È una Giorgi da applausi (Bertellino)

Rassegna stampa

È una Giorgi da applausi (Bertellino)

La rassegna stampa di venerdì 22 ottobre 2021

Pubblicato

il

E’ una Giorgi da applausi (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Sotto il sole delle Canarie, nel WTA 250 di Tenerife, la seconda sfida di tabellone con protagonista Camila Giorgi, n°4 del seeding, è stata a dir poco perfetta. Opposta alla montenegrina Kovinic, n°74 WTA, l’azzurra ha dominato la scena in lungo e in largo commettendo pochi errori e mettendo a segno molti vincenti, in versione Montreal, il 1000 che ha vinto in estate. È volata senza affanni fino al 6-1 3-0, poi ha subito due game consecutivi ed è ripartita di slancio portandosi a servire per il match sul 5-2. Ha chiuso e ora attende la vincente di Minnen – Rus. A segno ieri anche la cinese Zheng e la rumena Begu. Prende il via domani con il tabellone di qualificazione da 24 giocatrici il WTA di Courmayeur,”Cassina Trophy”, presso il Forum Sport Centre della località valdostana. Tra le protagoniste del draw preliminare anche le azzurre Bianca Turati, Jessica Pieri e la giovanissima Lisa Pigato, classe 2003, che la scorsa primavera ha ben figurato contro Serena Williams a Parma. In main draw non mancano le stelle, in particolare le due top ten WTA Ons Jabeur (Tun) e Maria Sakkarl (Gre). Di spicco anche le presenze azzurre. Su tutte la n° 36 del mondo Camila Giorgi e la toscana Jasmine Paolini, fresca di best ranking (54) grazie alla sua prima vittoria nel 250 di Portorose, e al 3° turno raggiunto nel 1000 californiano. […] Oggi, attorno alle 17, torna in gara ad Anversa Jannik Sinner, opposto al francese Kinderknech, giocatore pericoloso per i fondamentali da veloce di cui dispone, in particolare servizio e diritto. In palio la semifinale. Ieri sono saliti nei quarti Harris, che ha fermato Struff in due set e Fucsovics, che ha sconfitto in rimonta Roberto Bautista Agut, un po’ in disarmo in  questa ultima parte di stagione.

Continua a leggere
Commenti

Rassegna stampa

Medvedev anno magico. È lui lo zar della Davis: “Due settimane perfette” (Crivelli). Medvedev e Rublev cannibali la Russia si prende anche la Davis (Martucci). L’Italia andrà in Slovacchia per cercare le Finals 2022. Nuovo format 16 squadre (Gazzetta dello Sport)

La rassegna stampa di lunedì 6 dicembre 2021

Pubblicato

il

Medvedev anno magico. È lui lo zar della Davis: “Due settimane perfette” (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Adesso c’è pure lui tra i Grandi dell’Insalatiera, che dal 2010 era stata vinta tra gli altri da Djokovic, Nadal (due volte), Federer, Del Potro e Murray. Perché la Coppa Davis sarà pure stata svilita dalla nuova formula, ma resta una di quelle gemme che illustrano una carriera riempiendo il forziere di un tesoro dal valore imperituro. lI 2-0 perentorio sulla Croazia suggella in definitiva il trionfo di Daniil Medvedev, l’Orso arguto e imprevedibile, così diverso dai canoni stilistici e caratteriali del tennis di oggi ma decisamente destinato ad apporvi un marchio indelebile da qui all’eternità Solo al comando con lo squadrone che si ritrova, forte del numero 2 del mondo (appunto Medvedev), del numero 5 (Rublev), del numero 18 (Karatsev) e del numero 29 (Khachanov), la Russia guidava da lontano la pattuglia delle favorite, e infatti ha finito per dominare, concedendo appena una vittoria alle cinque rivali incontrate (la sconfitta di Rublev contro Feliciano Lopez nel girone);

[…]

 

«E tutto così incredibile, ma sono più contento per la squadra che per me stesso, siamo un gruppo fantastico, c’è stata un’atmosfera fantastica fin dal primo giorno e sono felice di farne parte e di aver portato i punti di cui avevamo bisogno. Non è mai facile essere lucidi a fine stagione, ma sono state due settimane perfette, tra le migliori della mia vita».

[…]

E stavolta sono piovuti applausi, dopo che per tutta la permanenza a Madrid il pubblico non ha mancato di pizzicarlo spesso: «Forse non sono piaciute le mie esultanze, ma non è qualcosa che faccio di proposito. Tutto quello che faccio, soprattutto in campo, è un puro frutto delle mie emozioni, nella vita di tutti i giorni sono più calmo. Quando in conferenza stampa mi fanno una domanda, ho il tempo di pensare a una risposta, ma in campo non è così, c’è tanta adrenalina che mi scorre in corpo perché odio perdere, quindi ho meno tempo e sono anche meno in controllo delle mie azioni, non riesco a fermarmi e pensare. Affidarsi alle emozioni a volte è un bene, altre volte un male».

[…].

“Per la mia generazione è difficile essere così emotivi in campo, perché siamo stati preceduti da Federer e Nadal, probabilmente i giocatori più corretti di sempre e che han no vinto così tanto, Perciò quando qualcuno si comporta in modo diverso, le persone dicono “perché non sei come Roger e Rafa?”. Rispondo io: perché siamo tutti diversi. Credo che gioca tori con un carattere diverso saranno apprezzati di più quando ci saranno nuovi appassionati che non hanno mai visto giocare né Roger né Rafa». Il profeta russo.

Medvedev e Rublev cannibali la Russia si prende anche la Davis (Vincenzo Martucci, Il Messaggero Sport)

Era già tutto previsto, sin dall’Atp Cup di gennaio a Melbourne: la coppa Davis sprint poteva solo confermare che i russi sono i più forti del tennis mondiale. Perché schierano il numero 2 Atp Tour, Daniil Medvedev, il 5, Andrey Rublev, il 18, Asian Karatsev, che pur di giocare fa il doppista, e il 29, Karen Khachanov, che si presta da riserva di lusso.

[…]

Re Nole I di Serbia e del ranking è il primo baluardo di quest’invasione, negli ultimi giorni ci hanno provato anche la Spagna, con lo spadaccino di Toledo, Feliciano Lopez, e il pubblico caliente di Madrid, e ieri hanno gettato in campo il cuore la rivelazione Borna Gojo e il bombardiere Marin Cilic della sportivissima Croazia.

[…]

I russi interpretano il tennis moderno, coniugando potenza e fisicità, mixando le solide radici con due allenatori della vecchia Europa: un francese, l’intelligente Gilles Cervara, per la Piovra Medvedev in Costa Azzurra, un ex cattivo ragazzo spagnolo, Fernando Vicente, a Barcellona. Così lottano contro i problemi. Medvedev li aggira con braccia e gambe infinite, piegandosi in modo innaturale, alternando difesa ad attacco, inventando traiettorie ed effetti, ubriacando gli avversari sempre più monocordi e prevedibili, giocando a scacchi coi figli dei videogame; Rublev li carica a testa bassa come voleva papà, ex pugile, spaccandosi la schiena e rimandando le promesse da junior nell’impatto col professionismo e ora coi 5 set dello Slam Daniil scherza troppo col fuoco, polemizza col pubblico, irride, esagera, si distrae, si annoia, sottovaluta gli ostacoli, rischia; anche Andrey si fa male da solo, magari dopo un set, finendo infilzato dalle banderillas del nemico come un toro infuriato. Ma tutti e due nella finale contro la Croazia lottano solo un set contro la rivelazione Borna Gojo e il picchiatore Cilic. I russi sono unici, come Medvedev, Rublev, Karatsev e Khachanov oggi, come Safin, Kafelnikov e Youzhny che vinsero la Davis nel 2002, come ancora Safin, Davydenko e Tursunov che la conquistarono nel 2006.

[…]

L’Italia andrà in Slovacchia per cercare le Finals 2022. Nuovo format 16 squadre (Gazzetta dello Sport)

Passerà da Bratislava il cammino dell’Italia verso le Finals della Coppa Davis 2022. Sarà la Slovacchia., infatti, l’avversaria degli azzurri nel playoff del 4 e 5 marzo che qualificherà la vincente alla fase decisiva. Si giocherà in casa degli avversari perché l’unico precedente, datato 2009, si disputò a Cagliari con successo azzurro per 4-1 nell’allora serie B. La squadra di capitan Tibor Toth è stata promossa dal Gruppo I grazie alla vittoria sul Cile (3-1) e ha come miglior giocatore Alex Molcan (numero 88 Atp), che precede Norbert Gombos (n.117) e Andrej Martin (n.121).

[…]

Le 16 finaliste disputeranno quattro gironi da quattro in altrettante città scelte dopo i playoff (Torino in corsa se si qualifica l’Italia) e le prime due di ogni girone disputeranno le Finali a 8 in sede unica a novembre: probabile Abu Dhabi, ma la decisione verrà annunciata più avanti. Il presidente dell’Itf David Haggerty e l’amministratore delegato di Kosmos, il fondo di investimenti che ha acquistato il marchio Davis per 25 anni (con 3 miliardi di dollari…) hanno spiegato come immaginano la prossima edizione: «Vorremmo che le quattro sedi siano tutte in paesi che partecipano alla manifestazione. Poi si andrà in una sede neutrale per i quarti, le semifinali e la finale, con due giorni di intervallo tra la conclusione dei gironi e l’inizio dei match a eliminazione diretta: dunque le Finals 2022 dureranno 12 giorni, uno in più di quest’anno. L’intera competizione si dovrà svolgere al coperto per avere tutti gli stadi pieni il più possibile.

[…]

Continua a leggere

Rassegna stampa

La finale è Russia-Croazia (Palliggiano). La favorita Russia e il pericolo Croazia: è qui la Davis (Crivelli). Davis, è caccia all’orso (Azzolini)

La rassegna stampa di domenica 5 dicembre 2021

Pubblicato

il

La finale è Russia-Croazia (Davide Palliggiano, Corriere dello Sport)

È durata pochissimo la resistenza della Germania. La Russia vola in finale di Davis e oggi, dalle 16, inseguirà la sua terza Coppa nella finale contro la sorprendente Croazia. Alla Madrid Arena i russi hanno risolto la pratica nei due singolari. Rublev s’è sbarazzato di Koepfer in 49 minuti (6-4 6-0). Leggermente più impegnativa la vittoria di Medvedev su Struff, ma sempre in due set (6-4 6-4). Il numero 2 del mondo s’è dovuto fermare per qualche minuto dopo il 5° game del secondo set, causa fuoriuscita di sangue dal naso. Ha ripreso senza fare una piega e chiuso l’incontro in un’ora e 6 minuti di gioco. E non contento s’è anche divertito a provocare la Madrid Arena con i suoi soliti modi da spaccone: «Il momento più bello è stato aver eliminato la Spagna a casa sua: negli spogliatoi eravamo particolarmente contenti» ha detto subito dopo il match ricevendo i fischi del pubblico spagnolo che oggi, presumibilmente, farà il tifo per la Croazia. Oggi, prima della finale, MT e la Kosmos (senza il suo presidente Gerard Piqué) presenteranno l’ennesimo cambio di formula della Coppa Davis. Avevano organizzato per questa mattina un evento nel lussuoso Hotel Riu di Plaza de España salvo poi annullarlo senza dare alcuna spiegazione. Circolava già Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, come sede della prossima Davis: una scelta che non sarebbe piaciuta a molti giocatori, tanto da far desistere la Kosmos a organizzare l’evento.

La favorita Russia e il pericolo Croazia: è qui la Davis (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

 

Strade diverse, identico approdo. La finale 2021 della Coppa Davis, oggi alle quattro del pomeriggio metterà di fronte la Russia, favorita della vigilia con i suoi due top 5, un top 20 e un top 30, e la Croazia, che invece ha sfruttato alla perfezione la nuova formula, così sbilanciata verso il doppio, e la magia, che in fondo resta, della manifestazione, con il giocatore sconosciuto capace di esaltarsi con la maglia della nazionale. Per raggiungere gli avversari già qualificati dopo aver dato un grande dispiacere a Djokovic, i russi dovevano battere la Germania e soprattutto evitare di portare la sfida al terzo match, perché anche i tedeschi sono forniti di un doppio di livello (Krawietz e Puetz, che chiudono comunque imbattuti). Missione compiuta, in prima battuta grazie a Rublev, mai troppo convincente in questi dieci giorni ma finalmente concentrato: contro Koepfer finisce 6-4 6-0 in appena 50 minuti. Sull’abbrivio. Medvedev chiude chirurgicamente la pratica. Il numero due del mondo, in coda a una stagione scintillante ma lunghissima, sta viaggiando a marce basse, ma tanto gli è bastato per vincere quattro match senza perdere neppure un set, compreso il doppio 6-4 a Struff. Chi vince conquista l’insalatiera per la terza volta: la Russia si impose nel 2002 e nel 2006, la Croazia nel 2005 e nel 2019, l’ultima prima della rivoluzione. I precedenti dicono 1-1, ma contano solo per le statistiche: «Sono la squadra più forte e completa – ammette Marin Cilic — ma noi abbiamo le qualità per metterli in difficoltà». Soprattutto hanno Borna Gojo, la grande rivelazione delle Finals, numero 279 del mondo che ha battuto In serie il numero 61 (Popyrin), il 27 (Sonego) e il 33 (Lajovic). Ecco perché Rublev, numero 5, non si fida: «A tennis a questi livelli giocano tutti bene, ma è la Davis che modifica molto le cose dal punto di vista mentale. Si gioca di squadra, se anche si perde un match si può comunque vincere l’incontro».

Davis, è caccia all’orso (Daniele Azzolini, Tuttosport)

Non si riesce a capire a quale gara sia in animo di concorrere, Daniil Medvedev. Con quale Oscar voglia rinfrescare la sua popolarità Quello per il miglior tennista antipatico? Per il protagonista più bisbetico? O semplicemente per il più sciocco? Da bravo Orso (medved questo significa in russo) ha i suoi momenti di letargia, durante i quali è evidente come i sensi si ottundano e i neuroni rallentino. l dati sono ancora allo studio, ma è li, in quello stato di ipersonnìa, che sembrano prendere il sopravvento gli atteggiamenti più strambi del russo. Che cosa lo abbia spinto, ieri, ad attraversare il campo da gioco dopo aver vinto il match con Struff, e a battere i piedi sul cemento indoor della Madrid Arena, in un gesto dichiaratamente polemico sebbene difficile da interpretare, è cosa che appartiene ai suoi arcani rovelli. Ce l’aveva con il pubblico, che da quelle parti non lo ama moltissimo, lo si è capito meglio quando ha potuto esprimersi davanti a un microfono. «Siamo tutti molto felici di questa finale. Ma il punto più alto di questa gioia l’abbiamo toccato l’altra sera, quando abbiamo eliminato la Spagna. Una sensazione travolgente». Ricoperto da solerti pernacchie, ha proseguito: «Lo dico da anni. Volete farmi perdere? Applauditemi. Altrimenti, io continuerò a vincere». Non è la prima volta. E tutto ci dice che non sarà l’ultima. Già a Torino l’Orso si era distinto per aver sbadigliato sul muso di Sinner, durante un match in avvio dominato e poi complicatosi per il ritorno veemente dell’italiano. La storia si allunga con il secondo turno del 2017 a Wimbledon, quando Medvedev – sconfitto al quinto da Bebelmans – al termine del match aprì il portafoglio e tirò alcune monete verso il giudice di sedia. Nel 2016 la squalifica nel challenger di Savannah, per frasi razziste al giudice arbitro (nera) e all’avversario Young (nero anche lui). Nel 2019 la battaglia contro il pubblico degli Us Open, dopo aver strappato di mano un asciugamano a un ballboy ed essersi portato il dito alla tempia a indicare quanto – a suo giudizio – fosse stupido l’atteggiamento degli spettatori (gesto replicato a Torino). Tutto con Daniil sembra avvenire a caso. Ma il caso, sappiate, non è affatto idiota. […]

Continua a leggere

Rassegna stampa

Il Cio: «Incontreremo Peng Shuai a gennaio» (Mastroluca). Flavia Pennetta: “Uniti per Peng Shuai” (Rossi). Medvedev non perde un colpo, Russia in semifinale (Crivelli)

La rassegna stampa di venerdì 3 dicembre 2021

Pubblicato

il

Il Cio: «Incontreremo Peng Shuai a gennaio» (Alessandro Mastroluca, Corriere dello Sport)

Se la situazione di Peng Shuai non sarà completamente chiarita, la WTA è disposta a cancellare i tornei in Cina anche dopo il 2022. «Vorremmo parlare direttamente con lei, assicurarci che sia libera e non sottoposta a coercizioni – ha detto il Ceo Steve Simon all’Associated Press -, e che sia avviata un’indagine completa e imparziale sulle sue accuse». Altrimenti la sospensione dei tornei in Cina per il 2022 potrebbe diventare una cancellazione più lunga. La più forte contrapposizione fra il governo di Xi Jimping e un’organizzazione sportiva è la coda lunga delle accuse che l’ex campionessa Slam e numero 1 del mondo in doppio aveva rivolto all’ex vicepremier cinese, Zhang Gaoli. In un messaggio sul social network Weibo rivelava lo scorso 2 novembre che Gaoli l’aveva costretta a un rapporto sessuale. Di Peng Shuai si erano perse le tracce per due settimane. L’opinione pubblica e i grandi campioni si erano mobilitati, poi il presidente del Cio Thomas Bach aveva annunciato di averle parlato, in video-chiamata, per mezz’ora. Ieri il Comitato olimpico ha parlato di una seconda conversazione. «Le abbiamo offerto un ampio supporto, resteremo in contatto con lei e abbiamo già concordato un incontro di persona a gennaio – si legge in una nota del Comitato -. Stiamo affrontando la questione direttamente con le organizzazioni sportive cinesi. Utilizziamo la diplomazia silenziosa». Ma alla WTA evidentemente non basta, se Simon è disposto a perdere milioni di euro. I nove tornei in calendario nel 2019 in Cina, infatti, offrivano un montepremi complessivo di 30,4 milioni di dollari. Simon, appoggiato anche da Amnesty International, non molla. «Se lo facessimo, diremmo al mondo che va bene non prendere le accuse di molestie sessuali seriamente perché sono vicende troppo complesse – ha detto all’Associated Press – e non possiamo permettere che succeda»

Flavia Pennetta: “Uniti per Peng Shuai, in gioco di diritti di tutti” (Paolo Rossi, La Repubblica)

 

Flavia Pennetta se la ricorda benissimo Peng Shuai, la tennista cinese scomparsa dopo aver denunciato le molestie subite da parte dell’ex vicepremier Zhang Gaoli e poi riapparsa in pubblico nel mistero. «Caspita, certo. Abbiamo giocato più volte contro, belle battaglie. Una ragazza solare, sorridente. Anche grazie all’aiuto di esperienze di vita all’estero, come negli Stati Uniti».

La Wta ha sospeso i tornei in Cina.

Sì, ed è una decisione enorme. Un gesto importante, perché di solito il sindacato femminile è molto prudente e ci pensa tre volte. Mi sa che hanno informazioni che noi ancora non conosciamo, e che apprenderemo solo in futuro. Io ero rimasta al suo incontro con Bach, e poi ho visto che ha partecipato a un’esibizione con i bambini…

È sembrato solo un contentino per far contento il mondo, visto che di lei non si hanno di nuovo più notizie.

Incredibile. Eppure io ho guardato bene il video, anche se l’immagine non era proprio nitidissima, devo dirlo. Lo ammetta: onestamente anch’io ho pensato a un sosia. Viene naturale pensarlo. Ma mi sembrava proprio lei.

Di sicuro la vicenda non migliora l’immagine della Cina.

Sappiamo che il loro è un mondo chiuso, e lasciamo stare le questioni politiche, il loro regime. Ma non va bene, ovviamente. Va malissimo. Non è accettabile. Mi dispiace veramente tanto per Shuai. Spero che anche gli altri, e anche l’Atp, continuino a tenere i riflettori accesi sul caso Peng. Anzi, spero che anche gli altri sportivi, altri campioni, entrino in scena mostrando solidarietà. In modo che i politici cinesi capiscano che un comportamento del genere non è ammissibile a nessun livello.

Sarebbe bello se si ripetesse il sostegno avuto dal movimento Black Lives Matter.

Certo. Ricordate Naomi Osaka che scendeva in campo con le mascherine delle vittime della polizia? Sarebbe bello che calcio, basket, F1, golf e tanti altri sport importanti facessero anche loro un gesto. L’opinione pubblica verrebbe mobilitata. E credetemi, ripeto: il fatto che la Wta abbia sospeso i tornei in Cina pesa tanto, sia dal punto di vista sportivo, ma anche economico e politico. Ma chi ci rimette, alla fine, sono le giocatrici.

A febbraio Pechino ospiterà anche le Olimpiadi invernali.

Appunto. Ecco perché è il momento che il mondo si stringa ora intorno a Shuai: e poi oltre alla persona qui sono in gioco dei principi, i diritti civili di tutti. Non si può e non si deve transigere: le istituzioni, dallo sport alla politica, dovrebbero far sentire forte la propria voce.

Medvedev non perde un colpo, Russia in semifinale (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Tutto come previsto. La Russia, favorita della vigilia, con due giocatori in top 5 (Medvedev e Rublev), un altro in top 20 (Karatsev) e il quarto in top 30 (Khachanov), è l’ultima semifinalista delle Finals della Coppa Davis 2021, unica squadra ad aver raggiunto l’obiettivo senza dover ricorrere al doppio decisivo. Ma il successo sulla sorprendente Svezia dei fratelli Ymer, figli di un mezzofondista etiope profugo nella città di Skovde, non è stato semplice, soprattutto per la solita prestazione altalenante di Rublev, che ha servito per il match sul 5-4 del secondo set contro Elias Ymer (171 del mondo) dopo meno di un’ora di gioco ma II si è incartato con due erroracci di dritto che hanno radicalmente cambiato il match. Tra gratuiti marchiani, palle tirate contro il tabellone luminoso (rompendolo) e qualche prodezza isolata, il moscovita ha dovuto ricorrere a un delicato tiebreak per sbrogliare la matassa nel terzo set, ritrovando almeno qualità e tranquillità, imponendosi alla fine con il punteggio di 6-2 5-7 7-6. Con il primo punto in cassaforte, non poteva essere Medvedev a tradire la Grande Madre Russa e infatti con un doppio 6-4 in 73 minuti ha sbrigato la pratica Mikael Ymer senza peraltro brillare particolarmente. Tanto è bastato, però, per consolidarne il percorso immacolato in queste Finals, con tre vittorie nei tre singolari e senza aver ceduto neppure un set. Per agguantare la terza insalatiera russa, la strada passa ora per una semifinale contro la Germania, domani alle 13, mentre oggi Serbia e Croazia, alle 16, giocano la prima. […]

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement