WTA Montreal, Giorgi più forte di Gauff e della tensione: è in semifinale!

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WTA Montreal, Giorgi più forte di Gauff e della tensione: è in semifinale!

Camila non si demoralizza dopo due match point mancati e chiude al tie-break il set che le apre le porte alla prima semifinale in un WTA 1000. Non ha ancora perso un set. Avrà Jabeur o Pegula

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Camila Giorgi a Montréal 2021 (Credit: @OBNmontreal on Twitter)

C. Giorgi b. [15] C. Gauff 6-4 7-6(2)

In una settimana in cui gli italiani del circuito ATP hanno perso prematuramente, ci ha pensato Camila Giorgi ad arrivare in fondo sul cemento canadese. Dopo la vittoria contro Kvitova negli ottavi, Giorgi ha dato due set a zero a Coco Gauff nei quarti di finale, confermando il trend positivo che prosegue ormai dal torneo di Eastbourne di inizio estate. Pur giocando leggermente meglio per la maggior parte dell’incontro, ha rischiato che i due match point sfumati a fine secondo set, giocati in modo abbastanza rigido, facessero girare il match in favore di Gauff. Con lucidità ha sventato questo pericolo: non ha ancora ceduto un set in questa settimana a Montreal e ora giocherà la prima semifinale in carriera in un WTA 1000. Un risultato di grande spessore, tra i migliori di tutta la sua carriera.

Non manca certo il coraggio a Camila, lo sappiamo. Ha iniziato il match tentando di rispondere in modo aggressivo a Gauff, che nel servizio ha un’arma di fondamentale importanza per il suo gioco. Pur commettendo qualche errore, è stata proprio Giorgi la prima ad arrivare a palla break. La prima di servizio dell’americana e un errore di dritto hanno negato il break all’italiana sull1-1, ma qualche imprecisione di Gauff col dritto (cercato con insistenza dall’azzurra per tutta la partita) e un doppio fallo sulla palla break hanno permesso a Giorgi di mettersi al comando.

 

Il colpo con cui Camila ha costruito la vittoria del primo set è stato proprio il servizio. Ha perso solo 4 punti alla battuta in tutto il parziale, vincendone 16 su 17 con la prima in campo. I 9 punti in più conquistati dall’azzurra al termine del set la dicono lunga. Il secondo è però iniziato in tutt’altro modo. Giorgi in un solo game perde tanti punti alla battuta quanti ne aveva lasciati per strada in tutto il primo set, scivolando rapidamente sotto 3-0. Già nel turno di battuta successivo gioca in maniera coscienziosa, non abbandonando il piano partita. Una Gauff poco a suo agio e in grande difficoltà con il dritto le hanno permesso di rientrare nel set.

Come accaduto nel primo parziale, Giorgi è riuscita a trovare il break sul 4-4: prima un altro doppio fallo da destra da parte dell’americana l’hanno portata a palla break, annullata con un rovescio da campionessa di Coco. Ma Camila ha risposto con colpi altrettanto aggressivi, guadagnandosi la possibilità di servire per il match una prima volta. Sul match point ha mandato in corridoio un rovescio banale e sono arrivati i guai. Gauff ha impattato 5-5 e in un amen il match rischiava di ribaltarsi. Tuttavia l’azzurra sembrava accettare la tensione, continuando comunque a tenere in mano le redini del match. Lo stesso copione si è però ripetuto: Gauff che non ribatte col dritto, Giorgi va a servire per vincere e sul match point commette un altro errore a inizio scambio. Poi una volée affossata e un altro gratuito di Camila hanno permesso a Coco di giocare un tie-break.

Giorgi si è trovata sotto 2-1, ma un doppio fallo della sua avversaria le ha dato ancora coraggio. È bastato poco perché tornasse a schiacciare la palla con veemenza, ma con più attenzione e precisione del solito. Ha infilato una striscia di sei punti consecutivi, portando a casa una splendida (e meritatissima) vittoria in un’ora e 39 minuti.

[UPDATE] In semifinale Giorgi troverà Jessica Pegula, che ha rimontato a sorpresa Ons Jabeur con il punteggio di 1-6 7-6(4) 6-0; la tunisina ha servito per il match sul 5-4 del secondo set.

