US Open 2021, wild card: spiccano i nomi di Jack Sock e Venus Williams

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US Open 2021, wild card: spiccano i nomi di Jack Sock e Venus Williams

Come d’abitudine quasi tutti gli inviti sono rivolti a tennisti statunitensi. Premiati i due neo-top 100 Nakashima e Brooksby

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Venus Williams - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

L’appuntamento è fissato a lunedì 30 agosto, data di inizio degli US Open, ultimo Slam della stagione di tennis 2021. Le qualificazioni invece si terranno dal 24 al 27 agosto ma con l’annuncio delle 16 wild card per i tabelloni principali (8 uomini e 8 donne) ci sono alcuni tennisti che potranno farne a meno. Per quel che riguarda il torneo di singolare maschile, gli inviti da parte degli organizzatori sono stati rivolti a:

  • Jenson Brooksby
  • Ernesto Escobedo
  • Brandon Nakashima
  • Emilio Nava
  • Max Purcell
  • Sam Rifiice
  • Jack Sock
  • Zachary Svajda

Per il 20enne Nakashima si tratta della seconda partecipazione al major casalingo dopo quella dello scorso anno, quando superate le qualificazioni batté al primo turno Paolo Lorenzi prima di arrendersi in quattro set a Zverev. Per il suo coetaneo Brooksby invece sarà la terza partecipazione: la prima avvenne nel 2018 sempre grazie ad una wild card ma con scarsi risultati (appena sei game vinti contro Millman), mentre nel 2019 superò le qualificazioni ed eliminò Berdych in quattro set in quella che fu l’ultima partita ufficiale del tennista ceco.

L’unico tennista non americano è l’australiano Max Purcell il quale ha ricevuto l’invito grazie ai noti accordi tra le due federazioni organizzatrici dei due Slam. Tra loro c’è anche l’ex numero 8 Jack Sock e altri due giovani promettenti: il campione universitario NCAA Sam Riffice (22 anni, n.690) e il due volte campione nazionale USTA under-18 Zachary Svajda (18 anni, n.716). Quest’ultimo a 16 anni nel 2019 proprio agli US Open era stato impegnato in un match a dir poco memorabile contro Lorenzi.

Ad avere accesso diretto al tabellone femminile invece saranno:

 
  • Hailey Baptiste
  • Ashlyn Krueger
  • Caty McNally
  • Emma Navarro
  • Storm Saunders
  • CoCo Vandeweghe
  • Katie Volynets
  • Venus Williams

Tra loro spicca ovviamente la 41enne Venus Williams, vincitrice del torneo nel biennio 2000-01. L’attuale n. 112 del mondo quest’anno è scesa in campo undici volte ottenendo tre successi, e i sui ultimi due tornei disputati sono stati il Roland Garros e Wimbledon. Nome di gran prestigio è anche quello di CoCo Vandeweghe: la 29enne che non ha affatto perso il suo temperamento, fu semifinalista a Flushing Meadows nel 2017. Parlando di giovani invece c’è Caty McNally, la 19enne amica di Coco Gauff e attuale n. 136 del mondo. La più giovane invece è la 17enne Krueger che si è conquistata questa chance vincendo il titolo USTA Girls’18s. L’unica “intrusa” è l’australiana Storm Sanders.

Per quel che riguarda le qualificazioni invece gli inviti maschili sono stati rivolti a:

  • Ulises Blanch
  • Christian Harrison
  • Zane Khan
  • Aleks Kovacevic
  • Stefan Kozlov
  • Nicolas Moreno de Alboran
  • Govind Nanda
  • Ben Shelton
  • Eliot Spizzirri

Mentre tra le donne:

  • Reese Brantmeier
  • Katrina Scott
  • Robin Montgomery
  • Clervie Ngounoue
  • Elvina Kalieva
  • Elli Mandlik
  • Hanna Chang
  • Vicky Duval
  • Peyton Stearns

