Gli outfit dello US Open 2021

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Gli outfit dello US Open 2021

Come è ormai consuetudine, una carrellata tra gli outfit sfoggiati dai tennisti nel corso dello US Open appena concluso. Tra promossi e bocciati c’è un solo vincitore in questa stagione 2021: Lacoste

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Daniil Medvedev - US Open 2021 (Garrett Ellwood/USTA)

Dopo il candore imposto a Wimbledon, in quel di New York i marchi sportivi si sono sbizzarriti nella scelta dei completi indossati dagli atleti per lo US Open 2021. La fantasia non è mancata, e con essa nemmeno qualche scelta non proprio azzeccata (per chi proprio non è capace di vivere senza i nostri severissimi consigli di stile, ecco la nostra opinione sul MET Gala).

Novak Djokovic – Lacoste

Novak Djokovic – 2021 US Open (Andrew Ong/USTA)

Australian Open in verde, Roland Garros in rosso, Wimbledon (naturalmente) in bianco e US Open è in blu. È questo il pattern di Lacoste con Nole da alcuni anni a questa parte. In questo caso un blu elettrico, molto brillante, è rotto da una sfumatura a righe via via più chiare, fino al celeste, sulla polo. Bello, pulito, Djokoviciano, ma fa un pò effetto meccanico della Fiat. Meglio lo spezzato polo bianca-pantaloncino blu, dove compare sulla polo anche una striscia verde. Il fenomeno serbo ha provato questa variazione proprio nell’ultimo scorcio delle finale contro Medvedev. Ma non è bastato il cambio di look per distrarre il compagno di coccodrillo russo e riuscire nel suo tentativo di vincere il grande slam. Un outfit che dunque sarebbe potuto diventare iconico ma invece rimane semplicemente bello, pulito, Djokoviciano e che fa un po’ meccanico della Fiat. (Valerio Vignoli)

 

Naomi Osaka – Nike

Naomi Osaka – US Open 2021 (via Twitter, @usopen)

Naomi Osaka si presenta agli US Open, torneo praticamente di casa per lei e che ha vinto già due volte in carriera, con un vestito giallo fluo, con un collo a t-shirt e i bordini neri, piuttosto corto e con una gonna sufficientemente svolazzante per mostrare degli shorts aderenti a contrasto. Considerato la tipologia di fisico e la carnagione della nipponica, un outfit pressoché perfetto. Al quale Osaka abbina delle scarpe molto ricercate, ricche di riferimenti alla grande mela e con quell’effetto patch che va tanto di moda nelle sneakers oggigiorno. L’insieme ricorda molto la Serena di una decina di anni fa. Peccato che poi Williams arrivasse sempre in fondo al torneo, e che lei le ragazzine le battesse ripetutamente sul campo. (Valerio Vignoli)

Daniil Medvedev – Lacoste

Daniil Medvedev – US Open 2021 (photo Darren Carroll/USTA)

Se in questo 2021 il Grande Slam non è riuscito a Novak Djokovic è però stato conquistato da Lacoste. Perde Nole a New York infatti, ma vince Medvedev che sfoggia, così come il numero uno del mondo, il coccodrillo sulla maglia da gioco. Due gli outfit indossati dal neo campione di Flushing Meadows: il primo maglia bianca e pantaloncino verde scuro e il secondo, quello con il quale Daniil alza al cielo il suo primo trofeo Slam, maglia blu e pantaloncino candido. Lacoste, come d’abitudine, sceglie una linea classica ed elegante, seppur Medvedev abbia un po’ sempre l’aria stropicciata, la maglietta che sembra andargli larga, insomma non un modello perfetto, ma poco conta poichè è lui a regalare a Lacoste il quarto torneo Major dell’anno. (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Emma Raducanu reacts to winning a Women’s Singles quarterfinal match at the 2021 US Open, Wednesday, Sep. 8, 2021 in Flushing, NY. (Garrett Ellwood/USTA)