Qui il tabellone aggiornato dell’Open del Canada

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Australian Open

[VIDEO] Il punto del direttore Scanagatta: “Con Sinner ci vorrebbe più pazienza”

Ubaldo parla dei quarti di finale: “Ricordiamo che Jannik ha solo 20 anni, è serio e umile. Berrettini può giocarsela con Nadal”

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Jannik Sinner all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Nella quotidiana pillola realizzata per il canale Instagram di Ubitennis (se ancora non ci seguite lo trovate a questo link), il direttore Ubaldo Scanagatta parla della sconfitta di Jannik Sinner contro Stefanos Tsitsipas, sottolineando la grande giornata di quest’ultimo e ricordando la precocità dell’azzurro, che a 20 anni è decisamente più avanti nella tabella di marcia rispetto a campioni come Medvedev – Jannik ha tanto tempo per raggiungere i migliori, e conoscendolo non si farà abbattere dal risultato odierno. Di seguito il video:

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Australian Open

Australian Open, Medvedev: “Non avevo mai visto Auger-Aliassime giocare così”

Il tennista russo ha ribadito di essersi ispirato a Djokovic, Federer e Nadal: “Sono molto lontano dalle loro vittorie, ma voglio essere come loro”

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Daniil Medvedev - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Una maratona di quasi cinque ore tra Felix Auger-Aliassime e Daniil Medvedev ci ha regalato una delle migliori partite del torneo e un posto in semifinale al tennista russo, che resta il grande favorito del torneo. Nonostante la grande fatica della partita appena finita, Medvedev non ha perso il suo solito fare spigliato ed estroverso in conferenza stampa, e con i giornalisti ha parlato a fondo della sua rimonta e del modo in cui è arrivata. In semifinale per lui ci sarà il greco Stefanos Tsitsipas, con cui ha avuto tante sfide e soprattutto tanti attriti in passato, anche se in conferenza stampa ci si è soffermati più sul recupero fisico del tennista russo che sulla sfida di venerdì 28 gennaio in sé.

Sembrava che stasera tu giocassi i punti più importanti con molta tranquillità. Nella tua testa, come ti sei sentito durante il match point e gli altri punti importanti?

Daniil Medvedev: “Beh, sicuramente non così tranquillo come forse sembra. Ovviamente sei un po’ teso e, voglio dire, i pensieri che ti passano per la testa, come ‘che succede se perdo? Tra 10 minuti sarò negli spogliatoi, probabilmente per cambiare volo per tornare a casa’ e cose del genere. Ma in un certo senso, ti concentri, sei lì. L’unica cosa che mi sono detto alla fine è, ‘dove servo, sulla T o all’esterno?’ Bene, ho deciso di servire esterno e ho fatto il punto. Sarebbe stata più dura con la seconda, perché avrei dovuto domandarmi se stare sul sicuro o andare con un servizio più potente; la mano trema un po’ di più rispetto alla prima, e basta colpire e pregare che sia dentro. Ci sono stati tanti punti importanti, non solo il match point. Li ho gestiti abbastanza bene a partire dal terzo set”.

 

Lo hai battuto abbastanza comodamente a New York e anche in ATP Cup. Ti chiedo, qual era il tuo grado di sicurezza e controllo di questa partita anche se stava peggiorando per te a livello di punteggio? Quanto ti sentivi come se potessi ancora ribaltare la situazione?

Daniil Medvedev: “Non avevo fiducia dopo i primi due set. Stava giocando in maniera pazzesca, non lo avevo mai visto giocare così, almeno contro di me o in allenamento. Perché, beh, non posso guardare tutte le sue partite, quindi forse ha mostrato questo livello prima. Io non l’ho mai visto giocare così. Era irreale. E non ho mostrato esattamente il mio livello migliore. Stavo sbagliando troppo. Sì, quindi nel terzo set non avevo fiducia in me stesso e nell’esito della partita. Ho solo provato a combattere”.

Hai detto che quando eri sotto nel punteggio, ti sei detto, cosa avrebbe fatto Novak? Cosa farebbe Novak? Com’è andata a finire?

Daniil Medvedev: “È andata molto bene, perché sono ancora giovane e devo prendere quello che posso dai migliori. Durante l’intervista in campo ho aggiunto anche i nomi di Roger e Rafa, perché anche loro sono riusciti a tirarsi fuori da tante partite difficili. Ma ho giocato più volte con Novak, perché appena sono arrivato fra i primi Rafa e Roger hanno iniziato ad avere problemi fisici, quindi ho giocato più partite e mi sono allenato più spesso con Novak. L’anno scorso ha rimontato più volte in questo modo, come quando era due set sotto con Tsitsipas e Musetti al Roland Garros. Oggi io ero in quella situazione e, come ho detto, avevo zero fiducia in me stesso e nell’esito della partita. Allora mi sono detto, ‘cosa farebbero i migliori giocatori del mondo?’ Io sono fra i migliori, ma sono ancora giovane e ancora molto lontano nei titoli del Grande Slam. Durante tutte le partite, non appena ero un po’ a corto di energie, ho detto: ‘Sii come Novak. Dimostragli che stai meglio’. E non funzionerà ogni volta: se sul match point avessi fatto doppio fallo non avrebbe funzionato e probabilmente non avrei nemmeno detto di averlo fatto, ma questa volta ha funzionato”.

La prossima è contro Stefanos [Tsitsipas ndr]. Come pensi che il tuo corpo reagirà a questa partita di 4 ore e 42 minuti?

Daniil Medvedev: “Non ho mai avuto quest’esperienza. Ho giocato delle partite lunghe, ma non mi sono mai trovato nella condizione di dover giocare di nuovo dopo due giorni. È mezzanotte ormai passata, dovrò vedere. Ancora una volta, sai, se guardiamo alle cose positive, sono stato in grado di rimontare in qualche modo, non so come. Ma sono stato in grado di farlo. Quindi, se voglio far parte del gruppo dei migliori, anche se sono davvero lontano in questo momento, voglio provare a essere pronto per il prossimo match. Cercherò di recuperare al meglio, di essere pronto a giocare contro Stefanos, perché è un grande giocatore. Devo dare il massimo per batterlo”.


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ATP

ATP Dubai, l’entry list: torna Djokovic. Presente anche Sinner

Il numero uno del mondo dovrebbe esserci per l’ATP 500 in programma negli Emirati dal 14 febbraio

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Novak Djokovic con il trofeo - Dubai 2020 (via Twitter, @NatSportUAE)

Continua la stagione del tennis sul cemento dopo l’Australian Open, e le entry list ci forniscono informazioni interessanti sul futuro di Novak Djokovic. Il numero uno del mondo non ha più rilasciato dichiarazioni pubbliche dopo il fiasco dell’Australian Open ma ha fatto sentire la sua presenza nell’entry list dell’ATP 500 di Dubai, in programma dal 14 febbraio sul cemento degli Emirati. Non è la prima volta per Djokovic nel torneo arabo: Nole l’ha infatti vinto per sei volte, di cui tre consecutive tra il 2009 e il 2011 e una nell’ultimo torneo disputato pre-lockdown (vinse una semifinale tiratissima con Gael Monfils prima di battere Tsitsipas in finale). Negli Emirati Arabi Uniti non è richiesto l’obbligo vaccinale, fattore che favorisce sicuramente la presenza di un Djokovic che vorrà ritrovare ritmo partita in attesa di capire a quali tornei potrà partecipare nel prossimo futuro, se continuerà nella sua decisione di non vaccinarsi.

Non mancheranno i tennisti di alto profilo oltre a Djokovic. Fra questi il campione in carica Aslan Karatsev, che proprio qui l’anno scorso concluse al meglio in finale contro Lloyd Harris una prima parte di stagione fantastica per gioco e risultati. Presenti anche tre Top 10, tra cui il canadese Felix Auger-Aliassime, Andrey Rublev e il nostro Jannik Sinner, che nel 2021 uscì ai quarti proprio contro Karatsev.

 

Anche fuori dai primissimi ci saranno tanti tennisti di alto profilo come Gael Monfils, Roberto Bautista-Agut e Marin Cilic, tutti reduci da buone prestazioni all’Australian Open, e il croato Borna Coric, al ritorno nel Tour dopo mesi di assenza per un infortunio alla spalla. Poca la presenza degli italiani, che oltre Sinner vedranno soltanto Lorenzo Musetti ai nastri di partenza. Il tennista di Carrara ha deciso di saltare lo swing sudamericano su terra per migliorare il suo gioco sul veloce ma si trova a sei ritiri di distanza dall’entrare nel tabellone principale e per ora dovrà disputare le qualificazioni (Dubai fu peraltro il suo primissimo main draw ATP).

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