ATP Toronto, bene Medvedev. Opelka e Bautista salvano match point

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ATP Toronto, bene Medvedev. Opelka e Bautista salvano match point

Il russo batte Duckworth; troverà Hurkacz, che rimonta Basilashvili. Rinascita Monfils

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Daniil Medvedev a Toronto 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

Fra la serata e la nottata di ieri si sono giocati gli ultimi cinque ottavi di finale del National Bank Open di Toronto; vediamo com’è andata.

MEDVEDEV FACILE – Il primo favorito del torneo Daniil Medvedev ha sconfitto facilmente James Duckworth per 6-2 6-4; l’australiano, che aveva eliminato Jannik Sinner al turno precedente, non riesce quindi a migliorare gli ottavi raggiunti qui e a Miami come miglior risultato 1000 in carriera. Medvedev ha dominato il primo set, perdendo appena cinque punti alla battuta e breakkando sul 2-2 e sul 4-2. Nel secondo sembrava poter chiudere altrettando rapidamente, ma al momento di servire per il match sul 5-2 ha avuto un momento di esitazione e ha concesso l’unica palla break dell’incontro, permettendo all’avversario di riavvicinarsi prima di tenere a 30 nel turno successivo e chiudere con il decimo ace.

Il N.2 ATP ha chiuso l’84 percento di punti vinti con la prima, quasi doppiando Duckworth negli scambi brevi per 46-24. Questo il suo commento post-match: “Ho colpito benissimo, tutto quello che volevo fare ha funzionato. Ho solo perso un po’ di concentrazione alla fine, mentre lui ha iniziato a giocare molto meglio, com’è normale che sia – tutti alzano il proprio livello quando hanno le spalle al muro. […] Non è sempre facile sentirsi così bene prima di un match: è in questo che i Big Three sono diversi, perché riescono a vincere le partite anche quando non sono al meglio”.

 

RIVINCITA CON HUBI – E ai quarti Medvedev troverà un avversario che in stagione ha già vinto un 1000 nordamericano, quell’Hubert Hurkacz che non è sempre continuo ma che quando arriva alle ultime fasi di un torneo è estremamente pericoloso; il polacco ha fra l’altro battuto Medvedev nei quarti di Wimbledon, rimontando nel quarto e nel quinto set al secondo giorno di gioco.

Nel suo ottavo, Hurkacz ha vinto un match di due ore e 38 minuti contro Nikoloz Basilashvili per 6-7(7) 6-4 6-4 in una partita segnata da oltre 100 errori non forzati complessivi. Il vincitore di Miami e Delray Beach ha servito alla grande, incoccando 22 ace per l’88 percento di punti vinti con la prima ed è stato bravo a non perdere la concentrazione dopo un primo set buttato: Hubi si è infatti visto rimontare dal 4-1 nel primo set e non ha sfruttato due set point non consecutivi sul 5-4, recriminando soprattutto sul rovescio in manovra messo in rete nella prima occasione. Giunti al tie-break, Basilashvili ha avuto due set point sul 6-4 prima di salvarne un terzo sul 6-7 (brutta risposta di dritto di Hurkacz sulla seconda al corpo) e chiudere con tre punti di fila grazie ad un altro errore di dritto dell’avversario (da fondo il polacco ha chiuso il parziale con due vincenti e ben 24 errori).

Come detto, però, da quel momento Hurkacz è stato impeccabile: ha breakkato nel primo game del secondo grazie a due doppi falli del georgiano e da quel momento ha perso solo cinque punti alla battuta (mai più di due in un gioco e tutti con la seconda, visto che con la prima è andato 16/16), controllando con agio e anzi mancando un’opportunità per il doppio break sul 3-2 in suo favore. Il terzo si è inizialmente incanalato su binari simili: Hurkacz ha strappato la battuta all’avversario nel terzo gioco con due splendidi vincenti lungolinea (un dritto e un rovescio) e ha poi mancato una palla per salire 5-2 e servizio. A quel punto, però, Basilashvili è riuscito a contenere gli errori (che alla fine saranno comunque 51) e si è procurato una palla break sul 3-4 mettendo un dritto centrale sulla riga; Hurkacz è però stato bravissimo a contenere le accelerazioni dell’avversario, vincendo un punto in cui l’inerzia è sembrata girare in più circostanze. Andato a servire per il match, Hubi si è trovato in acque ancora più profonde, finendo sotto 0-40 con un brutto dritto in corridoio (53 non forzati per lui): anche in quella situazione, tuttavia, è riuscito a scuotersi, salvando la prima palla break a rete, la seconda con un servizio a uscire e la terza con un ace, prima di chiudere al secondo match point. Per lui sarà il terzo quarto di finale in un 1000, tutti in Nord America.

MONFILS VINCE DUE MATCH DI FILAGael Monfils ha battuto Frances Tiafoe per 6-1 7-6(2), tornando nei quarti di un 1000 per la prima volta da Bercy 2019 e vincendo due incontri di fila per la prima volta da Dubai 2020, entrambi tornei pre-pandemici. Un bel segnale per LaMonf, che dopo il duro incontro di secondo turno con Millman ha vinto il primo set di ieri sera in assoluta scioltezza, avendo a sua disposizione anche un set point non sfruttato per il bagel – 87 percento di punti con la prima e solo cinque non forzati per lui, contro i 14 dell’avversario.

Nel secondo Tiafoe ha salvato una palla break sull’1-1 con una bella stop volley di dritto, ma si è comunque trovato a rincorrere quando ha perso la battuta nel quinto gioco sbagliando una smorzata e un rovescio. In quel frangente lo statunitense è però riuscito a tornare in partita: dopo un intervento del fisio, ha impattato sul 4-4 anche grazie ad un brutto smash sbagliato da Monfils, il quale ha però dominato il tie-break per 7-2 vincendo gli ultimi quattro punti.

OPELKA E BAUTISTA SOPRAVVIVONO – L’ultimo quarto di finale vedrà di fronte Reilly Opelka e Roberto Bautista Agut; entrambi hanno salvato match point nei rispettivi terzi turni con Lloyd Harris e Diego Schwartzman.

Lo statunitense ha battuto Harris “à la Michael Stich“, senza mai strappargli la battuta e portando a casa nove punti in meno sulla strada del 4-6 7-6(6) 7-6(4) finale. Il sudafricano ha dominato il primo set, portandosi avanti 2-1 e servizio su uno schiaffo al volo malamente sbagliato da Opelka prima di avere palle per il doppio break sia nel quinto che nel settimo gioco – in aggiunta ha perso solo tre punti al servizio nel parziale. Nel secondo, il finalista di Dubai 2021 ha avuto una grande chance di scappare definitivamente quando è salito a palla break sull’1-1 con un bel lob, ma Opelka si è salvato con l’ace esterno e da quel momento ha tenuto con più tranquillità, portando il set al tie-break. Nel game di spareggio Harris ha recuperato immediatamente un mini-break impattando sul 2-2, e si è guadagnato un match point sul 6-5 grazie ad un errore di rovescio dell’avversario; Opelka ha però servito violentemente al corpo, cancellando il pericolo con una volée di rovescio, e salito a sua volta a set point ha sfruttato un brutto errore di dritto di Harris per allungare l’incontro.

Anche nel terzo Harris ha mancato una chance iniziale, quando nel secondo gioco un gran dritto di Opelka gli ha impedito di salire 2-0. A quel punto lo statunitense ha avuto le uniche due palle break di giornata sul 4-4 15-40, ma Harris ha infilato un ace (21 a testa il computo finale) e vinto lo scambio successivo, tenendo per il 5-4. Anche questo set si è quindi concluso al tie-break, ma con molto meno drama: Harris si è portato sul 2-0, ma Opelka ha recuperato rapidamente e ha trovato l’allungo decisivo sul 5-3, tenendo gli ultimi due servizi per la vittoria. Terzo quarto di finale in carriera per lui dopo Cincinnati/New York 2020 e Roma 2021 (nella seconda occasione arrivò in semi).

Match point salvati anche da Roberto Bautista Agut, che in un match di puro attrito (oltre la metà degli scambi sono andati sopra i cinque colpi) ha eliminato Diego Schwartzman per 6-3 3-6 7-5. Il primo set è stato segnato dagli 11 errori non forzati di rovescio del Peque, il quale, privo del suo colpo migliore, non è riuscito ad imbastire granché in risposta: dopo un break a suo favore nel primo set (subito restituito), l’argentino ha perso la battuta per il 2-4 e non è riuscito a trovare spiragli per rimontare.

Anche nel secondo Schwartzman si è portato avanti di un break solo per restituirlo subito, ma giocando un tennis molto più propositivo e parco di errori ha messo la freccia per il 4-2, e stavolta è riuscito a difendere il vantaggio (pur dovendo salvare una palla break sul 5-3 addirittura con un servizio vincente al corpo) e ad allungare la contesa. Il terzo set è stato durissimo, durando quasi un’ora e mezza: Schwartzman sembrava avere il momentum, breakkando a zero e salvando una palla break per scappare avanti 3-1. Bautista è riuscito a pareggiare sul 3-3, solo per riperdere immediatamente il terreno guadagnato e trovarsi ad un passo dal baratro sul 4-5, quando Schwartzman ha avuto tre match point non consecutivi. Apparentemente esausto, il tennista di Vila Real le ha salvate tutte (tre errori di rovescio di Schwartzman) e ha cancellato una palla break sul 5-5 con servizio e dritto, riuscendo a ribaltare l’incontro: dopo aver sprecato un primo match point in risposta, se n’è guadagnato un secondo vincendo uno scambio da 26 colpi con uno sventaglio vincente di dritto, trionfando su un errore bimane del Peque.

Qui il tabellone completo dell’Open del Canada 2021

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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