US Open: Osaka parte col sorriso, vittorie in tre set per Sabalenka e Kerber

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US Open: Osaka parte col sorriso, vittorie in tre set per Sabalenka e Kerber

Naomi felice di ritrovare la gente sugli spalti: “È stato quasi surreale entrare in campo e sentire pubblico vero”

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Naomi Osaka - US Open 2021 (via Twitter, @usopen)

La sessione serale della prima giornata degli US Open 2021 si è conclusa con il match della campionessa in carica Naomi Osaka. Non poteva esserci esordio migliore per la n. 3 del mondo che ha superato 6-4 6-1 la n. 87 Marie Bouzkova. “Ero decisamente nervosa, lo sono sempre nel primo turno di uno Slam. Ma è stato quasi surreale entrare in campo e sentire questa volta il pubblico vero, vedere e sentire la loro energia” ha spiegato Osaka in conferenza. “Perché lo scorso anno con i suoni automatici era più o meno sempre lo stesso. Io sono il tipo di giocatrice che cerca anche di intrattenere il pubblico; mentre lo scorso anno era come se facessi il mio lavoro. Per esempio non mi sarei messa a provare un servizio folle o cose del genere”.

Il match di primo turno invece è filato liscio e in un’ora e 35 minuti, senza subire break, ha archiviato la pratica Bouzkova. “Penso di aver giocato dei buoni game in risposta. Ce ne sono stati un paio molti tirati dove mi sono detta di continuare a starle vicino così magari si sarebbe innervosita. E penso che sia successo proprio nell’ultimo set point con il quale ho chiuso”. Va sottolineato però come anche nei suoi turni sia andata alla grande: 8 palle break salvate su 8. “Il servizio è decisamente una delle mie armi più potenti. Si fa vedere quando è necessario ma spero che in futuro non ne avrò così tanto bisogno”.

Per quel che riguarda gli scambi invece questa è la lettura della giapponese: Forse nel primo set sono stata un po’ troppo passiva nel senso che non mi aprivo molto il campo, e quindi l’ho fatto un po’ meglio nel secondo set. Sono stata in grado di muoverla di più e questo spiega anche il miglior punteggio”. Naomi questa volta sembra aver affrontato alla grande anche la sfida conferenza stampa e ha risposto sia alle domande della stampa internazionale che quella giapponese. In particolare c’è stato chi, con molto tatto, le ha chiesto come riuscisse a bilanciarsi tra tutte le pubblicità e i servizi fotografici, e se non fossero anche quelli causa di stress mentale.

 

La spiegazione di Osaka è stata tanto precisa quanto cordiale. “A me piacciono molto le riviste di moda. E come tennista non mi capita di vestirmi per l’occasione e fare un servizio fotografico. Quindi io amo imparare cose nuove da queste esperienze, perché di solito quando vai da Vogue o altri, hai la possibilità di incontrare il designer o il capo in questione. Per me è una bella esperienza. Mentre ormai dopo tutti questi anni mi sono desensibilizzata alle conferenze. Soprattutto durante le chiamate su Zoom mi sembra solo di stare seduta davanti uno schermo a rispondere a delle domande. A me piace vedere le espressioni delle persone. Comunque sì, capisco come possa sorgere una domanda del genere, e per me stare sulla copertina di una rivista e fare le conferenze stampa sono due cose completamente differenti.

ALTRI MATCH – La recente finalista del torneo WTA 250 d Chicago, Alize Cornet, per due volte si è vista togliere la possibilità di giocare il tie-break ieri e contro la testa di serie n. 20 Ons Jabeur ha perso 7-5 7-5; la tunisina comunque è sempre stata in vantaggio per gran parte dell’incontro e al secondo turno affronterà Osorio Serrano. Ha invece vinto in due set la vincitrice del torneo di Chicago, Elina Svitolina, che ha superato 6-2 6-3 la qualificata canadese Rebecca Marino. Quest’ultima può comunque considerarsi soddisfatta delle sue ultime settimane: tra Montreal e New York infatti ha portato a casa cinque vittorie.

Ha sofferto per un paio d’ore invece la favorita n. 2 Aryna Sabalenka. La bielorussa ha battuto solamente al terzo set Nina Stojanovic col punteggio di 6-4 6-7(4) 6-0, non sfruttando un match point nel dodicesimo game del secondo set, alla fine comunque rivelatosi indolore. Altre due top player che hanno centrato la vittoria al terzo set per giunta in rimonta, sono Angelique Kerber (per 3-6 6-4 7-6(3) contro Dayana Ystremska) e Coco Gauff (per 5-7 6-3 6-4 contro Magda Linette).