Le entry list aggiornate degli US Open

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Krajinovic: “Djokovic guiderà la Serbia in Davis. Non andrò all’Australian Open in caso di quarantena”

Il numero due serbo è pronto a mettere le mani sull’Insalatiera, ma non andrà in Australia se dovrà rimanere in isolamento per più di cinque giorni

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Filip Krajinovic a Sofia 2021 (Credit: Ivan Mrankov)

Ci sono pochi dubbi che la quarantena australiana di inizio 2021 non sia un’esperienza che i tennisti smaniano di ripetere, soprattutto gli sfortunati che sono capitati sullo stesso aereo di un collega risultato positivo al COVID-19 e costretti al completo isolamento per due settimane, ma anche coloro che potevano uscire solo per il tempo prefissato per gli allenamenti e poi dovevano tornare nelle loro stanze con le finestre sigillate. A peggiorare l’umore c’è stata l’evidente disparità con i privilegiati di Adelaide che, tra l’altro, potevano godere del balcone. Tra quelli sicuramente non disposti a sottostare di nuovo a due settimane di quarantena c’è Filip Krajinovic, appena eliminato dalla Kremlin Cup (è stato battuto da Pedro Martinez dopo il bye al primo turno), evento a cui pensava di rinunciare per riposarsi dopo il Indian Wells per poi giocare in seguito “a Vienna e Parigi, ma Medvedev si è ritirato da Mosca, sono entrato come quarta testa di serie, un bye al primo turno, quindi ho deciso di andare”, spiega a Sport Blic il ventinovenne di Sombor.

IPOTESI AUSTRALIANE – È notizia degli scorsi giorni che solo i tennisti con doppia dose riceveranno il visto per volare a Melbourne, dove, secondo Martin Pakula, ministro (anche) del Turismo, Sport e Grandi Eventi dello Stato della Victoria, essere vaccinati darà ai tennisti l’opportunità di giocare al meglio l’Australian Open, con le minori limitazioni possibili“. Limitazioni che, come anticipato, hanno un… limite per Krajinovic. “Sono molto rigorosi lì e onestamente, se devo stare in quarantena per quattordici giorni dopo l’arrivo a Melbourne, non andrò in Australia. Sono stato vaccinato, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per proteggere me stesso e le persone intorno a me, quindi non vedo davvero alcun motivo per sedermi lì per quattordici giorni in una stanza. Se dicono che dopo l’arrivo devo stare, diciamo, cinque giorni in isolamento, per me va bene, ma tutto ciò che va oltre è inaccettabile per me”. E ci sono anche i tempi piuttosto stretti, con la Coppa Davis che termina il 5 dicembre: “La stagione finisce tardi, avrò venti giorni per prepararmi e partire. Verranno ancora organizzati voli charter, l’ultimo dei quali è previsto per il 28 dicembre, l’ultima data utile per andare in Australia. Vedrò quale sarà la decisione finale di Melbourne, quindi deciderò la cosa migliore da fare”. In ogni caso, una decisione finale sulla durata di un’eventuale quarantena non è ancora stata presa da parte del governo locale.

IL RITORNO DI NOLE – Il numero 1 ATP ha dichiarato negli scorsi giorni che la sua programmazione di fine anno includerà Bercy, le Finals di Torino e la Davis. E proprio in quest’ultima manifestazione Krajinovic spera di ottenere un trionfo storico, con la compagine guidata da Djokovic in partenza il 25 novembre. “Avremo la formazione più forte perché vogliamo tentare di vincere l’Insalatiera come nel 2010”, rivela Filip, che userà i prossimi tre tornei per arrivare al meglio a Innsbruck (la Serbia è nel girone con Germania e Austria, prive rispettivamente di Zverev e Thiem) e a Madrid. Viaggiamo guidati da Novak e di certo non andremo lì per perdere. Eravamo già tutti d’accordo per giocare e provare a vincere”. In programma c’è una mini-preparazione a Belgrado prima di dirigersi verso l’Austria, “quattro o cinque giorni di allenamento insieme per rafforzare lo spirito di squadra, ma non so esattamente quando cominceremo perché dipende da chi gioca cosa da qui a fine stagione”.

