Tokyo 2020: le Olimpiadi delle giocatrici ritrovate, da Bencic a Vondrousova

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Tokyo 2020: le Olimpiadi delle giocatrici ritrovate, da Bencic a Vondrousova

Belinda Bencic e Marketa Vondrousova era reduci da un 2020 di crisi, ma ai Giochi di Tokyo hanno saputo riproporre il loro miglior tennis

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Belinda Bencic - Olimpiadi di Tokyo
 

Belinda Bencic ha vinto la medaglia d’oro nel tennis femminile alle Olimpiadi di Tokyo, al termine di una settimana ricchissima di spunti, tecnici ed extratecnici. E non si è discusso solo durante il torneo, ma anche prima. Procediamo con ordine, e cominciamo con il tema più interessante emerso alla vigilia.

1. Il valore del tennis alle Olimpiadi e le polemiche nella Repubblica Ceca
Un primo tema, che regolarmente aleggia sul torneo olimpico ogni volta che va in scena, è stabilire il suo peso rispetto agli altri classici appuntamenti del tennis. Quanto vale la vittoria olimpica rispetto a uno Slam? E rispetto al Masters? Di più o di meno?

Fra le tenniste le posizioni sono variegate. Ci sono giocatrici che di sicuro non salterebbero mai uno Slam, ma che invece hanno rinunciato alle Olimpiadi semplicemente perché le hanno ritenute un peso eccessivo rispetto alla loro agenda agonistica. Ma ci sono giocatrici che hanno una considerazione molto alta del tennis alla Olimpiadi, di solito per ragioni determinate dalla cultura sportiva di provenienza.

 

Li Na, giocatrice che ha avuto un ruolo epocale per lo sviluppo del tennis in Cina, raccontava che nel suo paese il tennis aveva ricevuto un grande impulso dopo che ad Atene 2004 Li Ting e Sun Tiantian avevano vinto il titolo del doppio femminile. Li Ting e Sun Tiantian: alzi la mano, tra gli appassionati di tennis italiani, chi si ricorda di loro.

La testimonianza di Li Na ci conferma che in alcune nazioni l’Olimpiade ha un fascino e un valore che travalica il puro aspetto tecnico. E penso che qualcosa di simile non si avverta solo in Cina, ma anche nell’Europa dell’Est (diciamo oltre la vecchia cortina di ferro). Una grande giocatrice come Elena Dementieva ha sempre considerato la vittoria alle Olimpiadi di Pechino 2008 come una impresa sufficiente a dare senso a tutta la sua carriera, che pure si è conclusa senza Slam.

Però anche nell’Est Europa le posizioni non sono tutte unanimi, e oggi ci sono tenniste con una scala di valori differenti. Per capirlo, racconto come sono andate le cose quest’anno in Repubblica Ceca, la nazione che al momento ha più giocatrici ai vertici della classifica mondiale (quattro nelle prime 23 del ranking: Pliskova, Kvitova, Krejcikova, Muchova).

Sino a qualche mese fa, sembrava che i quattro posti (il massimo consentito) per le Olimpiadi fossero assegnati: come singolariste, in base al ranking sarebbero andate in Giappone Pliskova, Kvitova, Muchova e Vondrousova. Sempre che nessuna avesse deciso di rinunciare, perché Pliskova non sembrava particolarmente entusiasta per l’impegno. Sin dall’inizio del 2020, quando ancora non si sapeva che le Olimpiadi sarebbero state rinviate, aveva espresso dubbi sulla partecipazione.

Ricordo che Pliskova aveva rinunciato a Rio 2016, ufficialmente per non correre il rischio di contrarre il virus Zika. In quell’agosto di cinque anni fa, evitando la trasferta in Brasile, Karolina si era preparata al meglio per lo US Open 2016, nel quale avrebbe raggiunto la finale, punto di partenza fondamentale per diventare qualche mese dopo numero 1 del mondo. Invece Kvitova, medaglia di bronzo a Rio, non aveva mai espresso dubbi sulla trasferta in Giappone, malgrado a Tokyo fosse previsto un clima ancora più caldo della edizione brasiliana.