Il tabellone femminile dello US Open con tutti i risultati aggiornati

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Elina Svitolina si separa dal suo allenatore dopo cinque anni

Andrew Bettles non è più il coach della n. 6 del mondo, ancora nessun nome per il sostituto

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Elina Svitolina - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Negli ultimi anni il ruolo degli allenatori nel tennis femminile, considerando i ritmi con i quali vengono sostituiti, è diventato simile a quello degli allenatori di certe squadre di calcio che faticano a trovare risultati e quindi si vedono rimpiazzati con un cambio in panchina. Ad andare decisamente contro tendenza è stata Elina Svitolina che si è tenuta stretta per ben cinque stagioni il suo storico allenatore Andrew Bettles, insieme al quale ha ottenuto 11 trofei e raggiunto la posizione n. 3 del ranking mondiale. Tuttavia negli ultimi tempi si è fatto fatica a trovare dei miglioramenti nel gioco dell’ucraina e quest’anno ha vinto ‘solamente’ la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo e il WTA 250 di Chicago, mentre la settimana scorsa è stata battuta un po’ a sorpresa dalla n. 53 Osorio Serrano a Tenerife. Forse proprio questa ennesima battuta d’arresto l’ha spinta a prendere la decisione di separarsi dal suo allenatore a poche settimane dal termine della stagione.

Questo il breve messaggio pubblicato dall’attuale n. 6 del mondo sui suoi canali social per annunciare la notizia: Dopo 5 anni e 11 titoli insieme, Andy [Bettles] ed io siamo stati entrambi d’accordo che era il momento giusto per cambiare le nostre strade. Sono molto grata per tutto il suo duro lavoro e il suo infinito supporto. Gli auguro solo il meglio per la sua futura carriera!”

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ATP Anversa, Schwartzman: “Il ritmo di Sinner è troppo alto per il tennista medio”

Il tennista argentino dopo la terza sconfitta in finale ad Anversa: “Nulla ha funzionato, per lui è stato un match facile”

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Jannik Sinner e Diego Schwartzman - Anversa 2021 (via Twitter, @EuroTennisOpen)

All’European Open di Anversa, Diego Schwartzman ha disputato la sua dodicesima finale della carriera ma il numero di tornei vinti è rimasto fermo a quattro, e quella di ieri è stata la terza sconfitta nell’atto conclusivo del torneo belga. Dopo aver perso nelle due edizioni del torneo nel biennio 2015-16 dai francesi Gasquet e Tsonga, l’argentino ieri è stato battuto 6-2 6-2 da Jannik Sinner, il quale ha giocato un torneo impeccabile senza perdere neanche un set. La netta superiorità del suo avversario è stata confermata anche da Schwartzman nella conferenza dopo la premiazione.“Jannik si muoveva molto e credo che abbia servito un po’ meglio rispetto al suo match precedente, con percentuali molto alte. Per me la risposta è molto importante; sento molta fiducia quando gioco bene con questo colpo quindi credo che oggi lui abbia fatto tutto meglio di me. In una finale è fastidioso quando non hai nessuna chance ma è stata una buona settimana. Oggi nulla ha funzionato e per lui è stato un match facile ma è andata così”.

Il Direttore Scanagatta è intervenuto cercando di approfondire il discorso sul tennista italiano n. 11 del mondo.“Jannik ha avuto finora una grande carriera ed è solo 20enne” ha confermato Diego. “Ha già vinto quattro titoli quest’anno ed è pazzesco come stia migliorando. Ad ogni modo anche giocatori come Zverev e Tsitsipas, che ora sono ai piani alti del tennis, erano così competitivi a quell’età. Io comunque non voglio paragonarli a quello che sta facendo Jannik. Lui resterà nei piani alti per tanti anni; sta facendo tutto alla perfezione. Prima del match stavo cercando a dei modi per batterlo guardando le sue vecchie partite, e ci sono stati un paio di match nella stagione in cui lui avrebbe potuto perdere e sono sceso in campo pensando ‘ok, forse oggi non avrà una buona giornata’, ma se giocherà così vincerà ancora tanti, tanti tornei. L’anno prossimo per lui sarà importantissimo perché potrà riuscire a battere i top player e se ci riuscirà con continuità settimana dopo settimana non sarà un top 10 ma si avvicinerà molto alla top 5.

Poi tornando sull’argomento ha aggiunto un altro dettaglio, sottolineando qual è secondo lui il suo vero punto di forza. Il ritmo di Sinner è troppo alto per il tennista medio, ma non solo quando gioca anche quando è fuori dal campo. E poi ha un grande team che lo consiglia e lui sa come ascoltare le persone che gli sono attorno”.