 

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Race to Milano: Sinner vince il derby contro Musetti ad Anversa

SPONSORIZZATO – Le giovani stelle del tennis italiano si sono sfidate agli ottavi: è stato il campione uscente delle Next Gen ATP Finals a prevalere

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Riflettori puntati sullo European Open, dove agli ottavi di finale è andata in scena la sfida che gli appassionati italiani sperano possa ripetersi nella prossima decade su palcoscenici e in turni ben più prestigiosi, vale a dire quella fra il leader delle classifiche Next Gen Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, attualmente al sesto posto ma, ricordiamolo, più giovane di un anno. I due non si erano mai affrontati nel tour principale: la loro unica sfida risaliva infatti al 2019, quando si giocarono una wild card nelle prequalificazioni per gli Internazionali d’Italia al Foro Italico. Come allora, è stato Sinner ad aggiudicarsi la sfida, allungando in vetta alla Race to Milano e tenendo vive le speranze di qualificarsi per le ATP Finals di Torino.

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Sorpresa all’ATP di Mosca: Rublev eliminato da Mannarino. Avanza Karatsev

Il francese (sconfitto nella finale 2019) si prende una dolce rivincita sul numero 5 della Race ATP, salvando anche un match point

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Andrey Rublev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

È una vera e propria storia d’amore (ma mai a lieto fine, sinora) quella che intercorre tra Adrian Mannarino e l’ATP di Mosca. Il francese ha raggiunto la finale per ben due volte nell’evento, nel 2019 e nel 2018 e un anno prima si è fermato solo in semifinale. Ancora non sa se riuscirà ad arrivare in fondo quest’anno, ma è comunque riuscito a conquistare un risultato di altissimo livello. Nel secondo turno ha infatti estromesso dal torneo la testa di serie numero 1 Andrey Rublev, salvando anche un match point sul 5-6 del secondo parziale. I due si erano affrontati nella sopra citata finale del 2019 a Mosca, quando Rublev si impose nettamente (6-4 6-0), alzando il trofeo di fronte alla sua gente.

Rublev conduceva 5-2 il primo parziale, ma ha rischiato di subire una clamorosa rimonta: sul 5-5 ha salvato un break point e ha chiuso il set nel dodicesimo gioco. Le difficoltà palesate sul finale del primo parziale sono state però un campanello d’allarme per Rublev. Nel secondo set ha ceduto per due volte il servizio e Mannarino sul 5-4 ha avuto sulla racchetta due set point. Il russo ha reagito e, come accaduto un’oretta prima, si è portato a un punto dalla conquista del set. Un rovescio in rete sul match point gli ha negato l’opportunità di archiviare una partita molto complessa con un doppio 7-5 e Mannarino ha forzato la partita al terzo set nel tie-break. Rublev è apparso affaticato nel finale, incapace di reagire al break subìto nel quinto game. “Siamo entrambi migliorati rispetto alla finale di due anni fa” ha detto il 33enne francese. Andrey è migliorato molto più di me, ma anche se un giocatore ti è superiore, tutto può succedere. Oggi sono stato un po’ fortunato, sono comunque contento della mia performance”. Lo attende Berankis nei quarti di finale, un match totalmente alla sua portata.

Il primo favorito del torneo è diventato dunque Aslan Karatsev che ha aperto il suo torneo (dopo il bye al primo round) contro Egor Gerasimov. Non ha impiegato molto più tempo del necessario a disfarsi del suo avversario, nemmeno 90 minuti ad essere precisi. Ha chiuso 6-4 6-3 e attende ora il vincente dell’incontro tra Simon e McDonald.

 

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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