suo mediocre livello di forma in quel periodo. A seguito della ripresa del circuito avvenuta lo scorso agosto, Anderson piazzava l’unico acuto a Vienna, il solo torneo – prima della settimana scorsa – in cui negli ultimi due anni e mezzo era riuscito a vincere tre partite di fila. Tra l’altro con successi di un certo spessore tecnico: quello proprio su Carreno Busta e poi su Medvedev, unica vittoria del sudafricano contro un top ten da fine 2018 ad oggi.

L’avanzare dell’età, gli acciacchi e la classifica modesta sembravano essere un fardello troppo grande per una ripresa del sudafricano a buoni livelli, impressione che sembrava confermata dopo i pessimi risultati da lui colti sull’amata erba lo scorso mese: prima di perdere al secondo turno di Wimbledon contro Djokovic, sui prati Kevin è incappato in tre sconfitte contro giocatori non compresi tra i primi cento del ranking ATP. Invece, dopo aver deciso di tornare a giocare il torneo di Newport, dove mancava dal 2008, il tennista sudafricano ha trovato il rendimento necessario per vincere il suo settimo titolo (primo della carriera sull’erba, dopo i quattro conquistati sul cemento e i due sul duro indoor).

Lo ha fatto anche legittimando tecnicamente il salto in avanti di 39 posizioni compiuto in classifica dallo scorso lunedì con la vittoria del titolo (in Rhode Island ha giocato da 113 ATP): dopo i successi su giocatori abbondantemente fuori dalla top 100 come Marchenko, Ofner e Sock (al quale ha rimontato un set), Anderson ha infatti avuto la meglio in semifinale sulla testa di serie numero 1 Bublik (al kazako, per battere il sudafricano, non è bastato essere avanti di un set e di un break) e, in finale, sul Next Gen locale in grande ascesa in classifica, Brooksby.

Dopo la vittoria dell’ Hall of Fame Open – primo titolo conquistato con la presenza durante la premiazione della moglie Kelsey e della loro piccola figlia, Keira – Anderson ha dichiarato di pensare ancora in grande e puntare agli obiettivi che ancora gli sono sfuggiti (la vittoria di un titolo del Grande Slam o di un Masters 1000) e di non essere pago di quanto già fatto (le finali agli US Open 2017 e Wimbledon 2018, le semi nei Masters 1000 di Madrid e Toronto tre anni fa). La stagione sul cemento nord americano saprà dirci già molte cose su quanto sia realistico il suo progetto.

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Ubi Radio Olimpiadi – Decima giornata di Tokyo 2020: le vittorie della perseveranza

Le rivincite con il destino per Gianmarco Tamberi e Vanessa Ferrari. Perchè l’entusiasmo per le ultime imprese italiane è giustificato. Come mai Nadal ha saltato Wimbledon e Olimpiadi?

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Marcell Jacobs (foto Twitter @#Tokyo2020)

Mentre sono ancora ben vive le emozioni per quanto accaduto domenica sera allo Stadio Nazionale di Tokyo con le due medaglie d’oro italiane nei 100 metri e nel salto in alto, il medagliere italiano si è arricchito di un altro argento, quello di Vanessa Ferrari nella ginnastica. Un’altra medaglia inseguita da tanto tempo e che sa di catarsi per una beffa subita in una precedente Olimpiade.

Negli sport di squadra ci sarà un doppio scontro Italia-Serbia (pallanuoto maschile e pallavolo femminile), mentre martedì le compagini maschili di pallavolo e pallacanestro disputeranno i propri match di quarti di finale, rispettivamente con Argentina e Francia.

Nel tennis si attende il ritorno in campo a Washington di Rafael Nadal, che non gioca dal Roland Garros e la cui assenza dai campi potrebbe, secondo le nostre fonti, aver avuto anche un motivo non prettamente fisico.

 

La puntata precedente – Day 9 a Tokyo

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WTA Ranking: crollo Giorgi, perde dieci posti

Camila retrocede fino alla posizione n.71. E nelle prossime settimane avrà un’altra cambiale da onorare

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Mentre tutti gli occhi erano puntati sui tornei olimpici (giustamente), si sono disputati due tornei della categoria 125: il Belgrade Ladies Open e l’LTP Women’s Open di Charleston. Le vincitrici sono state due vecchie conoscenze: Anna Karolina Schmiedlova, ex n.26, e Varvara Lepchenko, atleta americana con un passato da top20 (il suo best ranking è n.19). Entrambe, grazie a queste affermazioni, guadagnano molte posizioni. Sono 23 per Schmiedlova, che rientra in top100 al n.99, sono invece 26 per Lepchenko, che sale fino al n.126.

Ma la notizia, purtroppo negativa, è che la nostra Camila Giorgi perde 10 posti e crolla al n.71. All’italiana sono usciti i 180 punti della finale al Citi Open di Washington del 2019, che non è stata rimpiazzata con alcun nuovo risultato, visto che Camila era impegnata in Giappone nel torneo a cinque cerchi. Uno scivolone che la relega di nuovo nelle zone basse della top 100, dopo essere riuscita ad arrampicarsi fino al n.58 un paio di settimane fa. Un vero peccato. E potrebbe non essere finita qui. Tra un paio di settimane ha altri 180 punti in uscita, quelli della finale al Bronx Open di new York.

