US Open, la parola a Stephens e Azarenka tra toilet break e vaccini

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US Open, la parola a Stephens e Azarenka tra toilet break e vaccini

La bielorussa accelera sui vaccini: “Una conversazione tra i giocatori è inevitabile, non temporeggiamo”. Sulla scia del caso Tsitsipas, l’americana si auspica dei cambiamenti per quanto riguarda le pause in bagno

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Sloane Stephens - US Open 2021 (photo Garrett Ellwood/USTA)

Affinché avvengano dei cambiamenti, il primo passo è che se ne inizi a parlare. Questo principio vale anche nel tennis e nel suo regolamento, e in questi primi giorni di US Open la polemica principale che ha tenuto banco è stata quella relativa al toilet break. Ad abusare di questa pausa tra un set e l’altro è stato Stefanos Tsitsipas il quale sia contro Murray che contro Mannarino in più occasioni ha lasciato il campo per recarsi in bagno, interrompendo così il match per 7-8 minuti. Lo scozzese è stato quello che l’ha presa peggio e ha fatto scaturire tante polemiche, creando un dibattito che si è esteso anche al tennis femminile. Intervistata dopo la sua vittoria su Gauff, Sloane Stephens ha detto la sua sull’argomento: “Non posso parlare nello specifico di quanto accaduto in quel match, ma so che tra le donne ce ne sono ancora molti di casi simili”.

Dopo il suo match di secondo turno, Tsitsipas si è difeso affermando che il regolamento glielo consente, ma Sloane ha subito chiarito la questione. Si tratta di sportività. Io credo che la regola vada assolutamente cambiata; vengono fatte un sacco di modifiche per delle piccolezze, ad esempio hanno tolto un minuto dal riscaldamento. E se qualcuno va in bagno per otto, nove minuti nessuno dice niente. Ci sono così tante piccole cose che andrebbero riviste e non è stato fatto. Ora che se ne sta parlando credo che la questione riceverà maggior attenzione e il modo di giocare cambierà un po'”. La posizione di Stephens sulla questione assume ancora maggior importanza se si considera che la tennista americana dal 2019 fa parte del consiglio giocatori WTA e potrà certamente proporre eventuali cambiamenti nelle prossime riunioni.

Una pausa così lunga certamente spezza il ritmo e non è facile ripartire con la stessa intensità di prima. Lasciare il campo per otto minuti è tanto; può cambiare completamente l’inerzia di una partita. Ti stai cambiando i vestiti? Che cosa stai facendo? Ricordo una regola di un paio di anni fa in base alla quale le ragazze potevano andare in bagno solamente per tre minuti. Se tu provassi a cambiarti un reggiseno sportivo bagnato sapresti quanto è difficile farlo, ma al massimo ci vogliono cinque minuti. Quando si arriva a sei, sette, otto, nove minuti uno si chiede che cosa tu stia facendo lì dentro. Ti serve una mano? Che sta succedendo?”

 

Uno dei temi che fino a poco prima dell’inizio del torneo sembrava avere la priorità (e casualmente vedeva coinvolto ancora il tennista greco) e che nella maggior parte del mondo è ancora di grandissima attualità, è quello relativo ai vaccini. Proprio poco prima dell’inizio del torneo era stato reso obbligatorio per il pubblico avere una prova della vaccinazione effettuata. A tirar fuori l’argomento è stata Victoria Azarenka la quale, dopo la sua vittoria sofferta su Jasmine Paolini, ha ringraziato il pubblico presente per essersi vaccinato.

Interrogata su questo in conferenza stampa, la bielorussa ha prontamente spiegato il suo obiettivo. “Io voglio iniziare una conversazione tra i giocatori, perché a me sembra un po’ strano che i tifosi debbano essere vaccinati e i tennisti no. Quindi penso che, secondo me, sia inevitabile che ad un certo punto ci venga imposto come stanno facendo altre leghe. Non vedo il motivo di temporeggiare, davvero, perché penso che tutti noi vogliamo essere al sicuro, tutti noi vogliamo continuare a fare il nostro lavoro, e so che ci sono molte discussioni al riguardo. Ma io rispetto l’opinione di tutti, purché non sia una teoria complottista. Sai, se hai una conoscenza decente dell’argomento e hai esaminato le ricerche e hai le tue conclusioni, le tue statistiche, è una conversazione diversa. Ma penso che quella parte della conoscenze di cui hai davvero bisogno per essere informato su quello di cui stai parlando manca a molti giocatori”.

“Spero che come associazione prenderemo la decisione migliore per la nostra attività, per la nostra salute, per i tornei, per il pubblico. E penso che dobbiamo iniziare questa conversazione, perché come ho detto, secondo me è semplicemente inevitabile. Da notare come anche Azarenka è stata legata al consiglio giocatori WTA. L’ex numero 1 del mondo ne era entrata a far parte nel 2017 ponendo particolare risalto, durante la sua permanenza, ai problemi del calendario e del rientro dopo la maternità. A sorpresa però non era stata rieletta come membro nel 2019 e con disappunto fu costretta a lasciare il suo ruolo. La sua personalità fuori dal campo però non è stata intaccata e anche questa volta sta gettando le basi per un proficuo passo avanti nel mondo del tennis.

