Olimpiadi di Tokyo 2020: le liste provvisorie dei tennisti partecipanti

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Olimpiadi di Tokyo 2020: le liste provvisorie dei tennisti partecipanti

Chi si è qualificato, chi non può andare e chi non vuole andare alle Olimpiadi di Tokyo 2020. La situazione aggiornata dopo le ultime rinunce di Thiem e Nadal

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Il campione Olimpico in carica, Andy Murray

A poco più di un mese dalla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Tokyo 2020, sono finalmente state pubblicate le classifiche che guideranno l’ammissione diretta dei tennisti nel tabellone del torneo olimpico. Come tradizionalmente accade, infatti, e come era già stato deciso anche per questa edizione dei Giochi, la classifica che fa fede è quella post-Roland Garros, e quindi nel caso di quest’anno quella pubblicata il 14 giugno.

Chi può andare

Per quel che riguarda i tornei di singolare, i criteri di ammissione prevedono 56 ammissioni dirette in base al ranking di riferimento, sei tennisti ammessi attraverso i tornei di qualificazione continentale, a patto che siano tra i primi 300 del ranking e non siano in eccesso alla quota per nazione (che verrà spiegata più tardi).

Per i continenti americano (2 posti), asiatico e africano (1 posto ciascuno) vengono tenute valide come qualificazioni i tornei rispettivamente dei Giochi Panamericani di Lima 2019, del Giochi Asiatici di Jakarta 2018 e dei Giochi Africani di Rabat 2019. Per quel che riguarda invece Europa e Oceania, l’ammissione verrà assegnata al giocatore o giocatrice meglio classificato appartenente alle nazioni non ancora rappresentate in tabellone. Infine ci sarà un posto garantito al Giappone, paese ospite dei Giochi Olimpici, oltre ad una wild card a discrezione dell’ITF Panel per un atleta già campione di Slam o Campione Olimpico a patto che sia incluso tra i primi 300, con il ranking attuale o il ranking protetto nel caso in cui provenga da un infortunio di lunga durata.

 

Inoltre ci sono anche altri due criteri restrittivi che influenzeranno la lista dei partecipanti a Tokyo 2020: nessuna nazione può avere più di quattro rappresentanti in singolare e più di sei in totale per ogni sesso. Quindi le nazioni che hanno un elevato numero di tennisti nei primi 50-60 della classifica dovranno lasciare a casa qualcuno. E infine i partecipanti devono essere “in good standing” con la propria Federazione, ovvero in linea di massima aver rappresentato la propria nazionale tre volte dalle ultime Olimpiadi, di cui almeno una nell’ultimo biennio, anche se ci sono eccezioni a questa regola per giocatori giovani o per chi rappresenta un paese con parecchi atleti di alto livello. In ogni caso, la Federazione nazionale ha l’ultima parola su chi viene nominato.

Il singolare maschile

Tra i ragazzi il n. 56 dell’ultimo ranking è Yoshihito Niskioka, che teoricamente sarebbe l’ultimo ammesso di diritto, tuttavia il taglio è al momento intorno al 74° posto di Emil Ruusuvuori grazie alle varie restrizioni e defezioni.

Innanzitutto il posto garantito ai rappresentanti dell’Oceania non sarà assegnato, dal momento che non c’è nessun tennista sopra il 300° posto che appartenga ad un Paese oceanico non rappresentato, quindi ci saranno 57 giocatori ammessi per diritto di classifica.

Poi ci sono i Paesi con problemi di abbondanza, tra cui c’è anche l’Italia. Sicuramente il Paese con maggiore scelta da questo punto di vista sono gli USA, che hanno Opelka (32), Isner (33), Fritz (36), Paul (50), Korda (52), Querrey (63), Tiafoe (65), Sandgren (68) e Johnson (72), Giron (75). Tuttavia Opelka e Isner hanno detto che non parteciperanno alle Olimpiadi per scelta personale, così come probablmente Querrey, che preferirà raccogliere montepremi e punti nei tornei ATP in Nord America a fine luglio. Qundi la squadra maschile dovrebbe essere un quartetto molto giovane composto da Fritz, Paul, Korda e Tiafoe. Korda in teoria non ha le presenze in Davis o ATP Cup necessarie, ma considerando che all’inizio dell’anno era ben oltre il 100° posto del ranking, si tratta di un criterio che per lui non viene considerato.

Tra gli azzurri ci sarebbero cinque giocatori ad avere la classifica per entrare: Berrettini (9), Sinner (23), Sonego (26), Fognini (29) e Musetti (61), soltanto che Musetti dovrà rimanere fuori per raggiunto limite di giocatori.

Matteo Berrettini – Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Anche la Spagna dovrà lasciare a casa qualcuno per questo motivo: anche con le assenze dichiarate di Bautista Agut (10) e Nadal (3), Carreno Busta (12), Davidovich Fokina (35), Ramos Vinolas (38) e Feliciano Lopez (64, che però probabilmente non andrà) spingono fuori dal lotto dei partecipanti Munar (69) e Andujar (70), che chiaramente rientrerebbero nella rosa dei quattro in caso di altro forfait.

Altri tennisti che hanno già confermato la loro assenza a Tokyo sono Thiem (5), Shapovalov (14), Ruud (15), Lajovic (40), Delbonis (48) e Kyrgios (58), il quale ha rinunciato a tutti gli ultimi tornei per un infortunio al collo, oltre ad aver manifestato il desiderio di non uscire dall’Australia durante la pandemia.

Non andrà alle Olimpiadi anche Benoit Paire (46), squalificato dalla Federazione Francese per i suoi comportamenti molto al limite durante gli ultimi mesi ma anche durante le ultime Olimpiadi di Rio, anche se la Francia avrà già quattro tennisti in Monfils (16), Humbert (31), Mannarino (42) e Gasquet (54), lasciando Chardy (59) e Simon (71) alla finestra.

Al momento il posto riservato alla nazione ospitante dovrebbe non essere utilizzato, dal momento che ci sono già Nishikori e Nishioka ammessi di diritto, quindi dovrebbe slittare il “taglio” generale di un posto. Dubbi sulla wild card del Panel a un ex campione Slam: quello dovrebbe essere lasciapassare riservato a Juan Martin del Potro, se l’argentino dovesse essere in grado di giocare per difendere l’argento conquistato a Rio, ma al momento non è certo che la cosa possa accadere.

In conclusione quindi, oltre ai tennisti già citati, dovrebbero essere inclusi il bielorusso Egor Gerasimov (76) come miglior europeo da un Paese non rappresentato, l’egiziano Mohamed Safwat (165) per il posto africano, Denis Istomin (186) per quello asiatico, e il brasiliano Joao Menezes (205) e il cileno Tomas Barrios (229) per i posti designati al continente America. Gerasimov potrebbe entrare per diritto di classifica se dovessero esserci alcune defezioni: in tal caso il posto europeo dovrebbe essere preso dal lituano Berankis (84) oppure dal moldavo Albot (93).

Infine ci sono anche tre tennisti inseriti nella lista con il loro “protected ranking”, la cui partecipazione tuttavia è molto in dubbio: il britannico Andy Murray, oro nelle ultime due edizioni, il sudafricano Kevin Anderson e il cinese di Taiwan Yen-Hsun Lu. Murray ha giocato molto poco negli ultimi mesi e potrebbe non voler effettuare il viaggio verso Tokyo, mentre Kevin Anderson non rappresenta il Sudafrica da quasi un decennio a causa di problemi di assicurazione (è infatti in attesa del passaporto americano) e non dovrebbe essere eleggibile per le Olimpiadi per questo motivo.

Il singolare femminile

Nella competizione per le ragazze, la n. 56 dell’ultimo ranking WTA è la ceca Barbora Strycova, che ha annunciato il suo ritiro dal tennis, ma come detto a causa di tutte le restrizioni il taglio si sposterà molto più in basso, probabilmente intorno all’80° posizione.

Partiamo anche qui dai Paesi con problemi di abbondanza: questa volta non c’è l’Italia, che dovrebbe avere la sola Camila Giorgi (76) ammessa di diritto, e grazie alle varie restrizioni. Il Paese con più potenziali partecipanti sono ancora una volta gli Stati Uniti: Kenin (5), Serena Williams (8), Brady (14) e Gauff (2) dovrebbero essere le uniche quattro ammesse a giocare il singolare, con Pegula (26), Keys (28), Riske (31), Rogers (46), Collins (48), Stephens (67), Li (68), Pera (69), Anisimova (79) e Brengle (80) ad attendere alla finestra possibili defezioni, la più probabile della quale è quella della quasi quarantenne Serena Williams, che non ha mai viaggiato senza sua figlia Olympia e che proprio alle Olimpiadi dovrebbe separarsene a causa delle restrizioni della bolla di Tokyo.

Serena Williams e Patrick Mouratoglou – US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Poi c’è la Russia, che in Giappone gareggerà sotto l’egida del CIO e non sotto la bandiera della Nazione a causa dello scandalo doping di Sochi 2014, che presenta Pavlyuchenkova (19), Kudermetova (32), Alexandrova (34) e Kasatkina (35), con in “panchina” nientemeno che Kuznetsova (39), Vesnina (52 con il ranking protetto) ed eventualmente Potapova (82). Anche la Repubblica Ceca deve lasciare a casa qualche rappresentante: Karolina Pliskova (10), Kvitova (11), Krejcikova (15) e Muchova (22) dovrebbero escludere dai Giochi Vondrousova (41), Bouzkova (50), la neo-ritirata Strycova (56) e Siniakova (75). Tuttavia Krejcikova ha appena annunciato la sua presenza agli Internazionali di Sicilia a Palermo che si giocano durante le Olimpiadi, quindi è possibile che alcune delle “riserve” rientrino in gioco. Anche perché Krejcikova è la n. 1 del mondo in doppio insieme con la connazionale Siniakova, e le due hanno ottime chance di medaglia nella specialità.

Rybakina (21) e Martic (25) teoricamente non avrebbero le presenze in nazionale per andare alle Olimpiadi, ma le rispettive Federazioni potrebbero mandarle comunque. Stesso discorso potrebbe valere per Badosa, che solo da poco è diventata giocatrice fissa nella Top 50.

Sarà sicuramente esclusa Yastremska (37), i cui appelli alla squalifica per doping sono stati finora respinti, così come la semifinalista dell’ultimo Roland Garros Zidansek che ha annunciato che non farà parte della squadra slovena a Tokyo. Assente sarà anche la cinese di Taiwan Su-Wei Hsieh, che è stata esclusa dalla ITF per non aver rappresentato la propria nazionale, andandosene da Dubai lo scorso marzo durante un incontro di Billie Jean King Cup.

Il posto dedicato al Giappone è stato riallocato all’entry list in base alla classifica, in quanto Naomi Osaka (2) è abbondantemente qualificata di diritto, così come saranno riallocati il posto riservato all’Oceania (non ci sono giocatrici entro le prime 300 che appartengono a Paesi non rappresentati) e uno dei posti assegnati al continente America: infatti la finalista dei Giochi Panamericani, Caroline Dolehide, è statunitense e gli USA hanno già abbondantemente raggiunto la quota di quattro singolariste.

Dubbi per la wild card del Panel ITF: la destinataria più meritoria sarebbe sicuramente Venus Williams, che chiuderebbe la carriera Olimpica con un’ultima partecipazione, ma per lei il problema rimane ancora il passaporto, in quanto essendo americana è bloccata dalla quota per Paese già raggiunta.

Gli indecisi

Questa la situazione al momento ma c’è da scommettere che le cose cambieranno nel corso dei prossimi giorni. Già la rinuncia di Nadal, che non andrà nemmeno a Wimbledon, è un duro colpo per il prestigio del torneo olimpico, e anche Roger Federer e Serena Williams hanno espresso molte perplessità riguardo la loro partecipazione viste le restrizioni che saranno in vigore a Tokyo. Tutti gli atleti infatti dovranno alloggiare al villaggio olimpico e non potranno portare con loro gli entourage che normalmente li seguono durante la stagione. Inoltre, dovranno sottostare a tutte le norme della bolla cui ormai sono tristemente abituati: niente escursioni fuori da villaggio, campi di gara e allenamento, test quotidiani e così via.

Poi, per chi invece non ha problemi di grandi entourage, potrebbe esserci il problema economico. Alle Olimpiadi non sono in palio punti e non sono in palio soldi, a meno che non si vinca una medaglia. E anche in quel caso i premi dipendono dai singoli comitati olimpici nazionali e potrebbero essere molto inferiori a quello cui i tennisti professionisti sono abituati. Per gli atleti statunitensi, infatti, anche una medaglia d’oro non varrebbe più di una cifra intorno ai 20.000 dollari o poco più, nemmeno la metà del prize money di primo turno di uno Slam. Per gli italiani siamo a circa dieci volte di più, ma si tratta comunque di cifre non in linea con i premi principali dei grandi tornei tennistici.

I motivi “pratici” per non andare alle Olimpiadi non mancano, soprattutto in questa edizione. Rimangono i motivi “patriottici” che spingerebbero ad andare, ma da questo punto di vista ognuno vede la cosa in maniera molto personale e le valutazioni sono inevitabilmente soggettive. Speriamo solo di avere un torneo competitivo.

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ATP

ATP Washington, il tabellone: torna in campo Nadal, presenti anche Sinner e Seppi

Dopo quasi due mesi di stop e l’assenza a Wimbledon e Tokyo, Rafael Nadal torna in campo a Washington. C’è anche Jannik Sinner, che cerca di riscattarsi

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Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Appena dopo il termine del Roland Garros, che per lui si è concluso in semifinale al cospetto di un sontuoso Novak Djokovic, Rafael Nadal ha annunciato che non avrebbe partecipato a Wimbledon e alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per la necessità di recuperare le energie in vista della parte conclusiva di stagione.

Lo spagnolo, che vanta già due ori olimpici (in singolare a Pechino 2008 e in doppio a Rio 2016), ha compiuto una scelta tutto sommato comprensibile. Con l’approssimarsi del trittico Toronto-Cincinnati-US Open e il dichiarato obiettivo di rimettere tennis nelle gambe, dopo quasi due mesi di stop, Nadal sarà a Washington, dove parteciperà per la prima volta in carriera al torneo di categoria ATP 500. Per Nadal sarà anche la prima volta che gioca un torneo sul duro tra la stagione sull’erba e i due Masters 1000 estivi nordamericani.

Lo spagnolo avrà ovviamente la prima testa di serie sulle spalle e dopo un bye al primo turno affronterà il vincitore della sfida tra Sock e Nishioka. L’eventuale ottavo di finale, secondo proiezione del seeding, sarebbe contro Lloyd Harris che però non sta attraversando un periodo di forma eccellente (una vittoria negli ultimi tre tornei disputati). Ai quarti Nadal incrocerebbe probabilmente uno tra Bublik e Norrie, che stanno disputando la miglior stagione della carriera e non sono avversari da sottovalutare – anche se con Norrie, Rafa, avrebbe il vantaggio di giocare ‘allo specchio’ contro un mancino.

 

Di seguito la parte alta del tabellone dell’ATP 500 di Washingon, che vede Dimitrov come seconda testa di serie più alta e ipotetico avversari di Nadal in semifinale. Il bulgaro però non si esprime ai suoi livelli da diversi mesi, e la sensazione è che Evans e Fritz, in un periodo di forma decisamente migliore (Fritz sembra aver recuperato rapidamente dall’operazione al menisco), abbiamo più chance di spingersi avanti. Occhio anche a Nick Kyrgios, sconfitto nettamente da Norrie ad Atlanta e opposto al primo turno a McDonald; l’eventuale sfida contro Paire al secondo turno accenderebbe facilmente gli entusiasmi del pubblico di Washington.

(clicca per ingrandire)

Un italiano, il deluso Jannik Sinner reduce dalla brutta sconfitta di Atlanta contro O’Connell, si trova invece in cima alla parte bassa del tabellone. La strada che potrebbe portare Sinner, quinta testa di serie, ad affrontare il secondo favorito Auger-Aliassime in semifinale è però lastricata di difficoltà e lo scarso periodo di forma del tennista italiano (forse anche influenzato dalle critiche per la scelta di non andare a Tokyo) non contribuisce ad aumentare la fiducia. L’esordio di Sinner avverrà contro un qualificato o più probabilmente contro Emil Ruusuvuori; una sfida già non semplice, ma il livello di difficoltà si alzerebbe ulteriormente agli ottavi contro – probabilmente – Sebastian Korda. Ai quarti ci sarebbe poi de Minaur; insomma, non certo un sorteggio ideale per chi ha bisogno di ritrovare la vittoria, e magari anche più di una.

ll secondo italiano presente in tabellone, Andreas Seppi, potrebbe invece essere il primo avversario di Auger-Aliassime ma prima dovrà superare il primo turno contro un qualificato. In questa zona di tabellone è da tenere d’occhio anche a Opelka – reduce dai quarti di Atlanta.

(clicca per ingrandire)

A.S.

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ATP

Kyrgios perde ad Atlanta e bisticcia con Ruud su Twitter

L’australiano cede a Norrie con un netto 6-1 6-4 e poi polemizza con il norvegese sui social. “Stai rubando punti nei tornei minori”

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Nick Kyrgios ad Atlanta 2021 (Credit: @ATLOpenTennis on Twitter)

Altro giorno, altra polemica che coinvolge Nick Kyrgios. Ad Atlanta l’australiano è stato eliminato da Cameron Norrie con un netto 6-1 6-4, senza di fatto mai entrare in partita, e si è poi reso protagonista dell’ennesima scaramuccia social. Da quando le sue apparizioni sul Tour si sono fatte più rare, si sono invece moltiplicate le discussioni sui social o le dichiarazioni controverse, anche se forse è solo il fatto che certi sassi siano lanciati da lontano che amplifica poi l’effetto. Il teatro della nuova diatriba è stato Twitter, coprotagonista del dramma Casper Ruud. Tra i due non corre buon sangue dal (tristemente) noto episodio della squalifica di Kyrgios a Roma 2019: l’australiano fu punito e multato per aver lanciato una sedia in campo (tra le altre cose), mentre il norvegese accolse la sanzione esultando platealmente per il passaggio del turno, ricevendo poi gli sberleffi di Nick per tale gesto.

Stavolta il norvegese, che attende di giocare a Kitzbuhel la sua terza semifinale consecutiva dopo aver vinto i tornei di Bastad e Gstaad, ha risposto ironicamente a un Tweet del profilo ufficiale dell’ATP nel quale si chiedeva di formulare qualche domanda per Kyrgios. “Qual è il suo torneo su terra preferito?” ha scritto Ruud con intenti evidentemente ironici (se non apertamente polemici).

La risposta, anzi, le risposte dell’australiano non hanno tardato ad arrivare. Ufficialmente infatti la replica di Nick è un commento sferzante, ma pacato: “Questo è un classico. Casper Ruud sei un buon giocatore, ma sappiamo tutti che stai rubando punti grazie a quei tornei“. Il riferimento è ovviamente alla finora trionfale campagna del norvegese nei tornei minori su terra post-Wimbledon, storicamente più poveri di concorrenza e frequentati per lo più da amanti del rosso in cerca di punti. In precedenza Kyrgios aveva anche commentato con un “facepalm” (la faccina che si batte la fronte con la mano in segno di disappunto) l’elenco dei quattro semifinalisti del torneo di Kitzbuhel.

 

C’è però il sospetto che questa sia soltanto la seconda risposta di Kyrgios, perché su Twitter è stato diffuso uno screen che riporta una frase molto meno elegante, un laconico “tua mamma“. Il commento non è più reperibile o perché cancellato rapidamente o perché mai esistito. Non sarebbe impensabile infatti che lo screen possa essere stato allestito ad arte e non ci sono conferme attendibili della veracità del commento. Tuttavia per dovere di cronaca vale la pena menzionare la cosa.

Qui il tabellone aggiornato di Atlanta e degli altri tornei di questa settimana

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Flash

Si può giocare a tennis in Moncler? Courmayeur ospiterà un torneo WTA

La Val d’Aosta aprirà una mini-stagione indoor italiana che includerà Next Gen Finals, ATP Finals e Coppa Davis. La WTA annuncia anche altri tre tornei: Chicago, Portoroz e Tenerife

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Courmayeur, dove si svolgerà un torneo WTA 250 in ottobre (Photo Courtesy of Courmayeur Mont Blanc)

Grandi novità per il tennis italiano: Courmayeur, nota meta sciistica ai piedi del Monte Bianco, organizzerà un WTA 250 sul cemento indoor fra il 23 ed il 31 ottobre. Il torneo al Courmayeur Sport Center e avrà un montepremi di 235.238 dollari, e sarà il primo evento femminile indoor a disputarsi in Italia dai tempi del sintetico di Cesena 1992 (l’anno prima si era invece giocata l’unica edizione WTA del torneo di Milano).

Non è da escludere che diversi nomi di spicco possano decidere di partecipare, visto che sarà l’ultima occasione di andare a punti in ottica WTA Finals; qualora le ultime posizioni fossero ancora in bilico, quindi, è presumibile che le contendenti possano decidere di darsi al tennis alpino come tappa finale per volare a Shenzhen. Ricordiamo che quest’ultime (e l’Elite Trophy di Zhuhai) sono gli unici eventi dello swing asiatico a non essere stati cancellati, motivo per cui si è resa necessaria la creazione di nuovi tornei autunnali.

Il torneo sarà operato da Makers, gruppo che si occupa dell’organizzazione di eventi (fra cui il Challenger di Milano), ma stando al comunicato ufficiale è stato fondamentale anche l’apporto dell’amministrazione comunale, in un luogo digiuno di tennis dal 2011, quando si svolse l’unica edizione del Challenger maschile vinta da Nicolas Mahut.

 

“Il ritorno del grande tennis a Courmayeur Mont Blanc è una conferma per la nostra località”, ha detto il sindaco Roberto Rota. “Ci candidiamo a ospitare eventi che possano attrarre non solo pubblico in presenza, ma anche accendere i riflettori del grande sport sulle nostre strutture e sulla località in generale. Siamo felici e orgogliosi che Courmayeur e i suoi campi da tennis indoor siano stati scelti dalla WTA per una competizione del circuito in un mese come ottobre, fondamentale per il nostro turismo e per la nostra idea di destagionalizzazione e promozione di stagioni come l’autunno, meravigliose per le attività sportive e outdoor. Courmayeur Mont Blanc è per tradizione e natura la culla dell’alpinismo e degli sport di montagna, ma è anche dotata di infrastrutture all’altezza, come il Courmayeur Sport Center che ospiterà l’evento, e di una sensibilità particolare nei confronti delle altre discipline sportive, questo evento ne è la prova”.

IL TRIANGOLO DEL TENNIS

Si prospetta dunque un autunno italocentrico dal punto di vista tennistico, visto che il torneo di Courmayeur farà da apripista alle Next Gen Finals di Milano (non svoltesi lo scorso anno) e soprattutto alla prima edizione torinese delle ATP Finals; successivamente il capoluogo piemontese ospiterà anche due gironi delle finali di Coppa Davis. A questo encore si aggiungono i tornei sul rosso già giocatisi a Cagliari (maschile), Parma (femminile e maschile in settimane consecutive), Roma (combined) e Palermo (femminile); nonostante alcuni di questi tornei siano probabilmente destinati ad essere dei monouso, è innegabile l’attestato di fiducia della comunità del tennis internazionale nei confronti del tennis italiano.

NUOVI TORNEI WTA

Oltre a Courmayeur, tre nuovi tornei rimpolperanno la programmazione femminile, come detto orfana di quasi tutti i tornei orientali. Questo il calendario post-US Open (i nuovi tornei sono evidenziati in rosso):

  • La settimana del 13 Settembre si giocherà in Lussemburgo e a Portoroz in Slovenia (entrambi WTA 250)
  • La settimana del 20 settembre si giocheranno il 500 di Ostrava e il 250 di Seoul
  • La settimana del 27 settembre si disputerà il nuovo 500 di Chicago
  • Nelle due settimane che vanno dal 4 al 17 ottobre si giocherà Indian Wells
  • Nella settimana del 18 ottobre si disputeranno il 500 di Mosca e il 250 di Tenerife
  • Dal 25 ottobre (le qualificazioni iniziano il 23) avrà luogo per l’appunto Courmayeur.

Nelle due settimane successive si dovrebbero giocare prima Zhuhai (dal primo novembre) e poi Wuhan (dall’8); in questo momento però non sono confermati sul sito della WTA. Steve Simon, il chairman del circuito, ha rilasciato una breve dichiarazione in merito, inclusa nel comunicato ufficiale: “Quest’ultima fase del calendario del WTA Tour porterà il numero dei tornei sopra i 50, continuando ad offrire una piattaforma globale per promuovere il tennis femminile […]. Siamo felici del novero di tornei che abbiamo organizzato per la fine della stagione e non vediamo l’ora di poter dare maggiori informazioni riguardanti le WTA Finals”.

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