Ma Giorgi non è l’unica a perdere terreno. A farle compagnia ci sono Saisai Zheng (-24, n.76) e Patricia Maria Tig (-14, n.90).

 

Infine, uno spoiler: la prossima settimana scadranno a Simona Halep i 190 punti dei quarti a Toronto 2019. Questo vorrà dire che la rumena uscirà dalla top10 (sarà n.13) e prenderà il suo posto Barbora Krejcikova, che corona quest’anno eccezionale con l’ingresso nelle prime dieci, dopo la vittoria al Roland Garros e la conquista dell’oro olimpico in doppio.

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty209635
20Naomi Osaka157336
30Aryna Sabalenka286845
40Sofia Kenin255640
50Bianca Andreescu135331
60Elina Svitolina285125
70Karolina Pliskova234975
80Iga Swiatek164685
90Garbiñe Muguruza204165
100Simona Halep174115
110Barbora Krejcikova294113
120Belinda Bencic264085
130Petra Kvitova213985
14+1Jennifer Brady253830
15-1Victoria Azarenka183825
160Serena Williams143641
170Elise Mertens283495
180Anastasia Pavlyuchenkova253420
190Maria Sakkari233295
200Elena Rybakina323083
210Angelique Kerber232950
220Ons Jabeur282930
230Karolina Muchova202876
240Kiki Bertens242805
250Cori Gauff232765
260Madison Keys182575
27+1Anett Kontaveit212270
28-1Jessica Pegula242220
29+1Jelena Ostapenko252170
30-1Paula Badosa352152
310Daria Kasatkina272090
320Veronika Kudermetova302040
330Petra Martic262005
340Ekaterina Alexandrova282000
35+1Yulia Putintseva321865
36-1Danielle Collins201855
370Alison Riske211815
380Nadia Podoroska371762
390Tamara Zidansek261760
400Sorana Cirstea251734
410Johanna Konta181728
420Marketa Vondrousova201717
430Shelby Rogers321698
440Svetlana Kuznetsova181693
450Magda Linette281628
460Dayana Yastremska221575
470Sara Sorribes Tormo311550
480Qiang Wang251545
490Viktorija Golubic301531
50+1Ajla Tomljanovic331470

CASA ITALIA

Giorgi non è l’unica a scendere in classifica. Anche Jasmine Paolini lascia per strada 5 posti e si posiziona al n.96. La buona notizia è che Martina Trevisan (+2, n.100) torna in top100, dove ora abbiamo di nuovo tre rappresentanti. Tra tutte, segnaliamo i 41 posti in più di Federica di Sarra (n.234), e i 29 di Cristiana Ferrando (n.329), rispettivamente finalista e semifinalista a Versmold, in Germania.

Classifica WTAVariazioneGiocatriceTorneiPunti
71-10Camila Giorgi241090
96-5Jasmine Paolini38858
100+2Martina Trevisan34832
113-1Sara Errani36750
122+3Elisabetta Cocciaretto27682
175-1Lucia Bronzetti42444
203-4Giulia Gatto-Monticone34368
234+41Federica Di Sarra33300
253-5Lucrezia Stefanini37275
254-4Jessica Pieri40274
292+1Bianca Turati25223
295-3Martina Di Giuseppe39221
325-1Martina Caregaro29195
329+29Cristiana Ferrando32192
362-6Stefania Rubini28156
379-7Camilla Rosatello33148
455+4Angelica Moratelli37107
463-5Nuria Brancaccio29105
485-1Tatiana Pieri2998
487-2Lisa Pigato1996

NEXT GEN RANKING

Rientra in classifica Elisabetta Cocciaretto, che supera Catherine McNally, in discesa di 17 posti nel ranking generale. L’italiana è l’unica atleta fuori dalla 100 tra le prime dieci under20. (Nel Next Gen ranking del 2021 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2001).

PosizioneVariazioneGiocatriceAnnoClassifica WTA
10Iga Swiatek20018
20Cori Gauff200425
30Marta Kostyuk200258
40Leylah Fernandez200270
50Maria Camila Osorio Serrano200173
70Amanda Anisimova200184
60Anastasia Potapova200195
80Clara Tauson200297
90Clara Burel200198
10Elisabetta Cocciaretto2001122

LA RACE

Nessuna variazione nella RACE, com’era prevedibile in concomitanza con le Olimpiadi.