La collezione Nike per gli US Open 2021 punta sul vintage anni ’70. Colori accesi e linee decise, quasi a simboleggiare la grinta, la determinazione e la voglia di successo dei giovani atleti che la indossano, come Emma Raducanu e Carlos Alcaraz. La neocampionessa di New York è deliziosa nel suo completo Nike rosso e blu. Bellissimo nella sua semplicità il top rosso a canotta, con i bordi blu sulle spalline large e lo scollo a “V”. Ed è lo stesso blu notte, luminoso, del gonnellino, lineare ma fantasioso e leggero al tempo stesso, con “pence” larghe, in questo caso di colore rosso, per richiamare il top. Bello, elegante e sobrio. Un outfit che esprime carisma e richiama ai fasti del tennis anni ’70, come dicevamo. Questo spicca soprattutto grazie allo stile del logo; il celebre ‘baffo’, infatti, è quello dei completini d’antan. Un revival spesso benvenuto, anche nella moda.

Celebrare il passato, con la bellezza del presente e la voglia di futuro. Il futuro è anche Carlos Alcaraz, il 18enne spagnolo che in campo è una forza della natura. Anche nel suo caso, il completo sprizza grande energia, con la t-shirt bianca e le maniche blu, con tanto di fascia rossa sulle spalle. Bianco, rosso e blu (un ovvio clin d’oeil alla bandiera americana, per celebrare l’evento di New York), che ritroviamo anche sui pantaloncini. Un completo giovane e dinamico, proprio come il giovane Carlos. (Laura Guidobaldi)

Carlos Alcaraz – 2021 US Open, Sunday (Andrew Ong/USTA)

Collezione Adidas

Alexander Zverev – 2021 US Open (Darren Carroll/USTA)
Maria Sakkari – US Open 2021 (Garrett Ellwood/USTA)

La collezione femminile di Adidas agli Us Open 2021 verrà ricordata soprattutto per il gonnellino che Maria Sakkari non riusciva proprio a tenere in vita nel corso della semifinale, poi persa contro la neo-campionessa Emma Raducanu. In realtà, disavventure della greca a parte, Adidas non convince sui campi di Flushing Meadows scegliendo colori scuri e spenti. Male, male l’abbinamento verde militare e albicocca sbiadito pensato per le donne. Leggermente meglio l’outfit sfoggiato invece da Sascha Zverev, anche se il nero quasi totale, intervallato da sprazzi di grigio, non spicca per originalità. Insomma Adidas rimandata, con la speranza che in Australia possa fare decisamente meglio. (Chiara Gheza)

Collezione Asics

Leylah Fernandez – US Open 2021 (Darren Carroll/USTA)

La collezione Asics degli US Open 2021 si distingue per allegria e luminosità. Bellissimi i colori della t-shirt smanicata di Leylah Fernandez, così come quello dei pantaloncini di Gaël Monfils. Il completo di Leylah è sobrio ma fresco al tempo stesso. La t-shirt vivace con il blu di Prussia, spezzato da fasce oblique blu elettrico e fucsia. Molto carino il gonnellino bianco a piegoline, che sottolinea la grazia e leggerezza della fisicità della finalista del torneo. Il verde menta dona molto a Gaël, ne esalta la grande allegria e l’esplosività in campo. Inoltre, è un verde che si sposa benissimo con la t-shirt blu notte, anch’essa attraversata da strisce verdi e un tocco di rosso. Scelta azzeccatissima. (Laura Guidobaldi)

Gael Monfils – US Open 2021 (Brad Penner/USTA)

Collezione Fila

Fila chiama “Wild Card Collection” la collezione pensata per gli US Open appena conclusi e fa centro mettendo in campo outfit, molto diversi tra loro, ma sempre caratterizzati da un tocco di classe e di originalità. I colori base su cui nasce l’idea sono azzurro e blu, le linee sono classiche e le combinazioni variegate. Particolare il pantaloncino indossato da Diego Schwartzman a quadretti, molto chic. L’altra tonalità che troviamo nella Grande Mela è il color tortora, di gran moda, seppur inusuale nel mondo del tennis. Anche questa scommesa è però vinta da Fila che veste Robin Lyons-Montgomery in total tortora con inserti neri dando così vita a uno dei completi, a nostro avviso, più riusciti di questa edizione del Major a stelle e strisce. Karolina Pliskova gioca, dal canto suo, con una canotta bianca, impreziosita da uno svolazzante gonnellino a pois scuri. Che altro aggiungere se non che Fila è decisamente promossa in quel di New York City. (Chiara Gheza)

Karolina Pliskova – US Open 2021 (Andrew Ong/USTA)

Matteo Berrettini – Lotto

Matteo Berrettini – US Open 2021 (Andrew Ong/USTA)

Matteo Berrettini è il testimonial perfetto e Lotto decide di giocare con un mix di colori per questa trasferta a New York. Il risultato è un classico pantaloncino blu scuro, illuminato da una maglia azzurra con strisce fluo ai lati, in perfetto abbinamento con i polsini. Outfit grintoso, colorato e ben riuscito. Il binomio Lotto – Berrettini sbaglia raramente un colpo e si riconferma anche sul cemento USA. Ancora una volta promosso a pieni a voti. (Chiara Gheza)

Fabio Fognini – EA7

Armani punta sul bianco per questo US Open 2021. E il bianco dona decisamente a Fabio Fognini. Peccato che il ligure sia uscito subito dal torneo ma ha fatto certamente la sua bella figura in fatto di look con la bella e grintosa t-shirt, bianca sì, ma solo a metà, lasciando spazio anche ad una porzione di nero. I pantaloncini invece sono in total white. Armani ha voluto puntare sull’eleganza e la luminosità di Fabio (con il bianco), ma anche sul suo tennis esplosivo e potente (con il nero). Molto carino il tocco rosa sulla maglietta e sul logo del brand. Insomma, una mise che coniuga luci e ombre, dolcezza e impeto. Un po’ come la personalità di Fabio, insomma. (Valerio Vignoli)

Coco Gauff

È proprio vero che a Coco Gauff sta bene tutto, perché è un’atleta starordinaria e ha carisma da vendere. E infatti, anche il completo della New Balance per questi US Open, che a prima vista potrebbe sembrare esagerato, invece ha il suo perché. È un mix di delicatezza ed esplosività psichedelica, con la canotta bianca e nera e fantasia di arabeschi associata ad un inaspettato gonnellino rosa schocking che avvolge i pantacourt della stessa fantasia del top. Elegante la cintura nera. La gonna è, sì, grintosa ma al contempo vezzosa , grazie allo spacchetto laterale. Insomma, il completo è una bellissima trovata nella sua opposizione di tinte e stile, ma indossato da Coco davvero spacca. (Laura Guidobaldi)

Giorgi – Giomila

La linea creata da Camila e da mamma Claudia sono sempre un successo. Si tratta di una linea che generalmente punta sui toni delicati e pastello, anche per lo slam americano di quest’anno. Camila ha indossato un abitino di una tonalità rosa molto chiara, con le spalline e il gonnellino semplice, leggermente largo, ulteriormente aggraziato da un leggero volant. Un classico per Camila, che le sta benissimo e ne esalta la spiccata graziosità. (Laura Guidobaldi)

Ugo Humbert – Wilson x KITH

Peccato che il francese Ugo Humbert sia uscito al primo turno contro Peter Gojowczyk. Perché a sto giro era il vestito meglio di tutti. Il transalpino, unico atleta di primo piano ad essere sponsorizzato da Wilson non solo per le racchette ma anche per l’abbigliamento e le calzature, era toccato l’onore di fare da testimonial alla collaborazione tra lo storico brand americano e KITH, freschissima maison di moda newyorkese, fondata una decina di anni fa da Ronnie Fieg, guru del footwear da strada. I capi della collezione sono un inno ad un tennis retrò che non c’è più, tra colori tenui come il beige e il verde oliva e colletti a polo particolarmente corti. Humbert giocava anche con una speciale colorazione della sua racchetta che richiamava le antenate in legno. Tutto così smaccatamente vintage da essere estremamente contemporaneo. Straordinario. (Valerio Vignoli)

Bonus Off-Court: il bag-gate

Solamente qualcuno che non abbia mai provato a trasportare qualsiasi oggetto in una borsa Ikea può permettersi di criticare Rune per aver usato il mitico sacchetto blu per il suo ingresso in campo. Infatti non esiste nulla al mondo di più capiente e comodo di una di queste borse. Quindi Holger, con questa sua originale iniziativa, non può che vincere il premio di tennista più pratico del circuito.

E poi c’è Reilly Opelka. Ci piace tanto il giovane gigante buono del tennis, non solo perché sa giocare molto bene a tennis (eh no, Opelka non è solo servizio, Really!), ma anche perché ama le cose comode, le tinte pastello e l’arte. Infatti, per rimanere in tema di borse di questo US Open, per il suo match di primo turno lo statunitense è entrato in campo con una borsa color rosa confetto, oltre che con il solito borsone per le racchette. E, da non credere, è stato multato di 10.000$ . Il problema non era la tinta, bensì la scritta sulla borsa, che riportava il nome di una galleria d’arte di Anversa. La scritta, infatti, troppo grande secondo il regolamento, poteva venire interpretata come una forma di pubblicità occulta. Nel match successivo, quello contro Musetti, Opelka ha dimostrato notevole autoironia, non solo ripresentandosi con la fatidica borsa ma coprendone la scritta con un perentorio “Unapproved“. Fortissimo Really. (Chiara Gheza e Laura Guidobaldi)

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Australian Open

Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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Orologi & Campioni: Rado al polso di Cameron Norrie

Il neo campione di Indian Wells indossava un Captain Cook High-Tech Ceramic durante la premiazione. Ne scopriamo insieme le caratteristiche

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Cameron Norrie - ATP Indian Wells 2021 (via Twitter, BNPPARIBASOPEN)

Un successo meritato quanto inaspettato ha travolto la vita agonistica di Cameron Norrie, fresco vincitore del 1000 di Indian Wells, una vita da “numero due” del tennis britannico, che ha finalmente rotto gli indugi e conquistato quell’obiettivo da molti ambito, da pochi raggiunto. E dire che c’era anche andato vicino quest’anno; è vero, ha vinto un torneo ma si trattava “soltanto” di un 250 a Los Cabos, nulla in confronto di ciò che poteva essere e non è stato (per fortuna nostra e di Matteo Berrettini) al Queen’s, proprio nel circolo che ha le stigmate reali nel nome e nell’atmosfera, entrambe so british. Ma quella di Norrie è stata un’ascesa graduale culminata nella vittoria del suo primo 1000 e che ha avuto nel tempo, nel giusto tempo, l’aspetto fondamentale. Un percorso in continua crescita, scandendo perfettamente il ritmo del suo tennis e dei suoi obiettivi.

E non è un caso che il tempo sia un aspetto fondamentale in questa storia. Cameron Norrie è, infatti, ambassador di Rado, azienda di orologeria svizzera, fondata nel 1917, la cui sede è a Lengnau, e che ha nel tennis uno dei propri spunti di collaborazione e sponsorizzazione. Nel circuito, infatti, da oltre 30 anni, è main sponsor di alcuni tra i più importanti tornei del circuito ATP, uno fra tutti: Basilea.

