US Open: Medvedev smonta l'ostacolo Auger-Aliassime e torna in finale

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US Open: Medvedev smonta l’ostacolo Auger-Aliassime e torna in finale

Prestazione non perfetta ma più che sufficiente del russo che annulla due set point nel secondo parziale, poi dilaga

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Daniil Medvedev - US Open 2021 (Garrett Ellwood/USTA)

[2] D. Medvedev b. [12] F. Auger-Aliassime 6-4 7-5 6-2

Era il favorito della parte bassa del tabellone e ha rispettato il pronostico: Daniil Medvedev guadagna la finale dello US Open battendo Felix Auger-Aliassime in tre set e due ore di gioco non entusiasmanti, ma che hanno regalato alcuni begli scambi e un ottimo livello da parte di entrambi nella fase centrale. Dopo aver lasciato per strada il primo e finora unico set al turno precedente contro Van de Zandschulp, Medvedev ha rischiato di cedere il secondo nel pomeriggio di questo venerdì newyorchese, ma è stato proprio in quel frangente che la sua superiorità si è manifestata in tutta evidenza: quando l’altro ha alzato il livello arrivando per due volte a un punto dal pareggiare il conto dei set, il moscovita aveva ancora margine e ha saputo costruire la sua rimonta nel parziale sulla base di un doppio fallo di Auger-Aliassime.

Resta in ogni caso l’ottimo risultato di Felix – certo non svantaggiato dalle premature eliminazioni di Rublev e Tsitsipas e dal ritiro di Alcaraz – che ritocca il suo miglior risultato Slam dopo i quarti a Wimbledon dello scorso luglio, ma soprattutto il suo best ranking e lunedì si ritroverà a un solo passo dalla top 10. Sembrano quindi arrivare i frutti della collaborazione con Toni Nadal, iniziata decisamente male con la campagna sulla terra battuta a cui sono seguiti i buonissimi risultati sull’erba. Tuttavia, rimangono – meglio, sono riaffiorati – i limiti di tenuta mentale di Felix nei momenti decisivi, con gli errori al servizio e di un dritto che all’improvviso non trova più il campo, oltre che la conseguente tendenza al crollo verticale. Non che fosse facile rimanere attaccati al match dopo aver perso un secondo set giocato al massimo e sfuggito nonostante i due set point con il servizio a disposizione. Un servizio che finora gli aveva permesso di vincere il 70% dei punti è sceso di circa il 5% come resa. Una differenza che ha significato cinque break.

 

IL MATCH – La risposta russa fino a questo momento del torneo vale quasi un punto su due (48%) e Medvedev sceglie proprio di iniziare in ribattuta, mentre Felix incappa subito in tre doppi falli – uno dei suoi punti deboli – più che compensati dall’indispensabile aggressività richiesta per evitare di rimanere intrappolato nel palleggio. Al settimo gioco, il classe 2000 costruisce bene i primi due punti nonostante la difesa russa sbagliando però il dritto di attacco, poi subisce la risposta profonda; anche confortato dallo 0-40, Medvedev gira l’inerzia dello scambio e sorpassa, consolidando a zero per il 5-3. Felix accorcia con tre ace e si fa finalmente minaccioso in risposta, vincendo anche un insperato punto sulla diagonale sinistra con un bel vincente bimane per lo 0-30, ma quattro prime di servizio frustrano ogni speranza canadese e il 6-4 va a referto. Per Medvedev, 80% di prime e stessa percentuale di trasformazione, anche sulle poche seconde.

Nullo di nuovo all’inizio del secondo parziale con i turni di battuta che dettano il punteggio, per quanto FAA provi anche a prendersi un po’ di tempo e spazio per ribattere la prima moscovita e rispolvera dal primo parziale un altro paio di rovesci slice estemporanei, non la specialità di chez Felix. Un paio di bei punti nel quinto game fanno da antipasto alla svolta del game successivo che pareva saldamente in mano a Daniil e invece si infiamma; Felix ci crede e brekka al secondo vantaggio esterno grazie al doppio fallo (il primo del match) di Medvedev che, poco lucido dallo scambio appena concluso, forza la seconda. Auger-Aliassime conferma senza problemi e trova quella fiducia di cui avrà bisogno per tentare di chiudere il set in battuta di fronte a un numero 2 del mondo per nulla disposto ad accettare la situazione di svantaggio.

Il livello si alza chiaramente, il ventunenne di Montreal prende la rete con successo, ma il doppio fallo sul 30-0 tiene vivo l’avversario che poi annulla due set point da sinistra, il primo andando in spinta e trovando il varco con rovescio lungolinea, il secondo sull’imperfetto serve&volley canadese – la palla lenta resta sul piatto corde. Contro-break che si perfeziona sull’errore da fondo, linguaggio del corpo di Felix completamente cambiato nel giro di una manciata di secondi e parziale di 15 punti a 2 per Medvedev che si traduce nel 7-5.

All’inizio del terzo è evidente che Auger-Aliassime è ormai pronto a lasciare la contesa. Perde il servizio sul punteggio di 1 pari e ancora sul turno successivo, mentre nessuno, e forse lui prima di tutti, aveva creduto alla palla break spuntata a suo favore nel quarto gioco – sensazione confermata dalla prima russa alla T che ha prontamente provveduto ad annullarla. Il 6-2 arriva rapido e a Medvedev, che raggiunge così la sua terza finale Slam dopo quella giocata qui due anni fa e quella in Australia a febbraio, non resta che aspettare il vincente della sfida serale tra Novak Djokovic e Alexander Zverev.

Il tabellone maschile dello US Open con tutti i risultati aggiornati

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Berrettini: “Rispetto al 2019, sono più consapevole di appartenere a questo livello”

Dopo la vittoria su Popyrin, Berrettini parla della qualificazione alle Nitto ATP Finals, del programma di fine anno e della Davis

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Matteo Berrettini - Vienna 2021 (Foto Felice Calabro’)

È molto tardi quando Matteo Berrettini arriva davanti ai microfoni della sala interviste alla Stadthalle di Vienna dopo la sua partita di primo turno. Sono quasi le due del mattino, qualcuno dei giornalisti non ce l’ha fatta a rimanere, ma altri hanno resistito fino alla fine, tra malumori e proteste. “Purtroppo ogni volta che gioco, che vinca o che perda, devo fare una serie di trattamenti per prendermi cura del mio corpo. Alcune volte sono arrivato in camera anche alle 5 del mattino, ma è necessario per preservare il mio fisico”.

È una giornata da festeggiare, perché con la vittoria su Popyrin è arrivata anche la certezza matematica di qualificarsi per le Nitto ATP Finals di Torino.È una qualificazione diversa quella di quest’anno rispetto a quella di due anni fa – spiega Matteo In quella occasione è stato tutto uno “scoprire quello che potevo fare”, adesso invece mi sento di appartenere a questo livello. È stata più intensa a livello emotivo nel 2019, ed è per quello che sono arrivato anche stanco all’appuntamento con le Finals”.

Non mi aspettavo all’inizio dell’anno un risultato come quello ottenuto finora. Il risultato di Torino è arrivato dopo una stagione bella, ma nella quale ci sono stati due infortuni importanti, e che è arrivata dopo un’annata 2020 che era stata molto complicata sia dentro sia fuori dal campo”.

 

La partita con Popyrin ha avuto le tipiche incognite che presenta un match dopo un periodo senza partite e dopo il cambio di superficie e di condizione. “Il primo match è sempre difficile. Non mi aspettavo un incontro così complicato, ma dal secondo set in poi ho giocato meglio, quindi sono contento della mia prestazione”.

Naturalmente tra gli obiettivi di fine stagione non ci sono solamente le Nitto ATP Finals, ma ci sono pure le finali di Davis, che l’Italia disputerà a Torino almeno nella fase preliminare e per gli eventuali quarti di finale. Berrettini avrebbe dovuto giocare il doppio con Sinner a Indian Wells, ma è poi stato costretto a rinunciare per un problema al collo, ma in Davis dovrebbe essere schierato in coppia con Fabio Fognini. “Abbiamo dei doppi che si possono intercambiare. Con Fabio abbiamo giocato bene quando abbiamo giocato, sia in Davis sia in ATP Cup. Deciderà ovviamente il capitano, saranno giorni molto intensi, bisognerà gestirsi bene, ma con Fabio mi sento forte in doppio.

Ora che il posto tra gli otto di Torino è stato messo al sicuro, la programmazione potrebbe anche subire qualche cambiamento, soprattutto nel caso in cui ci fosse qualche problemino fisico da sistemare alla fine della settimana austriaca: “Prendo ogni giorno come viene – conferma Matteo – il programma è di giocare qui, Parigi, Torino e la Davis. Poi sappiamo che ogni tanto il mio corpo ha bisogno di un po’ di riposo. Ma per il momento mi sento bene e l’intenzione è quella di giocare tutto quanto.

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ATP

ATP San Pietroburgo, avanzano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

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Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

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Oggi l’ultimo saluto ad Alessio Ceccarelli, il fisioterapista sorridente del tennis

Aveva frequentato il circuito per molti anni facendo parte anche dello staff medico delle nazionali

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Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)
Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)

Ha frequentato per anni il circuito maschile come fisioterapista di Aleksandr Dolgopolov jr, e quello femminile al seguito di Laura Siegemund e Andrea Petkovic. Non solo: fino al 2011 è stato membro dello staff medico delle nazionali maschili e femminili di tennis. Alessio Ceccarelli, il “fisioterapista sorridente”, è morto a soli 38 anni nella sua Pisa ed oggi è stato il giorno del suo funerale, al cimitero di Calci. A strapparlo all’affetto del padre Alfredo, della madre Daniela, del fratello Daniele e dell’amata Barbora è stato un tumore fulminante, che se l’è portato via nel giro di pochi mesi.

Ceccarelli era un giovane professionista qualificato e molto onesto che ha sempre portato il suo entusiasmo nelle players lounge in giro per il mondo. “Non ci posso credere. Sono profondamente triste nell’apprendere questa notizia – ha commentato Alexander Dolgopolov -. Era mio amico e mi ha sostenuto per molti anni della mia carriera. Alessio aveva un attitudine positiva ed è dura credere ci abbia lasciato”. A piangere Ceccarelli è anche la FIT, che sul suo sito ufficiale ha esternato le condoglianze della federazione e di tutto il movimento tennistico.

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