PosizioneVariazioneGiocatriceTorneiPunti
10Ashleigh Barty105381
20Barbora Krejcikova133778
30Aryna Sabalenka133538
40Iga Swiatek102680
50Karolina Pliskova132607
60Naomi Osaka72536
70Garbiñe Muguruza122325
80Anastasia Pavlyuchenkova122029
90Ons Jabeur132010
100Cori Gauff132005
110Maria Sakkari111956
120Elise Mertens121839
130Jennifer Brady101808
140Paula Badosa111737
150Karolina Muchova81687
160Veronika Kudermetova161658
170Jessica Pegula131647
180Angelique Kerber121581
190Tamara Zidansek131581
200Elina Svitolina131572

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Classifica ATP: Ruud a due passi dalla top ten. Best ranking per Mager

Terzo titolo di fila per Ruud sulla terra, la top 10 adesso dista solo 400 punti. Best ranking anche per Nakashima, che entra in top 100

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Casper Ruud – ATP Amburgo 2020 (foto via Twitter @atptour)

Citius Altius Fortius, ovvero più veloce più in alto più forte. Due dei tre avverbi che costituiscono il motto olimpico originale parlano già italiano grazie a Jacobs e Tamberi; per il terzo confidiamo nella martellista Sara Fantini. Ci sembrava giusto iniziare la rubrica dedicata alla classifica ATP con un pensiero olimpico data la grandezza dell’impresa compiuta dai nostri atleti, tanto più che – complici i Giochi – nel corso degli ultimi sette giorni la suddetta classifica è cambiata poco, quanto meno nei piani alti.

L’unica novità di rilievo al vertice è infatti costituita dal passaggio di Casper Ruud dal 14°o al 12° posto, frutto della sua vittoria sulla terra rossa di Kitzbuhel.

TOP 20

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1Novak DjokovicSerbia12,113
2Daniil MedvedevRussia10,220
3Rafael NadalSpagna8,270
4Stefanos TsitsipasGrecia8,000
5Alexander ZverevGermania7,340
6Dominic ThiemAustria7,095
7Andrey RublevRussia6,005
8Matteo BerrettiniItalia5,488
9Roger FedererSvizzera4,215
10Denis ShapovalovCanada3,625
11Pablo Carreno BustaSpagna3,260
12Casper RuudNorvegia3,205+2
13Hubert HurkaczPolonia3,163-1
14Diego SchwartzmanArgentina2,935-1
15Felix Auger-AliassimeCanada2,738
16Roberto Bautista AgutSpagna2,720
17Gael MonfilsFrancia2,603
18Alex de MinaurAustralia2,565
19Cristian GarinCile2,520
20David GoffinBelgio2,500

Il Nadal(ino) norvegese non era mai stato così in alto prima d’ora. oltre a lui altri nove atleti festeggiano il best ranking:

 
  • Aslan Karatsev 23
  • Sebastian Korda 45
  • Carlos Alcaraz 54
  • Emil Ruusuvuori 69
  • Gianluca Mager 71
  • Pedro Martinez 76
  • Arthur Rinderknech 79
  • Brandon Nakashima 89
  • Benjamin Bonzi 95

Razione doppia di complimenti per il transalpino Bonzi che fa il suo primo ingresso in top 100 a 25 anni e tripla razione per lo statunitense Nakashima – finalista ad Atlanta – che non solo entra tra i migliori 100 tennisti del mondo, ma lo fa anche in veste di teenager: i vent’anni li compirà infatti martedì 3 agosto.

CASA ITALIA

Più ombre che luci nella settimana azzurra; solo Gianluca Mager a Kitzbuhel e Fognini a Tokyo sono stati all’altezza della situazione e del loro potenziale. Mager – come abbiamo già scritto – si è altresì regalato il best ranking; sono già 30 le posizioni guadagnate dal sanremese da gennaio ad oggi.

ClassificaGiocatorePunti ATPVariazione
8Matteo Berrettini5,488
24Jannik Sinner2,280-1
26Lorenzo Sonego2,147
32Fabio Fognini1,779-1
60Lorenzo Musetti1,106+1
71Gianluca Mager990+3
84Marco Cecchinato888-1
88Andreas Seppi863-1
98Stefano Travaglia811-10
111Salvatore Caruso752-2
147Federico Gaio524+2
169Alessandro Giannessi432
180Paolo Lorenzi406-3

Questa settimana Andreas Seppi e Jannik Sinner scenderanno in campo a Washington.

NEXT GENERATION RACE

PosizioneGiocatoreNazioneEtàPuntiPosizione ATP
1Jannik SinnerItalia191,52024
2Felix Auger-AliassimeCanada201,36515
3Sebastian KordaStati Uniti211,04545
4Lorenzo MusettiItalia1981160
5Carlos AlcarazSpagna1877954
6Brandon NakashimaStati Uniti1954189
7Jenson BrooksbyStati Uniti20517130
8Juan Manuel CerundoloArgentina19421145
9Hugo GastonFrancia20410131
10Sebastian BaezArgentina20384156

Sono rimaste invariate rispetto a sette giorni fa le classifiche che a novembre porteranno i migliori otto tennisti della stagione a disputare le Nitto ATP Finals torinesi e gli otto migliori under 21 a Milano. Ci sono sempre due italiani in top 5: Sinner al primo posto, Musetti al quarto.

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