ATP Indian Wells: Schwartzman "l'esiliato" all'attacco di Ruud. Fuori Rublev

ATP

ATP Indian Wells: Schwartzman “l’esiliato” all’attacco di Ruud. Fuori Rublev

Diego Schwartzman raggiunge gli ottavi e ragiona sugli effetti della pandemia sul tennis. Hurkacz butta Federer fuori dalla Top 10. Rublev eliminato da Paul

Pubblicato

il

Diego Schwartzman - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)
 

In questa edizione atipica autunnale del BNP Paribas Open, la fine del weekend di mezzo ha portato via la bella cornice di pubblico che aveva accompagnato i match disputatisi sabato e domenica: grande entusiasmo, spalti pieni e splendida atmosfera nei ground, proprio come soleva accadere ogni giorno nelle edizioni pre-pandemia di questo torneo, e come speriamo si possa tornare a vedere il prossimo marzo.

Il problema è semplice: Indian Wells è un cosidetto “destination tournament”. Il 95% degli spettatori abita a più di 100 miglia dall’impianto, secondo un sondaggio realizzato dal torneo stesso qualche anno fa. E in un periodo in cui viaggiare è complicato questa cosa certamente non aiuta. Inoltre in questo momento nella Coachella Valley non è ancora “stagione”, i residenti migratori che passano l’estate ad altre latitudini e l’inverno nel tepore del deserto non sono ancora arrivati, perché solitamente a inizio ottobre il fa ancora piuttosto caldo. Il torneo ha sperimentato il clima torrido tipico di questo periodo nei primi giorni, con picchi di 38-39 gradi, prima che qualche temporale sancisse la fine dell’estate e si passasse a temperature molto più ragionevoli.

Ora di sera fa quasi freddo, e nel caso di lunedì sera si può tranquillamente togliere il quasi, perché una giornata iniziata con lo splendido sole e l’aria tersa cui Indian Wells ci ha abituati, si è trasformata prima in un turbine di vento e poi in una pioggerella continua con il termometro che è sceso fino ai 17 gradi.

 

Ad aprire il programma sullo Stadium 1 è stato un incontro molto piacevole tra Daniel Evans e Diego Schwartzman, che l’argentino ha vinto uscendo bene alla distanza e giungendo puntuale al suo appuntamento degli ottavi di finale contro Casper Ruud, anche lui uscito da un match molto combattuto finito 6-4 al terzo contro Lloyd Harris in uno scontro tra due dei giocatori più in forma del circuito.

Abbiamo già giocato due volte quest’anno – ha detto Schwartzman del suo prossimo ottavo con Ruud alla stampa argentina – sta giocando da Top 5 in questo momento, va in finale a tutti i tornei che gioca, degli ultimi cinque che ha giocato ne ha vinti quattro. Ora è davvero complicato affrontarlo, non è facile affrontare qualcuno che è in questo stato di fiducia. Devo migliorare il mio tennis, ma mi ha già battuto due volte quest’anno, vedremo cosa riuscirò a fare”.

Tra le altre cose “El Peque” ha anche parlato della situazione particolare che lui e tutti i giocatori argentini hanno vissuto durante la stagione a causa delle restrizioni ai viaggi causate dalla pandemia: “Fino a maggio-giugno la situazione è stata estremamente difficile, non lo dico per cercare scuse, ma i giocatori europei hanno goduto di un enorme vantaggio in quel periodo, potendo tornare a casa quasi tutte le settimane. Io ho passato non più di 30 giorni a casa negli ultimi 10 mesi, e questo diventa difficile da sopportare soprattutto a livello mentale. Poi dal Roland Garros in poi, quando abbiamo smesso di andare di bolla in bolla, quando abbiamo ricevuto il permesso di uscire dall’albergo, girare per la città, andare al ristorante, allora ho iniziato ad avere risultati molto più regolari, proprio perché le condizioni di vita sono migliorate”.

