ATP Vienna: un grande Sonego si inchina davanti al muro norvegese di Ruud

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ATP Vienna: un grande Sonego si inchina davanti al muro norvegese di Ruud

Sonego cede le armi a Casper Ruud ma dimostra di poter lottare alla pari con un top 10

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Lorenzo Sonego (ITA) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer)

[4] C. Ruud b. L. Sonego 7-5 4-6 6-4

Una delle più bella partite fin qui giocate, piena di pathos e di emozioni, con Sonego che alla fine deve inchinarsi alla regolarità asfissiante di Ruud che rimane costante per tutte le quasi 3 ore di partita.

Un Ruud che porta a casa la dodicesima partita consecutiva a terzo set in un match 2 su 3, dimostrando una grande tenuta fisica e mentale, che alla fine spesso fa la differenza.

 

Precedenti che vedono Ruud in vantaggio 2-0, anche se questo è il primo scontro fra i due indoor, una superfice che i teoria dovrebbe avvantaggiare Lorenzo, anche in virtù della bella cavalcata che ha avuto lo scorso anno.

Si comincia così con Ruud che vince il sorteggio e decide di servire per primo. Fin dalle prime battute il tema tattico è abbastanza chiaro con lo scandinavo focalizzato nel cercare di portare gli scambi sulla diagonale di rovescio, proponendo palle cariche di effetto all’italiano.

Nel quinto game Lorenzo arriva ad annusare qualche possibilità, in un gioco in cui il norvegese non trova la prima ma Ruud gli sbatte la porta in faccia. Sul 40-30 e seconda di servizio lo scandinavo segue a rete una seconda di servizio, una situazione di gioco che abbiamo visto anche nel suo match di primo turno. Probabilmente un tema studiato a tavolino per garantire un minimo di imprevedibilità, anche su base statistica, visto che il padre e coach di Ruud ci ha confermato che si servono dei servizi di analisi statistica da parte di una società esterna.

Un Sonego comunque che va in crescendo e ritarda l’appuntamento con il break di un solo game: nel successivo infatti lascia andare il braccio e con 3 vincenti si assicura il break che però non riesce a consolidare. Nel game successivo a causa di un Ruud estremamente efficace in difesa che lo porta ad andare fuori giri. Il match insomma va un po’ a strappi, con Sonego che però fa più la partita, mentre Ruud cerca essenzialmente la profondità rispetto all’accelerazione definitiva e praticamente non sbaglia mai. La sensazione è che dopo circa 45 minuti di partita questo livello di giovo non sia sufficiente per portare a casa la partita, che necessita innanzitutto di partire da una maggior incisività al servizio, che nel primo set è chiaramente insufficiente.

Casper Ruud (NOR) – Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer)

Si arriva così al decimo game con Sonego che salva un paio di palle break ma sbaglia una sanguinosa quanto banale volee smorzata che gli avrebbe dato il gioco; fortunatamente però Lorenzo è bravo a mantenere i nervi saldi e a portare comunque a casa il gioco continuando ad attaccare a tutto braccio e stavolta chiudendo bene a rete. La sofferenza però continua nel game successivo, con il norvegese che continua a proporre palle complicate senza mai sbagliare e porta alla fine all’errore Sonego, che regala il 7-5 con un doppio fallo e due banali errori non forzati, che però sono anche figli della pressione costante a cui il nostro ragazzo è sottoposto. A fine set le statistiche raccontano un solo errore non forzato di Ruud, contro i 12 di Lorenzo.

Secondo set che continua con questa andazzo e Lorenzo che sembra Laocoonte preso fra le spire del serpente che cerca di divincolarsi e in un qualche modo riesce a salvare la ghirba nel primo gioco. Il problema è che proprio uno non sa da che parte prenderla: Ruud oggi è veramente impeccabile in termini di consistenza, e non si tira indietro quando si trova una palla facile da spingere con il dritto, soprattutto quello a sventaglio. Insomma fino ad ora bravo lui (e magari pure fortunato ad essere nato 15 anni dopo Ferrer, Ferru sarebbe orgoglioso di questo suo epigono). Ci vorrebbe insomma che Lorenzo trovasse un’altra marcia, come fece a Roma contro Djokovic nel secondo set. E facendo leva sul carattere questa marcia Sonego la trova, con una performance al servizio che nel secondo set sale di livello come prime in campo (oltre il 70% e tirate a tutta fra l’altro). Peccato che Ruud anche in risposta manda di là di tutto e nell’ottavo gioco sono di nuovo guai: altra palla break per il norvegese, ma stavolta Lorenzo è bravissimo a tirarsi fuori dalla buca: basti dire che per chiudere il game deve inventarsi un passante di rovescio di volo e di pura sensibilità. Non sono solo i pochi errori non forzati, ma la qualità della difesa e la capacità di gestire e appoggiarsi alla velocità di palla di Sonego, che vista da bordo campo vi possiamo assicurare che viaggia eccome, in un campo, il numero 2, che da meno spazio ai giocatori per difendersi. Nel game successivo Ruud sembra sbrigare la solita pratica ma da 0-30 si fa riprendere e stavolta il serve and volley sulla seconda di servizio non gli funziona sul 40-30. Così si va ai vantaggi dove Sonego tira tutto quello che ha e riesce finalmente a sfondare il muro di Ruud e game successivo vinto a 0 con punto esclamativo di dritto inside in all’incrocio delle righe.

Si va così al terzo set con Sonego che continua ad essere aggressivo e fa anche ottimo uso di soluzione slice al servizio seguite a rete per mettere pressione a Ruud e trovare un po’ più di respiro sui propri game di servizio, che scorrono via abbastanza rapidi. In generale tatticamente Lorenzo cerca più gli angoli per aprirsi il campo soprattutto al servizio, con meno soluzione sulla T e cercando di accorciare gli scambi, anche con qualche palla corta. Tutto scorre via pulito fino all’ottavo game, con Sonego che devo affrontare due palle break, la prima salvata grazie ad una difesa arcigna in totale apnea, con il volume delle urla in costante crescita, e la seconda con un ace. Quando aumentano i decibel per Lorenzo di solito aumentano anche i giri del motore;.e infatti altro ace e altro urlaccio liberatorio, seguito da un servizio vincente per salvare il game. Lorenzo ci prova anche nel game seguente, ma sarà l’ultima fiammata, con il norvegese che recupera da 0-30 e nel game successivo, approfittando anche di un paio di errori dell’italiano porta a casa la partita. A fine match abbiamo chiesto un parere al solito disponibilissimo coach Gipo Arbino, che si è detto soddisfatto della prestazione e convinto che Lorenzo abbia comunque margini di miglioramento sia fisici che mentali. Sotto il profilo fisico si è visto come Ruud da questo punto di vista sia una macchina, e dal punto di vista mentale il rilievo del coach è stato quello di dover credere maggiormente nei propri mezzi, senza dover per forza cercare soluzioni strane e con la confidenza di poter comunque reggere lo scambio con chiunque.

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Tsitsipas si è operato al gomito: “In campo tra due settimane”

Il greco si è sottoposto all’intervento in una clinica svizzera a causa dell’infortunio che lo ha costretto al forfait alle ATP Finals

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Stefanos Tsitsipas (GRE) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).

Stefanos Tsitsipas si è sottoposto ad un intervento chirurgico per risolvere il problema al gomito che lo ha afflitto nelle ultime settimane, costringendolo anche a dare forfait dopo il primo incontro alle Nitto ATP Finals. L’operazione si è svolta in una clinica in Svizzera e il tennista greco ha informato i propri fan solo a cose fatte, con un post su FB che lo ritrae a letto sorridente e col gomito fasciato. I tempi di recupero si prospettano comunque piuttosto brevi, come ha annunciato lo stesso Tsitsipas nella didascalia al suddetto post. Il greco dovrebbe ricominciare ad allenarsi a Dubai già tra un paio di settimane per poi fare rotta verso l’Australia.

Queste le parole di Stefanos in calce alla foto:

Le cose spesso diventano più difficili prima di diventare più facili, ma con ogni lotta abbiamo l’opportunità di creare la nostra storia unica. Alcuni giorni la vita è tutta incentrata sui tuoi sogni, speranze e visioni per il futuro. Ci sono anche giorni in cui la vita consiste solo nel mettere un piede davanti all’altro e anche questo va bene. A tutti i fan, grazie per il vostro continuo supporto e incoraggiamento. Sono concentrato su un futuro più sano e più felice. Prossima tappa: preseason a Dubai tra due settimane e poi non vedo l’ora di andare in Australia.”

 

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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