Obbligo vaccinale per l'Australian Open? Parte il dibattito

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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Australian Open 2022, entry list femminile: non ci sarà Serena Williams

La statunitense dà forfait su consiglio dei medici per via delle non adeguate condizioni fisiche. Presenti tutte le Top 40, inclusa la campionessa uscente Naomi Osaka. Per l’Italia Giorgi e Paolini nel tabellone principale

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Serena Williams - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Comanda Ashleigh Barty nell’entry list femminile dell’Australian Open 2022. La numero uno del mondo – che ha saltato le Finals messicane vinte da Garbine Muguruza e tenterà di far vincere in casa l’Australia dopo 44 anni – guida una lista di partecipanti che comprende tutte le migliori 40 del ranking compresa la campionessa in carica (e due volte del torneo) Naomi Osaka. Non ci sarà invece Serena Williams, assente da Wimbledon 2021 ed evidentemente non ancora in grado di tornare a competere. La rinuncia è avvenuta “su consiglio dei medici” – come ha dichiarato in una nota – e lascia comunque dubbi su quali potranno essere le sue prospettive di rientro a 40 anni. “Anche se questa non è una decisione facile da prendere, non sono dove devo essere fisicamente per competere“, ha spiegato la sette volte campionessa del primo Slam dell’anno, a meno uno dall’eguagliare – missione sempre più complicata, a questo punto – l’ambito record di tutti i tempi di Margaret Court.

Altro forfait rilevante quello di Bianca Andreescu, già annunciato, con la campionessa dello US Open 2019 che ha deciso di prendersi per motivi personali un periodo di pausa dal circuito. Prima volta a Melbourne Park, invece, per la diciannovenne campionessa dello US Open Emma Raducanu, un anno fa di questi tempi ancora ai margini dei tornei che contano. Prima che le cambiasse la vita. Tra le azzurre, main draw garantito solo per Camila Giorgi e Jasmine Paolini, mentre Martina Trevisan è fuori di otto posizioni (al netto di altre eventuali rinunce).

 

Di seguito la entry list completa:

Qui le entry list aggiornate dell’Australian Open 2022

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Australian Open 2022, entry list maschile: Djokovic c’è, sembra ormai certa la sua presenza a Melbourne. Manca solo Federer fra i Top 50

Attesa una conferma ufficiale da parte di Nole, che non beneficerà di eccezioni per quanto riguarda le norme vaccinali. Nove gli italiani nel main draw

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Novak Djokovic con il trofeo - Australian Open 2021 (vai Twitter, @AustralianOpen)

Nella lista dei partecipanti all’Australian Open 2022 (17-30 gennaio) c’è Novak Djokovic. Sembrano così svanire quindi i dubbi sulla partecipazione del numero uno ATP, legati al suo non aver voluto rivelare di essere stato vaccinato (requisito essenziale per la partecipazione, senza esenzioni se non per particolari esigenze di natura medica). Il nome di Djokovic era già presente tra i convocati della Serbia per l’ATP Cup in programma dal primo gennaio a Sidney e questo – nonostante le condizioni di ammissione fossero diverse – aveva lasciato intendere come si procedesse verso una schiarita. Il campione in carica potrà quindi andare alla rincorsa del decimo titolo a Melbourne Park, oltre che dell’atteso sorpasso su Roger Federer e Rafael Nadal, fermi a quota 20 Slam conquistati in carriera. Proprio lo svizzero – come da lui stesso annunciato da qualche settimana – sarà l’unico assente dei primi 50 del ranking. Fuori dai giochi anche Stan Wawrinka, campione del torneo nel 2014, che manca dal circuito da marzo e si è sottoposto a giugno a un intervento chirurgico al piede sinistro. Rafa invece dovrebbe esserci, pur avendo deciso di saltare la ATP Cup: il maiorchino potrebbe quindi decidere di giocare direttamente l’Happy Slam senza tornei di preparazione.

Principali antagonisti di Djokovic, non solo da ordine di ingresso, il vincitore dell’ultimo US Open (e della Coppa Davis) Daniil Medvedev e il fresco campione delle ATP Finals Alexander Zverev. Folta al solito la pattuglia italiana nel main draw (nove presenze), con la speranza che possa essere ulteriormente integrata dalle qualificazioni: significativa l’attesa per il rientro di Matteo Berrettini dopo lo stop di Torino – anche qui, lo rivedremo prima in ATP Cup -, con lui in lista anche Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Lorenzo Musetti, Gianluca Mager, Stefano Travaglia, Marco Cecchinato e Andreas Seppi. Ai primi posti nella lista degli alternates (dove non ci sono azzurri) Aljaz Bedene e Pierre-Hugues Herbert. Come nella scorsa edizione, si va verso la concessione di una wild card a Andy Murray – cinque volte finalista tra il 2010 e il 2016 – che ha chiuso il 2020 al numero 134 del ranking.

Di seguito la entry list completa:

 

L’entry list aggiornata dell’Australian Open 2022

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Australian Open 2022, per ora nessuna misura contro la variante Omicron nello stato del Victoria

Il premier del Victoria Daniel Andrews conferma: nessuna strategia specifica contro la nuova variante. Decisione destinata a cambiare nell’eventualità di una nuova ondata?

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Veduta del Campo 3 di Melbourne Park (foto Twitter @AustralianOpen)

Ormai è chiaro che questo Slam s’ha da fare. I soldi in ballo sono troppi per Tennis Australia e obbiettivamente se loro sono stati in grado di organizzare un evento così mastodontico nelle condizioni complicatissime dello scorso anno, non c’è motivo per cui non possano fare anche di meglio nel 2022. Come annunciato nelle scorse settimane, solo i tennisti che hanno completato il ciclo vaccinale potranno prendere parte al torneo (con speciali esenzioni legate a specifiche condizioni mediche) ma purtroppo ci sono delle varianti del coronavirus contro le quale alcuni vaccini non sembrano essere efficaci, e al momento la più invulnerabile è quella ‘Omicron’. Diffusasi inizialmente in Sud Africa, per termini logistici e di vicinanza un Paese come l’Australia può essere maggiormente a rischio, ma per ora non sono state prese contromisure al di là di quelle già in atto.

Il premier dello stato del Victoria Daniel Andrews ha promesso che il suo governo non perseguirà una strategia ad hoc di fronte alla nuova variante e rimarrà sulla stessa linea del New South Wales sulle restrizioni per i viaggi. Con l’avvicinarsi del Natale, Andrews ha affermato che Victoria e il New South Wales (lo stato che ha per capitale Sydney) faranno “tutto il possibile” per mantenere le stesse regole di viaggio in modo che le persone possano pianificare riunioni di famiglia e vacanze. Dunque saranno consentiti i movimenti tra i due stati prima delle festività natalizie. Per quanto riguarda lo stato di contagi invece lo Stato di Victoria ha registrato sette morti e 980 nuovi casi domenica mattina, un netto calo rispetto ai 1365 casi di sabato. 299 persone sono in cura, con 83 persone in terapia intensiva e 16 con ventilatori.

Questa strategia va leggermente in controtendenza con quella di altri Paesi anglofoni dell’emisfero boreale. Il Regno Unito ha infatti adottato una tattica più cauta dopo aver annunciato che tutti i viaggiatori entranti nel Paese devono ora fare un test COVID-19 pre-volo indipendentemente dal loro status vaccinale. Negli Stati Uniti, invece, il dottor Anthony Fauci è un po’ più ottimista: ha affermato che i dati iniziali dal Sud Africa, l’epicentro dell’epidemia di Omicron, non hanno mostrato un’impennata dei ricoveri a causa della variante, facendo sperare che non porti a conseguenze gravi. Ha detto inoltre che si aspettava che l’attuale divieto del paese ai viaggiatori provenienti dell’Africa meridionale venga revocato presto. La domanda a questo punto è se queste decisioni del governo statale cambieranno nell’eventualità di un’ondata legata a questa variante.

 

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