La stampa argentina lo ha anche reso partecipe della situazione molto difficile che sta vivendo dal momento che solamente pochissimi rappresentanti sono stati accreditati allo US Open e ormai da molti mesi sono costretti a parlare con tutti i giocatori solamente via videoconferenza, nonostante i giornalisti siano praticamente tutti vaccinati. “È giusto che vi lamentiate delle condizioni del vostro lavoro se non siete contenti. Per quel che mi riguarda capisco quello che dite: in questo torneo abbiamo contatti più stretti con tutti i fans che non con i giornalisti. A volte ci sono aspetti delle restrizioni che non hanno molto senso e che si fatica a capire: anche io non sono stato in grado di portare tutte le persone che volevo portare con me [allo US Open] mentre i primi giocatori avevano dieci persone al seguito. Però è importante essere in grado di esprimere il proprio dissenso”.

Nella sessione diurna, mentre il vento rendeva le condizioni di gioco sempre meno praticabili, Grigor Dimitrov ha dato un saggio dell’antico splendore smontando Reilly Opelka e raggiungendo gli ottavi di finale a questo torneo per la prima volta in carriera. Altro esordiente negli ottavi sarà Aslan Karatsev, che noncurante della ricorrenza del Giorno del Ringraziamento canadese, ha disposto in due set di Denis Shapovalov, che ancora una volta non è riuscito a mettere insieme i pezzi del suo gioco per confezionare un bel risultato in un torneo importante.

Al calar della sera, pochi minuti dopo l’inizio ufficiale della sessione serale, il vento del pomeriggio ha portato sull’Indian Wells Tennis Garden una pioggerella fine ma insistente che ha bloccato il gioco per oltre un’ora, dando occasione agli spettatori presenti di sfoggiare piumini e coperte di lana come sicuramente non sarebbe stato possibile nella calura del deserto solamente 24 ore prima.

Nel gelo della notte il polacco Hurkacz ha proseguito la sua corsa verso le Nitto ATP Finals di Torino superando l’americano Frances Tiafoe in un’ora e 10 minuti andando a raggiungere Karatsev negli ottavi di finale. Con questa vittoria Hurkacz è salito a 3288 punti nella classifica ATP, tre in più di Roger Federer che così esce dalla Top 10 per la prima volta dal febbraio 2017, quando ci era rientrato vincendo l’Australian Open dopo esservi uscito a causa dell’infortunio al ginocchio.

Durante questa edizione del torneo, gli organizzatori hanno programmato parecchi incontri nella sessione serale anche sui campi laterali, ci è stato detto per evitare le ore centrali del pomeriggio che in questa stagione sono le più calde. Paradossalmente, con il vento e il ritardo per pioggia, la programmazione ha fatto sì che tre incontri potenzialmente interessanti si siano disputati davanti a poche decine di spettatori intirizziti in una temperatura da torneo svizzero di primavera.

Daniil Medvedev ha regolato Filip Krajinovic faticando un po’ solamente nel secondo set; sul campo 4 si è vista una splendida partita tra la testa di serie n. 4 Andrei Rublev e lo statunitense Tommy Paul (che ha parecchi amici italiani e parla anche un discreto italiano, ci dicono), nella quale il tennista di casa è riuscito a sovvertire il pronostico vincendo per 7-5 al terzo dopo aver sciupato un match point servendo sul 5-3.

Nell’ultimo match della giornata, finito poco prima della mezzanotte, il britannico Cameron Norrie, un po’ trascurato dalla stampa del suo Paese che qui sembra avere occhi solo per Murray e Raducanu, ha continuato la sua eccellente stagione (47 vittorie e 20 sconfitte) superando anche Roberto Bautista Agut in tre set e avanzando fino agli ottavi di finale.

Qui il tabellone aggiornato di Indian Wells 2021

Continua a leggere
Commenti

ATP

Ruud, la terza è quella buona. All’esibizione di Quito batte Nadal e pensa all’Australian Open

Dopo Quito il tour d’esibizione si sposterà prima a Bogotá, e poi sarà la volta di Ciudad da Messico.

Pubblicato

il

Casper Ruud - Nitto ATP Finals Torino 2022 (foto Twitter @atptour)

Continua il tour di esibizioni in Sudamerica di Nadal e Ruud: dopo le due sconfitte a Buenos Aires e Belo Horizonte, Casper centra la prima vittoria contro Rafa nel match di esibizione a Quito, con il punteggio di 6-4 6-4. Davanti a circa 12.000 spettatori che hanno praticamente riempito il Coliseo Rumiñahui, Nadal e Ruud hanno offerto uno spettacolo degno della loro classifica ATP.