Questo sino a giugno 2021. Ma proprio in extremis le cose cambiano. La prepotente salita in classifica di Krejcikova (vincitrice a sorpresa del Roland Garros), e i punti in scadenza della edizione Slam del 2019 rimescolano le carte: di fatto, Krejcikova scalza Vondrousova. Dunque in vista di Tokyo, la classifica WTA recita: Pliskova 10, Kvitova 11, Krejcikova 15 e Muchova 22. Escluse dal singolare Vondrousova 41, Bouzkova 50 e Siniakova 75. L’articolo di Ubitennis uscito il 16 giugno, fotografa alla perfezione lo stato delle cose.

Tutto appare ormai definito, quando arriva il colpo di scena: il 21 giugno si scopre che Marketa Vondrousova ha deciso di fare ricorso al ranking protetto (previsto per chi ha subito lunghi stop per infortuni), e grazie a questo “jolly” è ammessa di diritto nel quartetto ceco. Un ranking protetto che fa riferimento a due stagioni prima, quando a causa di un infortunio al polso non aveva giocato da luglio a dicembre 2019. Il diritto non è ancora scaduto, e ITF lo conferma. Al momento dell’infortunio, Vondrousova era numero 14 WTA (reduce dalla finale persa al Roland Garros contro Barty). Marketa aveva custodito quella virtuale posizione numero 14 in attesa del torneo con l’entry list più severa, il torneo che davvero le stava a cuore: le Olimpiadi.

Con Pliskova, Kvitova e Krejcikova che decidono di partire per il Giappone, la scelta di Vondrousova ha una conseguenza automatica: a Tokyo non potrà andare Karolina Muchova. Numero 22 del mondo, eppure fuori dai Giochi. Nella Repubblica Ceca la decisione di Vondrousova viene aspramente criticata: è accusata di essere egoista, di avere utilizzato un escamotage per far fuori una compagna ben più avanti di lei in classifica. E di sicuro l’esito di Wimbledon non aiuta a calmare le acque: Muchova raggiunge i quarti di finale, mentre Vondrusova perde malamente al secondo turno contro una wild card locale, la numero 338 Emma Raducanu.

Volete sapere cosa ne penso? A me, un utilizzo così posticipato del ranking protetto, suona un po’ contro lo spirito della norma. Ma in punta di diritto nessuno può accusare Marketa: le regole glielo consentono. E così a Muchova non rimane che pubblicare un tweet di rammarico: “Sono delusa dal fatto di non poter giocare alle Olimpiadi di Tokyo. Non vedevo l’ora. Ma devo rispettare le regole ITF e tiferò da casa per la squadra ceca”.

Dopo questa vigilia avvelenata, arriva il momento del torneo. E i risultati ribaltano completamente la situazione. Al secondo turno Kvitova si dissolve nel caldo-umido di Tokyo, subendo contro Van Uytvanck un parziale conclusivo di dieci game a zero (5-7, 6-3, 6-0). Al terzo turno Pliskova perde contro Camila Giorgi (6-4, 6-2), come già accaduto a Eastbourne. Anche Krejcikova si ferma al terzo turno, sconfitta dalla futura vincitrice Bencic (1-6, 6-2, 6-3). Mentre Vondrousova, la reietta Vondrousova, diventa eroina nazionale regalando a se stessa e al proprio paese la medaglia d’argento; dopo avere battuto, fra le altre, Naomi Osaka.

Evidentemente Marketa teneva moltissimo a partecipare alle Olimpiadi, altrimenti non avrebbe speso il “jolly” per un evento che non distribuisce punti WTA e nemmeno montepremi, oltre tutto mettendo a rischio i rapporti interpersonali della squadra ceca (il team che ha vinto più volte la Fed Cup negli ultimi anni).