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Challenger

ATP Challenger: a Lussino, Cecchinato si ritira prima della finale e trionfa Taberner

Il siciliano, costretto al forfait per un problema fisico, riesce comunque a rientrare in top 100. A Buenos Aires, Luciano Darderi vince il torneo di doppio

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Marco Cecchinato - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

Marco Cecchinato, a causa di un problema al gomito, non è riuscito a giocare la finale del Challenger 80 di Lussino (Croazia, terra battuta), lasciando la vittoria allo spagnolo Carlos Taberner. L’ha costretto al forfait una forte epicondilite (Questa mattina non riuscivo nemmeno a sollevare la tazzina del caffè. Devo per forza fermarmi e chiudere qui questa stagione, ha affermato l’azzurro), probabilmente aggravata da un sovraffaticamento dovuto al doppio impegno di sabato quando Ceck ha dovuto giocare ben due incontri, per colpa del maltempo che aveva fatto saltare la sessione del giorno prima. Prima la vittoria sul francese Mathias Bourgue (n.228 ATP) dopo oltre due ore di gioco col punteggio di 6-0 2-6 7-5, poi quella sul bosniaco Nerman Fatic 7-6(6) 6-2 in un incontro tutt’altro che scontato. In totale quattro ore di gioco che, come visto, hanno poi presentato un conto molto salato.

Buon per Taberner che alza così il suo quarto trofeo ed entra, per la prima volta in carriera, in top 100, esattamente al n.93. Cecchinato, pur rimanendo fermo a cinque vittorie Challenger (l’ultima a Santiago nel 2018), si consola guadagnando nove posizioni in classifica e risalendo al n.95 ATP, centrando così quello che in fin dei conti era il suo vero obiettivo di questa settimana.

Si era fermato in semifinale Alessandro Giannessi che, costretto pure lui a due match consecutivi, prima ha superato Raul Brancaccio 6-3 6-7(6) 6-1, sprecando però un match point sul 6-5 del secondo parziale e altri tre nel tie-break. Costretto al terzo set, ha così sprecato energie importanti che poi gli sono mancate in semifinale. Infatti contro Taberner è partito forte andando a condurre 3-1, poi gli è finita la benzina e il 6-4 6-3 finale è stato quasi inevitabile. Andrea Arnaboldi nei quarti non aveva offerto grande resistenza (6-2 6-0) allo stesso Carlos Taberner (sempre lui, vero giustiziere degli italiani in questo torneo croato) che, dall’alto della sua classifica, partiva certo favorito ma che il match potesse finire in soli 50 minuti non ce l’aspettavamo proprio.

Al Challenger 80 di Buenos Aires (terra battuta) il padrone di casa Sebastian Baez ha battuto nettamente (6-4 6-0) in poco più di un’ora il brasiliano Thiago Monteiro (n.97 ATP) che probabilmente è arrivato un po’ scarico alla finale dopo un torneo per lui durissimo che lo ha costretto per ben tre volte al parziale decisivo. Poi è chiaro che perdere con Baez ci sta eccome, se consideriamo che il quasi sosia di Diego Schwartzman (sono connazionali, alti entrambi 1,70 e molto simili nella gestualità) ha disputato una stagione straordinaria con quattro vittorie Challenger e tre finali. Grazie a questo successo Baez stabilisce il suo nuovo best ranking alla posizione n.112 e la top 100 non sembra molto lontana.

Nel torneo di doppio c’è stata la bella sorpresa della vittoria del 19enne italo-argentino Luciano Darderi che, in coppia con il coetaneo Juan Bautista Torres, ha battuto 7-6(5) 7-6(10) gli argentini Hernan Casanova e Santiago Rodriguez Taverna (che curiosamente aveva già perso contro di lui in singolo la finale del Future di Monastir). Per il teenager italo-argentino è la prima vittoria a livello Challenger e, raggiunto telefonicamente grazie alla collaborazione di Valerio Ridolfi, ci ha detto: “Giocare in casa, davanti ai propri genitori, è stata un’esperienza fantastica. Soprattutto considerando che sono entrato in tabellone solo all’ultimo momento. Adesso spero di poter giocare i Challenger anche in singolo, ma sono consapevole di come la strada sia lunga e difficile“.

A Bogotà la finale dell’altro Challenger 80 sudamericano (terra battuta) se la sono giocata l’austriaco Gerald Melzer (n.421 ATP ma n.68 nel 2016 prima che un grave infortunio ai legamenti della caviglia lo costringessero ad uno stop di due anni) e l’argentino Facundo Mena (n.234 ATP). Al termine di un incontro tormentato dalla pioggia e più volte rinviato, ha vinto Melzer 6-2 3-6 7-6(5). Per il 31enne austriaco è l’ottavo successo Challenger (l’ultimo era stato nel 2017 a Guayaquil), certo niente di memorabile in confronto a quello che ottenne il fratello Jurgen, che fu anche top 10, ma una buona base per regalarsi un soddisfacente ultimo scorcio di carriera.

 

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