Le condizioni del campo in sintetico erano piuttosto veloci, favorendo così il tennis propositivo del norvegese. Con questi presupposti Ruud ha saputo sfruttare i suoi potenti servizi e ha vinto molti punti con il suo diritto mettendo Rafa più volte in difficoltà. Certo non sono mancati anche i momenti piacevoli: ad esempio quando Nadal ha portato fuori dal pubblico un bambino per disputare un punto contro Ruud. Il norvegese alla fine ha portato a casa l’agognata vittoria senza essere mai breakkato. A proposito della nuova stagione imminente il norvegese ha dichiarato: “In questa stagione non sono stato in grado di giocare l’Australian Open; quindi, per me sarà come una rivincita e spero vivamente di poter fare bene. Non vedo l’ora di andare in Australia, sperando di ottenere buoni risultati. Non vedo l’ora di iniziare una nuova stagione e di poter tornare a giocare i cinque set. Sono affamato per ottenere un buon risultato anche lì e sono curioso di vedere come andranno le cose il prossimo anno.

Il tour d’esibizione di Nadal proseguirà attraverso l’America Latina che lo ha già portato nei giorni scorsi a Buenos Aires, Santiago del Cile e Belo Horizonte. Adesso dopo Quito toccherà a Bogotá e Città del Messico.

 

Continua a leggere

ATP

Djokovic numero 1, due italiani in top 10. Ecco i giocatori più vincenti del 2022

Ecco i dieci migliori giocatori con il rapporto migliore vittorie/sconfitte nel 2022: indietro Tsitsipas e Medvedev, il numero uno attuale è al terzo posto, spunta Kyrgios al quarto

Pubblicato

il

Matteo Berrettini e Jannik Sinner (foto Twitter @federtennis)

Il 2022 del tennis mondiale è stato un anno sui generis per diversi motivi. Uno Slam come Wimbledon non ha assegnato punti ed ha escluso i giocatori russi e bielorussi per motivi bellici, si è giocato un torneo 1000 in meno (Shanghai) e il 21 volte campione Major Novak Djokovic ha rinunciato a due Slam e quattro 1000 per la scelta di non vaccinarsi. Una serie di circostanze che rendono la classifica mondiale attendibile fino a un certo punto, viste le tante circostanze particolari. Dunque è possibile affidarsi a criteri differenti da quelli del ranking ATP per misurare la bontà della stagione dei migliori tennisti al mondo. Un dato che può essere preso in esame a tal fine è il rapporto tra vittorie e sconfitte, ossia la percentuale di vittorie in base a quanto ogni tennista ha giocato.

Sono tre i giocatori ad andare oltre l’80%: Novak Djokovic, Rafael Nadal e Carlos Alcaraz. Il serbo ha vinto ben 42 partite perdendone appena 7: l’85,7% di successi in una stagione nella quale ha giocato “part-time” per i noti motivi. Per giunta, la maggior parte delle sconfitte sono arrivate nella parte iniziale dell’anno, quando ancora l’ex numero 1 del mondo non era in condizioni perfette. Dalla sconfitta nei quarti del Roland Garros contro Nadal ha perso una sola partita: la finale di Bercy contro Holger Rune. Numeri inequivocabili che parlano di una stagione pazzesca, malgrado le condizioni difficili.

 

Un’annata di fattura notevole è anche quella di Nadal: 39 vittorie e 8 sconfitte, 83% di successi. Possiamo definire agli antipodi le stagioni di Nadal e Djokovic: lo spagnolo ha infatti brillato nella prima parte della stagione, con due Slam vinti in Australia e a Parigi. La flessione c’è stata invece nella seconda parte: poche partite giocate dopo l’infortunio a Wimbledon e le uscite premature a Cincinnati, US Open, Parigi-Bercy e ATP Finals.

L’81,4% di vittorie invece per Alcaraz: lo spagnolo ha però giocato decisamente di più rispetto a Nadal e a Djokovic. Ben 57 vittorie e 13 sconfitte: l’attuale numero 1 del mondo ha avuto grandi momenti di fulgore, come quello del 500 vinto a Rio e i due 1000 di Miami e Madrid o la splendida cavalcata agli Open degli Stati Uniti, alternati ad altri di appannamento. Non semplice è stato il periodo post Roland Garros: le due sconfitte con Sinner a Wimbledon e Umago, il k.o. in finale ad Amburgo con Musetti. Difficile anche l’ultimo scorcio di stagione dopo lo US Open, chiuso con il ritiro nel match contro Rune a Bercy per l’infortunio all’addome che ha decretato la fine della sua stagione. Con l’andare avanti degli anni sarà sempre più importante per il murciano gestire al meglio la programmazione, evitando di giocare tantissimi tornei.

Lo stacanovista per eccellenza è stato Stefanos Tsitsipas: per lui un’ottima classifica (n.4 ATP) a fine anno giocando tantissime partite, probabilmente troppe. Il greco ha vinto 61 partite su 85 giocate, per un 71,76% che lo pone solo al nono posto nella nostra speciale graduatoria. Sette finali raggiunte avendone vinte due (Montecarlo e Maiorca). Forse la decisione migliore per l’ellenico sarebbe giocare qualche match in meno e provare a fare un ulteriore salto di qualità: la quantità di partite giocate a lungo andare può rivelarsi controproducente.

Subito dietro a Tsitsipas in decima posizione c’è Daniil Medvedev: 45 vittorie e 19 sconfitte, per una percentuale del 70,3% di vittorie. Un dato che testimonia un’annata tutt’altro che eccezionale per il russo che sembra aver smarrito qualcosa dopo la finale persa in modo incredibile agli Australian Open. Solo due titoli vinti, un 250 a Los Cabos e un 500 a Vienna e neanche una finale in un torneo 1000.

Al numero 4 di questa particolare classifica c’è Nick Kyrgios. L’australiano ha vissuto senza dubbio la migliore stagione della carriera con 37 vittorie e 10 sconfitte (78,7%). Il ranking non è eccelso soprattutto per i punti non assegnati a Wimbledon, che sarebbero stati 1200. Un titolo a Washington e tre vittorie contro top-5: due contro Medvedev tra Montreal e US Open e una contro Tsitsipas a Wimbledon.

In sesta posizione Alexander Zverev: 29 vittorie e 10 sconfitte (78,7%). Brutto colpo per il tedesco è stato l’infortunio al Roland Garros nella semifinale contro Rafa Nadal: non è riuscito più a rientrare alle gare. La prima parte dell’anno racconta come il teutonico sarebbe stato verosimilmente grande protagonista anche nella seconda parte dell’anno.

Ottavo Andrey Rublev: 51 vittorie su 71 (71.83%). Il russo si è costruito la qualificazione alle ATP Finals e la classifica nella top-8 grazie ai tanti tornei giocati.

Lasciamo volutamente in conclusione la posizione numero 5 e numero 7: sono occupate rispettivamente da Jannik Sinner e Matteo Berrettini. L’altoatesino, malgrado tutti i problemi fisici, ha sfiorato il 75% di vittorie (74,6%) con 47 successi e 16 sconfitte in stagione. Un 2022 che l’ha visto raggiungere i quarti di finale in tre Slam su quattro e gli ottavi di finale al Roland Garros. Un dato positivo riguarda le vittorie con i giocatori piazzati peggio in classifica (41/47), mentre solo 3/12 quando si ritrova ad affrontare un giocatore avanti nel ranking. Una stagione che sarebbe potuta svoltare in positivo convertendo il match point contro Alcaraz agli Us Open nei quarti di finale, ma con i se non si scrive la storia.

Estremamente positivo anche il bilancio di Berrettini: per lui 32 vittorie e 12 sconfitte (72,7%) in un anno, come per Jannik, caratterizzati dai tanti problemi fisici. La grande partenza in Australia con la semifinale raggiunta nel Major inaugurale della stagione, poi gli stop per l’infortuni alla mano e al piede, oltre a quello per Covid a Wimbledon. Malgrado ciò sono arrivati due quarti Slam su due Slam giocati e due titoli sull’amata erba a Stoccarda e al Queen’s. Statistiche che sono una magra consolazione per un anno davvero sfortunato per i due giocatori italiani migliori, ma che devono far ritenere il bicchiere mezzo pieno con la consapevolezza che gli azzurri, se stanno bene, sono estremamente competitivi ad alti livelli.

Continua a leggere

ATP

Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

Pubblicato

il

Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement