ATP Indian Wells: Sinner, buona la prima. Fognini avanti, Sonego a casa

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ATP Indian Wells: Sinner, buona la prima. Fognini avanti, Sonego a casa

Prova convincente di Jannik Sinner che strapazza John Millman. Lorenzo Sonego perde un match equilibratissimo con Kevin Anderson. Fabio Fognini esce bene da un difficile incontro con Jan-Lennard Struff

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Jannik Sinner - Indian Wells 2021 (foto Vanni Gibertini)
 

[10] J. Sinner b. J. Millman 6-2 6-2

Se c’era qualche dubbio si quanto avrebbe impiegato Jannik Sinner ad adattarsi alle nuove condizioni di gioco e al nuovo fuso orario dopo la vittoria a Sofia la settimana scorsa, questi dubbi sono svaniti abbastanza rapidamente sotto il sole accecante di questa domenica a Indian Wells. Il passante di diritto “laser” con il quale ha ottenuto il break del 3-1 nel primo set e che ha suscitato gli “ooh” di ammirazione da parte del pubblico in tribuna ha messo Sinner al comando della partita e da lì non si è più mosso fino a poco più di un’ora dopo quando il match si è chiuso con un perentorio 6-2, 6-2.

Il palleggio di Millman si è dimostrato troppo più leggero rispetto a quello del giovane italiano che è riuscito spesso e volentieri a chiudere il punto con vincenti da fondo. “Ho giocato una buona partita contro un avversario difficile – ha commentato Sinner dopo il match – non sono stanco fisicamente, ho avuto una settimana per prepararmi dopo il torneo di Sofia, mi sono sentito bene in campo. Nel primo set ho giocato molto bene, soprattutto ho servito bene, portando in campo quello che abbiamo fatto in allenamento”.

 

Durante i giorni precedenti al suo esordio Sinner si è allenato parecchio sui campi dell’Indian Wells Tennis Garden, aumentando anche il numero di ore dopo il forfait in doppio che non gli ha permesso di competere quanto avrebbe voluto. “In tornei come questi, dove giochi un giorno sì e uno no, e dove hai parecchio tempo prima, qualcuno riesce anche a lavorare su cose nuove. Per quel che mi riguarda ci siamo allenati tanto, tranne ieri quando abbiamo ridotto un poco per conservare le energie per la partita. Sapevamo da mercoledì o giovedì che avrei giocato domenica, quindi è stato abbastanza semplice programmare il lavoro”.

Il suo incontro di terzo turno, in programma martedì, potrebbe essere la rivincita del match di Cincinnati contro John Isner, se il gigante americano riuscirà a sconfiggere il giapponese Niskioka. “Vedremo se riuscirà a vincere – ha detto Jannik – e se si dovrà giocare contro di lui vedremo dopodomani. Qui è complicato contro di lui, la palla salta tantissimo, sicuramente sarà un bel problema”.

K. Anderson b. [17] L. Sonego 7-6 (7) 7-6(3)

Tra i match dei giocatori italiani in programma domenica, non era stato difficile prevedere che quello maggiormente a rischio sarebbe stato quello di Lorenzo Sonego, impegnato contro il sudafricano Kevin Anderson. Certo il 35enne di Johannesburg è reduce da lunghi periodi di inattività a causa di diversi infortuni e non è più il giocatore che è arrivato in finale sia a Wimbledon sia allo US Open, ma rimane sempre molto pericoloso quando il servizio gli funziona.

Lorenzo Sonego – Indian Wells 2021 (foto Vanni Gibertini)

Il match, disputatosi sul campo 5 davanti a pochi spettatori i cui applausi erano sovente soverchiati dalla folla del campo attiguo impegnata ad assistere a Monflis-Mager, è stato uno di quei classici incontri che vengono decisi da un paio di centimetri. Quei centimetri che hanno fatto rimanere in campo la risposta di diritto di Anderson sul set point servito da Sonego sul 7-6 del tie-break nel primo set, dopo che Lorenzo aveva cancellato cinque palle set poco prima, due al dodicesimo game, e tre consecutive rimontando da 3-6 nel tie-break. Poi Sonego ha messo in corridoio di un altro paio di centimetri un diritto che forse non avrebbe dovuto sbagliare, e il set è girato in quel momento lì.

Il secondo set ha avuto un andamento per certi versi speculare, ma la fine è sempre stata la stessa: sul 5-4 è stato Sonego ad avere due set point sul 15-40, ma lì Anderson ha servito bene, non ci sono molte recriminazioni. Il tie-break invece è stato a senso unico, con il buon Kevin che è andato subito avanti sul 5-1 per poi chiudere 7-3 in 2 ore e 7 minuti.

Davvero una prova sfortunata per il piemontese, che rientra da questa trasferta californiana con i quarti di finale raggiunti a San Diego e il rammarico per una partita che poteva andare diversamente in un torneo importante.

[25] F. Fognini b. J-L Struff 6-4 4-6 6-3

Fabio Fognini vince con merito il suo match d’esordio contro il tedesco Jan-Lennard Struff, un match chiuso dopo oltre 2 ore 6-3 al terzo dal ligure protagonista di una prova molto buona dal punto di vista balistico con soluzioni di fino sia da fondo campo che a rete.

Ma tutto questo non sarebbe stato sufficiente senza una maiuscola resa della prima palla di servizio, una rarità per lui, con cui Fabio ha ottenuto l’83% di punti mettendola in campo il 68% delle volte. Numeri sontuosi alla battuta per gli standard di Fognini che è stato bravissimo a cambiare marcia nel fatidico settimo gioco del set decisivo disinnescando il potente servizio del tedesco e portando a casa il break che di fatto ha spaccato l’incontro prima del 6-3 definitivo con un ulteriore break.

Al terzo turno Fognini potrebbe affrontare Stefanos Tsitsipas, N.2 del tabellone, che l’ha battuto in entrambi i precedenti.

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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United Cup 2023: Bulgaria e Kazakistan completano la line-up

Con la Bulgaria di Grigor Dimitrov, e il Kazakistan di Yulia Putintseva e Alexander Bublik si completa l’elenco delle 18 nazioni impegnate nell’evento australiano che aprirà la stagione 2023

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Si giocherà dal 29 dicembre all’8 gennaio il nuovo evento per nazioni, la United Cup, che per la prima volta vedrà scendere in campo insieme giocatori e giocatrici. Le 18 nazioni partecipanti sono state divise in 6 gironi da tre squadre ciascuno. Due singolari maschili, due singolari femminili e un doppio misto assegneranno la vittoria a una nazione. La fase a gironi si giocherà in tre luoghi diversi: alla Pat Rafter Arena di Brisbane, alla RAC Arena di Perth e alla Ken Rosewall Arena di Sydney. La fase finale – semifinali e finale – si svolgerà a Sydney.

La Bulgaria, 17esima nel ranking e il Kazakistan, 18esimo, completano la line-up delle squadre impegnate nel torneo.
La Bulgaria entra nel gruppo A, insieme a Grecia e Belgio. Insieme al numero 28 del mondo, Dimitar Kuzmanov e Andrian Andreev rispettivamente n°2 e n°3 della formazione. Tra le donne, Viktoriya Tomova (90 WTA), Isabella Shinikova e Gergana Topalova. Per il doppio, Alexander Lazarov.

A Perth, dove saranno impegnate le squadre del gruppo A, sabato 29 dicembre è attesa la sfida tra il numero 1 di Grecia, Stefanos Tsitsipas e l’ex numero 3 ATP, Grigor Dimitrov.

 

Il Kazakistan si presenta con una formazione particolarmente pericolosa, anche se mancante dell’ultima vincitrice di Wimbledon, Elena Rybakina. Tra le donne, guiderà la formazione Yulia Putintseva (52 WTA), affiancata da Zhibek Kulambayeva e Gozal Ainitdinova. A completare la formazione, Alexander Bublik (37 ATP), Timofey Skatov e Denis Yevseyev. Come doppista, sarà presente Grigoriy Lomakin.

La formazione kazaka è stata inserita nel gruppo B con Svizzera e Polonia. A Brisbane, nel Day 1 della competizione, la fresca vincitrice della BJK Cup Belinda Bencic sfiderà la sempre ostica Yulia Putintseva in un match che promette emozioni. L’Italia di Berrettini e Trevisan invece esordirà contro il Brasile il 29 dicembre.

Viola Tamani

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