Tornando all’eroe del cemento californiano, la nostra attenzione è stata catturata dal polso destro del giocatore mancino (di racchetta), fotografato insieme al suo inseparabile “Captain Cook High-Tech Ceramic” che abbina molti anni di ricerca e sviluppo alla storia e alla tradizione del Rado Captain Cook. L’odierna evoluzione della gamma Captain Cook in ceramica hi-tech esprime il DNA di Rado nella sua forma più pura. Dispone di alcuni tra i più brillanti successi del marchio, come la rivoluzionaria cassa monoblocco in ceramica hi-tech di Rado o la ceramica hi-tech antigraffio e ipoallergenica, ed è azionato dal calibro Rado R734 di elevata qualità dotato di spirale Nivachron. L’innovativa spirale Nivachron offre un reale vantaggio nella vita quotidiana proteggendo l’orologio dai campi magnetici. L’orologio ha un movimento con riserva di ricarica di 80 ore, cassa in acciaio che misura 43 mm ed un’impermeabilità di 300m. Il segnatempo è proposto ad un prezzo di listino di 3950€.

 
Captain Cook High-Tech Ceramic – (via Twitter, Swatch Group)

In conclusione possiamo dire che si tratta di un prodotto molto bello da vedere con un calibro home made, chiamato Sistem 51, su cui l’azienda ha investito circa 90 milioni di euro in ricerca e sviluppo. Qualche dubbio sulla chiusura a pressione del fondello, quindi senza viti o avvitamento, il che lascia qualche dubbio sulla permeabilità dell’orologio che comunque, è giusto dirlo, vale il prezzo a cui è proposto e vale il polso che lo indossa. Soprattutto quello di un campione di 1000: su quei polsi ne abbiamo visti di peggio (di orologi, s’intenda…).  

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Emma Raducanu prova con Esteban Carril, vecchio coach di Johanna Konta

La campionessa dello US Open inaugura il casting per la panchina dopo il licenziamento di Andrew Richardson

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Emma Raducanu - US Open 2021 (Darren Carroll/USTA)

L’apprezzato consigliere Tim Henman, protagonista di una parte non trascurabile nel suo successo a New York, stavolta è stato ascoltato a metà. “Raducanu avrà tutto il tempo di selezionare un nuovo allenatore durante la off season – aveva detto l’ex numero uno britannico in una recente intervista -, adesso non è il momento giusto per pensarci”. Invece, quando ancora alla fine della stagione manca un mesetto buono, Emma ha inaugurato il casting per la panchina, allo stesso tempo ambita e scottante.

Secondo Times e BBC la teenager nata a Toronto avrebbe assunto in prova il coach spagnolo Esteban Carril, famoso nell’ambiente in quanto artefice della scalata alla top 10 di Johanna Konta tra il 2015 e il 2016. Presa quando la tennista nata a Sydney si trovava ben fuori dalle prime cento della classifica, Carril ha condotto Konta nel gotha del tennis femminile, grazie a risultati straordinari quali la semifinale all’Australian Open 2016 e il primo titolo a livello di Tour maggiore guadagnato a Stanford nel luglio successivo. I due si separarono a sorpresa alla fine di quella stagione, e da allora Carril ha continuato a lavorare saltuariamente per la LTA, con apparizioni nei box di Katie Swan e Jay Clarke.

La campionessa dell’ultimo US Open, sempre in cerca di un coach di grande esperienza che possa coltivarne le notevolissime doti, sta sviluppando una problematica nomea di mangia-allenatori. Solo in questa stagione Emma ha già spedito la fatidica lettera a tre tecnici: Nigel Sears, licenziato dopo Wimbledon; Andrew Richardson, l’angelo custode nella pazza corsa newyorchese; e infine Jeremy Bates, accompagnatore nella brevissima comparsata a Indian Wells.

 

Intanto da oltremanica arriva un aneddoto interessante firmato Mark Petchey, ex tennista inglese nello staff di Raducanu per qualche mese nel corso del 2020. “Stavamo giocando un match del British Tour – ricorda Petchey -, e a un certo punto Emma mi ha detto sconsolata di non saper tirare un servizio kick decente. Alla fine della partita, per migliorare quel fondamentale, mi sono fatto dare una mano da Esteban Carril, e adesso il suo kick è pulito, incisivo, affidabile”. Poco più di un anno dopo, Carril verrà probabilmente convocato per sistemare anche le restanti questioni pendenti.

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