Il tabellone femminile dello US Open con tutti i risultati aggiornati

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ATP e vaccini in vista dell’Australian Open: tolleranza zero per chi bara

Durissime sanzioni per chi presenta falsi certificati secondo un documento visionato dall’Équipe

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Salvo sorprese dell’ultimo momento e sperando che l’auspicio di Sascha Zverev sull’esenzione dalle regole per Novak Djokovic fosse dettata più dall’euforia della vittoria che da uno scambio di reciproche indulgenze o da un pensiero razionale, all’Australian Open potranno partecipare solo giocatori vaccinati. L’obbligo del vaccino è una scorciatoia linguistica poiché in realtà si tratta di presentare un certificato che ne provi l’avvenuta somministrazione – un po’ come per entrare in pizzeria bisogna mostrare il proprio green pass, per quanto, in pratica, sia sufficiente un green pass. L’analogia serve per arrivare al problema dei certificati “falsi”, virgolettato perché spesso si tratta di certificati autentici che medici compiacenti rilasciano senza aver davvero somministrato il vaccino, come dimostrano alcuni arresti per questo motivo riportati nelle cronache certamente non solo italiane. Una possibilità che, per giocatori che fossero disposti a coglierla, sposterebbe il dilemma dal farselo o meno iniettare al valutare l’impatto sulla propria immagine della “dichiarata” vaccinazione (implicita nella partecipazione all’Happy Slam) agli occhi dei più feroci sostenitori no-vax.

A proposito del delicato argomento, sembra proprio che l’ATP non sia nata ieri né abbia intenzione di (fingere di) ignorare questa possibilità, almeno a giudicare da quanto scrive l’Équipe che ha avuto modo di visionare un documento inviato dall’associazione ai propri giocatori. Come già chiarito da Andrea Gaudenzi, l’ATP continua a raccomandare fortemente ai propri iscritti di vaccinarsi e per questo motivo, secondo il documento in questione, ammette che nei Paesi in cui è richiesta i tornei possano indicare la vaccinazione come requisito per poter partecipare. Da qui il riconoscimento dell’obbligatorietà del vaccino per disputare l’Australian Open.

Soprattutto, però, comunica che non ci sarà alcuna tolleranza per coloro che tenteranno di presentare una certificazione falsificata. Se scoperti, i tennisti verranno ritenuti responsabili ai sensi del Codice (capitolo XIII del Regolamento, lettera A) per comportamento contrario all’integrità del gioco. La sanzione consisterà in una multa fino a 100.000 dollari e/o in una sospensione dai tornei ATP e Challenger per un periodo fino a tre anni.

 

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Tsonga: “Spero in un invito per gli Australian Open”

Sceso alla posizione 257, il francese sta lavorando sodo: “Una cosa è certa, mi vedrete nel 2022”

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Jo-Wilfried Tsonga - Bercy 2019 (foto via Twitter, @RolexPMasters)

Il periodo caotico iniziato con la pandemia ha mischiato le carte su classifiche e calendario, ha fatto sorgere nuove questioni e sta spingendo il tour verso nuove modifiche; in tutto ciò ci sono anche temi o personaggi che sono passati in secondo piano e tra questi un tennista di cui si è sentito poco parlare negli ultimi tempi è Jo-Wilfried Tsonga. Il 36enne francese ha disputato il suo ultimo match al primo turno di Wimbledon perdendo al quinto set da Ymer, mentre in totale nell’anno 2021 ha incassato otto sconfitte e un solo successo arrivato a marzo nel torneo di Marsiglia. I problemi fisici che lo hanno colpito in estate hanno messo fine anzitempo alla stagione ma il suo spirito non è stato smorzato, e intervenendo a Radio Monte Carlo ci ha subito tenuto a specificare: “Una cosa è certa: mi vedrete nel 2022.

Attualmente 257° nel ranking mondiale ATP, Tsonga spera di poter essere presente al primo grande appuntamento del 2022: il suo obiettivo è lo Slam australiano in programma dal 17 al 30 gennaio il ché implica, visto l’obbligo vaccinale, che lui abbia già tutte le carte in regola. Il francese è stato eliminato al primo turno degli Australian Open 2020 mentre non ha preso parte all’ultima edizione 2021 vinta da Novak Djokovic. Il suo ultimo risultato significativo in uno Slam risale al 2017 quando ha raggiunto i quarti di finale proprio a Melbourne perdendo con Stan Wawrinka.

Come detto però la classifica non potrà permettergli un ingresso nel tabellone principale quindi dovrà aggrapparsi alla benevolenza degli organizzatori dell’evento, evento nel quale raggiunse anche una finale nel 2008. “Da metà estate è andata molto meglio” ha spiegato Tsogna a RMC. “A fine agosto sono andato agli US Open, mi sono fatto male al polpaccio (ha subìto uno strappo muscolare poco prima della suo match, ndr) e alla fine ho deciso di annullare il mio finale di stagione perché non era troppo interessante. Mi sto preparando a tornare a gennaio, e spero di avere la possibilità di avere un invito all’Australian Open. Nel frattempo sto lavorando sodo e cerco di fare il mio lavoro nel miglior modo possibile”.

Al momento però le uniche wild card spese per il prossimo major sono quelle relative all’accordo tra le due federazioni, australiana e americana, dunque per Tsonga ci sarà da aspettare un po’ prima di vedere esaudito il suo desiderio. Mentre molti suoi tifosi forse saranno già felici di sapere di un suo ritorno in campo.

 

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