Se associamo questa vicenda alle lacrime inconsolabili della polacca Iga Swiatek (eliminata al secondo turno), che per il 2021 aveva dichiarato di puntare innanzitutto alle Olimpiadi, abbiamo un quadro più ampio su come venga considerato questo evento dalle protagoniste. In sostanza c’è chi ha rinunciato a Tokyo pur avendo diritto di esserci (Kenin, Andreescu, Azarenka, Serena, Kerber, Keys, etc.) e chi, come Vondrousova, non ha lasciato nulla di intentato pur di essere presente.

a pagina 2: Le condizioni di gioco e l’esempio di Camila Giorgi

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Il fallimento di FTX costa caro a Naomi Osaka

Grave perdita economica per la tennista giapponese Osaka, che aveva investito nella criptovaluta FTX

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Non un gran momento per la ex numero 1 al mondo Naomi Osaka. Oltre alle sconfitte sul campo di gioco, per la pluricampionessa Slam i problemi provengono anche dalle finanze. È, infatti, una delle azioniste di FTX, un’azienda per lo scambio di criptovalute che ha dichiarato bancarotta l’11 novembre.

Non solo Osaka, ma sono tanti gli sportivi che hanno visto andare in fumo i propri proventi dal fallimento di FTX. L’azienda era riuscita ad acquistare così tanta credibilità da riuscire a mettere il proprio logo sulle vetture e le divise di Lewis Hamilton e George Russel, piloti della Mercedes in Formula 1; e anche a vedersi intitolato lo stadio NBA dei Miami Heats.

Il valore di mercato di FTX ha subìto un grave crollo negli ultimi sette giorni, passando da $22 a $1.40. Il CEO di FTX Sam Bankman-Fried – ora sotto investigazione per come ha gestito l’azienda fondata nel 2019 – ha già dichiarato fallimento a seguito dell’enorme svalutazione della criptovaluta.

 

Osaka aveva firmato l’accordo con FTX nel marzo 2022 mentre era negli Stati Uniti impegnata per l’Indian Wells e il Miami Open. La tennista ha acquistato delle azioni di FTX e nell’accordo era previsto che la tennista giapponese fosse ambasciatrice nel mondo dell’azienda, per influenzare quante più persone possibili a credere in loro. L’accordo di Naomi Osaka includeva anche la sua partecipazione nella creazione di contenuti multimediali per promuovere la criptovaluta. Non sono state ufficializzate le cifre riguardanti la perdita subita dalla tennista.

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International Hall of Fame: Cara Black la più votata dai tifosi di tennis

Cara Black, dieci volte campionessa di Slam in doppio e misto, ha superato Ana Ivanovic e Carlos Moya nel voto popolare

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International Hall of Fame - Newport (foto Ubitennis)

Gli appassionati di tennis hanno espresso il loro giudizio: Cara Black, la dieci volte campionessa di Slam in doppio e doppio misto, merita di essere inserita nell’International Tennis Hall of Fame. La campionessa zimbabwese ha preceduto Ana Ivanovic e Carlos Moya.

Votazione di grande successo, con decine di migliaia di tifosi ad aver votato, provenienti da 150 paesi.

Il giudizio degli appassionati di tennis  è solo una componente del multiforme processo elettorale della Hall of Fame. Oltre al voto dei tifosi, ci sarà la votazione dei giornalisti di tennis, degli storici e degli Hall of Famers.

 

Ciascun candidato riceverà punti percentuali in base al gruppo di provenienza dell’elezione. Black riceverà tre punti percentuali in più, Ivanovic due punti percentuali in più, Moya guadagnerà un punto percentuale in più. “La votazione dei tifosi è giunta al suo quinto anno e rappresenta un tassello importante nel motore di questo sport. Il numero elevato dei votanti e la loro provenienza da tutto il mondo testimonia quanto affetto c’è per questa disciplina”, afferma Todd Martin, CEO, International Tennis Hall of Fame

Durante i suoi 17 anni di carriera, Black ha vinto 60 titoli WTA di doppio, di cui tre a Wimbledon e uno agli Australian Open e agli US Open. Con 163 settimane in testa alla classifica di doppio della WTA, Black è dietro solo a Martina Navratilova e Leizel Huber di tutti i tempi. Nel doppio misto, è tra le giocatrici più affermate della storia, conquistando cinque titoli importanti con due partner. Black è una delle sole tre donne nell’era Open ad aver ottenuto un Career Grand Slam nel doppio misto.

Sono orata del giudizio dei tifosi e del loro voto. Essere inseriti nella International Tennis Hall of Fame è  un traguardo che tutti i tennisti vorrebbero tagliare”, afferma Cara Black.

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Wimbledon, le lacrime di Katie Boulter e il segreto rivelato a fine partita

Boulter ha confidato che sua nonna è venuta a mancare martedì, il giorno della sua vittoria al primo turno. Ora punta alla seconda settimana

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Katie Boulter (GBR), Wimbledon. Credit: AELTC/Ian Walton

La 25enne Katie Boulter sta vivendo in assoluto il suo miglior Wimbledon, dove alla sua sesta partecipazione (qualificazioni incluse) ha raggiunto il terzo turno per la prima volta. Tuttavia per certi versi questo non si può definire il suo torneo più felice. Ieri infatti, dopo la vittoria in rimonta su Karolina Pliskova per 3-6 7-6(4) 6-4, la tennista britannica visibilmente commossa ha spiegato, nell’intervista rilasciata in campo davanti al pubblico del Campo Centrale, la situazione di lutto familiare che l’ha toccata. Il successo su Pliskova, finalista della passata edizione infatti, è stato dedicato da Boulter a sua nonna venuta a mancare martedì, proprio il giorno in cui lei ha disputato il primo turno (vinto in due set con Burel). La madre della tennista ha deciso di non informarla della cosa fino al termine del match, per assicurarsi che la sua prestazione non venisse influenzata emotivamente. “Non sapevo nulla fino a dopo il mio primo incontro in cui mia madre mi ha praticamente preso da parte e me lo ha detto” ha spiegato Boulter.

Come si legge su The Thelegraph, anche suo nonno in lutto Brian Gartshore, visibilmente commosso, ha viaggiato da Leicestershire per essere nel box giocatori sugli spalti ed esultare per il match della nipote vinto ieri. L’impatto della famiglia, e soprattutto dei nonni, è stato fortissimo nella formazione di Boutler. Basti pensare che sua nonna era una campionessa regionale di tennis, e viveva vicino al club di tennis dove Katie ha colpito le sue prime palline da bambina; mentre il nonno – un inventore che ha inventato il cartellino dei negozi antifurto – è un punto di riferimento per lei. “È letteralmente il mio idolo, qualcuno che ammiro” ha spiegato poi Boutler. “Ha installato le luci degli aeroporti di Gatwick e Heathrow, è un tipo dannatamente intelligente. E abbiamo delle conversazioni davvero fantastiche su cose che non hanno nulla a che fare col tennis. È una piccola opportunità di distrazione”.

A contribuire a rendere serena l’atmosfera attorno alla n.118 del mondo c’è anche il suo fidanzato Alex de Minaur, anche lui tennista che ieri ha battuto sul campo 1 il britannico Jack Draper dopo un match palpitante. Tutta questa serenità sta spingendo la 25enne Katie Boulter avanti nel torneo, e anche le imprese di certe sue connazionali fungono da sprone. “Quello che ha fatto [Raducanu] è stato sorprendente. È scesa in campo, ha sorpreso tutti e ha giocato a tennis senza paura. Questa è la cosa così impressionante. Spero di poter andare là fuori e fare lo stesso. Mi piacerebbe fare quello che ha fatto lei. Non si sa mai, un giorno potrebbe succedere”. Il prossimo avversario di Boulter sabato sarà Harmony Tan, la francese che ha sconfitto la sette volte campionessa Serena Williams al primo turno.

 

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